



Sì, ma se io voglio il figlio, e lei vuole abortire, io non posso dirle "dovevi usare un anticoncezionale"! Lei se ne frega di quello che penso io, abortisce e arrivederci. E, ripeto, io (coem contribuente) le pago pure l'aborto!
Qui sei tu che vuoi farti le domande da solo, amzi, non vuoi che ti si facciano le domande che non ti piacciano.
La plebaglia spesso sbaglia


La plebaglia spesso sbaglia










Pare, però, che l'iniziativa per il riconoscimento di paternità spetti al figlio finché vivente...
CHI
Legittimato a promuovere l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità è il presunto figlio, finchè egli viva.
Vivente il figlio, dunque, nessuno può agire in sua sostituzione, posto che l'azione sia di natura personale. Per lui, l'azione è imprescrittibile.
Se il presunto figlio muore, l'azione può essere avanzata dai discendenti legittimi, legittimati o naturali riconosciuti, entro due anni dalla morte.
Ovviamente, l'azione può essere esercitata, nell'interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà o dal tutore. Il tutore, però, deve richiedere l'autorizzazione del Giudice.
L'azione si esercita nei confronti del presunto genitore, o in mancanza, nei confronti dei suoi eredi.
® Kobra
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




È il contrario! Ma possibile che i sinistri ragionino al contrario?
Io non voglio obbligare lei a abortire! Io voglio avere una delle due:
1) il diritto di (almeno provare a) impedirle l'aborto;
2) il diritto di non mantenerlo se lei partorisce contro il mio volere.
Chiaro???
La plebaglia spesso sbaglia