Non c'è alcun tipo di "riscatto" o "salvezza" per il fatto di essere "sofferente", quella è la visione cristiana (e cmq valida per l'Aldilà).
Il problema è semplicemente "Vediamo se questo mondo è necessariamente così o se ci sono alternative cmq compatibili con la nostra natura animalesca e da non vendere ad un idealismo ultraterreno (e Nietzsche ha già ben descritto cosa capita quando si ricorre a quello)".





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io non "anelo" a niente se non a dimostrare che questa versione di mondo non è quella necessaria e questo NON è il migliore dei mondi possibili come diceva Leibniz ma uno dei tanti. E' la necessità che è alienante, mica la sofferenza.
