In un letto d’ospedale giace un corpo malato, colpito da una malattia gravissima che lo deteriora e lo sfinisce sempre più. Quelli dell’ospedale, medici e analisti, sanno benissimo di che malattia si tratta perché sono stati loro dell’ospedale, a provocarla ma non possono curare il malato così come andrebbe curato perché questa terapia non è prevista dall’ordinamento dell’ospedale. E quindi fanno altro, cioè fingono terapie che sanno benissimo che saranno inefficaci e ai parenti che chiedono notizie allarmati dal peggioramento del loro congiunto, raccontano fandonie “dovremo sperimentare nuove cure, fare riforme radicali sulla terapia, affidare il malato a medici diversi” ecc.ecc.
La crisi economica nata negli Usa nel 2008/2009 ha messo in evidenza, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il sistema neo-liberista che stava massacrando le società di tutto il mondo con il suo egoismo, aveva grandissimi difetti al suo interno. Il neoliberismo, cioè a dire “i mercati sono sempre preferibili agli Stati e alla politica i quali, nel migliore dei casi, sono inefficienti quando non guidati da politici incapaci e/o corrotti" si stava dimostrando un bluff alimentato da un capitalismo interessato. La crisi del 2008 e il crollo di banche gigantesce ha messo in dubbio queste idee. Le banche, impegnate a massimizzare i loro profitti, operano nel più puro dei mercati e quindi sono la perfetta espressione del neoliberismo e allora come è possibile che non contribuiscano sempre e comunque al benessere complessivo dell’uomo? Com’è possibile che gli odierni mercati finanziari-forse la forma più sofisticata di mercato della storia umana-siano incappati in una crisi tanto grande, se la teoria economia preponderante aveva sempre sostenuto che i mercati liberalizzati si correggevano da sé? Perché le banche si sono rivolte ai governi, chiedendo di salvarle con ingenti somme di denaro pubblico? E perché i governi hanno accettato? E quanto vale per le banche, salvate dai soldi dei contribuenti, vale anche per le aziende di produzione, quindi la domanda deve essere posta: ma non è che questa teoria neoliberisti ha troppi limiti oltre ai danni sociali che comunque distribuisce a piene mani?
Cosa voglio dire con questo? Che ogni governante che sarà eletto alla stanza dei bottoni non sarà altro che la copia dei medici di quell’ospedale che ho descritto in apertura, cioè potrà solo sottoporre il suo paese malato a terapie inutili, per l’impossibilità di operare con cure davvero efficaci.
La conclusione è che siamo tutti sottoposti a un inganno: perché questo non potrà essere meglio di quello, il verde meglio del blu, una volta entrati nella stanza dei bottoni, quantomeno dal punto di vista del sistema socio-economico.
E’ strano che i popoli non l’abbiano ancora capito e per sfogare le loro frustrazioni seguano il demagogo di turno e le sue false promesse.




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