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Discussione: Le combinazioni

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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Putin ha di nuovo sorpreso i nostri stolidi ottusi dittatori?

    Maurizio Blondet15 settembre 20155
    Anzitutto vorrei mostrare come la vera dittatura totale e stolida, sotto cui soffochiamo, sia l’Ottusità.
    Cominciamo con la Cancelliera.
    L’ultima notizia: “Berlino minaccia di tagliare i fondi UE ai paesi che si oppongono alle quote di rifugiati”.
    Ora, se questa frase vi sembra sensata, significa che anche voi siete sotto il tallone della peggiore dittatura: quella dell’idiozia. Prima osservazione: come mai “Berlino” (nel caso, il ministro tedesco dell’Interno Thomas de Maizère) si arroga il potere di disporre dei fondi europei? Tali fondi, detti “strutturali”, non sono pagati dai contribuenti tedeschi, ma da tutti gli europei. “Berlino” ha il diritto di negarli, in modo unilaterale e senza consultare gli altri stati-contribuenti? E’ questo unilateralismo coerente con i famosi principii e i famosi valori europei, per non dire gli statuti e i trattati?
    Se non fossimo sotto il tallone brutale della stupidità, le altre capitali dovrebbero protestare e dare sulla voce al ministro. Se tacciono, significa che Berlino si prenderà anche questa prerogativa di decisione arbitraria e unilaterale, mettendo le manacce sui “nostri” fondi, come ha già fatto per salvare le sue banche (devastando la Grecia), e impossessandosi della direzione politica della Bce (e non parliamo delle lezioni sui compiti a casa che ci impartisce da anni, e i cambi di governo che ha imposto all’Italia, poi alla Grecia: ingerenze continue ).
    Vorrei fosse chiaro che questo che si va’ rivelando con gli atti tedeschi non è più “europeismo” di nessun genere; non è più nemmeno l’annoso “deficit di democrazia”. Il nome di questa forma di governo è “Dispotismo”. Arbitrio di tipo che una volta si definiva “orientale”.
    Ricapitoliamo gli ultimi atti del Dèspota. E’ stata la Merkel a creare il disastro, con il suo pubblico invito a tutti i milioni di sfollati siriani, convincendoli che li avrebbe ricevuti a 500-800 mila l’anno; dopo 63 mila, la Cancelliera presa dal panico (e probabilmente da male parole dei suoi alleati bavaresi e dai sondaggi che consulta nevroticamente in tempo reale), ha “sospeso Schengen” : ancora una volta in modo unilaterale, totalitario.
    Cioè: ha chiuso i suoi confini. Ma dando come scusa per questo atto d’arbitrio quale argomento? Che l’Ungheria ha chiuso i suoi confini, e per questo andava punita lasciandole sul collo i profughi che non era riuscita ad escludere. In pratica, Merkel ha fatto ciò che incolpa il governo ungherese di fare. Berlino si sente abbastanza forte da far pagare a ungheresi, cechi, slovacchi e polacchi il costo della sua immane bestialità, e imporre che siano loro a rimediare alla sua kazzata dettata da impulsiva superficialità (o cos’altro?).
    Senza considerare il piccolo particolare seguente: uno dei motivi per cui questi paesi non possono accogliere, è perché non ne hanno i mezzi. Che il paese più ricco dell’Europa, strapieno di surplus, voglia tagliare i fondi a nazioni così povere, è una forma insopportabile non solo di ingerenza, ma di debilità mentale. I fondi, dovrebbero invece darli a questi paesi che stanno difendendo i confini europoidi. In Ungheria, i pensionati ricevono 10-15 euro al giorno dopo 45 anni di lavoro; la UE pretende che gli immigrati vengano trattati “adeguatamente”, anche se illegali. Il che significa che ogni migrante costa al contribuente magiaro 20 euro al giorno, “senza contare i danni e le spese generate dalla loro turbolenza (caos del traffico, blocco di quello ferroviario, superlavoro della polizia, per non parlare dei saccheggi e furti); l’Ungheria non è il Lussemburgo”, protesta il columnist ungherese Adam Topolansky, su Hungary Today. Protesta vana: il governante del paradiso fiscale straricco Lussemburgo, quello Juncker messo lì da Berlino, impone il trattameno “adeguato” – che il paese non può permettersi di dare ai suoi pensionati, né (se è per questo) ai suoi lavoratori, che prendono di media sui 480 euro mensili. Zaltrimenti, invece di fornirgli i fondi necessari per far fronte al costo eccezionale che i piccoli paesi sopportano, gli toglie anche i fondi strutturali – necessari per superare il divario economico di cui questi paesi, usciti dal comunismo, soffrono rispetto ai ricchi occidentali.
    Naturalmente, questi paesi vengono demonizzati perché si dicono disposti ad accogliere profughi sì, ma cristiani. La Stupidità Totalitaria si orrifica, sostenuta da quella mediatica: Orrore, orrore! Le radici cristiane dell’Europa!
    Devono beccarsi e tenersi i profughi che arrivano, senza sceglierli (la Germania invece li sceglie: quelli produttivi sì, gli altri no, sono “emigrati economici” a cui si riserva di negare l’asilo – probabilmente con l’idea di ricacciarli in Ungheria, la sua nuova discarica umana).
    Poi, in che cosa si traducono queste “quote” così fortemente volute dal Despota Idiota? Mettiamo: una quota di eritrei, ivoriani, somali o siriani registrati in Italia dovranno restare in Italia. Potranno andare in Germania o Svezia, dove vogliono e dove hanno magari dei familiari? Se no, vuol dire che questi sono messi a domicilio coatto. Dall’Europa. Dove finisce la celebrata “libera circolazione” di uomoi proclamata dalla Ue nonché dal globalismo di cui la Commissione è suddita? Spero di aver capito male, altrimenti è un altro affossamento dei principii stessi dell’Europa, la libertà personale.
    E tuttavia – bisogna riconoscerlo- in Europa almeno albeggia l’idea che la soluzione starebbe nel far cessare la guerra in Siria. Ossia nel cessare di voler cacciare ed uccidere Assad, rinunciare al cambio di regime e mediare un negoziato fra le parti per stabilizzare lo sciagurato paese. Non è l’Europa faccia nulla in proposito – anzi mantiene di suo le sanzioni contro Assad, che nuocciono al popolo siriano che si è messo dalla sua parte – ma almeno se ne parla. Già, bisognerebbe dirlo a Washington. Allora sentite questa:
    Obama il doppio, prigioniero del groupthink .

    ..In privato, mi dicono, il presidente Obama ha accettato – e forse ha anche incoraggiato – l’accresciuto sostegno di Putin al regime di Assad, avendo capito che è la sola speranza di scongiurare una vittoria degli estremisti sunniti. Ma in pubblico, Obama sente che non può far propria questa posizione razionale”.
    La stupefacente asserzione qui sopra è una citazione di Robert Parry, uno dei più grandi giornalisti investigativi americani, con ottime entrature nel sistema di potere americano, specie oggi nella Casa Bianca democratica. Non si sta inventando ciò che Obama pensa “in privato”. Dunque il presidente pensa questo, che Putin ha ragione, che Assad è meglio che resti…ma il comandante in capo, per giunta uscente, della ultima Superpotenza rimasta “non se la sente” di adottare la politica più ragionevole. E perché? Lo spiega Parry: “sente che deve placare Israele e l’Arabia Saudita”, le due lobbies che lui ha già tanto offeso “con il suo negoziato con l’Iran per restringere il suo programma nucleare, mentre i capi israeliani e i neocon americani erano per una campagna di bomb-bomb-bombardamento”.
    Per placare le due lobbies, Obama mostra sostegno al “desiderio israelo-saudita di regime change in Siria e tolleranza per l’invasione saudita dello Yemen…Così Obama, molto esercitato a parlare con differenti lati della bocca, si è unito ai linciatori della Russia, sulle posizioni dei soliti noti…”. Minacciando tramite Kerry la Russia di guerra.
    https://consortiumnews.com/2015/09/13/whos-to-blame-for-syria-mess-putin/
    Se del caso, rileggete la frase di Parry di cui sopra: per capire cosa s’intende come “dittatura dell’ottusità”, e quanto sia onnipotente il suo conformismo idiota, e forti siano le sue catene. Persino il presidente Usa ne è prigioniero, e si astiene dal proporre una misura razionale. Ha probabilmente mandato segnali d’approvazione a Mosca sull’intervenire in Siria, per poi attaccarla sui media, con una doppiezza pari solo alla bassezza e nullità morale del personaggio.
    In America (noblesse oblige) questa dittatura del cretinismo ha un nome, si chiama “groupthinking”: pensare nel gregge, tenersi dentro il gruppone. Ovviamente, per non spiacere ai veri padroni – non si tratta più di “teoria del complotto”, perché Parry dichiara che questa dipendenza è aperta e vistosa. Ma di più, c’è l’ottusità, il grouphtinking che ha assunto la forma di dittatura. Di spessa coltre sulle menti e sui cuori, di callo delle personalità di governo.

    patologia del groupthinkLo ha notato Varoufakis durante le trattative sul debito greco. Trattative? Proponevo soluzioni, e nemmeno ti ascoltavano”. E’ una cosa che ha notato recentemente Lavrov, lamentando che i leader europei hanno perso l’abitudine a pensare in modo indipendente: uno per uno, i politici europidi in privato ti danno magari ragione, ma in pubblico si attengono al groupthinking (ossia all’assenza di pensiero). Qualcosa del genere ha detto Orban, ricalcando Varoufakis: proponi soluzioni, e nemmeno ti ascoltano. Sono come robot – ma robot di vecchia generazione, prima dell’intelligenza artificiale – che si premuniscono da ogni cambiamento, diventando sordi. Groupthinkg: procedono sul binario dettato dai loro referenti magari decenni fa. E a forza di groupthinking hanno creato questo totalitarismo dell’idiota collettivo, a modo suo ferocissimo.

    Putin, niente groupthinking
    Essendosi resi sordi i servi, Putin si è rivolto ai padroni. Se è vero quel che afferma DEBKA File, qualche giorno fa Putin ha fatto a Netanyahu, in telefonate confidenziali, un’offerta sensazionale:
    http://www.debka.com/article/24885/Putin%E2%80%99s-offer-to-shield-develop-Israel%E2%80%99s-gas-fields-predated-Russia%E2%80%99s-military-buildup-in-Syria
    una partecipazione congiunta russo-israeliana dell’immenso giacimento marino Leviathan che si trova nelle acque territoriali del Libano e della Siria (uno dei motivi per cui “Assad must go”). Con il coinvolgimento di Gazprom per 7 miliardi di dollari d’investimento, Mosca ha offerto anche la sicurezza e la protezione dagli attacchi di Hezbollah e dei palestinesi. Netanyahu non ha risposto, “in considerazione delle complicazioni estreme che questo voltafaccia israeliano creerebbe con gli americani” (anche Netanyaho è prigioniero della dittatura dell’idiozia) . Adesso però “la situazione ha preso tutt’altro aspetto”, dice DEBKA – ed è la valutazione di un sito “vicino” ad ex dirigenti del Mossad, spesso critici del regime israeliano attuale, e costretti per professione ad essere, se non meno fanatici, più razionali di “Bibi”.
    Il paesaggio strategico è cambiato radicalmente per Israele”, ammette questo gruppo di professionisti dell’intelligence. E val la pena di riferire come la vedono loro.
    1) Con il rafforzamento potente e rapido della base di Tartous, “la forza aerea e la flotta russa è diventata la più forte presenza militare nel Mediterraneo orientale. Gli Usa non dispiegano nulla di paragonabile”. Asserzione sorprendente. Ma i professionisti del Mossad dicono il vero. Delle portaerei americane, i loro mezzi di proiezione globale della forza, cinque sono in riparazione in Usa, due nell’Atlantico, due nel Pacifico, una nel Golfo Persico i cui aerei decollano per “colpire Daesh” (o far finta). Fatto sta che nessuna portaerei è nel Mediterraneo, nessuna riserva è disponibile, e Israele si sente d’improvviso un pochino nuda. Tanto più che le forze russe continuano a fluire aLatakia, e “Mosca ha dichiarato l’area di Tartous, dalla Siria fino a Cipro, chiusa alla navigazione e al traffico aereo dal 15 settembre al 7 ottobre “in vista di esercitazioni militari che includeranno il lancio di missili guidati dalle navi russe”. Vicini in modo inquietante al sacro suolo di Sion, per stare tranquilli.
    Esercitazioni2) Questa forza russa toglie al governo israeliano la speranza di una rapida dipartita di Assad – speranza del resto smentita da quattro anni di conflitto; tanto più che la forza russa è affiancata dal sostegno sostanziale della Guardie della Rivoluzione iraniana:
    First Iranian marines land in Syria, link up with newly-arrived Russian troops

    “In Siria sbarcati marines iraniani” (Debka).3) insieme, troppa potenza, e troppo vicino a Israele…”da qui l’opinione, sentita nell’ultimo paio di giorni da altisisimi gradi della sicurezza israeliana, che lasciare Assad al potere può essere l’opzione migliore, dopotutto…” Lo dice DEBKA, non vedo perché non credergli.
    4) Data la prevalenza della presenza militare russa nel Mediterraneo orientale – aggiunge DEBKA – è difficile che si faccia vedere qualunque investitore estero buttare miliardi di dollari nel” giacimento Leviathan. A questo punto, la generosa offerta della Gazprom come consocio, diventa molto apprezzabile. E l’opposizione a un negoziato per la pacificazione della Siria diventa controproducente.
    Non so se davvero la mossa di Putin che qui si descrive avrà successo. Ma vale la pena di confrontare la brutale, stolida ottusità della Idio-Dittatura euro-americana con l’agilità, l’immaginazione e l’audacia delle mosse russe per rovesciare la situazione, e sbloccarla.
    Si noteranno, con godimento estetico:
    – La mostra dei muscoli militari nella quantità necessaria, ma anche sufficiente, per portare a miti consigli gli avversari e indurli a negoziare; al contrario di Washington che non fa’ che radicalizzare, impedire compromessi (come Minsk), rovinare possibilità di pacificazione esibendo una forza militare mostruosa – ma che però, al momento giusto, è sul teatro sbagliato, o in riparazione.
    russi in Siria– La “sorpresa”, atto sopraffino di audacia militare: per giorni e giorni, nessuno ha avuto una sensazione precisa di quanto fosse forte il dispiegamento russo in Siria, gli americani esprimevano “inquietudine” e minacce, ma non sapevano veramente la dimensione dell’afflusso di mezzi e uomini. Gli Usa hanno ingiutno a Greciam, Bulgaria, Irak di vietare agli aerei russi il loro spazio aereo; e alla fine sono rimasti con un palmo di naso. Di colpo, Israele scopre che Mosca è “la più forte presenza militare” alla porta di casa sua, nell’area dove credeva di poter fare tutto. E benché disponga di 200 o 400 testate atomiche, non ha alcuna voglia (al contrario di Washington e dei suoi cagnetti, Hollande e Cameron) di provare cos’è un conflitto bellico con la Russia.
    – L’accortezza e civiltà della mano tesa a Sion, sullo sfruttamento congiunto, è un’altra cosa a cui la Superpotenza Idiota ci aveva disabituato: lo scopo della potenza militare è di “fare politica con altri mezzi”, ossia per sedersi ad un tavolo di pace, dove anche l’avversario possa trovare il suo tornaconto – laddove per l’Americano il nemico è un criminale da annichilire, umiliare e distruggere da capo a fondo.
    Personalmente non sono ottimista sull’esito. La coltre della Idiozia occidentale è troppo spessa. Ma non si può negare che Putin, unico, ha provato a perforarla, a richiamare alla ragione i robotici europei e i loro padroni, americani ed ebraici. Lo scopo è di mantenere il regime di Assad in una Siria ricostruita, dove i siriani possano rientrare.

    Fantasia nel greggeNon voglio esagerare in ammirazione. Ma non posso trattenermi dal dir questo, come cristiano: è stato un premio, se non in questo nell’altro mondo, per i costruttori di pace. “Beati i costruttori di pace”. Con (malvagio) godimento estetico, contemplo la dannazione che aspetta i distruttori di pace, questa ostinata genia di ottusi stolidi idioti che ci opprime.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #562
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Ci siamo. Il Pentagono annuncia presenze di truppe statunitensi sul territorio siriano




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    Gli Usa cercano il pretesto per l'escalation con la Russia

    Notizia presa dal sito L'Antidiplomatico visita L'Antidiplomatico

    Con i russi presenti come consiglieri militari sul terreno a Latakia in sostegno della lotta del governo Assad al terrorismo, le tensioni tra il Cremlino e Washington potrebbero subire una nuova escalation con il Pentagono che annuncia la presenza di truppe statunitensi sul terreno in Siria. La motivazione ufficiale? Contribuire a combattere quell'ISIS che hanno creato, finanziato e fatto finta di combattere nelle ultime settimane.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Putin rivince, Assad resta (occhio ai false flag)

    Maurizio Blondet21 settembre 20152
    Dalla Reuters:
    Dopo colloqui con il segretario britannico agli esteri Philip Hammond a Londra, John Kerry ha fatto appello alla Russia e all’Iran perché usino la loro influenza su Assad per convincerlo a negoziare una transizione politica.
    Kerry ha detto che gli Stati Uniti danno il benvenuto al coinvolgimento della Russia nel contrastare lo Stato Islamico in Siria ma il peggiorare della crisi dei rifugiati sottolinea il bisogno di trovare un compromesso che possa anche portare a un cambiamento politico nel paese. “Abbiamo bisogno di ottenere un negoziato. E’ quel che cerchiamo, e noi speriamo che Russia ed Iran, ed ogni altro paese influente, aiuterà a portare a questo, perché è questo che impedisce alla crisi di finire”.
    Sentite, cari lettori, il cambio di tono? Ancora una settimana fa’ Washington ordinava a Grecia, Bulgaria, Irak di vietare il loro spazio aereo agli aerei di Mosca diretti verso la Siria, per impedire il rafforzamento militare russo. Sembrava pronta a rischiare lo scontro diretto fra le sue forze e quelle russe, insomma la terza guerra mondiale. Adesso tale rafforzamento “è benvenuto”. Prima, tuonava: Assad deve sparire, Assad must go, e immediatamente, prima di ogni discussione sul futuro della Siria, perché Assad era peggio dell’IS, “ha massacrato il suo stesso popolo”, non si tratta con questo criminale internazionale. Adesso si pregano Mosca e Teheran di “esercitare la loro influenza” su Assad “per convincerlo” a negoziare la transizione. L’Occidente si preparava ad attaccare unilateralmente il regime siriano, come due anni fa. Hollande e Cameron avevano già scaldato i motori dei loro caccia per farla finita con il capo siriano una volta per tutte. Gli Usa, con la scusa di colpire l’IS, colpivano le infrastrutture.
    Il povero Kerry ha aggiunto persino questo: “Sì, nell’ultimo anno e mezzo abbiamo detto che Assad deve andarsene, ma quando e con quale modalità, è decisione che va’ fatta nel contesto del negoziato di Ginevra…Non deve essere proprio un giorno o un mese…c’è un processo per cui tutte le parti devono mettersi insieme e raggiungere un’intesa su come si può meglio raggiungere questo scopo”. Incredibile o no? Prima era aggressività, minaccia, unilateralismo; gli Usa comandano e gli altri obbediscano; adesso “negoziato”, “intesa”, nel contesto di Ginevra (un negoziato fra le opposizioni siriane ed il regime, che gli Usa hanno liquidato con spregio).
    Il ruggito è diventato un miagolio, l’ammissione di una sconfitta umiliante. Chissà se sono bastati i due giorni consecutivi di bombardamenti dell’aviazione siriana (ben guidata però) contro Rakka, Idlib e Palmyra, così efficaci da mostrare che lo Stato Islamico è ben lungi dall’essere invincibile, e se l’Occidente volesse applicarcisi, la crisi dei rifugiati sarebbe presto finita.
    Quattro Sukhoi “Flanker” e otto elicotteri d’assalto russi, uniti al fatto che Mosca ha mostrato una chiara e fattiva volontà di eliminare l’IS; l’astuto invito di Putin agli americani e occidentali ad unirsi a lui nell’operazione di cancellazione dello Stato Islamico (che stavano aiutando) ossia a “combattere il terrorismo come detta il diritto internazionale”, è bastato per obbligare gli americani ad abbandonare il loro bluff. Il capo del Pentagono Ashton Carter (gran minacciatore di armi tecnologicamente miracolose, capaci di dare “Il primo colpo nucleare” a Mosca) s’è affrettato a telefonare al suo collega russo Shoygu per coordinarsi, onde scongiurare un “incidente involontario” fra gli aerei Usa e quelli russi. Lo voglia o no, Washington dovrà combattere lo Stato Islamico a fianco della Russsia. Altri complici, Turchia, Arabia Saudita, Katar, hanno visto che le loro creature jihadiste si trovano oggi davanti a un Assad rafforzato in modo decisivo dall’appoggio tecnico, logistico e d’intelligence russo. La notizia fatta circolare che Mosca “può prendere in considerazione” anche un invio di truppe se lo chiede Assad, ha probabilmente completato il quadro.
    Sicché

    1. Netanyahu s’è precipitato a Mosca per lamentarsi delle armi troppo efficaci che la Russia mette a disposizione della Siria, segno di paura.
    2. Nel Congresso Usa, per la prima volta dopo quattro anni e 250 mila morti si sono alzate voci che chiedono “una revisione delle nostre politiche anti-Assad. ” verso Assad. ( Congress rethinks anti-Assad stance - Al-Monitor: the Pulse of the Middle East

    3) Persino la crisi dei rifugiati, con le ondate inviate dalla Turchia in Europa, ha prodotto un esito che gli ispiratori non avevano probabilmente previsto: i leader europei hanno dovuto volgere lo sguardo all’atroce conflitto in Siria, che hanno fatto finta di non vedere per quattro anni; ed ovviamente non potevano vendere alle loro opinioni pubbliche la colossale falsità di Washington, ossia che per far finire il conflitto bisognava far cadere Assad e, dunque, consegnare la popolazione siriana al potere dei jhadisti. Sicché persino nell’imbelle Europa si sono alzate voci come quella del nostro Gentiloni: “Noi come Italia siamo sempre stati scettici” sulla bontà dell’impostazione di “far fuori Assad” con la “consapevolezza che le forze di opposizione erano limitate, con il rischio di creare un vuoto, in cui il terrorismo avrebbe potuto trovare spazio”.
    La grande opera di destabilizzazione di Assad, che sembrava prossima al successo solo pochi giorni fa, adesso ha mutato segno. Adesso è il processo di negoziato e pacificazione di Putin ad avere il sopravvento, su tutta la linea. Erdogan, Riyad e gli stati petroliferi del Golfo, che hanno creato Daesh, sono i perdenti – insieme ancora una volta ad Hollande e Cameron.
    L’altro vincitore è l’Iran. Dopotutto, la monarchia saudita aveva creato, e pagato, Daesh, allo scopo sì di far cadere Assad, ma perché la caduta avrebbe indebolito in modo irreparabile l’asse sciita, essendo la Siria alawita il collegamento necessario fra Teheran ed Hezbollah.
    la Islamic Pipeline è il progetto iranianoLa durata molto probabile di Assad, fa’ notare Zero Hedge, impedisce la nascita del gasdotto Katar-Turchia, un sogno americano e saudita ché sarebbe servito a sostituire le forniture di Gazprom ai consumatori europei. La tubatura avrebbe dovuto necessariamente passare per la Siria. E secondo il Guardian, “nel 2009 Assad rifiutò di firmare un accordo proposto dal Katar” per simile gasdotto, “e diede come motivazione di ‘proteggere gli interessi del suo alleato russo, che è il massimo fornitore di gas naturale all’Europa”.
    Una risposta di grande dignità e lealtà. E’ dopo quella risposta che, come ha rivelato l’ex ministro degli esteri francese Roland Dumas, “i britannici han cominciato a preparare le operazioni in Siria”. E’ per questo che Usa, Francia, Londra e Sauditi e Turchi hanno provocato morte e distruzione nel paese.
    Syria intervention plans fuelled by oil interests, not chemical weapon concerns | Nafeez Ahmed | Environment | The Guardian

    Da una tale risposta di Assad, si capisce meglio quanto sia profondo il legame che lo unisce a Mosca – e come fosse vuoto e stupido il calcolo che Putin avrebbe”lasciato cadere” un simile amico. “Noi non siamo come gli americani, noi non abbandoniamo i nostri amici”, come ha detto il generale Kasem Soleimani, delle forze iraniane Quds, corpi speciali fortemente presenti in Siria e in Irak.
    Invece di firmare il contratto col Katar, Assad ha condotto negoziati per una pipeline alternativa, con l’Iran, che passando per l’Irak e la Siria avrebbe potuto fornire all’Europa gas iraniano. Un progetto da 10 miliardi di dollari, che spaventò tanto la corte wahabita che il principe Bandar bin Sultan volle un colloquio a quattr’occhi con Putin in cui gli propose il controllo congiunto del mercato globale del petrolio, se avesse lasciato Assad al suo destino; altrimenti, avrebbe scatenato contro Mosca i terroristi, “che noi controlliamo”. Putin gli mostrò la porta. Il prezzo del barile cominciò da allora a cadere.
    Saudis offer Russia secret oil deal if it drops Syria - Telegraph
    Putin ebbe ancora più chiaro che qualunque regime si insediasse al posto di Assad, sarebbe stato un fantoccio nelle mani saudite. E gli avrebbe sottratto il mercato europeo.
    A questo punto, invece, l’Iran – liberato dalle sanzioni – prende il sopravvento nell’area. A Netanyahu, troppo occupato a mobilitare sayan e complici in Usa contro l’accordo iraniano, è sfuggita una parte del quadro più importante.
    Le temutissime forze speciali iraniane combattono in Siria in evidente alleanza con Mosca. Il 21 settembre è stato annunciato un incontro russo-iraniano “per discutere il piano in quattro punti sulla Siria”; un piano iraniano che somiglierà molto, giureremmo, a quello putiniano: eliminare Daesh, aprire un negoziato sul mantenimento di Assad (o della componente alawita) nel governo futuro della Siria, in ogni caso sbattere fuori i sauditi dall’affare.
    Onu: Arabia Saudita garante dei diritti dell’uomo

    Ma questi possono consolarsi: con l’appoggio americano, israeliano ed europeo, sono stati elevati a dirigere il Comitato per i Diritti dell’Uomo alle Nazioni Unite. Da quel seggio, detterà agli altri paesi gli standard internazionali in materia di civiltà giuridica l’illuminata monarchia coranica che pratica la pena di morte per decapitazione (dall’inizio dell’anno la “giustizia” wahabita ha già decapitato più gente di Daesh), il taglio della mano per i ladri, che ha comminato mille frustate allo scrittore e dissidente politico Saif Badawi che tiene in prigione senza capo d’accusa, e che è famoso nel mondo per come rispetti “i diritti delle donne”. Quanto ai diritti dei gay, al matrimonio omosessuale e all’adozione da parte di coppie di pervertiti, siamo sicuri che la legislazione saudita ha ormai superato le più avanzate dell’Occidente. Lo sappiamo dal fatto che Elton John non ha inscenato nemmeno una delle sue isteriche manifestazioni di odio che ha esercitato contro Putin, contro Dolce & Gabbana e contro il sindaco di Venezia.
    La ossessa Regina delle Kulandre globali tace, vuol dire che acconsente. E così l’intero movimento LGBT, la sinistra intelligente,le femministe militanti, le Femen, non trovano niente da dire sulla scelta dell’Onu.
    Cosa volete, i valori dell’Occidente sono in buone mani.

    La situazione fino a ieri(Frattanto Hollande, quello che ha rifiutato di consegnare a Mosca la nave Mistral, che tuttora si prepara a far sparire Assad a forza di bombardamenti, che ha sostenuto le sanzioni contro la Russia colpevole di combattere il regime di Kiev, ha mandato il suo ministro dell’agricoltura a pregare Putin di…togliere le contro-sanzioni contro i generi alimentari francesi, che la Russia non acquista più. Glie l’hanno chiesto i coltivatori di Francia, categoria molto potente ed irritabile)


    La Cina si unisce all’asse Siria-Iran-Russia.

    L’inviato di Pechino in Medio Oriente ha incontrato il premier iracheno (sciita) Al Maliki; ed ha dichiarato che “la Cina si porrà risolutamente a fianco degli iracheni nel loro sforzo di preservare la propria sovranità e ed indipendenza e combattero il terrorismo”. Il governo sciita iracheno sta combattendo contro lo Stato Islamico. I cinesi si stanno schierando sempre più apertamente ed efficacemente nel conflitto.

    Putin rivince, Assad resta (occhio ai false flag) - Blondet & Friends
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #566
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    http://www.maurizioblondet.it/putin-parla-a-netanyahu-sarcasmo-contro-chutzpah/
    Putin parla a Netanyahu: sarcasmo contro chutzpah


    Maurizio Blondet23 settembre 20151
    Netanyahu s’è precipitato a Mosca, ha voluto assolutamente parlare con Putin, ed è stato accontentato. Si è lamentato perché il nuovo armamento russo fornito alla Siria è una minaccia esistenziale per Israele, povera angelica nazione sempre in pericolo. Secondo Bibi, Siria e Iran stanno fornendo queste armi ai “terroristi”, ossia ad Hezbollah, per “creare un secondo fronte terrorista sulle alture del Golan” (che fra parentesi Israele occupa illegalmente dal ’67).
    La risposta di Putin è stata: tranquillo, in questo momento la Siria ha altre preoccupazioni, deve difendere la sua sovranità.
    Ecco, letteralmente: “Per quanto riguarda la Siria, noi sappiamo e comprendiamo che lo stato siriano attuale non si può permettere di consacrare tempo all’apertura di un secondo fronte, sta cercando di preservare la propria sovranità”.
    Putin ha però avuto molta comprensione per gli usuali, forse un tantino più insistiti piagnucolamenti del premier di Sion sul pericolo mortale che i razzetti di Hamas fanno sovrastare sul popolo ebraico. Ha accettato di “condannare” ufficialmente questi lanci. Con la seguente frase:
    “Condanniamo i tiri di razzi contro gli israeliani. Per quanto ne so, tali tiri partono da installazioni artigianali”.
    Installazioni artigianali.
    Netanyahu se n’è tornato con le pive nel sacco. Aveva preteso di chiedere a Mosca di rinunciare nientemeno che alla sua strategia medio-orientale, il mantenimento dello sbocco nel Mediterraneo e dello sbocco in Europa, strategia che Putin ha dichiarato vitale per l’interesse nazionale russo. E cosa offriva in cambio? Nulla. Netanyahu era venuto a dare ordini, com’è abituato a fare in Occcidente.
    Come abbiamo già raccontato sulla scorta di Debka File, Putin aveva offerto mesi fa a Bibi un’alleanza con Gazprom per lo sfruttamento congiunto del giacimento Leviathan, davanti al mare siriano-libanese. Probabilmente si aspettava dal sionista una risposta. Netanyahu è giunto a mani vuote, a dar ordini, senza contropartita. E’ stato mandato a casa. Sarcasmo contro Chutzpah.
    La rottura strategica provocata dai russi con il loro dispiegamento a fianco dellla Siria sta producendo risultati, non del tutto comprensibili. Uno:
    Si dimette a sorpresa il capo Usa della “coalizione anti IS”, quella finta

    John Allen, generale, era stato incaricato da Obama di gestire come suprvisore la “coalizione anti-IS”; ossia la finta guerra contro lo stato islamico cui partecipano Giordania, sauditi, francesi, inglesi – insomma quelli che aiutano lo Stato Islamico. Allen è stato comandante supremo delle forze alleate in Afghanistan. Nessuna spiegazione è stata data del ritiro.
    La Merkel accetta bombe atomiche Usa contro la Russia

    Gli americani hanno voluto piazzare in Germania venti nuove testate atomiche, della potenza complessiva di 80 bombe tipo Hiroshima. E’ una evidente minaccia a Mosca, tanto pià che sono bombe proclamate “tattiche”, ossia con l’intenzione di usarle in una guerra convenzionale.
    Angela Merkel, la durissima, moralissima Angela, ha obbedito. Nel 2009 il parlamento tedesco aveva votato per il ritiro delle armi atomiche americane dalla Germania; ma che cosa volete che conti oggi la “democrazia”? Le nuove bombe (B61-12) saranno piazzate nella base aerea americana di Buchel, Renania-Palatinato. La base verrà rimodernata a spese del contribuente tedesco: 120 milioni di euro. Il contribuente tedesco, che ha preso per il collo i greci, paga senza fiatare per l’occupante, paga per la guerra che detto occupante sta conducendo in Ucraina; e paga anche per le cause miliardarie che l’occupante fa’ allo scopo di far fallire le sue case automobilistiche, colpevoli di fare concorrenza a quelle americane.
    La terza guerra mondiale, se avverrà, avverrà dunque sul territorio tedesco: l’hanno deciso i nostri padroni. In tal caso, l’armata russa dovrà occupare fulmineamente più territorio che potrà, onde rendere impossibile, o troppo controproducente, l’uso di quelle atomiche cosiddette tattiche, che farebbero strage di tedeschi. Esito a dirlo, ma è lo scenario “visto” dal veggente Irlmaier negli anni ’50. Potete andarvelo a rileggere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #567
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    Predefinito Re: Le combinazioni



    Mosca risponderà a atomiche Usa Germania

    Portavoce, "violano equilibrio strategico". Misure sicurezza









    (ANSA) - MOSCA, 23 SET - La decisione della Germania di ospitare armi nucleari Usa viola l'equilibrio strategico, Mosca prenderà importanti misure di sicurezza: lo ha affermato Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #568
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Siria, Putin attaccherà senza consenso Usa

    GEOPOLITICA | Russia pronta a tutto pur di difendere Assad, l'ultimo regime alleato di Mosca in Medioriente. Scontro frontale all'Onu il 28 settembre.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #569
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Nella Storia vi sono dei flessi storici che cambiano il profilo della curva comportamentale dei popoli.
    Costantino fu l'artefice di un importante e determinante flesso storico.

    Riusci con il Concilio di Nicea a codificare il Cristianesimo, a portare senza remore la sua sede a roma.
    Fuse l'organizzazione mitraica con il Cristianesimo. Diede una capitale all'impero romano dell'oriente nominando Bisanzio con il nome di Costantinopoli.

    L'impero romano di occidente durò solamente ancora poco più di un secolo, perché roma essendo per destino sede di corruzione (come lo è ancora oggi), non era in grado di difendersi.
    L'impero di Costantinopoli durò ancora circa mille anni, fino a quando crollò di fronte alla tecnica di nuovi cannoni per abbattere le mura.

    Costantinopoli diventò sede mussulmana, e nessuno ne prese l'eredità.
    Ma la Storia non demorde.
    Mosca dopo la batosta ideologica del comunismo oggi vuol essere la nuova Costantinopoli e forse meglio la nuova roma.
    O si taglia o il caos

  10. #570
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    Predefinito Re: Le combinazioni

    Oggi ideologie e religioni contano più niente, e Putin (di origine veneta) vuole ergersi difensore dei popoli.
    L'unica religione che si dimena è l'islam che dimostra come il pensiero religioso serve solamente più per armare degli eserciti.

    Teoria della capacità di fare la guerra sotto l'egida di una religione, non quella di popoli come fece per primo Donato (vescovo egiziano) quasi contemporaneo di Costantino.
    Se Mosca vuole diventare l'impero di oriente deve conquistare il Mediterraneo orientale seguendo il sogno degli zar.

    La situazione è matura.
    Gli USA per i soliti disegni imperialisti ed economici ha destabilizzato il medio oriente creando le basi per Al Qaeda e l' ISIS.

    L'ISIS molto utile per i disegni USA, ha creato il problema del terrorismo: elemento necessario per dare un aiuto psicologico agli sbandati che provengono a combattere da tutto il mondo monoteistico islamico.
    Questo mondo è in continua evoluzione, le seconde e le terze generazioni islamiche in terra di economia occidentale sono frustate perché educate nella cultura islamica non possono vivere nel mondo cristiano perché, con la mentalità islamica, diventa difficile arrivare a crearsi una vita
    economica del tipo europeo.

    Questa violenza giustifica moralmente chi ha compreso che con la mentalità islamica non si può vivere economicamente all'occidentale.

    Il terrorismo crea del panico determinando ad essere pronti a chiudere un occhio di fronte alle argomentazioni per fermarlo.
    Putin ha preso la palla al balzo.
    O si taglia o il caos

 

 
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