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Il principio “repubblicano” di presunta colpevolezza. – Il “mostro” risponde…, Antonio Caracciolo
Il principio “repubblicano” di presunta colpevolezza. – Il “mostro” risponde…di Antonio Caracciolo - 22/11/2009
Fonte: Civium Libertas [scheda fonte]
La mia memoria corre ad anni lontani, quando ero studente di Aldo Moro ed il suo assistente ci intratteneva sul principio della presunzione di innocenza dell’imputato, fino a sentenza definitiva passata in giudicato. Ricordo che si discettava, se la presunzione di innocenza non si dovesse più rigorosamente concepire come presunzione di non colpevolezza. Altrimenti, le indagini su un imputato non avrebbero potute neppure venire iniziate, qualora si fosse dovuto presumere che era già innocente. Credo che, sensatamente, la presunzione sia da intendere come un giusto principio di salvaguardia della dignità della persona, del suo onore, della sua incolumità, fino a quando una “giusta" pena non possa venire comminata. Non è comunque il nostro caso, né in un senso né nell’altro, quando si ha che fare con un quotidiano, come “Repubblica”. Per certi suoi giornalisti, infatti, sembra valere una considerazione opposta: la presunzione di colpevolezza, fino a sentenza definitiva e, qualche volta, pure oltre. Non sto esagerando e cerco di dimostrarlo.
È di qualche giorno la notizia apparsa sul sito on-line della redazione torinese de “La Repubblica”, a firma di Lorenzo Pleuteri.
Annullata la punizione al prof negazionista.
Ha vinto il primo round legale, Renato Pallavidini, il docente di storia e filosofia che aveva espresso in aula posizioni negazioniste e filopalestinesi durtante il giorno della memoria di due anni fa. L'insegnante fu sospeso per 14 giorni e condannato al pagamento delle spese processuali.
di Lorenzo Pleuteri
(20 novembre 2009)
Proviamo, ora, ad analizzare e commentare. Intanto, non esiste nel Codice penale vigente – ch’io sappia – uno specifico titolo di reato, chiamato “negazionismo”. E mi auguro che ad una simile barbarie mai si giunga. Allibisco, poi, all’idea che possa costituire una qualsiasi materia di criminalizzazione e di incriminazione penale il fatto di interessarsi di storia; oppure, di essere filopalestinesi, anziché filoisraeliani o filoesquimesi. Ma anche ipotizzando che simili reati possano esistere, oltre a dover fare valere la presunzione di innocenza per chiunque, ci si dovrebbe attenere, a maggior ragione, ad una sentenza di primo grado che quell’innocenza proclama, in nome e per conto del popolo italiano.
Ed invece no! Qui si tenta di irridere o schernire la sentenza di primo grado. Si continua, nella titolazione, a bollare come “negazionista” il docente torinese Pallavidini. E si tenta altresì di “eccitare” i lettori, per il secondo round: cioè, il possibile Appello. Ma come fa Pleuteri a sapere già che vi sarà un Appello? Dove ha attinto l’eventuale informazione? Forse è lui stesso, considerandosi “parte in causa”, che intenderebbe proporre l’Appello per nome e per conto di “Repubblica”, dove egli scrive?
Insomma, anche la peggiore barbarie, a confronto, allibirebbe! Torino è una città nella quale le cronache locali di testate nazionali, sembrano preferibilmente occuparsi di ciò che un docente di Liceo dice o non dice a lezione. È una città, dove un docente si ritrova ad essere costretto a circolare con la scorta della polizia, per poter semplicemente andare in aula, a tenere le sue lezioni. Questo paese, non è l’Iraq o l’Afghanistan del dopo Bush jr. E’ l’Italia: un Paese che molti, ormai, nel migliore dei casi, tendono a paragonare ad una “Repubblica delle banale”. Forse peggio. Vi è poco da commentare… Diciamo che cascano le braccia!
La notiziola apparsa sul web non è sfuggita al diretto interessato, che dopo due commenti coperti dall’anonimato, ha pensato di lasciare questo suo commento chiarificatore:
“Visto che l'interessato dell'accusa e della sentenza sono io, mi sembrano doverose due precisazioni (che mi sembrava, però, di aver già dato ai vostri giornalisti sin dal febbraio 2007!). Io non sono negazionista, non mi sono mai interessato al problema; Né in classe ho espresso queste tanto deprecate tesi negazioniste. Ho duramente stigmatizzato la politica israeliana in Medio Oriente, come facevano normalmente in tanti, Repubblica compresa, prima che le lobbyes sioniste, prima che il sionismo giungesse a questi livelli di potere. Credo anche di aver impressionato favorevolmente la giudice, affermando che nella mia fornitissima biblioteca privata, su circa 3600 volumi di storia, filosofia, ecc. esistevano solo due minuscoli testi negazionisti, giusto per farmene un'idea come insegnante e studioso di storia. Quindi, per cortesia, correggete il testo! datemi del rivoluzionario, del pazzo sostenitore di Ahmadinejd, ma non del negazionista perché non lo sono!”.
Renato Pallavidini
Certamente opportune, ma inadeguate – rispetto alla “potenza di fuoco mediatico” di cui dispone una testata come “Repubblica” – le ordinarie capacità di reazione di un comune cittadino che può venirsi a trovare diffamato e criminalizzato, a discrezione dei “padroni del vapore”. Nessuno dovrebbe trovarsi nella condizione di dover respingere accuse assurde.
Non possiamo non collegare, anche questo episodio, all’interno di una strategia che da anni si persegue, ed il cui obiettivo è l’instaurazione di un regime di terrore, per ogni forma di pensiero che non si voglia allineare su livelli di pregiudizio sempre più bassi. Mi chiedo: quando sarà possibile una sana, lecita, non violenta reazione di fronte ad un’intimidazione di regime sempre più oscena e insopportabile?
Tante altre notizie su Arianna Editrice




Il caso Polanski...
[La Banlieue S’exprime] L’affaire Polanski...


"The Revisionist Method Applied to the History of the Third World War"
an article dating from May 11, 2003. A rereading six years afterwards may be worthwhile.
Translated from the original French, it exists also in German and Italian.
NB: an English translation put into circulation in 2003 was defective.
ROBERT FAURISSON: The Revisionist Method Applied to the History of the Third World War


Parlar chiaro su Israele: George Galloway deputato laburista inglese
YouTube - George Galloway: Israel is a Terrorist State


Andrea Carancini: Pensiamo ai nostri prigionieri per Natale
Immaginiamo il piacere che avranno i nostri prigionieri quando riceveranno un sacco pieno di biglietti di auguri per Natale!
Almeno si renderanno conto che non sono dimenticati. Ecco i loro indirizzi:
Ernst Zündel
JVA Mannheim
Herzogenriedstrasse 111
D-68169 Mannheim
(Germania)
incarcerato dal 5 Febbraio 2003
Avvocato Horst Mahler
Anton-Saefkow-Allee 22
D-14772 Brandenburg/Havel
(Germania)
incarcerato dal 25 Febbraio 2009
Gerd Honsik
Justizanstalt Wien-Josefstadt
Wickenburggasse 18-22
A-1082 Vienna
(Austria)
incarcerato dal 23 Agosto 2007
Wolfgang Fröhlich
Justizanstalt Wien-Josefstadt
Wickenburggasse 18-22
A-1082 Vienna
(Austria)
incarcerato dalla metà di Settembre 2007
Avvocato Sylvia Stolz
JVA
Münchener Str. 33
D-86551 Aichach
(Germania)
incarcerata dal 14 Gennaio 2008
Sylvia desidera che i corrispondenti che accluderanno un biglietto da 5 o da 10 euro al loro invio postale scrivano in fondo alla lettera la seguente menzione: "Verwendungszweck: Sondergeld 1".
________________________________
Altri detenuti in lista al sito:
Julfestgrüße an Gefangene
Auch in diesem Jahr möchten wir euch gerade jetzt zur Julzeit an unsere weggesperrten Kameraden erinnern. Unsere völkische Gemeinschaft zeichnet sich durch den starken Zusammenhalt untereinander aus, denn wir kennen noch Tugenden wie Treue, Freundschaft, Aufopferung und viele andere. Jeder, der sich unserer Gemeinschaft zugehörig fühlt, sollte diese Werte in sich tragen und vor allem danach handeln.
Unsere inhaftierten Kameraden, die sich in irgendeiner Form für unser Deutschland einsetzten und dafür vom deutschenverachtenden System brd eingekerkert wurden, sind bis auf ein paar Ausnahmen ganz allein hinter Gittern. Sie sind auf uns „da draußen“ angewiesen. Ohne unsere Unterstützung ist für sie die Julzeit eine Zeit wie jede andere. Es gibt kaum einen Unterschied zum allgemeinen Haftalltag. Wir mögen es uns nicht vorstellen können über die Feiertage allein zu sein, für die Inhaftierten ist dies unweigerlich Tatsache. Sie haben niemanden zum Reden, da der Großteil der Mitinsassen Abschaum ist, so dass die Inhaftierten lieber alleine sind, als sich mit solchen Leuten abzugeben.
Besorgt euch daher einige Julfestkarten - oder fertigt selber welche an - und schickt diese dann einigen inhaftierten Kameraden als Aufmerksamkeit zu. In Gedanken sind wir bei ihnen, das sollten wir ihnen auch zeigen!
Zur Adressensliste: Adressensliste
--
Wer keine Nachrichten mehr von uns erhalten möchte, schickt uns bitte einen E-Brief mit dem Betreff "nein". Wir löschen ihn dann umgehend aus unserem Verteiler!
JVA-Report
www.ns-archiv.national-socialism.org
Ultima modifica di Harm Wulf; 18-12-09 alle 19:11


Report: Vegas teacher accused of denying Holocaust
(AP) – 2 hours agoDec. 18, 2009
The Associated Press: Report: Vegas teacher accused of denying Holocaust
LAS VEGAS — A Las Vegas teacher has been told to stay home while district officials investigate a claim that she denied in class the Holocaust happened, a newspaper reported Friday.
Clark County schools spokesman Michael Rodriguez said Northwest Career and Technical Academy teacher Lori Sublette was assigned to remain home, and appropriate action would follow an investigation.
Student Katie Piranio told the Las Vegas Review-Journal that Sublette said during a Nov. 25 class that history books were inaccurate and Nazis in World War II lacked the technology to kill millions of Jews.
Sublette did not immediately return a message left by The Associated Press seeking comment.
The Review-Journal said she did not answer when a reporter reached her Thursday and asked if she had denied the Holocaust happened.
Sublette said she was not in a position to respond and would have to talk to her principal.
Sublette is a full-time gym teacher. The district says she was teaching a 30-minute weekly class designed to prepare students for life after high school


Robert Faurisson im Dezember 1981 über „Das Problem der Gaskammern“, mit deutscher Synchronisation.
Videos in der BRD nur mit zensurfreier IP zu sehen.
Teil 1:
http://www.youtube.com/watch?v=rArqm-3Y5Ak
Teil 2:
http://www.youtube.com/watch?v=PEyrdouB4DA
Teil 3:
http://www.youtube.com/watch?v=soAchUcE02A
Teil 4:
http://www.youtube.com/watch?v=FIXTSL5oMc4
Teil 5:
http://www.youtube.com/watch?v=kdPPYHq12_k
Teil 6:
http://www.youtube.com/watch?v=hxkPiqQwVRo
Teil 7:
http://www.youtube.com/watch?v=_wrxxNVWDzQ
Teil 8:
http://www.youtube.com/watch?v=tEd36NYAH_I
+++++++++++
Für diejenigen, die keine zensurfreie IP-Adresse haben, hierhin gehen:
Teil 1:
http://www.4shared.com/file/17711353...Deutsch_-.html
Teil 2:
http://www.4shared.com/file/17711780...Deutsch_-.html
Teil 3:
http://www.4shared.com/file/17711873...Deutsch_-.html
Teil 4:
http://www.4shared.com/file/17712012...Deutsch_-.html
Teil 5:
http://www.4shared.com/file/17712456...Deutsch_-.html
Teil 6:
http://www.4shared.com/file/17712691...Deutsch_-.html
Teil 7:
http://www.4shared.com/file/17712837...Deutsch_-.html
Teil 8:
http://www.4shared.com/file/17712917...Deutsch_-.html
Ultima modifica di Harm Wulf; 21-12-09 alle 01:05


Zundelsite - Cartoon - Politically incorrect bird
Andrea Carancini: Le vignette del sito Zundel - IV
BRUTALE CENSURA NELLA MAGGIOR PARTE DEI PAESI EUROPEI
In Germania è ok, ad esempio, dubitare dello Spirito Santo – ma non dell’Olocausto!
I reati d’opinione in Germania vengono definiti di solito “…diffamare la memoria dei morti”. Una difesa di tipo forense o documentario non viene permessa. La punizione di un reato d’opinione può comportare fino a cinque anni di prigione!
Persino gli avvocati difensori rischiano di essere penalmente incriminati, condannati e incarcerati – se osano difendere i loro clienti offrendo prove forensi e documentarie che l’”Olocausto” non è un fatto “ovvio”.