





Cireno ma te hai mai preso un prestito in vita tua? E se si, gli hai fatto un discorso del genere al direttore della filiale?
Lui te l'ha spiegato che i soldi servono a te?


S'innescherebbe una spirale inflattiva e strutturale, con svalutazione perpetua del valore di tutti i beni e i servizi. Nessuno al mondo, e nella storia, ha mai pensato di fare una cosa del genere, e quando ci hanno provato se ne sono pentiti amatamente.
Ma è ovvio, pagarsi da soli i propri debiti facendo finta di avere i denari per farlo (perché stampare in questo caso è fingere, è nascondere la polvere sotto il tappeto) non è molto intelligente.
Ultima modifica di markk; 08-07-15 alle 08:14




come ragionamento di regola finanziaria non fa una piega ma dimentica qualche cosetta:-
-per esempio, perchè e come mai gli Usa da sempre stampano tonnellate di dollari-vedi l'ultima immissione di denaro fresco voluta da Obama che ha oprtato all'immediata ripresa dell'economia americana?
-come mai molti economisti SERI affermano che una leggera inflazione (sotto il 3%) aiuta l'economia?
Tenere presente che c'è il Paese RE dell'UE che ha paura dell'nflazione, perchè ha avuto Weimar. E comunque quello che io ho scritto ha bisogno di una appendice. Lo faro


S'innescherebbe una spirale inflattiva e strutturale, con svalutazione perpetua del valore di tutti i beni e i servizi - ha scritto Markk-se la BCE prestasse i soldi agli stati con un tasso dello 0.50%.
Bene, questa è un'affermazione che, anche se ha avuto il plauso di un paio di amici, non è confortata da nessuna prova, anzi...
Vediamo.
Blanchard, capo economista del FMI, qualche tempo fa scrisse "dobbiamo fare azioni per portare il tasso di inflazione del mondo occidentale al 4%, per favorire la ripresa economica.
Ora il 4% di inflazione, in una UE che non arriva nemmeno all'1% vorrebbe dire inondare il mercato UE di 20/22mila miliardi di euro, una cifra che coprirebbe completamente, annzi ne avanzerebbe, tutti i debiti delle nazioni UE. Ma c'è un'appendice che io ho promesso, che se adottata, impedirebbe qualsiasi aumento del tasso inflattivo.
Appendice:-
-se la BCE stampa 2000 miliardi-faccio un esempio-e chiude il debito italiano, cosa succede? Succede che l'Italia dovrà pagare lo 0.50% invece del 5% di interesse e lo dovrà pagare alla BCE. Quindi, un conto rapido: invece di 100 miliardi di interessi l'Italia ne pagherebbe 10, ok?, ma quei 90 mld risparmiati dovrebbero comunque essere dati in conto debito alla BCE che PROVVEDERA' A BRUCIARLI, evitando così quell'aumento del tasso di inflazione che tanto fa paura ai tedeschi e a Markk.
Ultima modifica di cireno; 08-07-15 alle 09:44


PER QUAYAG
Dici che il tasso di interesse del 4% non è da usurai se applicato agli Stati?
Bene, la Grecia da qualche anno paga interessi oltre il 12%, che dici?


Il 75% della popolazione mondiale ha un QI più alto di quello di cireno
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


A proposito di inflazione...posto qui un articolo interessante....:
Stampare moneta NON crea immediatamente inflazione.
É’ uno dei tanti concetti dell’economia che vanno contro l’intuizione comune. Eppure le ragioni non sono così difficili da comprendere.
Per inflazione s’intende, qui, una tendenza forte e persistente all’aumento del livello medio dei prezzi.
Che cosa provoca l’incremento dei prezzi ? il fatto che la domanda dei beni superi l’offerta.
Immaginiamo che a un determinato livello di prezzo mille persone siano in grado di comprare un’auto. Ma fisicamente è possibile produrne solo novecento.
Allora i prezzi salgono e agiscono come un meccanismo di razionamento.
I prezzi aumentano fino al punto in cui solo novecento persone sono in grado di pagare il maggior prezzo: novecento auto vengono vendute e cento persone rimangono senz’auto.
Bene. Immaginiamo invece una situazione diversa, opposta. Novecento persone sono in grado di comprare un auto ai prezzi attuali, e ci sono impianti, manodopera e materiali sufficienti per produrne mille.
Vogliamo fare in modo che vengano prodotte e vendute mille auto, cioè che le risorse produttive vengano interamente utilizzate.
Prima ipotesi: la banca centrale stampa più moneta. Ma non la mette a disposizione del pubblico. La dà alle banche, acquistando titoli (per esempio titoli di stato) da esse posseduti. Questo è il cosiddetto “quantitative easing”, che dovrebbe servire da stimolo alla domanda.
Ma il clima generale è di pessimismo, e le banche non utilizzano questa moneta per finanziare consumatori e imprese: la lasciano depositata presso la banca centrale.
La domanda, la produzione e i prezzi delle auto aumentano ? no. Non è cambiato nulla né nella domanda di auto, né nella capacità di produrle.
Seconda ipotesi. La banca centrale stampa moneta e la mette a disposizione del governo, il quale in parte la spende e in parte riduce le tasse ai cittadini.
Aumenta il deficit dello stato, inteso come differenza tra spesa statale e incassi fiscali: il che significa che più potere d’acquisto viene messo a disposizione del settore privato.
Tuttavia, come abbiamo visto, la domanda di auto era pari, prima dell’intervento statale, a novecento unità. Ma ci sono impianti, manodopera e materiali per produrne mille. Si parte, quindi, da un alto livello di disoccupazione: non solo disoccupazione della manodopera, ma disoccupazione delle risorse produttive in generale.
La domanda viene incrementata per l’equivalente di cento auto. Le risorse inutilizzate vengono messe al lavoro e vengono prodotte cento auto in più. Aumentano i prezzi ? no, perché non c’è bisogno di razionare le risorse. Si riattivano risorse che in precedenza non venivano sfruttate.
I prezzi aumentano solo quando la domanda supera la capacità produttiva. Stampare moneta è un modo per finanziare l’incremento della domanda. Ma:
Se la moneta viene data alle banche e queste la lasciano depositata presso la banca centrale, non c’è incremento di domanda (né tantomeno di prezzi).
Se la moneta va a incrementare la domanda, ma non la spinge al di sopra della capacità produttiva, non c’è incremento di prezzi.
Se invece la domanda è già pari alla capacità produttiva, allora aumentandola c’è incremento dei prezzi. Ma la causa è la crescita della domanda oltre il livello della capacità, non il fatto (in sé) di aver stampato moneta.
Allora riassumendo:
Caso 1: stampo moneta ma non incremento la domanda. Non c’è inflazione.
Caso 2: stampo moneta, incremento la domanda che però rimane al di sotto della capacità produttiva (o comunque non la supera). Non c’è inflazione.
Caso 3: stampo moneta, incremento la domanda e la porto a livelli superiori alla capacità produttiva. C’è inflazione.
Come vedete, l’unico caso in cui c’è inflazione è quello in cui la domanda supera la capacità produttiva: il caso 3. L’inflazione è causata dalla domanda che eccede l’offerta, non dall’aver stampato moneta.
In situazioni in cui (come oggi) c’è un fortissimo sottoutilizzo delle risorse produttive (leggi alta disoccupazione) non c’è, non ci può essere alta inflazione.
Stati Uniti, Regno Unito, Giappone hanno stampato enormi quantità di moneta, ma non hanno incrementato la domanda al punto da superare la capacità produttiva delle rispettive economie. E non c’è stata inflazione.
Allo stesso modo (anzi a maggior ragione) nell’Eurozona è oggi possibile incrementare fortemente la domanda (finanziando la maggior domanda con moneta di nuova emissione) senza alcun significativo rischio di inflazione.