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Risultati da 41 a 47 di 47
  1. #41
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Ancora a misurare il potenziale di un paese con la "produzione industriale". Ma non hai capito che l'industria è roba vecchia, non produci occupazione con le fabbriche di scarpe, o di maglioni.

    L'italia ha (aveva possiamo incominciare a dire) una produzione industriale in settori tradizionali : tessile-abdigliamento, agro-alimentare, meccanica, arredamento casa.

    Per quanto riguarda gli USA ci sono come sempre intere batterie di dati su cui ragionare:

    BEA : Gross-Domestic-Product-by-Industry Accounts

    BEA : Gross-Domestic-Product-by-Industry Accounts

    BEA : Gross-Domestic-Product-by-Industry Accounts


    Come si puo vedere le multinazionali manifatturiere spostano all'estero la produzione e il valore aggiunto cresce in altri settori: health care, formazione, educazione, cultura, turismo......

    Come ho detto il manifatturiero non crea piu valore aggiunto in occidente ecco perchè vanno in Cina.
    Vero. Ma anche in Cina ci sono segnali che il manifatturiero classico mostri segni di rallentamento. Quindi passeranno ad altri paesi i tuoi fantomatici capitali? E poi finiti i paesi da utilizzare dove andranno?
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  2. #42
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    Citazione Originariamente Scritto da blobb Visualizza Messaggio
    veramente sono stai primi i russi a mandare un uomo nello spazio...
    ciò non toglie che la cina insieme ad usa e russia siano l'unici ad averlo mandato
    tra un paio di anni manderanno navicelle che arrivano alla stratosfera non nello spazio come si intende... è un altra cosa...
    certo i prodotti cinesi saranno anche inferiori ma se valuti che solo 15 anni fa si prevedeva che sarebbero state le auto occidentali ad invadere il mercato cinese perchè si ipotizzava che non erano in grado di produrle....

    sai negli anni 70 si prendevano in giro i giapponesi perchè erano capaci solo a copiare.....
    facevano le auto ma erano copie di quelle americane guarda ora...
    mi pare che si ripete lo stesso errore con la cina.....
    Tanto per cominciare i protagonisti assoluti dalla corsa alla spazio sono stati USA e Russia.

    I cinesi hanno avuto ed hanno un ruolo assolutamente minoritario.

    La situazione del Giappone è molto diversa rispetto ai cinesi per due motivi:

    1) Il giappone sviluppo il proprio sistema industriale prima della 2a guerra mondiale e lo ricostrui dalla fondamente a partire dagli anni cinquanta.
    I nipponici non hanno mai avuto nessun investimento diretto (degno di questo nome) dagli USA o altri paesi. Hanno praticamente fatto tutto da soli, certamento avvantaggiandosi di talune tecnologie sviluppate dagli USA, cedute o ricopiate.

    2) Il giappone riusci a sviluppare una serie di brand industriali (Sony, Toyota, Canon, Toshiba, Honda.....) gia alla fine degli anni sessanta e li consolidà all'inizio degli anni ottanta.

    La Cina si sviluppa da 30 anni ma ad oggi di brand non ne abbiamo visto, ed è molto difficile che vengano fuori visto che scansare dal podio le varie Coca-cola, Apple, IBM, Kraft, Mercedes, Cisco.....e via dicendo è impresa quasi impossibile.

    Se il sabato andate al centro commerciale vi rendete conto che il mondo consumistico ruota attorna a circa 500 imprese-brand.
    Dalla mayonese, alle scarpe da tennis, dal computer al auto, dai biscotti alla Tv quasi tutto è gia "occupato" da qualche mega-multinazionale USA, GIAPPONESE, COREANA, TEDESCA, ITALIANA.....ed è difficile buttare fuori mercato corazzate di quelle dimensioni.

    I cinesi in realtà dovrebbero produrre quello che ancora non c'è.
    Inventare, praticamente, ma in questo sono abbastanza scarsi.

  3. #43
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    Dunque la Cina sia per i costi del lavoro in ascesa e per questioni di competizione internazionale investe sempe più in R&S. Fino ad ora l’aumento degli stipendi è stato compensato dall’aumento dell’efficienza e della produttività del lavoro, ma la Cina si sta preparando al domani senza per questo far sì che diventi una guerra tra poveri. La tecnologia è stata importata dall’esterno ma i cinesi stanno imparando ad usarla. Le aziende straniere stanno introducendo macchinari, tecniche di produzione uno know how che i cinesi stanno asorbendo. Molte delle produzioni prima in mano straniere oggi vengono prodotte direttamente da aziende cinesi
    Gran parte del mercato asiatico dei personal computer è in mano alla Lenovo, di cui abbiamo già parlato, che è anche la quarta produttrice di pc a livello mondiale. All’interno della Cina il 70% del mercato dei pc viene soddisfatto da aziende nazionali.
    In Cina si trova una società specializzata nella produzione di semiconduttori tra le più grandi a livello mondiale: Leshan-Phoenix semiconductor. E’ una joint venture controllata dall’americana On Semiconductor, produce ogni mese oltre un miliardo di commutatori, diodi e altro ancora. Non è solo questione di basso costo della manodopera ma anche sull’ottima qualità dei manufatti ad alta tecnologia. La Cina si sta specializzando nell’assemblaggio e nel collaudo dei semiconduttori, in cui ha un posto di rilievo a livello internazionale. La Cina infatti incentiva questi insediamenti industriali creando infrastrutture e attraverso sgravi fiscali. Il fine è lo sviluppo un settore tecnologicamente avanzato e ad alto valore aggiunto.
    Per la prima volta in quasi un secolo gli USA hanno un competitore come guida nella economia mondiale e nella innovazione tecnologica. Gli indicatori predicono che la Cina presto sorpasserà gli USA nella capacità di sviluppare la scienza e la tecnologia di base, nel trasformare questi sviluppi in prodotti e servizi e di introdurli nel mercato mondiale. Benché la Cina sia spesso vista solo come produttore di merci a basso costo, uno studio degli ”indicatori di alta tecnologia” fatto da ricercatori del Georgia Institute of Technology svela che la Cina ha ben altre aspirazioni.
    PER LA PRIMA VOLTA IN QUASI IN UN SECOLO, VEDIAMO LA LEADERSHIP NELLA RICERCA DI BASE E LA CAPACITÀ PERSEGUIRE I BENEFICI DELLA RICERCHE, DI GENERARE ED INTRODURRE I PRODOTTI SUL MERCATO BASATI SU RICERCA – IN PIÙ DI UN POSTO SUL PIANETA,” HA DETTO NILS NEWMAN, CO-AUTORE DELLO STUDIO. “DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE GLI USA SONO STATI LA GUIDA DELL’ECONOMIA GLOBALE. ORA ABBIAMO UNA SITUAZIONE IN CUI I PRODOTTI TECNOLOGICI CHE STANNO COMPARENDO SUL MERCATO NON SONO STATI SVILUPPATI NÉ COMMERCIALIZZATI QUI, NEGLI USA. NON AVREMO NESSUN COINVOLGIMENTO CON QUESTI PRODOTTI E POTREMMO ANCHE NON SAPERE COME VENGONO COSTRUITI (TECHNOLOGY INDICATORS 2007).
    Originariamente il paese tenuto d’occhio, quando iniziò la ricerca a metà degli anni ’80, era il Giappone. Lo studio ha monitorato i successi di 33 paesi nell’export di alta tecnologia. Quattro sono i fattori importanti per lo sviluppo tecnologico futuro: orientamento nazionale verso la competitività tecnologica, infrastrutture socioeconomiche, infrastrutture tecnologiche e capacità produttiva.

    La studio mostra la lunga e continua linea ascendente della Cina che si muove verso la guida tecnologica del mondo in questi ultimi 15 anni. Le statistiche del 2007 danno alla Cina un coefficiente di 82.8, contro il 76.1 degli USA, il 66.8 della Germania e il 66.0 per il Giappone. Appena 11 anni fa, la Cina era al 22.5. Gli USA nel 1999 erano al 95.4.
    Secondo un rapporto dell’OCSE del dicembre del 2005 per la prima volta, i cinesi superano gli Stati Uniti come maggiore fornitore mondiale di prodotti dell’Information Technology. L’insieme delle esportazioni cinesi di personal computer, telefonini e videocamere digitali aveva raggiunto i 180 miliardi di dollari contro i 149 miliardi delle esportazioni americane negli stessi prodotti.
    L’UNESCO annunciava nello stesso anno che in Asia la spesa per la ricerca è creciuta nel periodo dal 1997 al 2002 mentre in Europa e America tende a calare. Nel 2002 la Cina ha 810.000 ricercatori, mentre il Giappone ne ha 646.500 .
    Un esempio di tecnologia cinese è stato lo stadio a nido d’uccello delle olimpiadi:
    Per edificare lo stadio, sono state impiegate 42.000 tonnellate di acciaio, di fabbricazione locale. Tutte le stritture sono state elaborate per essere fissate unicamente con delle saldature, senza un solo bullone ne alcun altro modo di fissaggio. Per l’occasione, una lega speciale è stata concepita in Cina, che si caratterizza oper una resistenza superiore del 30% in rapporto ad altri tipi di accio abitualmente utilizzati nelle costruzioni. Grazie a questa solidità e alla capacità dei saldatori, lo stadio può resistere a un terremoto dell’ottavo gradi della scala Ritter. Un giornale americano ha incluso il nido d’ucello nelle migliori dieci costruzioni architettoniche del mondo nel 2007.
    Imprssionante anche il Cubo d’acqua le cui mura sono costitiuite da 3.000 cuscini d’aria. QUESTA COSTRUZIONE È UN TRIONFO SUL PIANO DELLA SCIENZA DEI MATERIALI E DELL’ELETTRONICA.
    Lo sviluppo dei cuscini d’aria è stato eleborato con un polimero solido ignifugo. QUESTA VERA RIVOLUZIONE ARCHITETTONICA HA PERMESSO D’OTTENERE UNO SVILUPPO IMPERMEABILE CHE LASCIA PASSARE IL 90% DELLA LUCE DEL SOLE, CON UN SISTEMA INFORMATICO UNICO DI CONTROLLO DELLA PRESSIONE, DELLA TEMPERATURA DELL’ACQUA, DELL’ARIA E DELLA CLIMATIZZIAZIONE. Ventudue anni fa fu lanciato un piano per lo sviluppo delle alte teconologie che sta dando oggi i suoi frutti. Gli orientamenti chiave di questi lavori furono designati attraverso dei programmi in vasi campi. Dalla biologia allo spazio, all’informatica. Alle ricerche laser , alla meccanica, dall’energia alla scienza dei materiali. La pianificazione delle ricerche sull’alta tecnologia la Cina ha raggiunto nel 2003 molti progressi nei campi dell’informatica, creando dei microprocessori relativamente potenti . Il supecomputer Deepcomp 6.800 è tra i più potenti al mondo. La Cina ha avuto successo inoltre nel settore spaziale. L’Agenzia Spaziale Cinese si è assicurata il 10% dei mercati mondiali e il 15% dei lanci commerciali alla metà del prossimo decenio. Dal 2003 l’Agenzia + riuscita ha fare 24 lanci mettendo in orbita 22 staelliti di diferente tipo. E’ il terzo paese a inviare un uomo nello spazio con mezzi propri. Tre voli con personale umano sono già stati fatti con una passeggiata nello spazio di due taikonauti e si sta allestendo una stazione orbitale cinese che permette di cartografare interamente la superficie della luna.
    Inoltre Pechino ormai sta passando all’offensiva anche nel campo degli standard:
    COERENTEMENTE AL NUOVO RUOLO CHE LA CINA INTENDE CREARSI NEL FUTURO TECNOLOGICO MONDIALE, SONO I RECENTI ANNUNCI RELATIVI AL RILASCIO DA PARTE DEI CINESI DI PROPRI STANDARDS PER I MERCATI DELLE TELECOMUNICAZIONI E MEDIA, COME NEL CASO DELLA FUTURA RETE 3G NAZIONALE O COME PER QUANTO RIGUARDA LA NUOVA TELEVISIONE DIGITALE INTERATTIVA E TERRESTRE.(…)NON MENO AMBIZIOSI SONO POI GLI STUDI E LE SPERIMENTAZIONI RECENTEMENTE PUBBLICIZZATE RELATIVAMENTE ALLA CREAZIONE DI UNA NUOVA RETE INTERNET TOTALMENTE PROGETTATA E BASATA SU TECNOLOGIE CINESI, PRODOTTE DALLE PRINCIPALI UNIVERSITÀ NAZIONALI.(…)IL PROGETTO INTENDE ANDARE OLTRE IL PROGETTO DELLA INTERNET2 OCCIDENTALE, ATTUALMENTE IN CORSO E ATTUALMENTE SOLO A LIVELLO ACCADEMICO NEGLI USA E UE, INTRODUCENDO MOLTE NOVITÀ SULLA GESTIONE DEGLI INDIRIZZI IP, ORAMAI PARAGONABILI NELLA FUTURA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE, A RISORSE NATURALI QUALI L’ACQUA E IL PETROLIO.
    La Cina dipenderà sempre meno dalle multinazionali straniere potendo d’ora in poi contare su propri brand. Quattro brand risultano essere nei primi 100, cresciuti complessivamente del 51% in un anno, per un valore di 124 miliardi di dollari. Si tratta di telecomunicazioni e banche, i quattro marchi protagonisti sono infatti China Mobile (5°), ICBC (18°), China Construction Bank (31°) e Bank of China (32°), tutti suscettibili di ulteriore crescita. Se si considera il “Brand Momentum“, cioè il tasso di crescita di un determinato marchio nel breve periodo, troviamo invece China Merchants Bank al nono posto della speciale classifica mondiale. China Mobile che è il primo operatore mondiale di telefonia mobile. Il mercato delle tlc cinesi e tra i più ricchi al mondo, 104,9 miliardi di dollari. I concorrenti che prima erano sei sono passati a tre, sempre controllati dal governo ma più forti, attraverso fusioni per offrire servizi sia fissi sia mobili. L’utenza sta passando dal fisso al mobile, dove China Mobile ha una posizione di quasi monopolio. I due nuovi concorrenti dovrebbero attaccare il suo quasi monopolio ma il suo brand è fortissimo, soprattutto nelle campagne. DEL RESTO IL PARTITO STESSO HA CONFERMATO PIÙ VOLTE LA SUA AMBIZIONE DI DARE VITA ADDIRITTURA A CINQUANTA IMPRESE COMPETITIVE SU SCALA MONDIALE ENTRO IL 2010.
    Nel campo delle vendite automobilistiche all’interno della Cina troviamo ancora in vantaggio la FAW Volkswagen, grazie alle vendite della Jetta che sono pari a 19 000 unità. Ma la cinese Chery è già al secondo posto e tallona la prima. La notorietà della Chery in Cina sta aumentando, con novità che crescono a ritmo sostenuto. Le novità escono a ritmo sostenuto e le hanno fatto guadagnare fette importanti di mercato. La Cherry sta diventando un brand conosciuto anche all’estero.
    Regnato Ruggero già presidente del WTO ricorda che sarà molto difficile impedire alla Cina di competere con noi:
    RICORDIAMOCI CHE VI SONO ATTUALMENTE 50.000 STUDENTI CINESI NELLE MIGLIORI UNIVERSITÀ AMERICANE E OCCIDENTALI E 450.000 LAUREATI ALL’ANNO IN MATERIE TECNICO SCIENTIFICHE (ONIDA — EDITORIALE SULLA RIVISTA EAST). MOLTI TEMONO, COME HA DETTO IL COMMISSARIO EUROPEO VERHEUGEN A IL SOLE 24 ORE DI ALCUNI GIORNI ORSONO, CHE DI QUI A POCO LA CINA NON SARÀ PIÙ UN PRODUTTORE DI BENI A BASSO COSTO E SI SPOSTERÀ SU BENI E SERVIZI DI ALTA QUALITÀ. COME È NOTO, SECONDO UNA RECENTISSIMA CLASSIFICA DEL WORLD ECONOMIC FORUM SULLA CAPACITÀ TECNOLOGICA DEI PRINCIPALI PAESI LA CINA È AL 41º POSTO NELLA CLASSIFICA GENERALE E L’ITALIA AL 45º. INOLTRE, SUGLI AIUTI PUBBLICI ALLE IMPRESE PER RICERCA E SVILUPPO, LA CINA È AL 24º POSTO E L’ITALIA AL 48º. MA C’È DI PIÙ: AL CEBIT DI HANNOVER, LA PIÙ GRANDE FIERA HI-TECH DEL MONDO, IL NUMERO DEGLI ESPOSITORI CINESI HA ORMAI SUPERATO QUELLO DEGLI AMERICANI. COSA FAREMO PER DIFENDERCI? METTEREMO DEI DAZI ANTI-DUMPING SUL NUMERO DI LAUREATI?
    Gerald W. Bracey, in un articolo sul Washington Post, ricorda che NEL 2004 PIÙ DI “600000 INGEGNERI LAUREATI DALLE ISTITUZIONI UNIVERSITARIE DELLA CINA” mentre in India sono 350.000 contro i 70000 degli USA (Bracey 2006). La Cina il 20% di studenti universitari in età tra i 18-25 anni che diventeranno il 25% nel 2010.
    Tra l’altro l’efficientissimo sistema universitario che ogni anno forma centinaia di migliaia d'ingegneri e scienziati e dotato dotato della rete IPv6 più grande di tutto il pianeta. Il tradizionale monopolio della conoscenza che hanno i paesi avanzati sta slittando verso questi paesi in via di sviluppo che puntano su un popolo altamente istruito:
    NEL 2010, IN CINA SI LAURERANNO PIÙ PHDS NELLE SCIENZE E IN INGEGNERIA CHE GLI STATI UNITI. L’ENORME NUMERO DI LAVORATORI CON ALTO LIVELLO DI EDUCAZIONE IN INDIA E CINA MINACCIA DI ANNULLARE IL TRADIZIONALE SCHEMA DI COMMERCIO TRA PAESI AVANZATI E SOTTOSVILUPPATI.
    STORICAMENTE I PAESI AVANZATI HANNO INNOVATIVI PRODOTTI DI ALTA TECNOLOGIA CHE RICHIEDONO LAVORATORI ISTRUITI CON ALTI SALARI E UN ESTESO SETTORE R&S, MENTRE I PAESI IN VIA DI SVILUPPO AVEVAVO IL QUASI MONOPOLIO DI SCIENZIATI ED INGENERI E ALTRI LAVORATORI ALTAMENTE ISTRUITI.
    Prendiamo un settore che interessa da vicino l’Italia: il tessile. Casati mette a confronto la formazione:
    …IN CINA NEGLI ULTIMI 15 ANNI, IL NUMERO DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI È QUINTUPLICATO. IN QUESTO QUADRO DI CRESCITA ESTRAGGO SOLO UNA FACOLTÀ, QUELLA DELL’INGEGNERIA DEL TESSILE, SETTORE QUESTO CHE IN ITALIA CONTA PIÙ DI 600 MILA ADDETTI (SI BADI CHE IN CINA IL SOLO DISTRETTO DEL LUSSO DI SHANGHAI NÉ CONTA 410 MILA). EBBENE, IN ITALIA, ESISTE SOLO UNA FACOLTÀ CHE SFORNA 10 INGEGNERI TESSILI L’ANNO. LA CINA, NELLO STESSO ANNO, NE SFORNA 25 MILA. VA BENE, SIAMO SU DUE SCALE DIVERSE, MA IL RAPPORTO SULLA POPOLAZIONE È DI 1 A 20, QUELLO DEGLI INGEGNERI TESSILI È DI 1 A 2.500. QUALCOSA NON TORNA (IN ITALIA) (CASATI 2007).
    Alla Cina ci si può rivolgere anche per imparare:
    GLI AMERICANI CHE VEDONO LA CINA CORRERE PRELEVANO DI PESO IL SISTEMA DI STUDIO DELLA MATEMATICA E DELLE SCIENZE DA LORO E LO APPLICANO AI LORO LICEI PER STARE AL PASSO CON PECHINO. NOI NON STUDIAMO NESSUNO, NÉ CINESI NÉ AMERICANI, A SCUOLA METTIAMO I GREMBIULI E LI TOGLIAMO, AGGIUNGIAMO UNA MAESTRA E LA TOGLIAMO, IN UNA SPECIE DI JO-JO DELLE RIFORME CHE NON VA DA NESSUNA PARTE.
    Ma lo sviluppo della Cina è secondo alcuni studiosi di Harvard, inseparabile dal tipo di paese esportatore di beni tecnologi fabbricati in loco:
    UNA SPECIALE CARATTERSITICA DELL’EXPORT CINESE È CHE SONO TROPPO TECNOLOGICAMENTE SOFISTICATI PER UN TIPICO PAESE UN VIA DI SVILUPPO AL LORO LIVELLO. CERTAMENTE QUALCHE VOLTA È UNA SOCIETÀ STRANIERA CHE CONTROLLA LO STADIO DI MAGGIORE VALORE AGGIUNTO DELLA CATENA DI PRODUZIONE DI QUESTI PRODOTTI, E I CINESI POSSONO NON CONTRIBUIRE CHE MOLTO TECNOLOGICAMENTE. CI SONO BENEFICI ASSOCIATI AD UN TALE MODELLO DI ESPORTAZIONE.
    Secondo lo studio ...QUESTO MODELLO DI ESPORTAZIONE STA FAVORIENDO LA CRESCITA FUTURA DELLA CINA, PERCHÉ LA CONOSCENZA PUÒ USCIRE FUORI DA QUESTE PRODUZIONI SPECIALIZZATE, MENTRE IN ALTRI PAESI SPECIALIZZATI IN PRODOTTI DI ESPORTAZIONE, POSSONO NON AVERE PROBABILITÀ IMPARARE AFFATTO .
    Continuano i ricercatori americani domandandosi qual’è il meccanismo che guida lo sviluppo:
    I NOSTRI RISULTATI MOSTRANO CHE I PAESI CHE ESPORTANO PRODOTTI ASSOCIATI CON ALTI LIVELLI DI PRODUTTIVITÀ CRESCONO PIÙ RAPIDAMENTE, ANCHE DOPO CHE NOI ABBIAMO CONTROLLATO IL REDITO A PROCAPITE, IL LIVELLO DI CAPITALE UMANO, E LE CARATTERISTICHE INVARIANTI NEL TEMPO DEL PAESE. QUAL È IL MECCANISMO CHE GUIDA LO SVILUPPO? IL MODELLO SEMPLICE CHE NOI DELINEIMO È IL RISULTATO DEL TRASFERIMENTO DI RISORSE DA ATTIVITÀ DI BASSA PRODUTTIVITÀ A BENI DI ALTA PRODUTTIVITÀ. UNA IMPORTANTE CARATTERISTICA DI QUESTI BENI È CHE C’È UNA DOMANDA ELASTICA PER LORO NEL MERCATO MONDIALE, CHE UN PAESE PUÒ ESPORTARLI IN LARGA QUANTITÀ SENZA SIGNIFICATIVI EFFETTI NEGATIVI DEI TERMINI DI SCAMBIO (TERMS-OF-TRADE). COME INDICAZIONE DI QUESTO MECCANISMO, NOI TROVIAMO, PER ESEMPIO CHE IL PAESE CON UN INIZIALE ALTO LIVELLO DI EXPY(DEFINITO COME REDDITO/LIVELLO DI PRODUTTIVITÀ CORRISPONDETE ALLA GAMMA DI MERCI PER L’EXPORT) IN SEGUITO HA UNA PIÙ ALTA CRESCITA NELL’EXPORT.
    INCORAGGIANDO UN AMBIENTE CHE PROMUOVE L’IMPRENDITORIA E L’INVESTIMENTO IN NUOVE ATTIVITÀ CHE APPAIONO, PERTANTO, ESSERE CRITICHE PER LA CONVERGENZA ECONOMICA. DA UN PUNTO DI VISTA ALLOCATIVO-EFFICIENTE, LA CHIAVE DI LETTURA È CHE QUESTE ATTIVITÀ GENERANO UNA ESPANSIONE DI INFORMAZIONI PER EMULATORI (…)
    L’emulazione che noi conosciamo bene nei nostri distretti industriali.
    Nel mentre la Cina continua facendo accordi con aziende straniere come la francese Alstom per la costruzione di 500 locomotive ultramoderne e ultraperfezionate. L’Alstom pensa che la Cina diventerà presto un esportatore di locomotive, ma sostengono nell’azienda francese “NOI NON ABBIAMO SCELTA. SE NON ACCETTIAMO IL TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIA, NOI NON OTTERREMMO ALCUN CONTRATTO CON LA CINA”.
    Fino ad ora la Cina ha acquistato i suoi aerei Airbus dall’Europa e Boeing dagli USA ma dal 2008 produrrà i suoi propri aerei passeggeri. Ma la Cina comunque produce da molti anni aerei da 80 posti, che corrispondono ai modelli McDonnell-Douglas o ai Boeing 737 di vecchia generazione inoltre dal 1997 discute con la Russia lo sviluppo di aerei sul tipo Ilyushin o Antonov anche se ancora si è scontra con la reticenza russa.
    L’avanzata dei cinesi nell’hi tech sembra inarrestabile gli utenti Internet, hanno già superato quelli USA e contano su un'ottima infrastruttura per le comunicazioni ad alta velocità. Questo brano sebbene ormai sorpassato riflette bene la dinamica:
    OLTRE 410 MILIONI DI TELEFONI CELLULARI, 17 MILIONI DI NUOVI UTENTI INTERNET OGNI ANNO E QUASI UN MILIONE DI NUOVI SITI WEB OGNI SEI MESI: SECONDO LE ULTIME STATISTICHE DIFFUSE DAL GOVERNO DI PECHINO, L'ESPANSIONE DELLE TECNOLOGIE DIGITALI NELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE CONTINUA A CRESCERE CON RITMI DA CENTOMETRISTA. OGNI MESE, DICONO I PORTAVOCE DEL MINISTERO DELLE TECNOLOGIE, "VENGONO ATTIVATI DAI TRE AI QUATTRO MILIONI DI NUOVI ABBONAMENTI TELEFONICI CELLULARI".
    LA CINA SI AGGIUDICA COSÌ IL PRIMO POSTO NEL MERCATO GLOBALE DELLA TELEFONIA MOBILE, SEGUITA A BREVE DISTANZA DAI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA E DAGLI STATI UNITI. IL NUMERO DEI TERMINALI CELLULARI SORPASSA DI BEN 55 MILIONI D'UNITÀ QUELLO DEI TELEFONI SU LINEA FISSA. I CITTADINI CHE GODONO DI UNA CONNESSIONE INTERNET AD ALTISSIMA VELOCITÀ SONO BEN 65 MILIONI, UN RECORD PLANETARIO, MENTRE GLI UTENTI CONNESSI ALLA RETE SONO OLTRE 120 MILIONI – POCHI MILIONI IN MENO RISPETTO AGLI STATI UNITI, CREATORI DELLA RETE GLOBALE.
    IL TOTALE DEI SITI WEB REGISTRATI DAGLI UTENTI CINESI, CONTRADDISTINTI DALL'ESTENSIONE DI DOMINIO ".CN", CRESCE DEL 154% SU BASE ANNUA. ENTRO IL 2007, STANDO ALLE PROIEZIONI EFFETTUATE DAL GOVERNO, IL "PESO" DEL WORLD WIDE WEB IN LINGUA CINESE SUPERERÀ I CINQUE MILIARDI DI PAGINE .
    Nel 2005, per i tempi cinesi un secolo fa, CHINA REPORTS A TOTAL OF 694,000 WEBSITES, OVER 20% BEING INDIVIDUAL'S. THE NUMBER OF DOMAIN NAMES SURGED 40 PERCENT TO REACH 2,592,000, ACCORDING TO THE REPORT ON CHINA'S INTERNET INFORMATION AND RESOURCES 2005 PUBLISHED BY THE STATE COUNCIL INFORMATIZATION OFFICE ON TUESDAY .
    In alcune province centrali e dell'est, tutti i villaggi saranno coperti entro l'anno da una connessione rapida. Circa il 99,5% dei villaggi cinesi ha accesso ai servizi di telefonia e la connessione DSL ad Internet è accessibile al 92% dei villaggi del paese. Nel 2007, 73 milioni di persone si sono aggiunte al numero di navigatori in Internet del paese. Il 40% di questi nuovi navigatori, vale a dire 29,17 milioni di persone, abitano nelle regioni rurali, e ciò ha portato il numero di abbonati delle regioni rurali a 52,62 milioni di persone a fine 2007, in aumento del 127,7% su base annuale. Il tasso è molto più elevato di quello delle regioni urbane che è stato di 38,2% . Questo corrisponde ad un preciso impegno del governo.
    Nello stesso anno secondo una classifica stilata dal World Economic Forum in base all'informatizzazione (qualità dell'educazione matematica e scientifica, qualità dei servizi telefonici e costi delle bollette, investimenti governativi nel settore ICT, internet, etc.) dei vari paesi che vedeva al primo posto di Singapore con buoni posizionamenti delle altre entità cinesi Hong Kong e Taiwan la Cina, si posizionava davanti all'Italia.
    Nel febbraio del 2008 sono 220 milioni e 233 milioni a fine marzo hanno superato gli internauti americani.
    Ormai la Cina è l’unico paese in grado di contrastare il dominio tecnologico occidentale: sia nei consumi, sia nella progettazione e produzione di apparecchi e servizi hi-tech. E’ un mercato in enorme crescita: LE AZIENDE DEL SETTORE ACCOSTANO L'IMMAGINE DELLA CINA DIGITALIZZATA AD UNA SORTA DI MODERNA ELDORADO . Google, Microsoft, Intel, IBM e Yahoo! stanno investendo forti capitali nella Repubblica Popolare per potere partecipare a questo mercato in espanzione. La stessa Microsoft ha dichiarato di svolgere in Cina la ricerca d’avanguardaia (Hutton 98).L’IBM È TRA LE PRINCIPALI AZIENDE DI SOFTWARE: IBM ha diretto una parte sostanziale dei suoi centri di ricerca progettazione da New York alla Cina, mentre tiene il controllo finanziario e le decisioni strategiche in USA. Più del 60% dell’export è prodotto o subappaltato da indusutriali americani. Già dal 2006 la Cina ha lanciato una produzione di computer made in China con processori analoghi a quelli giapponesi e americani.
    Se la crescita infrastrutturale, economica e sociale della Cina dovesse procedere di questo passo, potrebbe ribaltare completamente gli equilibri del mercato tecnologico globale.
    Il nuovo piano quinquennale per lo sviluppo pianificato della Repubblica Popolare Cinese prevede un incremento vertiginoso negli investimenti per la ricerca. Davanti al Congresso Nazionale del Popolo nel 2006, il premier Wen Jiabao ha annunciato che nel quinquennio 2005-2010 ha già registrato un aumento del 19.2 nei finanziamenti pubblici destinati all'innovazione scientifica e tecnologica.
    "LA CINA È APPENA ENTRATA IN UNA FASE STORICA IN CUI IL PROGRESSO TECNICO E SCIENTIFICO È DIVENTATO UNA CALAMITA ESSENZIALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE", HA DICHIARATO SOLENNEMENTE WEN DURANTE L'APERTURA DEI LAVORI DEL CONGRESSO. IL GRANDE OBIETTIVO DEL GOVERNO CINESE, SI LEGGE IN UN COMUNICATO UFFICIALE PUBBLICATO DALL'AGENZIA DI STATO XINHUA, È DI DESTINARE IL 2,5% DEL PIL ALLA RICERCA.
    SEPERANDO I PAESI EUROPEI CHE DESTINANO IL 2,4% DEL PIL. "LA NOSTRA AMBIZIONE", DICE JIA KANG, RESPONSABILE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO TECNOLOGICO, "È DIVENTARE IL CENTRO DELLA RICERCA SCIENTIFICA MONDIALE ENTRO IL 2050". SECONDO UN'ANALISI EFFETTUATA DALL'UNIONE EUROPEA LA METÀ SAREBBE PIÙ RAVVICINATA:
    SE GLI INVESTIMENTI NELLA RICERCA CONTINUASSERO AD AUMENTARE DI QUESTO PASSO, IL DRAGONE SCAVALCHEREBBE L'EUROPA ENTRO IL 2010 E POTREBBE RAGGIUNGERE STATI UNITI E GIAPPONE, FORTI DI UN RAPPORTO TRA PIL E SPESA SCIENTIFICA ATTORNO AL 3%. ATTUALMENTE, LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE SPENDE CIRCA L'1,3% DEL PRODOTTO INTERNO LORDO NEL SETTORE DELLA RICERCA APPLICATA E SI ASSICURA IL PRIMO POSTO TRA I PAESI IN VIA DI SVILUPPO. L'ITALIA SPENDE ALL'INCIRCA L'1% DEL PIL: UNA CIFRA NETTAMENTE INFERIORE RISPETTO ALLA MEDIA APPROSSIMATIVA DEI PAESI EUROPEI, PARI AL 2,2%.
    "Grazie all'economia rampante cinese, siamo inondati da fondi per la ricerca e lo sviluppo. Abbiamo la capacità di raggiungere il Giappone in termini di attrezzature," ha affermato LiYixue, direttore del Centro di Bioinformazione Tecnologica di Shanghai.
    Nel gennaio del 2007 il quotidiano britannico Financial Times ha pubblicato un editoriale intitolato "la Cina sta minacciando l'America nella guida teconologica". L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) ha detto che le spese della Cina nello sviluppo e nella ricerca, avrebbe sorpassato il Giappone nel 2006 per la prima volta, e si sarebbe piazzata al secondo posto, solo dietro agli USA.
    Il numero di ricercatore in Cina ha già sorpassato quello giapponese. Secondo i dati rilasciati dal Ministero della Scienza e delle Tecnologie a Pechino. Le spese della Cina per la ricerca e lo sviluppo sono state attorno ai 294,3 miliardi di yuan (circa 40 miliardi di dollari) nel 2006, l'1,4% del prodotto interno lordo.
    Gli investimenti giapponesi nello stesso periodo sono stati di circa 148 miliardi di dollari, pari al 3,5% del prodotto interno lordo. Ad ogni modo, le spese cinesi sono salite del 20%, mentre quelle giapponesi sono cresciute sensibilmente.
    Secondo Mu Rongping dell’accademia cinese delle Scienze."Alcune delle ricerche condotte in Cina sono state tra le migliori del mondo. Ma la quantità rimane ridotta. Spero che gli scienziati cinesi possano arrivare a vincere un Nobel entro il 2020. Ma sarà difficile", ha detto
    Nobuaki Teraoka, un funzionario del RIKEN, un istituto di ricerca legato al governo giapponese che ha un ufficio a Pechino, ha aggiunto:"IN CINA SONO GIÀ COMPARSI ALCUNI ECCELLENTI CENTRI DI RICERCA. HANNO ASSUNTO RICERCATORI CHE SONO TORNATI DAGLI STUDI NEGLI STATES. SEBBENE LA RICERCA NON SI SIA ANCORA DIFFUSA AI LIVELLI GIAPPONESI, LA CINA È UNA POTENZA CHE STA FACENDO GRANDI PROGRESSI RAPIDAMENTE".
    Il professore dell’Università di Tokyo Shuji Hasegawa, ha affermato: "I PIÙ ALTI LIVELLI DI RICERCA IN CINA EQUIVALGONO A QUELLI GIAPPONESI. RECENTEMENTE, LA CINA HA ACQUISTATO COSTOSE STRUMENTAZIONI DI MISURA PROVENIENTI DALLA GERMANIA. LE ATTREZZATURE DI RICERCA PRESTO SORPASSERRANNO IN TERMINI QUALITATIVI QUELLE GIAPPONESI."
    Nella provincia dello Hebei, è in corso un progetto per costruire un gigantesco telescopio astronomico. La struttura, chiamata Large Sky Area Multi-Object Fiber Spectroscopic Telescope (LAMOST), sarà usata per creare la più avanzata mappa tridimensionale dello spazio, andando a rimpiazzare un progetto internazionale congiunto, portato avanti dagli Stati Uniti, Giappone ed altre nazioni. .
    Scrive Casati: …LA CINA NON PUÒ ESSERE LETTA CON LE LENTI DEI COLONIZZATORI, NON È PIÙ UN IMMENSO ESERCITO DI RISERVA MONDIALE DELLE BRACCIA A BUON MERCATO NEL QUALE “I CAPORALI DEL CAPITALE” POSSANO ATTINGERE CON LA STESSA PREPOTENZA ARROGANTE CON CUI GLI OCCIDENTALI, COMPRESI GLI ITALIANI, REPRESSERO PIÙ DI UN SECOLO FA LA “RIVOLTA DEI BOXER” CHE VOLEVANO OPPORSI ALLA TRATTA DEI COOLIES, GLI SCHIAVI. È OGGI UNA NAZIONE CHE NON SOLO ECCELLE NELLO SPORT E FA MANGIARE LA POLVERE AGLI USA, MA ECCELLE NELL’AVIOSPAZIO COME NELLE BIOTECNOLOGIE, ECCELLE NELLA RICERCA SCIENTIFICA SOSTENUTA DA UNA RETE UNIVERSITARIA CHE, OGNI ANNO, SFORNA MILIONI DI TALENTI DOTATI DI UNA PREPARAZIONE SCIENTIFICA PER NOI IMPENSABILE, COME DEL RESTO L’ANNO SCORSO MI CONFERMAVANO GLI STUDENTI ITALIANI CHE LA BOCCONI DI MILANO HA INVIATO ALLA UNIVERSITÀ FUDAN DI SHANGAI, DIVENTATA LA BOCCONI DEL PIANETA, UNA CITTÀ DELLE SCIENZE CUI OGGI TUTTO IL MONDO GUARDA.
    Per quanto riguarda il settore strettamente produttivo la Cina ha già superato gli Stati Uniti nelle tecnologie informatiche e qui si inserirà una alleanza strategica con l'India, SIGLATA IN NOME DEL SECOLO ASIATICO DELL'ALTA TECNOLOGIA, È POI DESTINATO A DIVENTARE IL TRAMPOLINO DI LANCIO PER LA CONQUISTA DELL'INDUSTRIA GLOBALE DEL SOFTWARE.
    Inoltre sta incrementando le spese per la ricerca scientifico-tecnologica:
    LE SPESE PER IMPLEMENTARE IL LAVORO DI RICERCA SCIENTIFICA E SVILUPPO TECNOLOGICO IN CINA SONO AUMENTATE DALI 128,8 MILIARDI DI YUAN DEL 2002 AI 366,4 DEL 2007, CON UN INCREMENTO PERCENTUALE SUL PIL DALL’1,07% AL 1,49%.
    Sebbene la percentuale del Pil sulla ricerca sia ancora bassa per gli standard occidentali (ma non italiani) è in rapida crescita
    COME GIÀ NOTATO IN PRECEDENZA, LA POLITICA PORTATA AVANTI DAL GOVERNO IN TEMA DI ISTRUZIONE HA DOTATO LA CINA DI UN BACINO DI RISORSE UMANE CHE, OLTRE ALL'IMMENSA SCHIERA DI OPERAI INDU¬STRIOSI E ALFABETIZZATI, COMPRENDE UN NUMERO DI INGEGNERI, TECNI¬CI E SCIENZIATI IN RAPIDA ESPANSIONE. QUESTA CRESCENTE DISPONIBI¬LITÀ DI LAVORATORI DELLA CONOSCENZA, NON SOLO SEMPLIFICA LA SOSTI¬TUZIONE DI COSTOSI MACCHINARI E DIRIGENTI CON LAVORO ALTAMENTE QUALIFICATO, MA FACILITA ANCHE, COME PERORAVA SMITH, IL PROGRES¬SO DELLA DIVISIONE SOCIALE DEL LAVORO NELLA DIREZIONE DI PRODUZIO¬NI AD ALTA INTENSITÀ DI CONOSCENZA E DELL'INNOVAZIONE. BASTI RI¬CORDARE CHE NEL 2003 GLI STATI UNITI, CON UNA SPESA IN RICERCA E SVILUPPO CIRCA CINQUE VOLTE QUELLA DELLA CINA, AVEVANO UN NUME¬RO DI RICERCATORI MENO CHE DOPPIO (1,3 MILIONI CONTRO 743.000). PER DI PIÙ NEGLI ULTIMI DODICI ANNI LA SPESA CINESE IN RICERCA E SVILUPPO È CRESCIUTA DEL 17% ALL'ANNO, RISPETTO AL 4-5% DELL'UNIO¬NE EUROPEA, DEGLI STATI UNITI E DEL GIAPPONE.
    Continua Arrighi:
    LA DIVISIONE DEL LAVORO FRA I VARI DISTRETTI DEDICATI ALL'ESPORTAZIONE È ANCHE INDICATIVA DELLA SCELTA STRATEGICA DEL GOVERNO CI¬NESE DI SVILUPPARE L'INDUSTRIA AD ALTO CONTENUTO SCIENTIFICO SEN¬ZA PER QUESTO ABBANDONARE I SETTORI AD ALTA INTENSITÀ DI MANODOPERA. NEL PERSEGUIRE QUESTA SCELTA, CHE HA TRASFORMATO DIVER¬SE CITTÀ CINESI IN INCUBATORI DI RICERCA AD ALTO LIVELLO, IL GOVERNO HA MODERNIZZATO E AMPLIATO IL SISTEMA EDUCATIVO A UN RITMO E SU UNA SCALA SENZA PRECEDENTI ANCHE PER L'ASIA ORIENTALE. PAR¬TENDO DAGLI STRAORDINARI RISULTATI RAGGIUNTI NELL'ISTRUZIONE ELE¬MENTARE DURANTE L'ERA DI MAO, L'ETÀ SCOLASTICA MEDIA È STATA POR¬TATA FINO A OTTO ANNI E IL NUMERO DI STUDENTI A 340 MILIONI. TI RI¬SULTATO È CHE LE UNIVERSITÀ STATALI DELLA CINA PRODUCONO UN NU¬MERO DI LAUREATI PARAGONABILE IN TERMINI ASSOLUTI A QUELLO DI PAESI MOLTO PIÙ RICCHI. PER ESEMPIO NEL 2002 LA CINA PRODUCEVA 590.000 LAUREATI SPECIALIZZATI IN SCIENZA E TECNOLOGIA, A FRONTE DEI 690.000 DEL GIAPPONE DI APPENA UNO O DUE ANNI PRIMA. PER DI PIÙ LE ISTITUZIONI DI ISTRUZIONE SUPERIORE DELLA CINA STANNO DI¬MOSTRANDOSI ASSAI PIÙ APERTE AGLI SCAMBI CON L'ESTERNO DELLE LO¬RO CORRISPONDENTI GIAPPONESI O COREANE. NON SOLO LA CINA STA MIGLIORANDO LE INFRASTRUTTURE E IL PERSONALE DELLE SUE UNIVERSITÀ DI PUNTA, MA HA ANCHE FATTO DEGLI STUDENTI CINESI LA MAGGIORAN¬ZA RELATIVA DEGLI STUDENTI STRANIERI CHE STUDIANO NEGLI STATI UNI¬TI, E IL LORO NUMERO STA RAPIDAMENTE AUMENTANDO ANCHE IN EU¬ROPA, AUSTRALIA, GIAPPONE E NEL RESTO DEL MONDO. IL GOVERNO OF¬FRE OGNI TIPO DI INCENTIVI PER INVOGLIARE I CINESI CHE STUDIANO AL¬L'ESTERO A TORNARE IN PATRIA DOPO LA LAUREA, MA MOLTI DI LORO, FRA CUI ANCHE SCIENZIATI O DIRIGENTI IN CARRIERA, RITORNANO ATTRATTI DALLE OPPORTUNITÀ ECONOMICHE OFFERTE DAL RAPIDO SVILUPPO DEL¬L'ECONOMIA DELLA CINA.
    I risultati di una inchiesta sull’alta tecnologia potrebbero sorprendere:
    PAR EXEMPLE, CONTRAIREMENT A L'IDEE REÇUE QU'A PEKIN, LE GOUVERNEMENT EST OMNIPRESENT, SEGAL MONTRE QUE LES ENTREPRISES DE HAUTE TECHNOLOGIE SE SONT DEVELOPPEES DE MANIERE TRES LARGEMENT INDEPENDANTES DES ADMINISTRATIONS CENTRALES. CE N'EST QUE DANS UN SECOND TEMPS, APRES LEURS PREMIERS SUCCES, QUE LE GOUVERNEMENT LOCAL ET LE CONSEIL DES AFFAIRES DE L'ETAT ONT MIS SUR PIED UNE ZONE PRIVILEGIEE D'ACCUEIL DE CES ENTREPRISES A ZHONGGUANCUN. CETTE TRAJECTOIRE EST BIEN EVIDEMMENT A METTRE EN RAPPORT AVEC LES CARACTERISTIQUES DU SYSTEME ECONOMIQUE LOCAL. PEKIN BENEFICIE DE LA PLUS LARGE CONCENTRATION D'UNIVERSITES ET D'INSTITUTS DE RECHERCHE PUBLICS, EN MEME TEMPS QUE LES OUTILS DE PLANIFICATION INDUSTRIEL Y SONT MOINS DEVELOPPES QUE DANS D'AUTRES VILLES COMME SHANGHAI. DANS CETTE DERNIERE, LE DEVELOPPEMENT DES INDUSTRIES DE HAUTE TECHNOLOGIE S'EST FAIT AUTOUR DE GRANDES ENTREPRISES D'ETAT. A XI'AN, LA SITUATION EST COMPARABLE, L'ECONOMIE LOCALE ETANT DOMINEE PAR DES ENTREPRISES D'ETAT ET LES INDUSTRIES DE LA DEFENSE. CANTON A ELLE LOGIQUEMENT FAIT APPEL AUX CAPITAUX ETRANGERS, ET EN PARTICULIER AUX ENTREPRENEURS DE HONG KONG .
    La sfida del domani sarà cmunque la produttività :
    THIS TRANSITION IS NOT A THREAT, BUT AN OPPORTUNITY FOR CHINA AND THE REST OF THE WORLD. LIKE THE UK, GERMANY AND FRANCE IN THE POSTWAR ERA, CHINA IS ACCELERATING CATCH-UP EFFORTS IN ORDER TO MOVE HIGHER IN THE VALUE-ADDED CHAIN. PROSPERITY IS BASED ON PRODUCTIVITY, WHICH IS ROOTED IN INNOVATION. THROUGH THE 1950S AND 1960S, AMERICA SET THE STANDARDS FOR PROSPERITY, PRODUCTIVITY AND INNOVATION. TODAY, ADVANCED OECD (ORGANIZATION FOR ECONOMIC COOPERATION AND DEVELOPMENT NATIONS) DOMINATE WORLDWIDE INNOVATION, AS MEASURED BY PATENT RIVALRY. NOW CHINA IS CATCHING UP.
    Militia est vita nostra super terram.
    Siamo nati per soffrire e io ho soffritto molto.

  4. #44
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Vero. Ma anche in Cina ci sono segnali che il manifatturiero classico mostri segni di rallentamento. Quindi passeranno ad altri paesi i tuoi fantomatici capitali? E poi finiti i paesi da utilizzare dove andranno?

    In cina non ci sono "segnali" di rallentamento dell'industrializzazione ma semmai dell'export.

    La Cina si sta industrializzando e questo processo durerà ancora anni.

    Alla fine del decennio saranno la fabbrica del mondo.

    Ma questo non significa che l'economia occidentale morirà. Essa risorgerà su nuovi filoni.

    Quando cento anni fa le campagne cominciarono a spopolarsi, e l'agricoltura non era piu il centro dell'attività umano, gli uomini inventarono le fabbriche.

    L'industria sostitui i campi e l'aratro.

    Oggi è l'ora dell'industria che viene sostituita dai servizi.

  5. #45
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    X red shadow


    Inutile postare giga di informazioni sul "potremmo fra 20 anni" e via dicendo.

    Trova per ciascuna di queste aziende USA un equivalente cinese:

    Boeing , Lockheed , IBM, Oracle, Cisco, Ford, Google, Caterpillar, HP, Pfizer
    Intel, Amd, Rockwell, Lucent......e altre decine.

  6. #46
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    Une société chinoise a annoncé avoir développé un téléphone portable à énergie solaire et qui peut fournir 40 minutes de temps de parole après avoir été exposé au soleil pendant une heure.
    Hi-Tech Wealth, un grand fournisseur chinois de télécommunications, a annoncé qu'il était le premier au monde à avoir développé cette technologie. Un panneau solaire situé sur le dessus du téléphone - en forme de coquillage- peut aussi être rechargé à partir d'autres sources de lumière, comme par exemple les bougies.
    Hi-Tech Wealth a déposé 8 brevets pour cette technologie et espère pouvoir en déposer davantage. En mars, Hi-Tech Wealth a présenté son nouveau modèle à la plus grande foire d'électronique, de télécommunications et de nouvelles technologies au monde, la CeBIT de l'entreprise
    La Chine développe le 1er téléphone portable à énergie solaire
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  7. #47
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    Predefinito Rif: Qualcosa succede in Cina....

    China Will Soon Trump U.S. in Science & Technology


    “It’s like being 40 years old and playing basketball against a competitor who’s only 12 years old – but is already at your height. You are a little better right now and have more experience, but you’re not going to squeeze much more performance out. The future clearly doesn’t look good for the United States.”


    Nils Newman, Director of New Business Development for Search Technology, Inc

    A new study of worldwide technological competitiveness suggests China will soon rival the United States as the principal driver of the world’s economy – a position the U.S. has enjoyed since the end of World War II. No, the study wasn’t funded by Hu Jintao. The Georgia Tech study was funded by the independent US government agency, National Science Foundation. Looks like the US will soon have to face a reality check about who’s leading the world. The expected development would be the first time in nearly a century that the two nations have competed for leadership as equals.

    The study’s indicators predict that China will soon pass the United States in the critical ability to develop basic science and technology, turn those developments into products and services – and then market them to the world. China is often seen as just a low-cost producer of manufactured goods, but the new “High Tech Indicators” study done by researchers at the Georgia Institute of Technology clearly shows that the Asian powerhouse has much bigger aspirations. China is becoming a leader in research and development, and now leads the world in publications on nanotechnology, though U.S. papers still receive more citations.

    “For the first time in nearly a century, we see leadership in basic research and the economic ability to pursue the benefits of that research – to create and market products based on research – in more than one place on the planet,” said Nils Newman, co-author of the Georgia Tech National Science Foundation-supported study. “Since World War II, the United States has been the main driver of the global economy. Now we have a situation in which technology products are going to be appearing in the marketplace that were not developed or commercialized here. We won’t have had any involvement with them and may not even know they are coming.”

    China’s emphasis on training scientists and engineers – who conduct the research needed to maintain technological competitiveness – suggests it will continue to grow its ability to innovate. In the United States, the training of scientists and engineers has lagged, and post-9/11 immigration barriers have kept out international scholars who could help fill the gap.

    “For scientists and engineers, China now has less than half as many as we do, but they have a lot of growing room,” noted Newman. “It would be difficult for the United States to get much better in this area, and it would be very easy for us to get worse. It would be very easy for the Chinese to get better because they have more room to maneuver.”

    Georgia Tech has been gathering the high tech indicators since the mid-1980s, when the concern was which country would be the “next Japan” as a competitive producer and exporter of technology products. The current “HTI-2007” information was gathered for use in the NSF’s biennial report, “Science and Engineering Indicators,” the most recent of which was released January 15.

    Georgia Tech’s “High Tech Indicators” study ranks 33 nations relative to one another on “technological standing,” an output factor that indicates each nation’s recent success in exporting high technology products. Four major input factors help build future technological standing: national orientation toward technological competitiveness, socioeconomic infrastructure, technological infrastructure and productive capacity. Each of the indicators is based on a combination of statistical data and expert opinions.

    “China has really changed the world economic landscape in technology,” said Alan Porter, another study co-author and co-director of the Georgia Tech Technology Policy and Assessment Center, which conducted the research. “When you take China’s low-cost manufacturing and focus on technology, then combine them with the increasing emphasis on research and development, the result ultimately won’t leave much room for other countries.”

    The United States and Japan have both fallen in relative technological standing – though not absolute measures – because of the dramatic rise of China and other nations such as the “Asian Tigers:” South Korea, Singapore and Taiwan. Japan has faltered a bit over time, and if the increasingly-integrated European Union were considered one entity instead of 27 separate countries, it would surpass the United States.

    “We are seeing consistent gains for China across all the criteria we measure,” Newman said. “As a percentage mover relative to everyone else, we have not seen a stumble for China. The gains have been dramatic, and there is no real sense that any kind of leveling off is occurring.”

    Most industrialized countries reach a kind of equilibrium in the study, moving up slightly in one data set, or down slightly in another. But the study shows no interruptions in China’s advance.

    Recent statistics for the value of technology products exported – a key component of technological standing – put China behind the United States by the amount of “a rounding error:” about $100 million. If that trend continues, Newman noted, China will shortly pass the United States in that measure of technological leadership.

    Posted by Rebecca Sato.

    *This post was adapted from a Georgia tech news release.
    China Will Soon Trump U.S. in Science & Technology

    X red shadow


    Inutile postare giga di informazioni sul "potremmo fra 20 anni" e via dicendo.

    Trova per ciascuna di queste aziende USA un equivalente cinese:

    Boeing , Lockheed , IBM, Oracle, Cisco, Ford, Google, Caterpillar, HP, Pfizer
    Intel, Amd, Rockwell, Lucent......e altre decine.
    Il problema è che tu pensi siano ancora fermi alla produzione dielle Berbie
    Ultima modifica di Red Shadow; 22-06-10 alle 19:23
    Militia est vita nostra super terram.
    Siamo nati per soffrire e io ho soffritto molto.

 

 
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