Spesso gli atei trovano negli islamici una sorta di nemesi. E in parte c'è del vero in questo. Non sto a ripetere quanto l'islamismo abbia tutta quella serie di asperità e di rigidità che rappresentano per l'ateo la quintessenza della "religione abramitica" oggetto dei loro strali. Purtuttavia, ad oggi io non credo che l'islamismo, anche quello integralista (ma fatto salvo quello estremista e terrorista) rappresenti ancora un pericolo per la nostra civiltà e per la laicità delle istituzioni. Mentre invece lo rappresenta l'antislamismo sia di matrice fascistoide che clericale. Oggi a Firenze seimila musulmani non hanno potuto festeggiare la fine del Ramadam in una Moschea. L'Italia non ha moschee. E' nella stessa situazione dei paesi islamici con le chiese. I musulmani non possono costruire moschee. Non importa se con soldi loro, a loro spese e carico. Non gliele fanno fare. Nemmeno nella Milano di Pisapia l'hanno potute fare. Le grandi capitali europee hanno grandi moschee. E questo avviene perchè i Paesi europei sono laici, e non perchè sono islamizzati. L'Italia invece costringe gli islamici ad un culto oscuro, semiclandestino, precario e privo dei crismi che un culto religioso prescrive. Solo i paesi clericali arrivano a deturpare la libertà di culto quasi fino a soffocarla. Solo i paesi autoritari negano un diritto elementare come quello alla pratica dignitosa della propria religione. Oggi dunque non è l'islamismo il problema. Forse lo sarà domani, ma non oggi. Oggi il problema è il clericalismo autoritario e islamofobo che ammanta le più varie amministrazioni e che, conculcando l'Islam, reprime in realtà qualsiasi spinta libertaria, comprese quelle laiciste e atee, che sono le seconde sulla lista, dopo l'Islam stesso.




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