Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
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Originariamente Scritto da Tomąs de Torquem
il 2002-11-24 03:29:07
Re: ERO UN BALILLA GIUGNO 45
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Originally posted by Ferruccio
Prego comunque Tomas di trenere in vita questo titolo ancora per qualche tempo nel caso mi tornassero alla mente altri episodi.
Probabilmente riportero' episodi di qualche anno dopo pero' riconducibnili sempre come continuazione delle mie
esperienze del 44-45 come i ricordi del referendum del 46 e le elezioni del 48.Un post-scriptum d'epoca.
Carissimo Ferruccio,
temo di non avere parole sufficienti a esprimere la mia gratitudine per il patrimonio di ricordi del quale ci hai reso partecipi...
Non soltanto questo thread (che vorrei non finisse mai...) resterą in rilievo ancora a lungo (per consentire a te di aggiungere eventuali, ulteriori, episodi e ad altri di rivolgerti possibili domande...), ma ti chiedo io stesso di proseguire (compatibilmente con il tempo che potrai dedicarci...) nel descrivere anche il clima socio-politico del dopoguerra... Un testimone diretto e lucido, appassionato ma obiettivo, come te č davvero inestimabile, e ci sarą di prezioso aiuto per comprendere appieno fatti ed eventi dell'epoca...
Ciao.
.......
Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-11-24 09:47:20
Re: Re: ERO UN BALILLA GIUGNO 45
Citazione:
Originally posted by Tomįs de Torquemada
Carissimo Ferruccio,
temo di non avere parole sufficienti a esprimere la mia gratitudine per il patrimonio di ricordi del quale ci hai reso partecipi...
Non soltanto questo thread (che vorrei non finisse mai...) resterą in rilievo ancora a lungo (per consentire a te di aggiungere eventuali, ulteriori, episodi e ad altri di rivolgerti possibili domande...), ma ti chiedo io stesso di proseguire (compatibilmente con il tempo che potrai dedicarci...) nel descrivere anche il clima socio-politico del dopoguerra... Un testimone diretto e lucido, appassionato ma obiettivo, come te č davvero inestimabile, e ci sarą di prezioso aiuto per comprendere appieno fatti ed eventi dell'epoca...
Ciao.
Grazie Tņmas per la tua fiducia e per i tuoi apprezzamenti.
Faro' del mio meglio.
Una saluto e buona domenica !
ferruccio
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-11-25 11:33:58
ERO UN BALILLA - ESTATE 1945
Di quell'estate 1945 sul LagoMaggiore ho ben poco da raccontare.Finalmente riuscimmo a prendere conosccenza di tutti gli appezzamenti di terreno che facevano parte della Masseria della Volpe e che stavano sparpagliati sulla montagna retrostante.Nel 44 non ci erevamo mai fidati ad andarli a vedere
per prudenza dato che la zona si diceva pullulasse di partigiani in numero di ciurca 10.000 con epicentro l'Eremo di San Salvatore alle nostre spalle.Visitammo anche l'Eremo che non portava traccia di combattimenti o della mitraglia pesante tedesca che tanto ci aveva spaventati.Al massimo avrebbe potuto ospitare un centinaio di persone.Piccola guerra psicologica dei partigiani ?
Probabile.
A fine Settembre il ritorno a Milano e la ripresa della scuola all'Istituto Leone XIII'.Si ripete' la sensazione di disadattamento
che avevamo provato in Giugno.Ci sentivamo sempre orfani dell'ambiente e dell'atmosfera dei mesi precedenti ma cominciava invede anche il nuovo " adattamento " anche se in tutti era chiaro
che noi avevamo vissito un stgione straordinaria della nostra ita.una stagione irrepetibile e della quale avremmo conservato
tanti ricordi nel bene e nel male.Ci eravamo fatti uomini nella guerra e questo ci influenzo' sempre nel futuro.
In generale la situazione era quella che si poteve definire di " miseria " generalizzata che vedeva pero' noi del Leone XIII°
dei privilegiati nei confronti di tanti altri ragazzi.Milano era occupata dali alleati me da parte delle sinistre si manifestava
ogni giorno l'intenzione di operare radicali cambiamenti sociali
anche con la violenza.Comimncio' in quei giorni il ritrovamento di
ingentissimi quantotativi di armi di ogni genere ,ritrovamenti che finirono in pratica circa venti anni dopo.Le armi ,anche pesanti,stavano per lo piou' celate in ambienti murati siti nelle
principali fabbrioche cittadine e sempre venivano trovate ben oliat
e con abbondanate munizionamento.Tra la roba ritrovata ci furono anche cannoni e financo un carro armato.Alla fine dei ritrovamento la concluione fu che c'erano armi suffcienti per armare alcune divisioni con armi leggere e medie, bombe a mano,
resplosivi, radio, panzerfaust etc.etc.
Arrivavanoi anche notizie da guera civile dall'Emilia dove la lotta di classe continuava quelle civile del 43-45.La gente cominciava ad avere paura e molti pavantavano il futuro.
Comunque in questa atmosfera si ando' alle elezioni per la Costituente del 46 con relativo Referendum sulla monarchia che questa perse come e' noto.
Ricordo che in casa mia erano stati sempre piuttosto freddi verso i Savoia come del resto i Milaensi in generale.Milano non era mai stata savoiarda.Quello che ricordo faceva piu' imbestialire mia madre era la fuga del Re e del Generali da Roma abbandonata ai tedeschi con il famoso o famigerato comunicato di Badoglio
trasmesso da una incisione su disco dalla Radio.
Fu questo a mio modesto avviso la ragione prima e fondamentale dalls sconfitta delal Monarchia.Ad una gran parte
delle gente non interessava gran che la connivenza dei Savoia con il Fascismo.Oltre al resto erano diecine di milioni gli italiani che erano stati dalla parte di Mussolini.Quelle fuga peso' in modo
determinante sul referendum e del resto a riprova di cio' come non ricordare che il 25 Luglio dfel 43 tutti inneggiavano al Re che era in quel momento il punto di riferimento di tutta una nazione.Molano era piena di bandiere con lo stemma sabaudo nreanche fosse il 4 Novembre antegiuerra e le gente sfilava dietro la bandiere del Re.
Poi, all'8 di Settembre,piu' nulla.Quella fuga aveva tolta ogni
fiducia al Re.E' vero che occorreva salvarsi dal cadere in mano ai tedeschi ma alla fine meglio cadere in mano ai tedeschi che tanta ignominia.Inutile scendere in dettagli.Ricordavo con orrore i
cannoni della contraererea vicino a casa nostra senza culatta e con i proiettili sparsi per terra.Gli artiglieri fuggiti tutti lasciandoci
alla merce' degli aerrei alleati.
Tra i miei ricordi del 2 Giugno 46 ce ne e' uno che riguarda un
nostro compagno di scuola.Non ricordo il nome ma di cognome faceva Manca di Villahermosa,anzi principe di VillaHermosa sesto o settimo in linea di sucecssioine al trono cosi'
diceva.Naturalmente monarchico accesissimo.
Bene, era nostra abitudine prenderlo in giro e farlo arrabbiare sopratutto dicendogli:ma va la' che il Re e' scappato ! Vergogna !.
Al che lui si metteva a piangere e poi scappava nella Cappella del Collegio e si inginocchiava a pregare per il Re.Noi continuavamo i nostri lazzi stando sulla porta della Chiesa.
Ricordo anche che pero' i miei malgrado i sentimenti tradizio -
nalmente repubblicani votarono per la Monarchia.Mio padre
diceva: va bene la Repubblica ma quale Repubblica ?
Qui si fanno una Repubblica per il comodo di qualcuno.
Con il 2 Giugno fini0 in pratica anche l'anno scolastico 1945-46
della cosidetta " Prima Collegamento " cosi' allora si chiamavano le classi che precedevano i tre anni del Liceo Scientifico
mentre quelli che precedevano il Liceo Classio si chiamavano terza e quarta ginnasio.
SEGUE
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
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Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-11-27 11:46:16
ERO UN BALILLA - 1946
In quei momenti l'unica garanzia contro una nuova guerra civile e di un possibile colpo di stato comunista era recepita come la presenza degli eserciti alleati sul territorio nazionale.Si paventava molto la partenza degli americani che chiaramente non avrebbero potuto tenere mobilitato un esercito per presidiare l'Italia
Difficile comunque separare quelli che sono i ricordi personali di
quell'epoca dalla visione dovute a tante letture successive.
E' comunque un fatto che da parte specie del ceto medio,piccoli industriali,negozianti,porofessionisti etc. grandissima era la volonta' di ricominciare da capo e tutti facevano programmi.
Sulla sinistra l'unico programma si riassumeva in due parole.
UNIONE SOVIETICA con STALIN onorato come un Dio vivente.
La miseria ,la poverta' , la mancanza di mezzi e financo di cibo facevano il resto .Comunque si ripartiva ma a ripartire era
sopratutto l'Italia picccolo e medio borghese travolta dalla guerra
ma che conservava ancora dentro di se' la voglia di non soccombere.
Anche in casa si facevano programmi e tra l'altro proprio in quell'anno mio padre rikevo' i macchinari di un suo fornitore scomparso a Mathausen e la cui produzione di valvole non era possibile reperire altrove se non di qualita' infima.Mio padre diceva spesso di quale tragico destino fosse statro vittima quel suo fornitore.Internato a Mathausen nella prima Guerra Mondiale e di nuovo la' prigionero dopo l'8 Settembre del 43 e la' morto di stent.Mio padre diceva quel suo amico era ossessionato e terrorizzato dai ricordi del primo Mathausen e ancora la' dove finire i suoi giorni ! Lo ricordava ancora.
Cio' diede a me la possibilita' di cominciare a lavorare durante l'estate dopo le vacanze da inizio Settembre e meta' Ottobre e fu una esperienza che mi resto' utile.Facevo il tornitore su tornio revolver ed ero sotto la guida di un capofficina vecchio stampo. Hai rotto una punta prima del dovuto ? Eccoti quella nuova.!
Girarsi,.Pedata nel culo.A me la pedata non la dava ma la sua occhiata questo voleva dire ma io avrei preferito prenderla come gli altri apprendisti.Il trattamento di favore mi metteva a disagio.Era un fabbrichetta primitiva in tempi dove se non si sapeva " tirare la lima " , tipica operazione da aggiustatoiri,non si era nessuno in oiffcina ed io di lima tiravo parecchio dato che
per smerigliare i pezzi solo di lima di poteva fare non essendoci in giro ne' nastri abrasivi ne' altro.Venni a contatto cosi' con diversi miei coetanei di famiglie operaie e cosi' vidi che il mondo non era
solo quello dei benestanti dell'Istito Leone XIII= che ormai
mangiavano il "pudding " perche' la parola budino suonava poco shick.Questo mi rimase in mente come fosse un presagio di quello che sarebbe successo dopo .con la lingua italiana in difficolta' di fronte al conformismo linquistico filo inglese o americano indice di una servaggio culturare e di una perdita di indentita' che si esprimera' con l'uso di parole straniere anche la' dove non c'e' nessuna necessita'.
A quel tempo mio padre acquisto' una vetturetta nuova.Era una Topolino Fiat 500 balestra lunga.Andammo a prenderla con un carroa a cavalli.Proprio cosi'.La macchinma veniva consegnata senza gomme e quelle bisognava procurarsele al mercato
nero.Costarono quasi quanto la macchina e durarono si e no 10.000 km.Ma avere alllora una Fiat 500 era un privilegio di pochi ed io non vedevo l'ora di quando aveei potuto fare la patente e cio' tre anni dopo.
In quell'anno in Agsto feci una straordinaria esperienza.Insieme a altri dieci amici ed un prete discesi il fiume Po da Milano fino a Venezia.
Una occasione straordinaria per vedere che cosa era l'Italia di allora.Ci mettemmo sedici giorni ma restammo via quasi un mese
perche' nella laguna andammo a campegfgiare su di una isoletta vivcino a Burano.
Ma questo ve lo racconto la prossima volta.
Un saluto a tutti e grazie della Vsotra pazienza.
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-11-28 10:45:33
ERO UN BALILLA
Un completamento:una cosa che in quegli anni 45-46 che appariva a tutti era l'ambiguita' comunista.I comunisti stavano al Governo e cio' derivava da una loro posizione di forza nell CLN ma
nello stesso tempo operavano specie sulle piazze come una forza di opposizione promuovendo agitazioni e ostacolando ogni azione di Governo che non collimasse con i loro
programmi di cmquista del potere.
Restera' sempre memoria di quanto commissero un poco in tutta
l'Italia del Nord ma specie in Emila dove furono migliaia gli eliminati per ragioni di oddo di classe.Poi la cosidettas amnistai
Togliatrti ai fascisti contribui' ad arginare questa strage dato che essa non collimava con quelle che erano le reali possibilita' di conquista del potere per via legale data anche la presenza fino a Dicembre del 47 degli alleati occupanti militarmente l'Italia,
Il clima sociale comunque resto' molto cattivo ed ostacolo' non poco il desiderio di ripresa del ceto medio.E' vero:era stata data
all'Italia una Costituzione ma questo non e' che fosse avvertito dalle gente come un toccasana.
A Milano ricordo anche la presenza di ua organizzazione terroristica comunista.LA VOLANTE ROSSA che operava sopratutto nella zona di Lambrate-Citta' Studi.Ricordo l'assassinio del giornalista missino Franco De Agazio direttore prima dell'ASso di Bastioni e poi del meridiano d'Italia,giornali della nuova destra.
La VOLANTE ROSSA ebbe financo la possibilita' di sfilare in occasione del Centanario delle Cinque Giornate di Milano.Nella fato si vede che alcuni si coprono il volto non volendo essere riconosciuti.
Nella campagna era stato istituito il cosidetto IMPONIBILE DI
MANO D'OPERA e questo per far fronte alla disoccupazione agricola.C'era cioe' un impiego obbligatorio di salariati agricoli in proprozione alla terra posseduta dalla diverse aziende agricole.
Insomma:il climo socio politico era pesantissimo e peggioiro' in vista delel elezioni del 1948 quando le sinistre coalizzarono nel FRONTE POPOLARE:Fu la fine dei socialisti che primo partito delka
sinistra alle elezioni del 46 si ritrovarono a rimocrhio dei comunisti e ne divennero una filiale riducenodsi ad un partito minore o quasi.Neppure dopo i fatti di Ungheria seppero risollevarsi anzi nel PSI ci fu financo una forte corrente detta " carrista " che appunto sosteneva l'intervento sovietico.Che vergogna ! Ma questi sono fatti di un decennio dopo.
Ci vediamo per il capitolino sulla discesa del Po da Milano a Venezia:episodio basil re nella mia vita di ragazzo.
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-11-28 11:45:14
ERO UN BALILLA 1945-47
Ricordo perfettamente le urla di mio padre quando Eimaudi nel 47
nel Governo De Gasperi opera la restrizione brutate del credito e con questo stronca l'inflazione che era l'arma piu' potente in mano ai comunisti.Credo che cio' avvenisse dopo che De Gasperi aveva buttato fuori i comunisti dal Governo.
In famiglia le cose si fecero molto difficili ma la proprieta' del palazzo in Milano ci consenti' di reggere a fronte delle banche.
Scusate se saltello su e giu' ma quando si parla di cose avvenute mezzo secolo fa e' ineluttabile.
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-12-01 12:08:42
ERO UN BALILLA -VIAGGIO SU PO 1946
La barca parti' dalla darsena di Porta Ticinese a Milano verso le
9 del mattino.Era il 30 Luglio del 1946 e subito imbocco' il Naviglio Pavese che dopo ben quattrdici conche arriva a Pavia
per gettarsi nel Ticino.
Sopra c'ero anch'io ed in divisa dei boy-scouts.Avevo conosciuto questa organizzazione l'anno prima tramite un mio compagno di classe e avevo preso a frequentarla partecipando a qualche campeggio.Facevo parte di un reparto dell'ASCI ( Asssociazione Scautistica Cattoloca It.) in una squadriglia di altri sei ragazzi.Era la squadriglia delle ANTILOPI che aveva un capo sqadriglia,un vice ed un " addetto ai materiali " per lo piu'materiale da campeggio
ed annessi.
Dello scautismo mi piaceva prima di tutto il senso dell'esplorazione e dell'avventura poi il fatto di essere responsabilizzato e motivato.Tutto il contrario dell educazione impartita dai Rev.Padri Gesuiti.Era un tipo di educazione molto inglese e del resto il suo fondatore Lord Baden Powell lo era ed aveva fondato gli scouts addirittura durante la guerra anglo-boera precisamente durantre l'assedo di Mafeking.
Essendo ancora vivo in me il ricordo dei Balilla tutto consifderato
classifivavo gli scouts come dei Balilla " democratici ".Io i balilla li avevao conosciuti piu' che altro per le sfilate e per la previdenze
di cui anch'io avevo goduto ( colonie estive,cure specialistiche etc.) ma la differenza la vedevo.I balilla erano una organizzazione improntata sul patriottismo nazionalistico ed era
legata strettamnente con il Partito Nazionale Fascista ai cui valori ( non dico ideologia ) si ispirava.Data la guerra la mia partecipazione all' Opera Nazionale Balilla fu molto limitata ed avveniva sopratutto in sede scolastica e fino al 1941 quando fui mandato in Collegio a Clusone.Ricordo soporatutto le sfilate
nella varie feste nazionali o i saggi ginnici a scuola.Pero' anche i
balilla qualche cosa mi diedero sopratutto il senso della Nazione tanto che reputo la mia educazione una miscela tra I Baņlilla e
e lo scautismo..
Devo dire che ques'utlimi mi infuenzarono molto di piu' se non altro perche' questa esperienza la feci quando ormai avevo tra
quattordici anni e oltre mentre la prima era qulche cosa che
apparteneva ancora all'infanzia.Devo anche dire che lo scoutismo era qualche cosa di ben piu' formativo che non i Balilla dando al ragazzo delle vere responsabilita'.
" SE VUOI DA QUALCUNO UN APPORTO DAGLI UNA FUNZIONE" era una delle massime di Lord Baden Powell.Peste e corna degli
inglesi ma occorre dire che lo scoustismo era l'espressione del meglio dello spirito inglese.Leggevamo Kipling con tutto cio' che esso significava.Non dimentichiamio che l'Impero Ingkese si era formato non solo per i grandi interessi che ne erano all'origine ma proprio anche per il senso dell'avventura e dell'esplorazione
che fu proprio degli ingelsi per secoli fino a portarli a dominare il mondo con in piu' il senso della " Mission " tipica protestante
che dava all'esplorazione all'avventura anche una motivazione religiosa.Vediamo che la vicina cattoloca Irllanda l'unica cosa che combino' fu solo una gran quantita' di emigranti ģa causa della miseria.Esagero un po' ma un fondamento c'e'.
Fu durante un campeggio sul Lago di Como a Piona che fu offerta al mio reparto una tipica lancia quelle con il divanetto verso poppa e tre postazioni per rematori.,Era in pessime condizioni e per questo fu chiamata " SCASSA ". Non co chi fu ma qualcuno forse il nostro capo-reparto che poi era anche un prete lancio' l'idea di mettere a posto la Scassa e andare da Milano a Venezia navigandoi prima sul Ticino poi sul fiume Po' e poi in Laguna.
Lavorammo qualche settimana nel mio cortile per sistemare e
riverniciare la barca e come ho detto il 30 Luglio del 46
partimmoa dalla Darsena di Porta Ticinese.
Eravamo in undici.A parte il prete che stava sempre a bordo eravamo divisi in due squadre di cinque che si alternavano giorno dopo giorno.Cinque stavano in barca e cinque andavano in bicicletta.Quelli in bicicletta erano a loro volta divisi in due suadre.
Una di tre ragazzi doveva provvedere alle provviste , cucinare un pasto a mezzogiorno previo appuntamento di tutti in un dato
punto del fiume che stabilivamo su carte militari 1:100.000 utilizzate sia dalla barca che dai ciclisti.Alle sera provvedenao a stablire con lo stesso sisytema il lugo dove sitemare le tendfe per la notte etc.Alla sera poi dopo cena si accendeva anche un grande falo' che serviva amnche a temnere blontane le zanzarte che a miliardi infestavano quelle zone.
C'era poi una suadra di due ragazzi che seguiva il piu' possibile dagli argine la barca per ogni evenienza ed inoltre la precedeva
quado era prossimo un ponte di barca ( ponti stradali veri non ce ne erano piu' essendo andati tutti distrutti ( e individuavano il punto dove la barca poteva passare segnalandolo con due grandi bandiere rosse.Se nessun punto era praticabile allora si
chiedeva agli addetti di aprire il ponte cosa che ci veniva sempre concessa senza difficolta'.
Fu una grande avventura ed un grande espertienza che ci mise a contatto con la realta' di una vasta zona 'd'Italia nell'immediato dopoguerra ed inoltre ci permise di vsitare citta' come Pavia,
Cremona,Mantova,Ferra,Chioggia.
Questa era il tipo di avventura che ci permise di uscire della nostra psicosi di esperienze belliche che erano state la nostra vita fino al 1945 e di cui Vi ho gia' detto.In un certo senso ci " guari" dalla guerra anche se i posti che attraversavamo portavano ancora i segni e comunque la memoria della guerra sopratutto nella sua fase finale.
ma del viaggio Milano-VeneZia vi parlero' in seguito in dettaglio:intanto Vi basti sapere che in tutto restammo fuori un
mese completo dando notizie a casa per posta e ricevendo da da
casa solo un paio di fermo-posta.
SEGUE
Un saluto a tutti e buona domenica.Finalmente non piove.
Ma e'possibile che ad ogni pioggia stagionale vien giu' mezza Italia? Al tempo dei Balilla io non ricordo cose del genere.
Il mio amico Prof:Florianio Villa presidente dei gelogi dice che
questo e' dovuto a tutti gli abusi,speculazioni.manefregheismo
del regime attuale partendo dal 1845.C'erano piu' geologi al tempo dell'Impero Romano e quello che dicvevano veniva rispettato.Il primo dovere di una Stato dovrebbe essere quello di
avere cura del territorio sul quale sorge.Invece...........l'inmcuria e' stata massima ed ora i risultati si vedono e si toccano.
CIAO TUTTI !
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-12-03 16:12:52
ERO UN BALILLA - SUL FIUME PO . AGOSTO 46
Quel giorno 30 luglio 46 arrivamm a Pavia e dopo l'ulima conca doppia scendemmo nel Ticino.Il campo quella sera lo piantammo in Borgo Ticino , il gruppo di case che fronteggia Pavia e dal quale
si ha la vista panoramica di questa citta' di impronta
Longobarda che visitammo come il giorno prima avevamo visitata la Certosa di Pavia , abbazia viscontea tra le piu' sontuose d'Italia.
Daghela a lur la carne grasa ( datela a loro la carne grassa )
ci grido' una donna di Borgo Ticino volendo con cio' significare che noi eravamo in sostanza dei privilegiati. e in realta' alla fine era proprio cosi'.Di Pavia ricordo il ponte Vecchio distrutto daegli aerei alleati e le cui rovine si vedono ancora ogg a monte del ponte ricostruito.
Il mattino dopo entravamo nel Po' al Ponte della Becca e qui devo fare una divagazione necessaria su che cosa e' il fiume Po'.
Il Po non e' solo un fiume.E' un mondo a parte per lo piu' ignorato
dagli italiani che a male pena lo hanno intaevisto dal treno o dall'
austostrada quando lo attreversano.Il mondo del Po' e' dato dal
fiume stesso e da una striscia di terra larga qualche chilometro
o a volte poche centinaia di metri.In detto mondo entrano a
male pena le sue citta' rivierasche tipo Mantova.Cremona,Ferrara.
E' un mondo fatto di grandi prospettive ,di argini, golene e spiagge deserte.L'effetto che ha su chi lo accosta magari per caso e' quello sentirsi respinto se non si hanno quelle
caretteristiche umane peculioari di chi vive sulle sue rive.Animo rude e facile a infiuammarsi ma sostanzilmemnte generoso e
pieno di umanita',ESTEMISTA E PRUDENTE ALLO STESSO MODO
Questo mondo lo ha ben descritto Guareschi ma anche il pittore Naif Ligabue poer il quale la zona del Po e' l'unica che abbia prospettive di dimensioni americane e forse per questo e per la sua gran massa d'acqiua spaventa specie chi non ha dimestichezza con lui.E' un ambiente che ha avuto tanta parte nella nostra letteratura , nella pittura, nella musica ed anche nella vita spirituale con le grandi Abbaazie di San Benettto Po e di Pomposa.Resta un ambiente " isolato " dai gradni argini maestri
una spoecie di enclave misteriosa e solitaria,un mondo a se'e on dico piu' altro.D'inverno nebbia nebbia e ancora nebbia.
Il cambio di dimensioni dal Ticino al Po' lo notammo subito cpme
notammo anche subito degli strani " lavoranti " che sulla riva
facevano uno strano lavoro.Cribbiavano della sabbia e poi la facevano passare insiema acqua su un grande piano inclinato di legno per poi trattare la sabbia residua in una grande padella piatta sopra al fuoco.Ci spiegarono che cercavano l'oro le cui
pagluizze provenienti dalla zona di Pestarena nella Valle Anzasca abbondavano venedo gettate a riva dalla corrente.
L'oro allora costava ben 900 lire al grammo e cosi' quello che raccoglievano a fine giornata bastava a tenere in piedi le loro
famiglie.l'ORO CE' ANCORA MA DI CERCATORI NEPPURE L'OMBRA OGGI.
Nella zone che attraversammo i segni della guerra c'erano ma non erano molto rilevanti dato che la guerra era passata senza
sostarvi.I danni maggiori erano dati dal fatto che non esistevano piu' ponti stradali ed erano stati riattati solo pochi ponti ferroviarii di cui l'unicoi rimasto pressocchje' intatto era il ponte della Becca.Al posto dei ponti stradali vi era un quantita' di ponti di barche sorvegliati da addetti ,ponti che venivano aperti in caso di necessita' di navigazione.
La gente del Po ricordava soprattutto gli ultimi giorni di guerrra
con la ritirata dei tedeschi che utilizzavano tuttii i mezzi possibli
per passare il fiume,financo cavalcando le vacche e usando gli armari a mo' di barche.Lungo le rive magari nascoste dalla
vegetazione quanita' di munizioni abbandonate di tutte le specie.
Capitava di andare a fare i propri bisogni e di ritrovarsi su cataste di proiettili di cannone o di mitragliera pesante.Il peggio pero' erano le mine.Specie nel Delta era moltissimo il terreno ancora minato e un volta senza saperlo mettemo le tende proprio vicino ad uno di quei campi e fummo avvertiti del pericolo solo al mattino dopo da uno sminatore che faceva il suo lavoro e che attese che il primo di noi uscisse e mentre stava per mettere i piedi
nel campo minato ci diede una voce.
Anni dopo vidi a Ravenna una grande targa a ricordo di tutti gli sminatori caduti in quel pericooso lavoro.Erano diecine e diecine di nomi.
.....e per loro torno' a fiorri la terra !
Stava scritto in fondo alla grande lapide e nel ricordo di quello sminatore che quel mattino ci aveva evitato un pericolo gravissimo mi resto' impressa per sempre.
SEGUE
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Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Tomąs de Torquem
il 2002-12-04
06 : 48 : 48
Re: ERO UN BALILLA - SUL FIUME PO . AGOSTO 46
Citazione:
Originally posted by Ferruccio
Il mattino dopo entravamo nel Po' al Ponte della Becca e qui devo fare una divagazione necessaria su che cosa e' il fiume Po'.
Il Po non e' solo un fiume.E' un mondo a parte (...)
Grazie per la bellissima (come sempre...) descrizione, caro Ferruccio... Anche se dal profondo Sud, ho sempre avvertito il fascino del grande Po...
Ciao.
,,,,,,,
Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?
Citazione:
Originariamente Scritto da Ferruccio1
il 2002-12-05
16 : 55 : 04
ERO UN BALILLA 1946 SUL FIUME PO
E' certo che la discesa del Po fino a Venezia fu una bellissima avventura ma era una avventura ben divesra da quelle che avevamo vissuto fino al'anno prima e che tanto ci avevano
influenzato negativamente fino a renderci degli autentici disadattati in tempo di pace.
Quando era il nostro turno sulla barca ci godevamo sempre mutevoli panorami fluviali.Ci colpiva come colpisce ancora il grande silenzio che incombeva sul Po dovuto ai grandi argini maestri e ai boschi sopratutto di pioppi che filtravano i rumori di fondo ieri come oggi.
Sul fiume quasi nessuno, solo qualche pescatore mentre essendo il Po in periodo di magra lasciava scoperte grandi isole o spiagge di sabbia bianca ornate da resti di alberi che assumevano l'aspetto di sculture moderne.Pochi allora gli uccelli che invece oggi sono tornati sul fiume tipo aironi bianchi e grigi,garzette,cavalieri d'Italia etc..Penso che propabilmente se li fossero mangiati tutti negli anni di fame delle guerra.
Un giorno fummo " distratti " da una personaggio inconsueto.
Una prostituta " fluvale " che doveva avere come clienti gli addetti
alla ricomparsa navigazione per trasporto materiali poveri ci segui' per un buon tratto incitandoci a servirci di lei e illustrando anche le sua capacita' e bellezze anche tirandosis le
sottane.Saltellava sulla riva e ci chiamava " umanciu' "
proprio come nel film Amarcord fa il personaggio della Volpina
allupata perenne.
Il sacerdote che era con noi faceva finta di niente ma poi incitava ad accellerare la remata. Un giorno e fu l'unico di tutto il viaggio
fino a Venezia si levo' un vento esattamente da ovest che ci
accompagno' per tutta la mattinata.Cosi' potemmo alzare un alberetto di cui era dotata la barca ed innlalzare una primitiva vela quadra.Quel mattino non si remo' e fummo spinti dal solo vento.Comunque quando si stava sulla barca i contatti con
l'ambiente umano di quei posti era molto poco cosa invece che avveniva quando era il turno di andare in bicicletta o nella squadra .....annonaria o in quella di assistenza logistica
alla barca.
Potemmo vedere cosi' diversi paesi e frazioni e cascine e parlare con la gente.La guerra aveva lasciato tracce e vi era grandfe
poverta' anche se con un provvedimento molto criticato dagli agrari c'era stata l'imposizione di braccianti sulla base della superficie della aziende agricole cosa che da un lato aveva reso
difficile la vita delle predette aziende ma aveva pero' tolto dall'indigenza molti che altrimenti non avrebbero sdputo come
cavarsela.Di buono c'era che essendo tutte zone la cui
economia era basata sull''agricoltura il cibo non scarseggiuava e questo era gia' qualche cosa a paragone con le grandi citta' dove
la situazione non era poi cambiata gran che rispetto al periodo di guerra e dove ce'ra ancora la borsa nera.
Ricordo perfettamente che non appena arrivammo all Po per la prima volta da sei anni vedemmo il pane bianco sottoforma di quei pani a forma di doppio cornetto o di luimaca
fatto di grando duro e che era ed e' bianchissimo.La prima volta che noi lo potemmo avere tra le mani lo giravamo e rigiravamo tra le mani.Del pane bianco noi quasi non avevamo piu' i memoria.La
prima volta addirittura si fece silenzio.Neanche fosse stato un meteorite piovuto sulla terra da chissa' quale mondo.
Comuqnue quando si andava in biciletta i contatti con le gente sia sulla riva sinistra che sulla riva destra del fiume erano frequenti.
Erano per lo piu' zone di " sinistra " ma sempre fummo accolti bene ed aiutati nei rifornimenbti di acqua , verso il Delat anche di legna da bruciare che in quelle zone scarseggiava.
Un giorno incontrammo un tipo di tragjhetto molto
primitivo detto a " pendolo ".Consisteva di una cima molto
robusta e lunga quasi un kilometro agganciata ad un' ancora ben sistemata.La lunghezza della fune permetteva ad una barca
con l'aiuto del timone opportunamente manovrato di spostarsi da una riva all'altra.Era un traghettamento molto lento ma aveva il
pregio di non avere bisogni di motore.Roba arrivata a noi probabilmente da centinaia per non dire migliaia di anni prima.
Andava tutto bene salvo il fatto che avendo il prete che era anche il nostro capo sbagliato totalmente i suoi calcoli ci
accorgemmo che i soldi che avevamo portato erano insufficineti
pertanto fummo costrette a ridurre i nostri acquisti di cibo
all'essenziale.Cio' ci provoco' tra l'altro quello che doveva essere un inizio di scorbuto da mancanza di vitamine che solopoteaavno
venire dalla verdura fresca e dalla frutta che avevamo abolito.Personalmente rimediai fermandomi quando ero di turno
in biccletta nelle cosidette "anguriere."
Era capanne fatte di frasche ingiallite e seccate dal sole dove si potevano mangiare angurie ed anche i meloni.C'erano della
panche e qualche volta anche i tavoli.Le angurie erano sistemate in cassoni pieni d'acqua che veniva cambiata qualche volta al giorno e cosi' le angurie stavano un poco piu' fresche.
Oggi le auguriere sono pressocche' scomparse e quelle che sopravvino campano abbastanza male malgardo siano sistemate in tuttaltro modo che quelle di allora.La gente reputa di perdere
in immagine frequantandolw.Magari comperano le angurie ma pochi si siedono.Cosi' e' qui da noi.
Un giorno alla sosta del pranzo, mentre stavamo sulla riva destra del Po dopo Ferrara mentre bighellonavo mi imbattei in quello
che doveva essere una volta un natante.Consisteva in un
barcone grande collegato ad un'altro barcone piu' piccolo da un qualche cosa come una ruota.Stavo chiedendomi che cosa potesse essere stato dato che stava a secco ed aveve l'aspetto malandato avendo ormai la vernice ed i calafati in condizioni
miserevolie quando un contadino dietro di me grido' in dialetto
ferrarese:
Questo e' l'ultimo mulino de Po.Ragazzi , guardatelo bene !
Non lo vederete mai piu' !
Capii allora che cosa era quello strano natante abbadonato.Anni dopo venni a sapere che quello era stato veramente l'ultimo mulino del Po e precisamente quello appartenuto al Senatore
Arlotti di Ferrara,gran commerciante di granaglie che aveva voluto conservare almeno un mulino in funzione.Era stato proprio su
quel mulino fluviale che Riccardo Bacchelli si era impratichito
su tutto quanto riguardava la molitura e sulla nomenclatura delle
varie parti dei mulini fluviali e sulle manovre che esso comportava sia per lavorare che per spostarsi.Seppi anche che pocho tempo dopo da quando lo avevo visto il mulino era stato bruciato per la paura che sollevandosi a causa di una delle fequenti piene
andasse a danneggiare qualche ponte di barche.Peccato non sia
stato smontato e salvato:oggi avremmo un importante ricordo del mondo contadino e della nostra storiaa compresa l'iniqua tassa sul macinato che cosi' malamente aveva influenzato la vita sociale nell''800 in quelle zone gia' cosi' critiche..Mi raccomando.chi non lo ha letto vada a comperare " Il Mulino del PO e mi ringraziera'.E' meglio di un gran libro di
storia patria e certi personaggi come Scacerni e Dosolina non li
dimentichera' mai piu'.
Aggiungo che il Sen Arlotti non pote' vedere la fine di quel
mulino.,Fu fucilato a Ferrara nel Gennaio del 44 da un gruppo di fascisti repubblicani per vendicarsi dell' uccisione del Federale Guagnellini.Il Sen. Arlotti era un antifascista e' vero ma l'uccisione
di Guagnellini era stata opera di comunisti ed era avvenuita del quadro della loro strategia di attizzare la guerra civile puntando
proprio sulla reazione degli estremisti che avevano perfettamente abboccato all'amo.Guagnellini era un moderato e per questo anche fu tolto di mezzo.Scusate la digressione ma quando ci vuole ci vuole.
Segue
Un saluto a tutti.
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