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  1. #81
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-10-28
    18 : 59 : 35

    ERO UN BALILLA 1945

    Altro personaggio legato a quell'epoca è colui che noi chiamavamo LO ZIO CAPITANO.

    Mia zia Mariuccia, anni 25, nel 1941 aveva sposato un ingegnere di 41 anni, nobile e già sotto le armi. Artiglieria. Sorvoliamo sulle reciproche ragioni di quel matrimonio.

    Sta di fatto che lo zio capitano, poco dopo l'8 di settembre, comandava una batteria di 8 cannoni ippotrainati di medio calibro, di stanza a Nord di Milano. Perché, a quella data, stesse qui invece che al fronte era poco comprensibile, ma era così.

    Bene. Che ti fa il capitano in quel frangente? Stando alle indicazioni date dal maresciallo Badoglio nel famigerato discorso del "disco" non si oppone agli... "attacchi da qualsiasi altra provenienza", non spara neppure una cannonata a salve contro i tedeschi, non butta cannoni ecc. in un burrone e si dà alla montagna. Niente di tutto questo.

    Si fa internare in Svizzera con armi, uomini, bagagli, viveri ecc., restando immortalato in un "inventario" fatto dagli svizzeri e che ogni tanto riaffiora nelle cronache di quel tempo. Lo avevo già visto, ma è ricomparso un paio di settimane fa in una citazione storica su quella resa.

    Dev'essere stato un gran brutto vedere, quel passaggio in terra elvetica! Una bella processione con ufficiali in testa!

    Nel famoso inventario c'era proprio di tutto, dai cannoni e munizioni ai cavalli per il traino giù fino a quintali di pasta alimentare, salsa di pomodoro e, mi sembra, financo carta igienica.

    L'onore NON era salvo, ma la dispensa sì. Fulgido esempio di ardimento e di spirito di sacrificio, come si motivavano allora le medaglie al valore!

    Il capitano restò in Svizzera fino alla fine delle guerra. Ogni tanto scriveva lettere cretine alla mogliettina, dicendo che al ritorno si sarebbe dato da fare per lei. Che stesse tranquilla!

    Intanto stava al sicuro e... imparava l'inglese!

    E ora un saluto a tutti. Vado via per qualche giorno, ma tornerò la settimana ventura per il gran finale!
    ..........
    Ultima modifica di Siddharta; 17-03-10 alle 14:47

  2. #82
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-04 110:28

    ERO UN BALILLA - APRILE 45


    Tutti capivano che in primavera la guerra sarebbe terminata e ci si aspettava l''offensiva anglo-americana che avrebbe portato gli alleati nella valle del Po, dove i tedeschi si sarebbero trovati a operare su un fronte molte volte più ampio che non quello sugli Appennini. Anzi, direi che l'offensiva arrivò tardi perché tutti se l'aspettavano almeno un mese prima, tenuto conto anche dell'enorme disparità delle forze in campo. Forse gli alleati volevano NON danneggiare l'offensiva russa nel centro Europa.

    La gente temeva la battaglia finale, anche se riceveva qualche speranza dal fatto che non si vedevano apprestamenti di difesa che lasciassero presagire combattimenti, specie nelle città. C'era la constatazione che, dopo tutto, l'esercito tedesco mai aveva messo di mezzo città nei combattimenti, ritirandosi quasi sempre fuori dagli abitati e valga per tutti l'esempio di Napoli (i combattimenti poi celebrati come "Le cinque giornate di Napoli" furono, in realtà, solo alcune scaramucce, per non parlare di Roma e della stessa Firenze. Qui, nella distruzione dei ponti sull'Arno, notevoli furono anche le responsabilità degli alleati, che rifiutarono ai tedeschi un accordo di NON USO dei ponti fiorentini per passare al di là dell'Arno, costringendoli a far saltare i ponti stessi.

    Potrei paragonare l'atmosfera di quei giorni a quando si sta addensando in cielo una gran temporale, con vento e piovaschi, ma con la gente che, bene o male, continua ad accudire alle proprie faccende.

    Io nulla seppi dell'arrivo del Duce a Milano, il giorno 18 aprile, né altro seppi su di lui fino alla notizia della sua morte.

    Andavamo regolarmente a scuola. Gli allarmi aerei erano radi. Il nervosismo era nell'aria e ricordo anche che, un giorno, un ufficiale della Decima Mas venne al nostro collegio per dirci di piantarla di tirare razzetti dal cortile interno su fin oltre il tetto. Chiaro che i loro botti venivano scambiati per colpi di fucile.

    Non ricordo particolario attività partigiane nella settimane antecedenti il 25 aprile; o forse erano ormai tanto abitudinarie da costituire un scenario costante, e così i passaggi di aerei alleati.

    Tutto sembrava come al solito: i cinema, i teatri, le giostre di Porta Venezia. Finché la radio cominciò a trasmettere addidittura in chiaro le istruzioni del Comando della Decima ai suoi marò. Erano istruzioni di raduni in direzione di Chioggia. Erano istruzioni di ritirata. Eravamo alla fine!

    Malgrado tutto funzionarono fino all'ultimo le mense popolari, dove con poche lire le gente poteva sfamarsi. Fu questa una delle imprese più meritorie della RSI, costata anche tante perdite alla Guardia Nazionale Repubblicana che provvedeva ai difficilissimi approvvigionamenti sotto i mitragliamenti allleati che colpivano chiunque si trovasse sulle strade o nelle campagne. A Milano di queste mense ce n'erano moltissime, sparpagliate in tutti i quartieri.

    Nelle notti precedenti il 25 aprile si sentivano come colpi di cannone da Sud, dal Po, anche se forse erano solo esplosioni di altra natura perche' dal fiume Milano dista un cinquantina di chiilometri; ma tutto faceva da sottofondo a una fine ormai annunciata.

    La scuola continuava come sempre. Ultimi allarmi aerei. In quella situazione sarebbe stato, a mio avviso, molto opportuno chiuderla in attesa degli eventi, e del resto i Gesuiti non potevano non sapere nulla essendo certo in contatto diretto con l'Arcivescovado. Ma farci stare a casa avrebbe significato scoprire le carte di accordi segreti, e così tutti recitarono la loro parte fino alle ore 14.45 del 25 aprile quando Padre Tessarolo irruppe nella nostra classe gridando:

    E' scoppiata la Rivoluzione! Tutti a casa!

    Vi rimando così alla mia cronaca delle giornate del 25-26-27-28 e 29 Aprile 1945, che potete leggere sul Forum Esegesi dove il mio scritto e' stato spostato da Alessandra. Scritto che poi ha dato origine a "ERO UN BALILLA"

    (SEGUE)

    Un saluto a tutti.
    .......

  3. #83
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Tomàs de Torquema

    il 2002-11-04 22:03:18

    Re: ERO UN BALILLA - APRILE 45


    Originally posted by Ferruccio
    Vi rimando cosi' alla mia cronaca delle giornate del 25.26-27-28 e
    29 Aprile 45 che potete leggere su Forum Esegesi dove il mio scritto e' stato spostato da " ALESSANDRA " scritto che poi ha
    dato origine a " ERO UN BALILLA"
    Per agevolarne la consultazione, ecco il link...

    #internet_and_telecom online dating internet marketing at politicaonline.net

    Salutoni.
    ...
    Ultima modifica di Siddharta; 17-03-10 alle 15:16

  4. #84
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-05 09:22:47

    Re: Re: ERO UN BALILLA - APRILE 45

    Originally posted by Tomás de Torquemada


    Per agevolarne la consultazione, ecco il link...

    #internet_and_telecom online dating internet marketing at politicaonline.net

    Salutoni.
    Grazie per la Tua del resto abituale gentilezzo Tòmas !

    Una saluto !
    ,,,,,,,,,

  5. #85
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-06 115:11

    ERO UN BALILLA 25 APRILE 1945

    il 25 Aprile esco dunque dal mio collegio e attraverso Milano. Anche le città hanno un volto (dallo scritto di un signore che, il 25 luglio del 1943, attraversava Roma dirigendosi verso un brutto appuntamento) e il volto riflette i moti dell'anima. Le case di Milano, con tante finestre ridotte a vuote e tragiche occhiaie, ssmbravano interrogarsi sul loro immediato futuro. Cosa stava per succedere? Che avremmo visto ancora di brutto?

    Ultima disperata resistenza in citta' dei fascisti e dei tedeschi?
    Nuove incursioni aeree sul centri di resistenza in mezzo alla città?

    Nulla di tutto questo, come scrivo nel capitolino descrittivo sulle giornate del 25-26-27-28-29. Allora non lo potei capire, perché solo dopo anni si seppe che i tedeschi, nella persona del Generale Wolf, avevano firmato in Svizzera un armistizio in base al quale dalle ore 14 del 25 Aorile le forze armate tedesche cessavano le ostilità e si ritiravano nei loro acquartieramenti in attesa di arrendersi agli anglo-americani e solo a loro; come infatti avvenne, nella stragrande maggioranza, dei casi in tutto il Norditalia. Ciò svuota parecchio il significato di "insurrezione generale" del 25 aprile, dato che avveniva contro forze che già erano in stato di armistizio, mentre i reparti della RSI si trovarono isolati, nulla sapendo di questo armistizio. I tedeschi arrivarono al punto di far sfilare davanti alla Prefettura di Milano, dove si trovava Mussolini, una colonna di mezzi blindati e armi pesanti, per dargli l'illusione che si apprestassero a difendere la linea del Po mentre, invece, si dirigevano verso l'Alto Adige per proteggersi la ritirata verso la Germania. Le forze armate delle RSI si arresero, dunque, per lo più su invito dei Comitati di Liberazione locali e del clero, ritenendo ormai finita la fase bellica; e, per la maggior parte, finirono in mano a chi ne avrebbe fatto strage.

    Tipico esempio di queste situazioni fu la messa in libertà degli uomini della Decima Mas, a Milano. Dopo una trattativa con il CLN se ne andarono a casa, compreso il Principe Borghese cui un picchetto partigiano rese gli onori mentre usciva. Dunque, sulla retorica delle insurrezione CALA TRINCHETTO!, come si usava dire, una volta, a proposito di esagerazioni.

    E' comunque un fatto che, il 25 Aprile, non c'erano né a Milano né in Lombardia forze partigiane sufficienti a liberare o ad occupare veramente Milano, che d'altra parte i fascisti avevano abbandonato fin del primo mattino del 26. Ciò prova quanto sia vero quello che ho detto nelle settimane scorse, cioè che, in città, le forze partigiane erano composte da un centinaio e forse anche meno di gappisti, la cui guerra era consistita nel far fuori a tradimento fascisti e tedeschi per attivare e rendere irreversibile la guerra civile. Mai sarebbero stati in grado di affrontare militarmente chicchessia tanto meno i tedeschi, che si arresero solo il 30 aprile, all'arrivo degli alleati. Non parliamo, poi, della Decima Mas.

    La tecnica gappista era la stessa poi adottata dalle Brigate Rosse: agguato a tradimento in strada o a casa.

    Nella notte tra il 25 e il 26 i punti nevralgici di Milano (Prefettura, radio, giornali, Questura, ecc,) furono occupate dai... finanzieri di Milano, ormai unica formazione militare regolare presente. Questo noi lo sapemmo solo parecchio tempo dopo; nessuna pubblicità fu concessa a tale dettaglio, volendo far credere che Milano fosse stata liberata e occupata da forze partigiane. E invece l'occupazione partigiana si verificherà solo giorni dopo, con l'arrivo in città delle Brigate Oltre Po e degli uomini di Moscatelli; l'arrivo di questi ultimi, il 27 o 28 aprile, coinciderà fra l'altro con lo scatenamento del terrore con esecuzioni sommarie dopo sentenze dettate, in qualche caso, direttamente da alti esponenti del CLN nazionale.

    Ho spiegato questi dettagli affinché il lettore abbia presente la vera situazione a Milano, in quei giorni la cui realtà è stata abbastanza mistificata.

    Contrariamente a quel che si dice, a Milano in quei giorni vi fu una notevole attività di franchi tiratori fascisti e molti pagarono ciò con la vita. I franchi tiratori usavano anche sparare da autovetture camuffate da macchine partigiane, e ciò lo apprendemmo da comunicati radio che mettevano in guardia contro questo tipi di attacchi.

    (SEGUE)

    Un saluto a tutti.
    ,,,,,,,,
    Ultima modifica di Siddharta; 17-03-10 alle 15:21

  6. #86
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-06 18:12:42

    ERO UN BALILLA - APRILE 1945

    A proposito di radio, penso che nessuno o quasi vi abbia mai raccontato di Amami Alfredo", la romanza de "La Traviata" di Verdi.

    Che cosa c'entra "La Traviata" con il 25 aprile? C 'entra, c'entra... purtroppo. Sta proprio nei miei ricordi di quei giorni il fatto che, fin dal 26 aprile mattina (dopo l'occupazione dell'EIAR- oggi RAI - da parte dei finanzieri di Milano) cominciò la diffusione di notizie e comunicati .Tra l'uno e l'altro era trasmessa ossessivamente sempre la stessa "aria", appunto "Amami Alfredo", ciò con lo scopo di far distinguere immediatamente Radio Milano dalle altre, per lo più straniere e, in particolare, "alleate".

    Non si è mai saputo di chi sia stata questa "brillante" idea, che tradiva la passione per il melodramma. Si sarebbe potuto scegliere benissimo una musica più consona a quei giorni, magari anche patriottica. Che so: "La Canzone del Piave", "Monte Grappa tu sei la mia Patria", l'"Inno di Garibaldi" o altro brano risorgimentale oppure l'Inno di Mameli. E invece no; fu scelto pezzo operistico, che così divenne il leit-motiv di tutte quelle giornate poiché ne era piena l'aria. Tutti, con le finestre chiuse o aperte, per avere qualche notizia di quanto stava accadendo tenevano accesa la radio, magari a volume alto. Eravamo nella storia o nel melodramma? Nell'uno e nell'altro.

    "Amami Alfredo" si sentiva per strada, nei cortili, ovunque. E fu così che quei tragici giorni assunsero anche un aspetto melodrammatico che, purtroppo, era molto congeniale al carattere italiano, così portato al melodramma anche nelle occasioni in cui sarebbe poco adatto come quelle giornate. Melodramma che aveva intriso negativamente e per secoli il carattere italiano. Altri, per leggere la Bibbia, imparavano financo a leggere e scrivere; e invece gli italiani si beavano con opere dal contenuto quanto meno fumettistico, improbabili o addiriuttura cretine. Con ciò non intendo dire che le nostre opere non abbiano un gran bel contenuto musicale. Dico solo che l'opera non ha certamente contribuito a irrobustire la nostra tempra, ma solo le nostre corde vocali.

    Quel'aria de "La Traviata" era talmente presente in quei giorni da far quasi deformare i ricordi di allora in un Amarcord"musical ".

    ... Piazzale Loreto. I cadaveri del Duce, della Petacci e dei gerarchi stanno sul pavimento del distributore di benzina. Coro di vocianti intorno, che accompagna la Banda dell'Azienda Tramviaria di Milano.

    A un certo punto qualcuno grida: "Sono ancora vivi! Sono ancora vivi!". E' vero: Mussolini e la Petacci si muovono ancora. Poi, all'improvviso, lui si alza faticosamente in piedi e canta:

    VOI MI ODIATE PERCHE' MI AMATE ANCORA! (cioè la stessa frase che disse saltando su una sedia al Congresso di Reggio Emilia, nel 1914, quando fu espluso dal Partito Socialista). La Petacci gli si affianca discinta e canta con lui, mentre fa loro eco il coro dei presenti.

    Quindi, conclusione della Banda dei Tramvieri mentre i due si accasciano finalmente morti. Applausi finali della feroce folla presente, che grida: "Il Tiranno e' morto! Il Tiranno e' morto!".

    Esultiam, esultiam, esultiam!

    Non fu così, ma ci andammo vicino. Molto più vicino di quanto si possa immaginare.

    (SEGUE)

    Un saluto a tutti!
    ,,,,,...

  7. #87
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-08 18:09:08

    I mei ricordi personali si addensano soprattutto nei giorni 25-26-
    27-28 e 29 Aprile che gia' ho descritto nel messaggio che potete vedere sul Forum " Esegesi " e che Tomas ha avuto la gentilezza di indicare con comodo LINK.

    Il giorno 30 Aprile gli americani entrarono in Milano e sfilarono attraverso la citta' mostrando la potenza e la quantita' dei loro mezzi tra cui prima di tutto i famosi carri armati Shermann.

    Io mi trovavo in piazzale Susa quando una colonna americana
    arrivo' scendendo C.so Plebisciti.Stavo sul marciapiede della aiuola interna.Molta la gente plaudente sui due marciapiedi.
    Io non applaudii :applaudivano chi e che cosa ? Non dimenticavo Gorla ed il resto. Comunque mi sembro' giusto non applaudirli e oggi ne sono fiero.Tutte le volte che passo di la' mi sembra di tornare a quel momento.

    Purtroppo mi capito' un fatto tutto considerato abbastanza comico anche se per me fu particolarmente umiliante.

    Ora dovete sapere che i carri armati Shermann erano dotati di cingoli con una specie di " suola " in gomma e questo perche' in pratica erano stati impiegati piu' che altro su strade che non su terreno naturale.La conseguenza per noi spettatori era che dai cingoli si trasmettevano delle vibrazioni fortissime che scuotevano il terreno circostante e naturalmente anche il marciapiede dove io stavo.Indossavo dei pantaloni alla zuava che pertanto avevano un certo peso dovuto allo sbuffo sotto le ginocchia.Fu cosi' che i pantaloni stessi per la vibrazioni fortissime al passaggio dei carri mi scivolorno in basso.Io fui pronto a tirarmeli su dalle ginocchia
    dove erano quasi arrivati ma la sensazione mia fu alquanto penosa.Forse il militare americano che sporgeva dal suo pertugia neppure se ne accorse ma la mia umiliazione fu grandissima e credo che pochi in Italia si sentirono degli sconfitti cosi' come io mi sentii' in quel momento.

    Un'altro ricordo e' vivo in me.Era certamente ai primi di Maggio
    e mi trovavo a Porta Venezia ,forse era lo stesso giorno della grande sfilata delle forze partigiane .

    Da Corso Venezia comparve un autocarro pieno zeppo di partigiani in piedi ,armati fino ai denti e che avevano logicamente
    l'atteggiamento dei trionfatori.Non so a quale forimazione appartenessero e da dove venissero.La gente li appludiva.

    Quasi incastrata tra il motore ed il parafango a sbalzo di quel-
    l' autocarro vecchio modello stava una donna.Era una ausiliaria della RSI con la testa rapata.Piuttosto sbattuta e con l'aria di chi non sa se l'indomani sarebbe stata ancora viva.

    La ragazza era ancora con la divisa delle ausiliarie della RSI ma senza il basco.Stava in quella posizione scomoda alla berlina di
    tutti. Sembrava delle selvaggina portata in giro da dei cacciatori che vogliono mostrare la loro preda.

    A distanza di anni lo vedo sempre come uno spettcolo veramente indegno.Come potevano dei " guerrieri " esibirsi in quel modo e sfogandosi alla fine su di una ragazza che avra' avuto ventanni si e no ?
    Tra l'altro ingiro c'erano dei fotografi e la foto di quella ragazza sull'autocarro la vidi poi pubblicata anni dopo.SE LA RITROVO VE LA POSTO.Potrebbe forse anche essere la stessa che ,insieme ad latre,si puo' vedere a pag 1650 terzo volume della Storia della Guerra Civile di Giorgio Pisano'.La ragvazza in questa foto non sta sull'autocarro ma e' logicoPoensdare che poi gli stessI
    partigiani abbiano sfilato per Corso Vittorio Emanuele e quindi proprio su Corso Venezia.

    A distanza di anni tuttavia le parte si sono invertite.Ad uscirne
    umiliata non e' l'ausiliaria quasi certamente delle Decima Mas che
    essendo oltre a tutto ancora in divisa dimostrava che non era scappata mimetizzandosi con abiti civli ma era stata catturata da soldato.

    Tra l'altro la giovane non diceva ne urlava nulla ma trovava il modo lo stesso di comunicare con tutti anche con coloro che la dileggiavano ( che orrido spettacolo ! ).Oggi si direbbe che " comunicava non verbalmente " .Infatti non stava con gli occhi bassi ma fissava negli occhi tutti me compreso quando mi passo'
    davanti mentre sulle labbra aveva un sorriso ironico.In ogni caso dimostrava una grande fierezza e dignita' che i suoi catturatori non dimostravano affatto anzi.

    Forse lo stesso giorno al mattino( scusate ma ricucire i ricordi e' un poco come ritrovare delle foto senza data in un cassetto ) vidi per la prima volta gli americani.Era due ufficiali che transitavano da quella che e' oggi Piazza della Repubblica e fu cosi' che vidi per la prima volta un jeep, lo strano automezzo cosi' poco convenzionale e che tanto sopravanzava i mezzi tipici dell'esercito italiano in fatto di prestazioni e praticita'.

    Altro ricordo personale fu un mattini penso ai primissimi di Maggio
    quando la Germania non si era anora arresa, due soldati tedeschi che davanti a casa mia armeggiavano con un autocarro fermo sulla strada.
    Per un momento pensai che ci fosse stata una controffensiva
    tedesca e che i tedeschi avessero rioccupata Milano.Tremai.
    Tutto d'accapo allora ! Notai pero' subito dopo una stella bianca
    dentro un cerchio pure bianco.Gli autocarri erano americani e si trattava evidentemente di poigionieri tedeschi adibiti a servizi
    dagli alleati in attesa di essere rimandati a casa.

    Pochi giorni dopo il 25 Aprile era nel frattempò uscito il CORRIERE DELLA SERA anzi IL NUOVO CORRIERE DELLA SERA secondo le
    solite tradizioni trasformistiche nostrane.Quel NUOVo sparira' solo dopo almeno un paio di decenni.Ricordo un articolo proprio da leccaculi a glora dei militari americani.Campioni ndi basket e di guerra idolo dei ragazzini milanesi.......


    Altro ricordo.Vicino alla mia scuola dentro il recinto della ex Decima Mas.Ero andato per sapere qualche cosa della mia scuola.
    Una quantita' di armi per terra sul marciapiede.Io volevo portarmi a casa un bel piccolo mortaio (ricordo Briixa 37 )ma pesava troppo
    e non avevo ne' portapacchi sulla bicicletta ne' una corda.Lo misi
    sul manubroi ma nulla da fare.Lo abbadonai dove l'avevo trovato e cosi' non ebbi addirittura un mortaio a ricordo della seconda guerra mondiale.Peccato:lo avrei esibito ai miei nipotini ora .

    Il Sei Maggio ricordo anchedi aver visto la grande sfilata partigiana
    in Milano.Ricordo delle formazioni di uomini con una divisa improvvisata che pero' fsilando una qualche emozione positiva la davano ancora.Forse ci si voleva illudere alla fine di essere dei vincitori anche noi.Anzi: senza forse.Maa fu solo inquel momento.

    Vidi anche passare alcuni signori con fascia trcolorei al braccio.Uno era era un poco buffdo con i suoi calzoni alla zuava come me ragazzino.Solo anni dopo seppi che quei signori erano i
    capi della Resstenza e cioe' i memnbri del Comitato Liberazione Nazionale.Il Signore con i calzoni alla zuava era il Gen.Cadorna.


    SEGUE


    Un saluto a tutti.

    Ragazzi siamno quasi alla fine !
    ---------

  8. #88
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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-11 17:46:22

    ERO UN BALILLA - MAGGIO 1945

    Nei miei ricordi di quei giorni di gioia per la fine della guerra ma anche di terrore per la violenza e la ferocia intorno a noi
    trovano posto anche testimonianze dirette di persone di fede.

    Mio papa' :

    questa mattina per entrare in ufficio ho dovuto scavalcare un morto disteso proprio davanti all'uscio...........................

    in piazza Guardi hanno fucilato uno che dicevano essere un franco tiratore fascista che sparava dai tetti e che i partigiani avevano catturato.Primna della scarica Lui e noi spettatori ci siamo fatti il segno della croce.Prima di accasciarsi al suolo a causa di colpi che lo avevano raggiunto al collo si era
    trasformato per qualche secondo in una fontanella con getti di sangue intorno a lui................

    Il mio compagno di classe Dell'Orto:

    i partigiani avevano colpito alcuni fascisti sparando loro sulla proda di una fossato ma non li avevano uccisi subito.I condannati stavano su quella proda gridando per il dolore ed implorando che dessero loro il colpo di grazia che tardava ad arrivare.Poi dalla spalletta di un ponticello delle scariche alla testa dei giustiziati e poi ...silenzio.

    Mia nonna Lucia che abitava in un piccolo paesee del lodigiano:

    il sarto del paese era ritornato a casa subìto dopo il 25 Aprile.Non era un volontario.Era un coscritto ed era l'unico
    " repubblichino " presente in paese.Un compaesano si era presentato nel suo laboratorio da sarto dove il poveretto aveva ripreso il suo lavoro e gli aveva sparato con un revolver.Nel
    cadere al suolo aveva avuto ancora il tempo di dire,in daletto:
    Ma che cosa Vi ho fatto di male ...?


    Don Guido Aceti: sacerdote degli scouts Quarto Milano ASCI.

    i fascisti stavano allineati contro un muro appena fuori Seregno.
    Chiesi di poterli brevemente confessarE e assolverli.Mi fu negato.
    Ebbi appena il tempo di benedirli tutti insiemE prima che la raffica del plotone di esecuzione li " terminasse ".


    Sig.Corradini . elettricista di mio padre.

    Milano.Viale Montenero.Un gruppo di donne anziane scatenate circondano un tale e gridano ad un gruppo di partigiani che stanno passando in quel momento:

    Mazel ! Masel ! Masel ! Masele Masel ! ammazzatelo,ammazzatelo,ammazzatelo.

    Chi era ? Che cosa aveva fatto ? I partigiani lo avevavano portato via.

    Mio cognato:

    i partigiani fecero scendere alcune persone all'interno della grande fontana che sta in piazza Grandi ,Corso XXII Marzo a Milano e quando questi furono dentro li finirono a colpi di mitra.Alla fine le pareti ed il fondo della fontana erano piene di schizzi di sangue.



    un saluto










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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1

    il 2002-11-13 16:173

    ERO UN BALILLA CIMITEROMDI MUSOCCO

    Di quelle giornate di sangue e di vendetta e' cupa testimonianza al Cimitero Maggiore di Milano detto di " Musocco " il campo nr 10
    posto nella zona anteriore destra rispetto al piazzale di ingresso.

    E' un cimitero dignitosamente povero realizzato in modo direi " minimalista ". Lapidi in cemento,al centro un piccolo altare
    ed una croce.Sarebbe stato direi normale mettere delle croci invece che delle lapidi ma tant'e'.

    Molti i sepolti ignoti.Tra gli altri potrete vedere le tombe di Alessandro Pavolini,Barracu,Osvaldo Valenti,Luisa Ferida. il colonnello Colombo,Vincenzo Costa ( unico sepolto deceduto ti anni dopo ),il capitano dell'aereonautica Visconti,il cieco di guerra Carlo Borsani giustiziato in piazzale Susa a Milano il 29 Aprile.

    Fino a pochissimi anni fa non era possibile celebrare neppure al giorno dei morti una funzione religiosa e tanto meno intorno al 25 Aprile.Niente Santa Messa di suffragio per i fascisti!

    Fino a circa dieci anni fa era normale andando a visitare quel luogo e sopratutto in prossimita' di Aprile trovare lapidi rovesciate,fiori buttati intorno,lampade votive spezzate e dispetti vari.Meno male che qualcuno oltre ai parenti stessi provvedeva a rimettere le cose a posto con costanza ma ancora quest'anno il sindaco Albertini e' stato duramente contestato per essere andato a dire una preghiera in privato e dopo essersi tolta la fascia di Sindaco proveniendo dall'altro campo il nr. 56 quello detto " dei partigiani ".

    Questo campo e' stato realizzato con parecchio sfarzo,marmi pregiati,cristalli e financo la riproduzione di una parte del monumento al partigiano quale e' stato fatto a Parma.Vi sono ricordati anche tutti i caduti milenesi nei campi di concentramento in Germania uno per uno.Desta anche questo campo un senso di dolore e di pieta' ma non si puo' non fare caso alla diversita' abissale di trattamento con i caduti al campo 10.Ho anche notato che un buon quindici per cento della lapidi sono di tombe di
    gente morta anche diversi anni dopo il 25 Aprile del 45.

    Altri ricordi stanno sui muri di Milano la' dove i fascisti avevano ucciso qualcuno .Appena finita la guerra furono messe molte lapidi
    che ricordano quei morti e ci sono tuttora in quanto a anche se il
    palazzo non c'era piu' la targa veniva sempre riportata sulla nuova costruzione.Era d'uso anche lasciare i segni delle pallottole sul muro per ricordo maggiore di quei fatti.Tuttora alle targhje vengono messi dei fiori per il 25 Aprile a cura dell'Anpi.

    Per i fascisti solo i segni della pallottole e nulla altro cosi' oggi nella quasi totalita' dei casi non ci sono piu' nemmano quelle.

    Qualche segno e' rimasto su muri non di case civili ad esempio sui muri di periferia come ad esempio nei vari " mattatoi" tipo al quartiere Ortica.

    Ne ho presente proprio sul muro di contenimento di invito del ponte ferroviario venendo da viale Argonne.I srgni dei colpi sono all'altezza del viso perche' questpo tipo di fucilazione era moltop in voga in quei giorni vedasi per esempio nmel mio rmessaggio su ESEGESI il mio ricordo di quel giustiziato appoggiato al muro , con gli occhi ancpra aperti e con un foro proprio in mezzo alla fronte.

    Penso ci sia ancora se non e' stato coperto da qualche cartellone
    pubblicitario che pietosamente nasconde quel ricordo della guerra civile.Unico segno di involontaria pieta'.


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    Predefinito Rif: "Ero un Balilla". Come si stava allora?

    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio1



    ERO UN BALILLA QUASI LA FINE

    Ricordo bene che in Maggio di pomeriggio qualcuno in strada avverti' un colpo d'arma da fuoco che sembrava provenisse dal
    palazzo vicino.Subito si scateno' una caccia all'uomo con sparatorie dalla strade verso un balcone di tale palazzo.Dati gli spari abbastanza intensi pareva agli attaccanti che qualcuno
    reagisse alle forze partigiane che volevano snidare il franco tiratore.

    Alla fine ci fu un assalto in piena regola ed alcuni entrarono nel palazzo e raggiunsero l'appartamento da dove sembrava
    partissero i colpi.Fu perquisito tutto ma del franco tiratore non c'era traccia.Quasi certamente non c'era mai stato.
    Eravamo stati in ballo diverse ore ed io potevo vedere ben nascosto i partigiani che tiravano anche con armi automatiche.
    Ricordo anche che ero impegnato a tradurre tutto d'accapo il DE BELLO GALLICO di Giulio Cesare traduzione che avevo smarrito nel trambusto di quel 25 Aprile di pomeriggio.

    Ricordate l'ammirazoione di Caio Giulio Cesare quando descrive i Galli che muoiono uno dopo l'altro nel servire una balestra ma
    non mollano di combattere contro le soverchianti forze romane ?

    Nei miei ricordi vi e' anche quanto ci riferi' mio padre e che lo aveva colpito negativamente al 30 SAprile quando gli americani erano entrati in Milano.Diverse donne davanti alla Prefettura di
    si buttavano nella braccia dei soldati americani facendo lingua in bocca.Alla sera sui bastioni zona Vittoria-Lamarmora
    prostitute si facevano " godere " in pubblico dagli occasionali avventori.

    Gli ammazzamento comunque non cessavano ed un giorno vedemmo affissi alle cantonate un manifesto del nuovo Prefetto di Milano il socialista Ivan Matteo Lombardo che stigmatizzava la esecuzioni ed i giudizie sommari definendo la situazione come intollerabile e mi sembra anche vergognosa.

    Con il procedere di Maggio tali esecuzione diminuirono fino a quasi sparire anche se era evidente che la nostra scuola restava chiusa e perche' la situazione sconsigliava di mandare in giro dei ragazzi in quella Milano.

    In casa si cominciava a parlare,come tutti, sul DOPO.Era chiaro che l'avvenire nostro stava li' in mezzo alle macerie di palazzi e case e fabbriche che dovevano essere ricostruiti.Si cominciava a fare un inventario delle risorse ed era positivo che essendosi salvata la casa costruita nel 40-41 c'era di che dare in pegno alle banche per farsi finanziare.

    La situazione economica restava di emergenza ma la speranza di un normalita' operosa affiorava.Era anche tornato dalla Svizzero il marito di mi a zia " gloriosamente" rifugiato cola' con tuuta la
    sua comopegnia di artiglieria l'8 Settembre.Inconveniente molto grave era stato l'apparire delle lire di occuapzione dette AM-LIRE
    che in breve invasero il mercato e determinaronbo una fortissima
    inflazione foriera di altri gravi problemi sopratutto sociali.

    A differenza dei marchi di occupazione che nessuno in pratica vide
    mai perche' le autorita' della RSI erano state capaci di toglierle dalla circolazione invece le AM lire circolarono per almeno due anni fino alla partenza degli americani.Stampavano pezzi di carta che costavano loro nulla e gli altri vedevano i prezzi salire alle stelle cominciando dal tram il cui biglietto in poco tempo ando' subito al doppio e poi al triplo e cosi' tutto il resto.Ma gli alleari se ne sbattevano nel modo piu' totale.Compravano con quei pezzi di carta e per lro andava benone.Non per noi.

    Finalmente arrivo' dall'Istituto Leone XIII° la comunicazione della riapertura della scuola ed era la fine Maggio del 45.

    A questo opunto tutti Vi aspetterete che la ripresa della scuola
    fosse per noi una festa e che di botto si tornasse ad una ben
    accetta normalita'.

    Niente di tutto questo.La ripresa della scuola fu per noi un fatto traumaticamente negativo.Esattamente il contrario !

    Ma questi ve lo raccontero' nel prossimo messaggio.
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