Come no, l'editto di rotari è un capolavoro di civilità latina.
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pensa che le aristo-crucche si credevano troiane. Ma chi era quel mezzo terrone analfabeta senza pesce che malediceva i longobardi che non lo avevano fatto parlare tedesco, che invece di continuare a essere crucchi si erano italianizzati?
No, esisteva il diritto etnico mei regni romano barbarici, non lo sapevi? Esistevano famiglie di possessor romani come di barbari, anche nel regno dei franchi vi era un diritto per i "gallo-romani" ed uno per i franchi (con una preminenza franca certo). Roma, la città di Roma in ogni caso rappresentava un unicum.
In caso di ignoranza ti basta andare su Wikipedia:
L'editto, scritto in latino con frequenti parole d'origine longobarda, è uno dei principali documenti per lo studio dell'evoluzione della lingua longobarda e raccoglie in modo organico le antiche leggi del popolo longobardo, pur con aspetti derivati direttamente dal diritto romano. Stando al principio della personalità della legge, l'editto fu valido solo per la popolazione italiana di origini longobarde; quella romana soggetta al dominio longobardo rimase invece regolata dal diritto romano, codificato a quell'epoca nel Digesto promulgato dall'imperatore Giustiniano I nel 533.
Va bè. Fatto sta che i barbari longobardi divennero la classe aristocratica e i latini persero ogni potere residuo fino all fusione con i germani e alla formazione delle attuali popolazioni italiche, dove i nobili sono discentendenti dei capi dei longobardi e dei franchi,
Nossignore.
I barbari si resero conto di non essere in grado di gestire alcunché, e lasciarono ai Romani tutte le funzioni amministrative, riservandosi quelle militari e, ovviamente, quelle politiche. Non segregarono nessuno: forse loro stessi, perché erano consapevoli che una commistione li avrebbe sopraffatti (erano numericamente in minoranza).
Gli amministratori romani erano dei notabili, che quindi cercavano di fare e disfare come potevano.
Ma tutte le dominazioni barbare durarono troppo poco per potere dare una loro impronta. Forse i Longobardi, dopo quasi duecento anni, stavano per amalgamarsi: ma il Papa e Carlo Magno vanificarono il tentativo.
ah beh in tal caso
Citazione:
Più tardi, in quello stesso 572, i trentacinque duchi riuniti in assemblea a Pavia acclamarono re Clefi. Il nuovo sovrano estese i confini del regno, completando la conquista della Tuscia e cingendo d'assedio Ravenna. Clefi tentò di portare avanti coerentemente la politica di Alboino, che mirava a spezzare istituti giuridico-amministrativi ormai consolidati durante il dominio ostrogoto e bizantino, eliminando buona parte dell’aristocrazia latina, occupandone le terre e acquisendone i patrimoni. Anch'egli, però, nel 574 cadde vittima di un regicidio, sgozzato da un uomo del suo seguito forse istigato dai Bizantini.https://upload.wikimedia.org/wikiped...hes_museum.jpg
Cavaliere, lastrina dello scudo di Stabio, bronzo dorato
In seguito a questo fatto non venne nominato un altro re, e per un decennio[3] i duchi regnarono da sovrani assoluti nei rispettivi ducati, non senza lotte intestine (Periodo dei Duchi o dell'anarchia). A questo stadio dell'occupazione i duchi erano semplicemente i capi delle diverse fare del popolo longobardo; non ancora stabilmente associati alle città, agivano semplicemente in modo indipendente, anche perché subivano le pressioni dei guerrieri nominalmente sotto la loro autorità per approfittare delle ancora larghe possibilità di bottino. Questa situazione instabile, protrattasi nel tempo, portò al definitivo crollo dell’assetto politico-amministrativo romano-italico, che fino all'invasione era stato pressoché mantenuto, tanto che la stessa aristocrazia romano-italica aveva conservato la responsabilità dell’amministrazione civile (basti pensare a Cassiodoro).
E' così ovvio che la continuità fu rotta che poi la riscoperta dei valori classici prese la valenza di 'epoca' con dignità di nome (rinascimento ndr).