Re: Ma l'oro dei borbone?
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Corrado
Nossignore.
I barbari si resero conto di non essere in grado di gestire alcunché, e lasciarono ai Romani tutte le funzioni amministrative, riservandosi quelle militari e, ovviamente, quelle politiche. Non segregarono nessuno: forse loro stessi, perché erano consapevoli che una commistione li avrebbe sopraffatti (erano numericamente in minoranza).
Gli amministratori romani erano dei notabili, che quindi cercavano di fare e disfare come potevano.
Ma tutte le dominazioni barbare durarono troppo poco per potere dare una loro impronta. Forse i Longobardi, dopo quasi duecento anni, stavano per amalgamarsi: ma il Papa e Carlo Magno vanificarono il tentativo.
Si ecco. Quello che rimaneva dei romani lavoravano.
I Longobardi comandavano.
Uno schema simile al modello di vita del vero aristocratico secondo il nostro capitano calabrese.
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Juv
Va bè. Fatto sta che i barbari longobardi divennero la classe aristocratica e i latini persero ogni potere residuo fino all fusione con i germani e alla formazione delle attuali popolazioni italiche, dove i nobili sono discentendenti dei capi dei longobardi e dei franchi,
Semmai gli aristocratici grecolatini erano rimasti forti a sud, con i ducati di Napoli, Amalfi e Gaeta.
E qualcuno a Roma.
I discendenti dei latini ritornano in auge in epoca comunale.
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Juv
Si ecco. Quello che rimaneva dei romani lavoravano.
I Longobardi comandavano.
Uno schema simile al modello di vita del vero aristocratico secondo il nostro capitano calabrese.
I Longobardi (come tutti gli altri invasori, barbari o meno) capirono subito che gli aristocratici Romani andavano trattati bene: primo, per tenerseli come capaci amministratori; secondo (e soprattutto) perché non gli venisse in mente di fare fronte comune con gli altri Romani (quelli che, come hai detto, lavoravano).
E' sempre stato così: dagli Arabi in Sicilia a Radetskj in Lombardia. Fino ai Piemontesi, che si allearono coi latifondisti meridionali per ricacciare nella miseria i contadini, che credevano di essere stati "liberati".
Almeno, in questo, Teodorico fu più sincero.
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Corrado
I Longobardi (come tutti gli altri invasori, barbari o meno) capirono subito che gli aristocratici Romani andavano trattati bene: primo, per tenerseli come capaci amministratori; secondo (e soprattutto) perché non gli venisse in mente di fare fronte comune con gli altri Romani (quelli che, come hai detto, lavoravano).
E' sempre stato così: dagli Arabi in Sicilia a Radetskj in Lombardia. Fino ai Piemontesi, che si allearono coi latifondisti meridionali per ricacciare nella miseria i contadini, che credevano di essere stati "liberati".
Almeno, in questo, Teodorico fu più sincero.
E' molto improbabile che ai tempi dei longobardi e dei franchi fosse rimasto un solo proprietario terriero non germanico. Almeno dalla Toscana in su.
Re: Ma l'oro dei borbone?
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Juv
E' molto improbabile che ai tempi dei longobardi e dei franchi fosse rimasto un solo proprietario terriero non germanico. Almeno dalla Toscana in su.
Ma infatti io non parlavo in alcun modo di territori a nord di Roma. Su questo ti do ragione, a nord di Roma erano rimasti solo i selvaggi.
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Corrado
Nossignore.
I barbari si resero conto di non essere in grado di gestire alcunché, e lasciarono ai Romani tutte le funzioni amministrative, riservandosi quelle militari e, ovviamente, quelle politiche. Non segregarono nessuno: forse loro stessi, perché erano consapevoli che una commistione li avrebbe sopraffatti (erano numericamente in minoranza).
Gli amministratori romani erano dei notabili, che quindi cercavano di fare e disfare come potevano.
Ma tutte le dominazioni barbare durarono troppo poco per potere dare una loro impronta. Forse i Longobardi, dopo quasi duecento anni, stavano per amalgamarsi: ma il Papa e Carlo Magno vanificarono il tentativo.
Del resto come si può pensare che gente appena uscita dalla preistoria (avevano appena imparato a scrivere, erano appena entrati in contatto con leggi scritte, erano appena diventati sedentari e si erano appena organizzati in forme statuali con la dovuta amministrazione) potesse essere in grandi di gestire quello che comunque era uno stato.
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Juv
E' molto improbabile che ai tempi dei longobardi e dei franchi fosse rimasto un solo proprietario terriero non germanico. Almeno dalla Toscana in su.
Non so in Francia pare di si, con l'ovvia dominanza dei primi.
Re: Ma l'oro dei borbone?
Viene detto che un romano della corte reale vale 300 soldi, laddove un franco della corte reale me vale 600, mentre un semplice franco libero (i possessori di terre allodiali) vale 200 soldi laddove un tributario romano ne valeva 100. Questo mostra che esistevano eccome notabili romani.
https://books.google.it/books?id=A6w...0soldi&f=false
Re: Ma l'oro dei borbone?
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Semmai gli aristocratici grecolatini erano rimasti forti a sud, con i ducati di Napoli, Amalfi e Gaeta.
E qualcuno a Roma.
I discendenti dei latini ritornano in auge in epoca comunale.
Roma non venne mai presa sia longobardi, a maggior ragione a Roma rimanevano signori di origine latina, lo stesso vale per la Calabria, Napoli e ga considerato che i ducati del sud erano stati creati da Duchi longobardi fedeli a Bisanzio.