



Cuordy oggi la tecnologia ci frega , prima avevamo la tv e qualche gioco , ma avevamo amichetti/e con le quali giocavi a scuola , all'aria aperta , oggi invece bisogna imporsi perchè si isolano con i giochi su internet , sta a noi mettere le regole e allontanarli , cercare di farli giocare con gli altri bambini , oppure noi genitori inventarci giochi simpatici ma semplici che stimolinola loro fantasia ., per questo ti ho detto che i tempi , 46 e non so gli anni 80/90 non sono compatibili per fare una statistica .
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Erano altri tempi, anche se parlo di pochissimi anni fa. Alle mie figlie non è stato dato alcun telefono/tablet fino alla terza media (la grande) e la seconda media (la piccola). Ciononostante, credo ne siano comunque diventate dipendenti ed è una cosa sconfortante.
Sussistono però ancora le regole di casa Malandrina: a tavola niente smartphone e niente TV (questa è facile perché ne abbiamo solo una in sala) e quando si va a dormire si spegne il telefono. Ovviamente sono palliativi, perché per la maggior parte della giornata sono costantemente su whatsapp.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Quindi confermi che arrivati ad una certa età è un casino. Figuriamoci per quei bambini che non hanno alcuna "regola Malandrina".
Forse è anche perché tu non hai avuto la fortuna di poterli avvicinare in maniera graduale alla tecncologia. Ma forse arrivati ad una certa età graduale o non graduale "la tecnologia" invade inevitabilmente la loro vita.
L'altra sera, mia nipote, una ragazzina di quattordici anni, durante una cena per una festa di compleanno, è stata quasi tutta la sera su whatsapp. Non c'è stato verso. Ad un certo punto per tentare di rompere l'ipnosi con fare scherzoso gli ho sfilato il telefono di mano per poi ridarglielo subito. Tempo due risate e riera già lì a chattare.
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Penultima pizzetta di classe delle medie: maschi e femmine litigavano su whatsapp per non farsi sentire dai genitori, seduti in un tavolo a fianco.
Tristezza infinita
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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non so che dire..i miei figli sono riuscito a contenerli...ma ora sono preoccupato per i nipoti...ma fortunatamente la decisione non è la mia..io potrò solo consigliare![]()


E' forse perchè sento su di me questa incidenza forte della tecnologia che mi chiedo se possa fare bene, sempre più accresciuta e totalizzante quasi ogni aspetto del vivere, ai nostri figli.
In un certo senso sbaglio perchè proietto su di lei ambiti (relative a certe dinamiche che ritengo piu' sane della mia giovinezza) che oggi forse la marginalizzarebbero però ritengo di aver ragione nell'ottica del monitoraggio del rischio circa informazioni, mode, disvalori e personaggi o infinitamente stupidi o potenzialmente pericolosi in cui i nostril figli potrebbero imbattersi.: insomma non nascondo di avere un pò di paura.
Da becero reazionario quale sono diventato ritengo infatti che la rete con i suoi pochi filtri possa avere molte insidie.
Mi piacerebbe poter vivere in un Paese con un minimo di censura e vorrei che essa valesse per tutti.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Io mi chiedo come si possa dare delle limitazioni in maniera corretta ai propri figli ed eventualmente controllarli a distanza. Non mi sembra molto grave se mia figlia usa il mio cellulare per giocare, guardare video (selezionati da me) o fare foto, invece mi preoccupa il momento in cui inizierà ad usare internet e imparerà a non aver bisogno della mia assistenza.
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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