Professione: gay. C'è il manager della causa Lgbt Arcigay alla conquista dell'Erasmus coi nostri soldi
di Andrea Zambrano
Grazie all’Unione Europea avremo molto presto i manager della causa gay. Sarà un lavoro altamente qualificato e a giudicare dall’impegno che la comunità europea sta mettendo nel progetto Get Equal Empowerment for LGBT Activism siamo sicuri che il governo ne approfitterà per creare nuovi sbocchi lavorativi per Arcigay, magari per aumentare i dati del job act.
In sostanza il programma, che letteralmente significa “ottenere una responsabilizzazione per le attività Lgbt” sarà finanziato con i fondi che l’Unione Europea per il programma Erasmus+.
Sì, proprio il programma che affascina migliaia di giovani sparsi per l’Europa alla ricerca di esperienze di vita lontano da mamma e papà e contatto con il mondo.
Questa possibilità è data solo ai militanti dell’Arcigay, unico prerequisito oltre ad una conoscenza basilare della lingua inglese. Così al bando promosso da Erasmus hanno risposto gli affiliati dell’ormai potente associazione e da questo mese di ottobre ben 33 attivisti se ne andranno in giro per l’Europa a imparare buone pratiche per l’indottrinamento della causa gay. Il tutto al costo di 51mila euro che l’Ue sborserà all’Arcigay per pagare le trasferte.
Di che cosa si tratta? I corsi, che si svolgeranno tra ottobre e aprile 2017 a Linz, Copenaghen, Gouda nei Paesi Bassi e Portogallo sono finalizzati - leggiamo - «a condividere nuovi linguaggi, pratiche e conoscenze con organizzazioni Lgbt di altri paesi europei». In sostanza: se le associazioni della causa gay vogliono mettere in rete le loro esperienze e le loro battaglie, liberissimi di farlo, ma il fatto che lo facciano a spese dei fondi della comunità la dice lunga su come l’ideologia dell'omosessualità abbia ormai occupato gli scranni più alti di Bruxelles.
Il fatto che per farlo si utilizzino i fondi dell’Erasmus fa comprendere che la posta in gioco sono i giovani. E anche questo è un problema se si pensa che così facendo l’Erasmus diventa di fatto un protettorato della causa gay. Anche se si scopre che il settore di Erasmus che se ne occupa sarà quello chiamato “Educazione degli adulti dell’Unione europea”. Che non si capisce se si tratta di adulti da educare, cosa che sarebbe curiosa, o di ragazzi che devono diventare adulti grazie alle best practices del mondo lesbo gay.
Insomma: le condizioni per trasformare l’Arcigay in un direttorio con potere esecutivo su tutte le cause sensibili che vive la politica ci sono tutte. Riconoscimenti come questi si possono spendere molto bene presso i governi, le Regioni, i comuni e scendendo per li rami nelle scuole dove la presenza di volontari Arcigay attrezzati e formati sarà ancora più preponderante.
Arcigay alla conquista dell'Erasmus coi nostri soldi
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Rispondi Citando

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, "loro" conoscono molto bene l'animo umano e penso che siamo intossicati dalla nascita dai loro prodotti .Un'astuzia serpentina nel sapersi adattare alla vittima .
