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Discussione: Vai col gender!

  1. #311
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    No all'educazione di genere per 0-6 anni, confronto in Cdm

    Discussione tra i ministri su alcuni passaggi, soprattutto nei decreti per la Buona Scuola. No a divieto bocciare a elementari, botta-risposta Fedeli-Orlando


    Il ministro degli Affari Esteri Angelino Alfano e il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli (archivio) © ANSA+CLICCA PER INGRANDIRE



    Un Consiglio dei ministri segnato dal sollievo di tutti i ministri per il ritorno al lavoro del premier Paolo Gentiloni ma che comunque ha visto un confronto serrato tra i ministri su alcuni passaggi, soprattutto nei decreti per la Buona Scuola. Secondo quanto si apprende, si è deciso di eliminare ogni riferimento all' educazione di genere nel programma scolastico per i bambini da 0 a 6 anni e di non vietare la bocciatura alle elementari.
    Il riferimento all'educazione di genere era stato proposto dalministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, che al Senato risulta come prima firmataria del disegno di legge per inserire il tema in tutti i programmi scolastici. Ma il responsabile della Farnesina, Angelino Alfano, si sarebbe opposto spiegando che parlare di educazione di genere per i bambini fino ai 6 anni di età sarebbe stato assurdo. Così, alla fine di un dibattito piuttosto acceso, si sarebbe deciso di richiamare nel programma scolastico per i più piccoli solo il rispetto all'articolo 3 della Costituzione: quello che prevede l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
    Per quanto riguarda l'altro tema "caldo", quello del divieto dibocciare i bambini che frequentano le scuole elementari, il dibattito si sarebbe aperto soprattutto tra la Fedeli e il Guardasigilli Andrea Orlando. La responsabile del dicastero di Viale Trastevere non ne avrebbe voluto sapere di prevedere il divieto che invece Orlando voleva venisse inserito. E' sbagliato far ricadere su bambini così piccoli un peso come quello della bocciatura che "resta poi per tutta la vita", quando a quest'età sono sopratutto le famiglie ad essere responsabili di atteggiamenti o difficoltà del minore, avrebbe osservato il Guardasigilli. Alla fine, anche in questo caso si sarebbe arrivati ad un compromesso: nessun divieto di bocciare, ma per i maestri che decidono di far ripetere una classe allo scolaro sono stati inseriti dei "paletti" come quello di motivare in maniera davvero articolata e approfondita la bocciatura.

    Miur, in Cdm clima molto positivo - In Consiglio dei Ministri c'è stato "un clima molto positivo". A confermarlo sono fonti Miur che precisano anche "con riferimento alla delega sull'istruzione 0-6 anni" come il ministro, Valeria Fedeli, "non abbia parlato di educazione di genere, ma, nell'ambito delle finalità della legge, di rispetto delle diversità, di accoglienza e di accesso all'educazione per tutte le bambine e i bambini secondo i principi previsti dall'articolo 3 della Costituzione. Ovvero senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione". "I programmi di studio - si osserva - non erano oggetto di delega". "Sulla bocciatura o meno alla primaria - si sottolinea - c'è stato effettivamente un dibattito in cui tutti sono stati concordi sulla necessità di sostenere quanto più possibile gli alunni con più difficoltà. Infatti nel decreto, che lascia immutate le norme attuali, si prevede che l'alunno può essere non ammesso solo in casi eccezionali e comprovati".

    No all'educazione di genere per 0-6 anni, confronto in Cdm - Politica - ANSA.it


    La Mestruata ci prova in tutti i modi.


    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #312
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Ministro de genere.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #313
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    VALENCIA: SCUOLE CATTOLICHE NEL MIRINO DELLA DITTATURA GENDER
    La dittatura gender non esita a mostrare ancora una volta il proprio volto più truce e cristianofobico: il governo regionale di Valencia non tollererà alcuna forma di dissenso cattolico in merito alla «Legge organica di riconoscimento del diritto all’identità ed all’espressione di genere», che dovrebbe essere approvata in primavera. Il governo locale ha avvertito l’Arcivescovo metropolita, il card. Antonio Cañizares: verranno sanzionate tutte le scuole cattoliche, che non la applichino integralmente.
    Nei giorni scorsi Sua Eminenza aveva invitato i politici ad un «ripensamento» della normativa, specificando come «indottrinare i bambini all’ideologia di genere sia un male». Per questo è stato accusato di discriminazione da José de Lamo, direttore generale del dicastero «Uguaglianza nella diversità», colui che ha messo a punto tale disegno di legge: egli ha escluso che possano essere apportate modifiche al testo da parte del Consiglio o dei partiti che lo sostengono. Ed ha aggiunto minaccioso: «Finora il protocollo riguarda le scuole pubbliche. Ma, dopo l’approvazione, tutti i contesti educativi, tanto pubblici quanto privati, saranno obbligati ad attenersi agli standard previsti. Verranno di contro sanzionati quanti non risultino conformi alle disposizioni».
    Le contravvenzioni previste variano da 200 a 3.000 euro per le trasgressioni ritenute lievi fino ad un massimo compreso tra i 20.000 ed i 45.000 euro per le trasgressioni più gravi. In più, sono state previste anche delle «sanzioni accessorie» fino a tre anni quali il divieto di accesso alle sovvenzioni pubbliche, la sospensione temporanea di qualsiasi autorizzazione all’erogazione di prestazioni pubbliche, l’interruzione di qualsiasi trattativa col governo o con suoi enti pubblici in caso di violazioni ritenute pesanti quali «l’isolamento, il rifiuto o il disprezzo pubblico e notorio di persone a causa della loro identità o espressione di genere». Allo stesso tempo si provvederà «all’elaborazione, all’utilizzo ed alla diffusione tra le scuole della Comunità di Valencia di libri di testo e materiale didattico» ad hoc: siamo all’indottrinamento di Stato.
    Dal canto suo, il card. Cañizares sul settimanale Paraula ha invitato tutti, fedeli e non, all’«azione» ed a «non incrociare le braccia» dinanzi alla perversa normativa, autentico attentato alla famiglia, esortando genitori, organizzazioni e giornalisti contrari a far sentire chiara la propria voce. In effetti, il disegno di legge ha già ricevuto migliaia di denunce da parte di gruppi per ciò che contiene: prevede, ad esempio, che si tenga sempre conto del genere voluto dal minore ed esplicitato sull’atto d’iscrizione alla scuola, nonché che gli si consenta di scegliere quali vestiti indossare ed in quali bagni recarsi.
    Il Consiglio Giuridico Consultivo ha cercato di porre un freno al provvedimento liberticida, specificando come esso invada, anzi devasti il principio di autonomia degli istituti didattici privati, tentando di condizionarne tanto pesantemente le basi ideali. L’auspicio è che una forte mobilitazione da parte dei settori rimasti sani della comunità possa fermare la violenza ideologica del potere.
    Valencia: scuole cattoliche nel mirino della dittatura gender | VoxNews

    CIRINNÀ: RAGAZZINI GAY PRETENDONO SESSO DA PRESIDENTE ARCIGAY
    Il presidente dell’Arcigay di Taranto, Luigi Pignatelli, ha denunciato alla Polizia di aver subito un’aggressione omofoba da parte di un gruppo di minorenni. L’episodio sarebbe avvenuto ieri sera mentre si trovava in piazza Maria Immacolata per svolgere le attività previste dal ‘Villaggio delle Differenze’, manifestazione che vuole sensibilizzare contro MTS, omo-bi-transfobia, xenofobia e violenza sulle donne. Pignatelli, fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus, ha raccontato che un gruppo di ragazzini lo ha insultato e aggredito e che “i passanti non hanno mosso un dito e alla richiesta di chiamare la polizia hanno reagito sghignazzando”.
    “In un primo momento – spiega – i minorenni hanno fatto razzia dei preservativi e tentato di rubare le penne artistiche che erano sul tavolo, il mio smartphone e il salvadanaio”. Poi gli avrebbero chiesto di fare sesso. “Non ho escoriazioni né lividi, nonostante i calci e gli schiaffi che mi sono stati inferti”.
    In sostanza una cosa tra gay.
    Cirinnà: Ragazzini gay pretendono sesso da presidente ArciGay | VoxNews


  4. #314
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GENDER SU FACEBOOK: BAMBINI CON VAGINA E BAMBINE CON PENE
    L’ideologia gender in Spagna raggiunge un grado di follia davvero senza limiti.
    Nei giorni scorsi, le pensiline degli autobus dei tre capoluoghi dei Paesi Baschi e di Pamplona, in Navarra, le pagine di alcuni quotidiani locali e la metro di Bilbao sono stati deturpati da cartelli raffiguranti quattro bambini che corrono nudi mentre si tengono per mano. Al centro c’è una bambina con l’organo sessuale maschile e un bambino con l’organo sessuale femminile. E sotto la scritta: “Ci sono bambine con pene e bambini con vagina”.
    Artefice di questa campagna pubblicitaria è Chrysallis, associazione di familiari di figli transessuali. La quale, non ottenendo denaro né dal governo basco né da quello navarro, è stata finanziata da un imprenditore newyorkese di origini spagnole, che ha donato ben 30.000 dollari.
    Facebook, che in un primo momento aveva censurato l’immagine postata dall’associazione, si è poi prontamente scusato, sostenendo che si è trattato di un errore: i dogmi dell’ideologia gender non si discutono, anche se totalmente anti-scientifici e dannosi per la vita dei bambini.
    Aingeru Mayor, presidente della suddetta organizzazione, ha fatto sapere che la campagna serve a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di aiutare e accompagnare i bambini che sentono un’identità diversa dal sesso biologico. La soluzione che propone di fronte a questo dramma è la transessualità.
    Gender su Facebook: bambini con vagina e bambine con pene | VoxNews


    Sanremo, Adinolfi contro il Festival gay friendly: "Il canone per l'utero in affitto di Tiziano Ferro"
    Il leader del Popolo della Famiglia accusa Carlo Conti di utilizzare la tv pubblica per promuovere l'ideologia gender: tra gli ospiti su cui punta il dito Tiziano Ferro e Ricky Martin
    Redazione
    A pochi giorni dalla conferenza stampa del Festival di Sanremo, in cui Carlo Conti ha rivelato i nomi degli ospiti, Mario Adinolfi si è scagliato contro il direttore artistico della famosa kermesse e la Rai, "colpevoli", secondo il giornalista, leader del Popolo della Famiglia, di promuovere sulla tv pubblica la pratica (illegale) dell'utero in affitto.
    Adinolfi non digerisce i nomi di Ricky Martin, padre di due gemelli nati da madre surrogata, e Tiziano Ferro, che ha più volte dichiarato di essere pronto a diventare padre nello stesso modo, e punta il dito contro il Festival: "L'anno scorso c'era la parata obbligatoria col nastrino arcobaleno - ha detto ai microfoni di Radio Cusano Campus - Il costo di Sanremo è di 16 milioni di euro, presi dai soldi delle famiglie italiane, per pagare Tiziano Ferro e Ricky Martin. Io il figlio dell'utero in affitto che si compra Tiziano Ferro non lo voglio pagare con il mio canone. Avrà un cachet che sarà di 250/300 mila euro, esattamente il costo di un utero in affitto in California. Il figlio a Tiziano Ferro così lo paga anche Adinolfi e tante altre famiglie italiane. E ne avrei fatto volentieri a meno".
    Sarà come camminare sulle uova per Carlo Conti, che dovrà stare molto attento come intima Adinolfi: "Ricordo a Conti e alla Rai che non solo la pratica dell'utero in affitto è illegale, ma anche la pubblicità alle cause dell'utero in affitto è passibile di due anni di carcere e un milione di euro di multa".
    Nessun commento, per ora, da parte del direttore artistico del Festival, anche se l'appello di Mario Adinolfi è chiaro: "Chiedo alla Rai, a Monica Maggioni e a Carlo Conti un momento di trasparenza. Perché i festival di Conti sono stati i festival di Conchita Wurst, di Elton John, Ricky Martin e Tiziano Ferro? Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell'ideologia gender? Ormai bisogna pagare la tassa alla nuova gaystapo, è obbligatorio, bisogna pagargli una tassa, c'è una operazione di regime e di violenza verso chi la pensa diversamente".
    Sanremo, Adinolfi contro il Festival gay friendly: "Il canone per l'utero in affitto di Tiziano Ferro"

  5. #315
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Sesso anale, il parere medico di Silvana De Mari: “Si pratica nelle iniziazioni sataniche. Omosessualità? Non esiste”
    di Gisella Ruccia
    “L’omosessualità? E’ una condizione drammatica per la condizione anorettale. Il sesso anale causa danni all’organismo. Pensate all’espressione “ti faccio un culo così”. E’ un gesto di violenza e di sottomissione. E’ un gesto che viene sempre fatto nelle iniziazioni sataniche. Non tra quattro sfessati, ma nei piani alti”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara (Radio24) da Silvana De Mari, medico chirurgo, specializzato in endoscopia e psicologia cognitiva.
    De Mari da qualche settimana è entrata nell’occhio del ciclone sui social per la sua teoria sulla omosessualità e sul sesso anale. “Nelle pratiche di iniziazione del satanismo” – ribadisce – ” esiste il sesso anale, ne ha fatto un video anche Angelina Jolie. Cercatevelo su youtube. E non solo: nell’ano non c’è nemmeno l’organo dell’orgasmo. Ma per voi una cosa come l’unione gay che porta all’incontinenza anale e all’ascesso anale può essere considerata una cosa positiva?” – continua – “Le lesbiche mi inquietano di meno, anche se ci sono casi di aumento del cancro alla faringe. La castità è una roba straordinaria. Se un uomo ama un altro uomo dovrebbe trasformare questo amore in castità”.
    Il medico sciorina poi tutti i danni del sesso anale: “L’ano fa parte del tubo digerente. La vagina invece è stata creata per essere penetrata, per questo ha una mucosa incredibile. Avete presente Aragorn del Signore degli Anelli? Una roba di questo tipo. La cavità anale è stata creata perché passino le feci, dall’interno all’esterno. E basta. Non è prevista la penetrazione del pene, Madre Natura non lo ha previsto. Altrimenti ecco i danni: fistole, ascesso perianale, ragadi, incontinenza anale. Tutte le patologie vengono moltiplicate“.
    Poi spiega: “L’omosessualità non esiste. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. Se io mi masturbo è autoerotismo non sesso. Dunque i gay sono persone asessuate e omoerotiche. La sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso”.
    Sesso anale, il parere medico di Silvana De Mari: "Si pratica nelle iniziazioni sataniche. Omosessualità? Non esiste" - Il Fatto Quotidiano


    Omofobia, l'Ordine dei medici processa le opinioni
    di Andrea Zambrano
    Per aprire un procedimento presso l’Ordine dei medici basta una parolina magica: omofobia. Una parola che di per sé non rimanda ancora a nulla perché l’omofobia non è ancora reato. E neppure una malattia come ad esempio l’aracnofobia. Però è stata sufficiente la parolina magica per intimidire la dottoressa-scrittrice Silvana De Mari, che è finita nell’occhio del ciclone per aver sostenuto da medico alcune posizioni cliniche circa il rapporto tra i tumori dell’ano e la pratica dell’omoerotismo.
    Come i lettori della Nuova BQ sanno la De Mari ha giustificato la sua mossa perché animata dall’intenzione di dire la verità, da medico, sulle controindicazioni della pratica omosessuale. Ovviamente la cosa non poteva passare via liscia perché oggi si possono toccare tutti i dogmi che in 2000 anni la Chiesa ha riconosciuto, ma il nuovo dogma dell’ideologia omosessaulista no. Chi tocca quello, muore.
    E infatti la De Mari rischia di morire. Non nel senso letterale del termine, ma nel senso figurato dato che le sue parole adesso sono finite sul tavolo del presidente dell’Ordine dei Medici di Torino che ha deciso di aprire un procedimento. Proprio così: è lo stesso Giuido Giustetto a dirlo dalle colonne della Stampa: “Apriremo il procedimento disciplinare, chiedendole spiegazioni... il mondo è pieno di medici che dicono cose strane”.
    Ma che cosa ha detto di strano la De Mari? Stando a quanto hanno riportato le associazioni Lgbt che l’hanno denunciata, sotto accusa ci sono le frasi dette dalla De Mari sulla pratica omoerotica. “Chiediamo la radiazione immediata della dottoressa De Mari dall’Ordine dei Medici di Torino per avere espresso in sede pubblica pareri obsoleti in merito ai rischi della sessualità omosessuale, alla definizione – velata di forti pregiudiziali omofobe – di Gay Bowel Syndrome, per aver ridicolizzato, umiliato, deriso, con la pietà pelosa di chi è in malafede, chi abbia rapporti omosessuali. Per avere lordato anche la sessualità eterosessuale, descrivendo come pericolose pratiche sicure, descrivendole in maniera turpe e paventando lesioni e inesistenti rischi di malattie”.
    Questo il testo a corredo della petizione all’Ordine dei medici. Circa le frasi dette dalla De Mari, la petizione sottolinea due frasi della dottoressa. Queste: “Quindi io mi batto per il diritto all’omofobia”, la prima e “l’omofobia deve essere un diritto umano riconosciuto”. Frasi che la De Mari ha scritto sulla sua pagina Facebook. Frasi nelle quali la De Mari spiegava che “in un paese liberale un uomo ha il diritto di infilare il suo pene nella cavità anorettale di un altro uomo e io ho il diritto di provare fastidio”.
    Inoltre prima di parlare del diritto umano riconosciuto la De Mari diceva che “l’unica soluzione è quella che un uomo fa del suo pene appartenga alla sfera privata, venga tolto dalla sfera pubblica. Se resta nella sfera pubblica l’omofobia deve essere un diritto umano riconosciuto altrimenti salta la libertà di parola e la libertà religiosa, salta il Cristianesimo”. Questa la frase completa della De Mari citata nell’esposto all’Ordine sulla piattaforma change.org.
    Ora. Passi per il linguaggio piuttosto verista, non stiamo certo qui a scandalizzarci, ma la De Mari è un medico e nei suoi interventi pubblici recenti ha parlato da medico endoscopista specialista proprio di malattie dell’ano derivanti dalla pratica omoerotica.
    Infatti nella petizione non c’è traccia della sua messa in guardia dalla pratica. Bensì sono sottolineate soltanto le due frasi relative all’omofobia. Che, e torniamo all’inizio, non è ancora un reato e non è ancora una malattia. Invece l’Ordine dei Medici è caduto nel tranello e si è prestato ad aprire un procedimento per quelle che di fatto restano opinioni non cliniche, ma morali. Delle parole dette dalla De Mari circa l’aspetto clinico, l’Ordine non si occuperà, eppure sarebbe questo il suo campo d’intervento. E non se occuperà perché l’evidenza scientifica le dà ragione.
    Ne consegue che la dottoressa verrà processata dal suo Ordine di appartenenza (l'annuncio a livello mediatico, lei non ha ancora ricevuto nessuna convocazione ndr.) non per affermazioni che contraddicano le evidenze clinico-diagnostiche della medicina in materia di cancro alla cavità anorettale, perché appunto non ve ne sono, ma solo per le sue opinioni in merito ad un futuro reato e ad una futura malattia, non ancora riconosciuta. Che cosa c’entra tutto questo con la pratica medica? Nulla, intanto però l’Ordine ha mostrato bene come ci si pieghi di fronte a certi poteri che sanno usare sapientemente i media.
    Poteri ai quali non tutti sembrano sottostare con l’anello al naso. E’ il caso di un collega della De Mari, noto per avere posizioni diametralmente opposte in campo etico rispetto al medico-scrittrice. Ma che su una cosa sembra essere d’accordo con lei: un conto sono le opinioni, un conto le risultanze scientifiche. La De Mari poteva aspettarsi di tutto, non certo che un medico così lontano da lei, diventasse senza volerlo il suo più convinto avvocato. Silvio Viale, medico al Sant’Anna ed esponente dei Radicali, sul suo profilo Fb ha giudicato «stupide» le opinioni della dottoressa (e qui siamo nel campo delle opinioni ndr.), ma considera sbagliata la richiesta di radiazione. Perché? «La radiazione – prosegue alla La Stampa - deve essere motivata da un aspetto professionale, cioè dall’eventuale promozione e magari pratica di terapie non scientificamente validate, e non da opinioni. Altrimenti oggi si colpiscono i punti di vista di questa signora e domani di qualcun altro».
    Una frase da un pulpito insospettabile e che potrebbe essere usata a sua discolpa quando comparirà davanti al giurì di camici bianchi che l’ha convocata solo e soltanto per le sue opinioni.
    Omofobia, l'Ordine dei medici processa le opinioni

  6. #316
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Vietato parlare dei drammi trans: cronista alla gogna
    di Andrea Zambrano
    La caccia alle streghe è appena cominciata e c’è da scommettere che sarà lunga. Ma dato che chi ben comincia è a metà dell’opera sarà bene mettere subito giù i termini della questione: è in corso un attacco intimidatorio che punta a chiuderci a bocca limitando la libertà di espressione e di esercizio della professione. Le cosiddette lobby gay acquistano potere sfruttando lo strumento della minaccia mediatica. Come? Segnalando agli ordini professionali i comportamenti di quei professionisti giudicati secondo il loro metro omofobi. Così a cadere nella tagliola Lgbt questa volta sono state due donne, due professioniste e due cattoliche. Che cos’hanno fatto? Hanno, rispettivamente nel loro campo, quello medico e quello giornalistico, detto la verità su alcuni aspetti dell’omosessualità.
    La prima ci tocca di vicino perché colpendo lei è stata colpita tutta la Nuova BQ nello svolgimento della sua opera giornalistica. L’articolo firmato dalla nostra Benedetta Frigerio “Il dramma dietro i lustrini: ecco come vive un trans” non era altro che una riflessione su dati pubblicati National center for transgender equality sul tenore di vita dei transessuali. L’indagine parlava di molestie, tentativi di suicidio, Aids, disagio psicologico con percentuali altissime. Questi i fatti. Ma a qualcuno evidentemente non sta bene che si parli di certe “controindicazioni” per non infrangere il falso mito che gay è bello e che la colpa è della società che non accettandoli li costringe a questa vita. Così si è pensato di organizzare una petizione per dare una lezione a quell’impertinente della Frigerio, la quale non ha fatto altro che il suo lavoro.
    Una petizione caricata sulla piattaforma change.org per chiedere nientemeno all’ordine dei giornalisti di radiare la giornalista. Neanche accontentarsi di un richiamo. No, per certi giornalisti ci vuole l’onta massima della radiazione. La petizione parte così: “Le persone transgender sono sempre più al centro di un continuo tiro al bersaglio da parte di alcuni media. Scorrettezza lessicale, forma stereotipate, narrazioni pruderistiche sono segno di un'inadeguatezza di taluni giornalisti a trattare vicende e istanze di donne e uomini, di cui si stenta a riconoscere (o non si vuole riconoscere) l’identità di genere”. Circa l’articolo della Nuova BQ si parla addirittura di violenza verbale e si accusa la cronista di “contravvenire alle norme più elementari di rispetto verso la persona nonché di corretta informazione e incita al disprezzo verso donne e uomini transgender”. Quindi “si chiede che siano avviate le normali procedure perché Benedetta Frigerio sia radiata dall'Ordine dei Giornalisti”.
    Per la verità rileggendo l’articolo, noi questo linguaggio violento non lo abbiamo riscontrato. Ci siamo soltanto limitati a fotografare una realtà utilizzando i loro stessi dati e la abbiamo commentata, esattamente come hanno fatto quelli del National center for transgender equality. Quindi: diritto di informazione e libertà di opinione. Dov’è lo scandalo? Dov’è il linguaggio violento? Forse perché abbiamo parlato di stili di vita? E’ forse diventato un reato offrire criteri morali per inquadrare la sofferenza delle persone?
    A noi sembra che il linguaggio violento sia proprio questo: lanciare petizioni e manifesti per chiudere la bocca. Un vecchio vizio coccolato dalla Sinistra che alberga ancora in qualche sacca ideologicamente orientata e ben finanziata. Un tentativo estremista, con una metodologia squadrista che rispediamo al mittente.
    Ma siamo fiduciosi che l’ordine dei giornalisti, che è ancora un’istituzione seria, sappia affrontare la questione con serietà e professionalità. E soprattutto avendo ben chiaro il ruolo, anche scomodo, dei giornalisti, che non è quello di inchinarsi al sentimento comune di questo o quel potere, ma è offrire uno sguardo vero e sincero su una realtà. Intanto abbiamo provveduto a informare il presidente dell’ordine stesso Enzo Iacopino del tentativo di intimidazione e di minaccia che ci cela dietro queste petizioni. Negli anni ’70 le raccolte firme avevano il nome minaccioso di “manifesto” e sappiamo, vedi il caso Calabresi, come è finita. Di sicuro queste minacce non ci intimidiranno.
    La stessa determinazione è quella mostrata da un medico, Silvana De Mari, che è finita nel tritacarne Lgbt per alcune affermazioni pubblicate sulla sua pagina Facebook. La De Mari è abituata a lottare. Anzitutto perché è medico chirurgo, e lotta contro il male. Ma anche perché è diventata la scrittrice fantasy più quotata d’Italia e i suoi personaggi lottano giorno e notte contro draghi e orchi. I suoi libri, come quelli della saga di Hania sono considerati eredi della grande tradizione fantasy anglosassone.
    Ha detto che il comportamento omoerotico è contro natura. Dove ha sbagliato? Nell’intervista che la Nuova BQ le ha fatto, forse ha sbagliato a mettere a disposizione le sue competenze di medico nello spiegare il perché di quell’espressione oggi tabù. Ma questo le è costato una segnalazione all’Ordine dei medici che dovrà occuparsi della sua radiazione. In realtà come ci ha spiegato lei il disegno finale è quello di colpire il cattolicesimo perché è il concetto di vita che si vuole stravolgere. Quel concetto, anzi sarebbe meglio dire, quel bene supremo, di cui si vuole disporre a piacimento. E in questa strategia il cristianesimo rappresenta un ostacolo insormontabile. Ecco perché nelle accuse della comunità Lgbt la De Mari viene sempre definita ultra cattolica. Ma peccato che sia anche un medico battagliero. Pronta a tutto per difendere la verità.
    La caccia alle streghe è iniziata. Sarà una grande battaglia per la verità.
    Vietato parlare dei drammi trans: cronista alla gogna


    Silvana de Mari non è Pietro Barilla
    Segnaliamo il blog di Silvana De Mari Silvana De Mari
    in un momento in cui è colpita dalla fatwa di chi è abituato a piegare persone e governi, schiacciando persino la libertà di parola. Silvana, però, non si piega, non chiede scusa, non implora pietà per aver pensato, per aver parlato.
    Pubblichiamo il suo ultimo commento su facebook, prima che l’account fosse bloccato:
    Dalla bacheca di Silvana De Mari, prima del ban:
    “Metri cubi di mail stanno arrivando all’editore Giunti, la loro pagina fb deve sempre essere ripulita. Metri cubi di posta a me. La violenza incredibile di molte mail che ricevo, se ancora avessi avuto dei dubbi, mi dicono che sono sulla strada giusta, sull’unica percorribile. Se non lasciamo ai nostri figli la stessa libertà che abbiamo ricevuto dai nostri padri saremo stati degli indegni. Quando io ero bambina, subito dopo il terrificante bagno di sangue della seconda guerra mondale la nostra libertà di parola era molto alta. Ora il cosiddetto politicamente corretto ha imbavagliato la libertà di parola.
    Sono stata per un certo tempo presidente dell’associazione Salviamo i Cristiani. Nonostante la cosmica mancanza di fondi, prima di sparire, l’associazione ha comunque risolto qualcosa, il soccorso a un gruppo di cristiani siriani rifugiati in Libano. Mi sono rimaste terrificanti foto, sul mio computer precedente, foto che non metto sul web per evitare l’effetto imitazione nel Jihad islamico. Ho la foto di un uomo cui è stata strappata la faccia da vivo, ho le innumerevoli foto di innumerevoli corpi carbonizzati sui pavimenti anneriti delle chiese nigeriane, innumerevoli crocefissi a Mosul non ci sono chiodi, le persone sono legate su croci, si muore per asfissia, impossibilità a espandere il torace. Sono 100.000 i cristiani assassinati ogni anno per la loro fede, sono 500 milioni i cristiani che vivono in luoghi dove la libertà di religione è vietata. Eppure l’ossessione è l’omofobia. L’ONU, la UE, Amnesty International (bizzarra associazione di simpatici filoislamici che considera il negare il matrimonio gay una forma di tortura) hanno fatto dei gay la loro bandiera: i gay occidentali, ovviamente. Quelli asiatici e africani continuano a subire persecuzioni, ma la stessa ONU che perseguita “l’omofobia” in occidente accetta che a presiedere la sua commissione Diritti Umani sia l’Arabia Saudita, che condanna a morte chi è attratto dal proprio sesso.
    Chiediamo per chi è attratto dal proprio sesso il diritto di vivere, di sopravvivere e di vivere come meglio crede, ma con altrettanta potenza rivendichiamo il diritto all’”omofobia”, ad affermare cioè che l’attrazione per i proprio sesso e l’erotismo con il proprio sesso siano deviazioni della sessualità, in cui compito è creare la generazione successiva mediante incontro di gamete maschile e femminile. Perché i poteri forti, tutti, che hanno un’indifferenza così atroce e granitica per interi popoli calpestati, per 100.000 cristiani uccisi ogni anno, insorgono contro l’omofobia? Perché i cosiddetti omosessuali e la loro protezione sono il grimaldello per scardinare la libertà di pensiero e di espressione, e per affossare definitivamente il cristianesimo.
    La libertà di parola è sotto attacco ed è sotto attacco la libertà religiosa. Se è vera la bizzarra affermazione dell’APA che l’omosessualità sia normale, allora il cristianesimo che la condanna va bandito. Le chiese che rifiutano di sposare persone dello stesso sesso saranno chiuse, le scuole cattoliche costrette a insegnare che il matrimonio gay è buono e giusto, i sacerdoti che leggono San Paolo o la distruzione di Sodoma saranno arrestati.
    Secondo voi perché sono scesa in campo, cosa me lo fa fare?
    La liberà di parola e di religione.”
    Silvana de Mari non è Pietro Barilla | Libertà e Persona

  7. #317
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    A teatro l'indottrinamento gender. La scuola insegna il "bimbo fluido"
    Petizione dei genitori: «Il ministro blocchi lo spettacolo». Il regista: «Retrogradi»
    Giuseppe De Lorenzo
    Alex non è un maschio. O meglio: biologicamente lo sarebbe, ma si «sente» anche femmina. Dipende da come si sveglia la mattina: nei giorni pari preferisce mettere le scarpe da calcetto, in quelli dispari il vestitino da principessa.
    «Gli studi americani lo definirebbero gender creative o gender fluid, ovvero un bambino che si identifica alternativamente nel genere maschile e femminile», racconta Giuliano Scarpinato, autore di «Fa'afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro». Il suo spettacolo teatrale è finito al centro di un polverone di polemiche, accusato di «indottrinamento».
    «Fa'afafine spiega Scarpinato - è la parola usata nella lingua di Samoa in Polinesia per indicare individui che scelgono di abbigliarsi e comportarsi basandosi su un modello femminile». Un «terzo sesso» a sé stante che «la loro società riconosce come categoria di individui» a parte. Alex viene rappresentato chiuso nella sua stanza, al riparo da chi vorrebbe spiegargli che la natura lo ha generato XY senza alternativa alcuna. Innamorato di Elliot, muore dalla voglia di dichiararsi. Ma non sa se farlo il lunedì, quando si sente maschio, oppure il martedì, quando crede di essere femmina. Per questo vorrebbe «essere tutto insieme, come l'unicorno, l'ornitorinco o i dinosauri». Un confuso minestrone di sessi.
    A far discutere non è solo il contenuto dell'opera, ma la decisione di sottoporla alle scolaresche di mezza Italia a volte senza il consenso dei genitori. Ieri Generazione Famiglia, l'associazione organizzatrice del Family Day, ha lanciato una petizione online per chiedere al ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, di impedire che le scuole aderiscano allo spettacolo. «Liberi di non far partecipare i loro figli - ribatte Scarpinato Ma non si faccia censura». Poi però ammette che lo spettacolo abbia assunto, «all'interno delle iniziative della Buona Scuola» di Renzi, un ruolo «in funzione educativa ad una affettività che superi i sistemi binari maschio-femmina». Aprendo al genere fluido e creativo.
    La «funzione educativa» di cui parla il regista, infatti, sembra essere questa: far credere ai bimbi che in alcuni casi l'identità sessuale possa essere scelta così come si pesca un paio di calzini dal cassetto. Oggi blu e domani rosa. E guai a chi pensa che il «terzo sesso» sia pura invenzione. «Certo, ammette Scarpinato, scientificamente non esiste e non dico occorra istituirlo, ma la società dovrebbe riconoscere la presenza di una varietà di sviluppi di genere: non ci sono solo due realtà identitarie, ma almeno 25 o 30 definizioni». Chi non ci crede pecca di «un'ignoranza spaventosa» figlia della società anti-progressista. «Siamo nel 2017 aggiunge il regista - Bisogna informarsi e conoscere ciò che circonda i nostri tinelli da italietta degli anni '50».
    A teatro l'indottrinamento gender. La scuola insegna il "bimbo fluido" - IlGiornale.it

    Aids, allarme Oms: malattia dilaga tra omosessuali
    Antonio Righi
    L’Oms lancia l’allarme: l’Aids, una delle malattie a trasmissione sessuale più temibili, sta ‘esplodendo’ tra gli omosessuali. Sebbene la malattia abbia subito un notevole arretramento negli ultimi anni, i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro: tra gli omosessuali di sesso maschile il rischio di contagio è 19 volte più alto che nel resto della popolazione. Per questo le nuove linee guida dell’organizzazione con sede a Ginevra invitano i gay ad assumere i farmaci antiretrovirali come forma di prevenzione.
    “Constatiamo una esplosione dell’epidemia in questo gruppo a rischio – ha affermato Gottfried Hirnschall, che dirige il dipartimento Hiv dell’Oms – soprattutto per un abbassamento della guardia dal punto di vista della prevenzione”.
    L’Organizzazione mondiale della sanità mostra preoccupazione in particolare per cinque gruppi di persone considerate particolarmente a rischio, anche perché si tratta spesso di persone che hanno difficoltà di accesso alle cure: oltre agli omosessuali di sesso maschile, l’Oms segnala le lavoratrici del sesso, alcune donne transgender, tossicodipendenti e detenuti. Studi dell’Oms stimano che le prostitute sono 14 volte più a rischio di contagio rispetto alle altre donne, mentre tossicodipendenti e transgender hanno un rischio contagio 50 volte superiore alla media.
    Aids, allarme Oms: malattia dilaga tra omosessuali | Libertà e Persona


  8. #318
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il delitto maturato nel torbido ambiente degli omosessuali....

    Foffo e Prato a processo: "Uccisero Varani per veder soffrire qualcuno"
    Oggi l'udienza preliminare davanti al gup per i due amici Manuel Foffo e Marco Prato che massacrarono Luca Varani
    Chiara Sarra
    Luca Varani è stato ucciso perché Manuel Foffo e Marco Prato cercavano "un qualsiasi soggetto di uccidere o comunque da aggredire al solo fine di provocargli sofferenze fisiche e togliergli la vita".
    Lo sostiene il pm di Roma Francesco Scavo che ha chiesto e ottenuto per i due il rinvio a giudizio nell'udienza preliminare sull'omicidio davanti al gup Nicola Di Grazia. Oltre alla premeditazione, la procura contesta ai due trentenni le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.
    Nel provvedimento di chiusura indagini la procura ricostruisce l'omicidio. La notte del 3 marzo 2016, i due "dopo aver fatto entrambi ripetuto uso di sostanze alcoliche e stupefacenti" per giorni, sono usciti e hanno "girato in macchina per la vie di Roma", alla ricerca di qualcuno da torturare. Tornati a casa all'alba, hanno quindi chiamato e invitato Luca Varani a casa di Foffo. Qui lo "hanno fatto denudare" e gli hanno offerto da bere. Nel bicchiere i due avevano però messo uno psicofarmaco che "lo stordiva a tal punto da costringerlo a recarsi in bagno". A quel punto lo hanno torturato e massacrato con coltelli, corda di nylon e martello, fino a farlo morire due ore dopo.
    Il giovane è stato colpito un centinaio di volte: prima alla testa, per stordirlo. Poi al volto, in particolare sulla bocca, e alla gola (prima con un tentativo di strangolamento, poi a coltellate). Infine per trenta volte sul petto. Nessuna delle ferite però è stata letale: Varani è morto dissanguato, dopo quasi due ore di sevizie.
    Solo allora i due si sono fermati e si sono addormentati, di fianco al cadavere. Nel pomeriggio del 4 marzo, lasciarono la casa per liberarsi degli abiti sporchi di sangue e del telefono della vittima. Poi Prato si fece accompagnare in un albergo di piazza Bologna. Foffo invece tornò a casa e si addormentò sul divano, a pochi metri dal corpo di Varani.
    Solo la mattina del 5 marzo, Foffo raccontò al padre quanto accaduto e decise di costituirsi. Quando gli inquirenti gli chiesero perché avesse ucciso il giovane, lui rispose solo: "Volevamo fare male... a qualcuno".
    Foffo e Prato a processo: "Uccisero Varani per veder soffrire qualcuno" - IlGiornale.it



    Lo stato contro natura: sodomia democratica e progressiva
    Piero Vassallo
    "Due persone dello stesso sesso costituiscono un'unione civile mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile".
    Monica Cirinnà
    Esaltato e incensato dal pensiero esclusivo, in circolazione instancabile nel raffinato, profumato e sontuoso salotto radical chic, il vizio contro natura irrompe nella società gongolando e squillando in forza della legge che ha il nome, venerato dagli urologi, di Monica Cirinnà.
    La legale promozione dei vizi del basso ventre ha recente, virtuosa e gloriosa origine dalla resistenza all'etica tradizionale e dal rifiuto della normalità, giudicata quale bieca espressione di un oscuro passato medievale.
    Il silenziato e ghettizzata popolo della resistenza alla sodomia non può far altro che indossare mutande di robusta latta. E tentare di sottrarre i bambini a una scuola inquinata dal viscido delirio dei sodomiti politicanti.
    Uscito dal ghetto il capovolto piacere, è incensato e onorato da una democrazia delirante e truffaldina. La legislazione viziosa ha lontano principio dalla rassegnazione di un personaggio del teatro aristofaneo, il quale, atterrito dall'estensione minacciosa della folla pederastica, gridò “tenete il mio mantello, gente di culo rotto, che io fra voi diserto”. Il disperato delirio di un antico commediografo greco diventa la parola d'ordine del partito regressista, in corsa festosa tra le righe crepuscolari di una democrazia vaselinosa, che il compianto, preveggente professore Gianni Collu definiva aperta in tutte le direzioni del vizio.
    L'Europa è percossa da crisi e tormentata da sciagure variamente colorate. La democrazia è una macchina che premia le minoranze festanti nel salotto dei pervertiti.
    D'altra parte la lingua del clero è impastata dal perdonismo e dal buonismo. In altre parole: la teologia è sotto lo schiaffo dei nichilisti filosofanti. Le lettere di Santa Caterina da Siena al papa sono aggiornate dagli applauditi appelli di Emma Bonino all'ecumenico papa argentino.
    La memoria degli insulti piovuti sul cardinale Giuseppe Siri, che aveva osato affermarne l'esistenza dei castighi di Dio, d'altra parte, impone al clero un cauto e pavido silenzio. Di conseguenza la funzione di prevenire le sciagure è sottratta alla preghiera dei fedeli e affidata alle esercitazioni della protezione civile. Se non che si diffonde l'ostinato, invincibile sospetto che la sciagure che affliggono la gongolante allegria nazionale (ed europea) siano conseguenze del disordine promosso da poteri scesi in guerra contro il pudore del pensiero e contro l'onestà della vita.
    Contravveleni e Antidoti: Lo stato contro natura: Sodomia democratica e progressiva

  9. #319
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    E che dire dei due minorenni che hanno ucciso i genitori con l'ascia perchè la madre aveva scoperto che si inculavano?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #320
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    DELITTO FERRARA, MOVENTE: “I GENITORI SI OPPONEVANO AL LORO AMMMORE GAY”
    Alla fine, si scopre che anche dietro l’ultimo atroce delitto, c’è una motivazione gay. Dopo il povero Varani, martoriato dalla coppia di gay disordinati , dopo l’insegnate massacrata dal travestito biondo e altre vicende ‘minori’, ecco che anche l’omicidio di Ferrara, sembra nato sotto l’ombra dell’omosessualità:
    Continuano le indagini sul delitto di Ferrara per capire i reali motivi che hanno spinto i due giovani amici, Manuel e Riccardo, a uccidere brutalmente i genitori di quest’ultimo, Nunzia e Salvatore Vincelli, a colpi d ascia. Un nuovo movente, rivelato da Giallo, ha scosso l’opinione pubblica della cittadina, gettando nuova luce sul caso: “I coniugi Nunzia e Salvatore Vincelli osteggiavano la relazione omosessuale tra Riccardo e Manuel, potrebbero essere stati uccisi per questo motivo”. Il desiderio di libertà e ribellione erano le prime ipotesi vagliate dagli inquirenti ma ora spunta questa nuova teoria, quella di un amore contrastato proprio tra i due amici, Riccardo e Manuel. I coniugi Vincelli, notando le inclinazioni omosessuali del figlio, avrebbero provato a parlargli ma Riccardo, poco incline al dialogo, si sarebbe talmente infastidito dell’ingerenza dei genitori da progettare l’omicidio.
    Nei tre giorni precedenti al delitto, Riccardo, che da tempo si era trasferito in garage per non condividere la casa con i genitori, si era trasferito a casa di Manuel, approfittando della vicinanza con l’amico del cuore per mettere a punto il piano. L’inchiesta è ancora aperta, come sottolinea il colonnello dei carabinieri:” I nostri sforzi sono concentrati adesso nella ricostruzione degli spostamenti dei due indagati prima e dopo l’omicidio. Sarà portata avanti un’attività tecnica che riguarda un sopralluogo nella villetta e nel garage dove viveva il figlio della coppia uccisa. Non solo, per mezzo di un drone, saranno catturate immagini per accertamenti di natura cartografica. Indagheremo anche per ricostruire ogni dettaglio della vita dei due ragazzi, al fine di approfondire i motivi reali che li hanno spinti a commettere un omicidio così efferato. Al momento possiamo escludere che ci siano altre persone coinvolte”.
    Altro che ‘omofobia’, sono i normali a doversi proteggere dai gay.
    Delitto Ferrara, movente: ?I genitori si opponevano al loro ammmore gay? | VoxNews



    DELITTO FERRARA, RAGAZZINO GAY ESIGE SCARCERAZIONE: “SONO PENTITO”
    Si è discusso in mattinata al tribunale per i Minorenni di Bologna il ricorso al Riesame del 17enne indagato insieme al figlio 16enne delle vittime, per il duplice omicidio di Pontelangorino (Ferrara): la notte tra il 9 e il 10 gennaio nella loro casa furono uccisi a colpi di scure i coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni.
    I due minorenni, entrambi ora in strutture carcerarie minorili come disposto dal Gip, furono a lungo sentiti e, messi alle strette, avevano sostanzialmente confessato. Il 17enne, attraverso il suo avvocato Lorenzo Alberti Marangoni Brancuti ha chiesto la scarcerazione e l’affidamento ad una comunità. “Ha ribadito il suo pentimento”, ha detto il legale.
    Delitto Ferrara, ragazzino gay esige scarcerazione: ?Sono pentito? | VoxNews

    "Non chiamatele 'madri in attesa', i trans potrebbero offendersi"
    Trans, anziani, disabili: nel documento dei medici inglesi tutti i termini da evitare
    Lucio Di Marzo
    Non chiamatele "madri in attesa". Arriva dall'Associazione medica britannica il curioso invito, con il quale chiedono di non utilizzare il termine per riferirsi alle donne che presto avranno un bambino, perché potrebbe offendere le persone transessuali.
    Meglio "persone incinte", sostiene l'associazione, perché termine più neutro. Un suggerimento contenuto in un documento a uso interno dello staff, che prende in considerazione una serie di terminologie da evitare, nel timore che possano recare offesa a qualcuno.
    Una carta del "politically correct", secondo cui gli anziani preferirebbero essere chiamati "persone più anziane", le rampe studiate per i disabili dovrebbero essere indicate come "rampe accessibili" e per uomini e donne si dovrebbero utilizzare i termini "biologicamente maschio" e "biologicamente femmina".
    "Non chiamatele 'madri in attesa', i trans potrebbero offendersi" - IlGiornale.it


 

 
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