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Discussione: Vai col gender!

  1. #321
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    CIRCOLO GAY ONORA INTELLETTUALE PRO-PEDOFILIA E COPROFAGIA
    No finanziamenti pubblici a coprofagi e filocoprofagi
    Dopo avere passato giornate a parlare di lesioni anali e infezioni, oggi parliamo di escrementi.
    Il tema di oggi è la coprofagia. Moltissimi intellettuali gay inneggiano alla coprofagia. Tra i più famosi Mario Mieli e la /il filosofa/o ex Beatrice Preciado, attualmente Paul Preciado.
    A Mario Mieli è intitolato il circolo lgbt di Roma. Mario Mieli, definito da Liberazione il più grande intellettuale queer italiano. Autore del testo Elementi di critica omosessuale, dove parla della sublime bellezza di pedofilia, necrofilia e coprofagia.
    Riporto alcune righe: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica »
    (Elementi di critica omosessuale, pag. 62, 2002)
    Per coloro che abbiano difficoltà a capire la astrusa prosa, c’è scritto che è giusto desiderare eroticamente i bambini e chi lo fa vuole bene ai bambini perché loro lo vogliono.
    Quindi Mario Mieli riconosceva di avere desideri erotici nei confronti di bambini: questo lo classifica come pedofilo: come spiegato nell’ultimo dsm il desiderio semplice senza passare all’atto dà la classificazione di pedofilia. Poi discutiamo se sia un normale orientamento sessuale (teoria dsm) o la più orrenda e nauseante delle perversioni sessuali (teoria nostra). Possiamo definirla filopedofilia così tronchiamo le discussioni.
    Della filopedofilia di Mario Mieli e, quindi, di tutti gli iscritti di un circolo intitolato a lui, parleremo un’altra volta. Ora parliamo della coprofagia: Mario Mieli faceva spettacoli teatrali dove mangiava gli escrementi suoi e del suo cane, crudi e sconditi. E’ famosa la sua esibizione pubblica all’Ompo’s, durante la quale si esercitò in questi atti (anche con gli escrementi del suo cane). Il poeta gay Dario Bellezza (morto di AIDS) ironizzò così: «A Mario è rimasto altro che mangiar la m…, per far parlare di sé». Uno non mangia gli escrementi suoi e del suo cane per far parlare di sé: uno mangia gli escrementi suoi e del suo cane solo se il suo odio per l’uomo che vuol profanare profanando se stesso ha raggiunto livelli totali.
    Un altro esempio di intellettuale gay, cioè di odio di se e dell’umanità, lo troviamo nella filosofa Beatrix Preciado, che da qualche tempo si è fatta castrare, ha subito un intervento ai genitali e sta prendendo testosterone e si fa chiamare Paul, ma le sue cellule, tutte, continuano a essere XX. Madre natura è un’arcigna megera, e sta ottusamente arpionata alla realtà.
    Riporto un brano di Beatrix, un’autrice gay famosa e importante, pubblicato il 17 gennaio 2014 su Liberation, che riassume il suo pensiero: sciopero dell’utero totale e definitivo per tutte le donne, sostituzione della dualità vagina / pene, con la dualità ano/ vibratore.
    “Da questa modesta tribuna, io invito tutti i corpi (delle donne) allo sciopero dell’utero. Affermiamoci come cittadine intere e non come uteri riproduttivi. Attraverso l’astinenza, attraverso la omosessualità, ma anche attraverso la masturbazione, la sodomia, il feticismo, la coprofagia, la zoofilia (non vuol dire avere il micetto e mettere la foto su fb, ma vuol dire avere rapporti erotici con gli animali) e l’aborto”.
    L’omosessualismo odia la vita. E ama la coprofagia. Le feci sono morte. Questa roba è cultura di morte. Non sono quattro tizi che campano come gli pare, a te cosa ti cambia. Questa è cultura di morte. In una nazione libera qualcuno talmente problematico da mangiare escrementi deve essere libero di farlo, ma che il denaro pubblico finanzi il circolo intitolato a Mario Mieli, mangiatore di escrementi (crudi e sconditi) è un pericoloso incitamento a pratiche coprofaghe che stanno aumentando l’incidenza dell’epatite A. Possiamo dire che la coprofagia fa schifo senza essere inquisiti di razzismo?
    Vaccinazione anti-epatite A negli omosessuali maschi | Epatite
    L'epatite A: sintomi, diagnosi e terapie | Curare il fegato
    A questi indirizzi (oltre che a numerosi altri) troverete le informazioni sul rapporto tra epatite A e la cosiddetta omosessualità maschile, termine scorretto con cui si indica l’atto dell’erotismo anale, o, meglio, per usare un termine letterario e biblico la sodomia.
    L’epatite A è un virus orofecale. E per oggi possiamo chiudere.
    Circolo Gay onora intellettuale pro-pedofilia e coprofagia | VoxNews



  2. #322
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #323
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Nel mondo degli artisti, cinema, vedasi le fiction usa dove esaltano e diffondono l'omosessualità e la superiorità delle famiglie allargate e simili, anche in itaglia: Scene lesbo ne I Bastardi di Pizzofalcone: la politica chiede ancora e inspiegabilmente l’autocensura

    Conservatori in rivolta contro le scene lesbo ne I Bastardi di Pizzofalcone: è polemica dopo la quinta puntata dela fiction di Rai1

    Scene lesbo ne I Bastardi di Pizzofalcone, polemiche politiche e richieste di censura


    Questa orribile fiction, recitata malissimo sempre dei medesimi filo hollywoodiani in salsa nostrana, gli americani registi liberal sono meno sfacciati, sanno inserire certe scene al momento giusto con una certa destrezza, la quale manca ai dilettanti nostrani. Comunque il fine è lo stesso, e lo scopo è penetrare nella psicologia dei più giovani, i quali sono più inclini alla percezione, vista come positiva di tali teorie propagandistiche.

    Qesto film è americano:

    https://www.osservatoriogender.it/ca...rima-serata-2/

  4. #324
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Mentalità hollywoodiana insegna.

  5. #325
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il maschio gay è accettato dalle donne, che viceversa mal digeriscono le lesbiche.
    Quindi occorre spingere.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #326
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GAY A CACCIA DI RAGAZZINI: 9 ARRESTI
    Un giro di prostituzione omosessuale minorile è stato scoperto dai carabinieri di Milano che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare (2 in carcere e 7 ai domiciliari) nei confronti di italiani tra i 30 e i 60 anni residenti tra Milano e Pavia. Tra gli arrestati e i quattro indagati ci sono incensurati e insospettabili ma anche recidivi. Padri di famiglia, imprenditori, operai, liberi professionisti e commercianti. I militari della sezione indagini telematiche del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano hanno ricostruito la rete di rapporti a pagamento che era alimentata da annunci su Internet caricati dagli stessi minorenni. La prestazione era concordata su siti di incontri, i clienti erano consapevoli dell’età dei ragazzi.
    Gay a caccia di ragazzini: 9 arresti | VoxNews

    Libri gender per bimbi: i Paolini rompono il tabù
    di Andrea Zambrano
    A forza di bussare dalla porta di servizio alla fine la gender revolution è entrata di diritto dalla porta principale. Si chiama Storie per bambine e bambini ed è uno degli ennesimi libri ispirati all’ideologia del gender. Stavolta però non si tratta di una qualche casa editrice più o meno lobbistica che fa capolino nelle librerie o nelle biblioteche civiche per istruire i giovani virgulti alla fluidità di genere. No, il libro porta il timbro delle edizioni San Paolo. Un colosso dell’editoria cattolica. Anzi, per migliaia di catechisti, sacerdoti e famiglie, l’editrice cattolica per eccellenza.
    Non precipitatevi in libreria a comprarlo. Il testo infatti uscirà a marzo, ma una descrizione dell’opera è presente nelle librerie on line. Forse è bene partire dalla fine, cioè dall’età di lettura consigliata. Che se un maschietto di 4 anni in quel momento sta giocando con i soldatini è bene che sappia che può giocare tranquillamente con le bambole perché in fondo certe ideologie entrano meglio ad una tenera età. Ovviamente che il libro sia gender oriented lo si deduce da alcune parole talismano che giustificano le storie: stereotipi, pregiudizi, ma lo si comprende bene anche dalla spiegazione offerta dall’ufficio marketing della San Paolo per le librerie: “Le storie – ricche di illustrazioni colorate e divertenti affrontano i temi del rispetto e delle pari opportunità tra maschi e femmine”. Ora, che un bambino di 4 anni sia costretto a bersi la cicuta del mito delle pari opportunità, già questo è alquanto rischioso.
    Ma è con il riferimento all’autrice, la pedagogista di genere Irene Biemmi, che si capisce come finalmente certe operazioni lobbistiche a forza di spingere l’acceleratore siano riuscite a entrare anche nel mondo dell’editoria cattolica. L’autrice è presidente di Rosaceleste, associazione dedicata alla promozione della parità tra i generi e alla lotta agli stereotipi e alla violenza. Ecco sciorinate in poche parole i concetti fondamentali che hanno costituito l’architettura fondante dei cosiddetti gender studies: il genere uomo/donna come costruzione sociale provocato da stereotipi e foriero di violenza. Rosaceleste infatti ha svolto anche convegni e spettacoli “destrutturare gli stereotipi di genere: per una cultura dell'eguaglianza tra i sessi nell'educazione e nel lavoro”.
    Recentemente infatti in tribunale a Firenze è andato in scena uno spettacolo sull'educazione di genere curato proprio da Biemmi, che viene presentata come una accesa nemica dell’educazione sessista: “Nei libri di lettura viene rappresentato un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati, padri severi, madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse che nutre l'immaginario di bambine e bambini, che strutturano le rispettive identità di genere sulla base dei modelli proposti. Scopo della conferenza spettacolo Rosaceleste, che da questa ricerca prende spunto, è decostruire, disarticolare, smontare l'assunto di una "naturalità" delle differenze tra maschi e femmine, svelando alcuni dei meccanismi culturali che stanno a fondamento di un preciso addestramento sociale ai ruoli di genere, attivato sia a scuola che in famiglia”.
    Basterebbe fermarsi qui, alla necessità di smontare “l’assunto di una naturalità delle differenze tra maschi e femmine”, per capire il tranello, che porta a promuovere un’antropologia che nega la natura umana. Si vede che anche alla San Paolo hanno cambiato idea e che il tarlo catto-gay ha attecchito anche tra gli scaffali.
    Libri gender per bimbi: i Paolini rompono il tabù




  7. #327
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    ONU: La libertà di religione "non è assoluta". Va ridotta se si oppone ai LGBT. - Blondet & Friends

    ONU: La libertà di religione “non è assoluta”. Va ridotta se si oppone ai LGBT.

    Maurizio Blondet 6 febbraio 2017
    Era ora. Le Nazioni Unite si sono dotate di un esperto e difensore delle istanze Kulandre (LGBT). Si chiama Vitit Mountarbhorn, è tailandese, docente di Diritto e – ovviamente – omosessuale militante. Proclamato dal supremo ente globale come “Esperto Onu sulle questioni LGBT”, egli ha delineato la strategia che intende attuare nei tre anni della sua carica. Lo ha fatto davanti a una decina di rappresentanti di agenzie ONU plaudenti. Egli ha inquadrato il suo programma in quello, più vasto, chiamato Sustainable Development Goals (Fini di Sviluppo Sostenibile) , di cui ciascuno vede la stretta relazione con la diffusione del Gender , del Trans e del Kulandro.
    Lui, ha promesso, farà cancellare le leggi anti-sodomia e anti matrimonio kulandro dai codici di tutti gli stati; vieterà per legge che si parli di ogni tendenza LGBT come “disordine” o “turba”. Integrerà la simpatia per il gender e la diversità sessuale fin dall’infanzia, eccetera.

    I presenti, esponenti come detto delle altre agenzie Onu, si sono profusi in richieste di consigli e di idee su come promuovere i diritti LGBT nel loro campo d’azione. All’Unesco, il Mountarbhorn ha chiesto di curare la istruzione primaria perché i fanciulli “siano nati e cresciuti fin dalla tenera età” con le giuste attitudini verso le “sexual orientation and gender identity” :le quali orientations, ha avvertito, “non sono categorie chiuse”, promettendo la sua protezione di ogni altra orientation, oggi non immaginabile, che sorgesse oltre la necrofilia, l’animalismo eccetera (Per esempio: perche non proteggere delle discriminazioni repressive la pedofilia su bambini morti?Il sadismo fra trans? La coprofagia con carogne?).
    L’agenzia UN Habitat ha chiesto al giurista homo di indicargli le linee guida per integrare i diritti dei LGBT nell’urbanistica nuova. L’UNICEF (che significa Fondo ONU per i Bambini) ha fatto appello agli stati perché “diano alle coppie LGBT con bambini il riconoscimento legale di essere famiglie”. Lo UN Population Fund [Aborti & Sterilizzazioni] s’è impegnato a promuovere “eventi con gruppi religiosi che sostengono l’aborto e i diritti LGBT”. Ma ne esistono? Bisognerà crearli apposta?
    Henk Jan van Schothorst del Transatlantic Christian Council, ha provato ad obiettaare: ma che fare se i diritti LGBT entrano in conflitto con le religioni e le loro credenze? La risposta del thailandese è stata: “Ci sono dei diritti che sono assoluti, ed altri che non sono assoluti”. Per esempio, “la libertà di espressione e l’espressione della religione” non sono diritti assoluti e possono essere ridotti se necessario.
    https://www.lifesitenews.com/news/ne...cribes-entry-p
    E meno male che è un giurista. Peccato che”Francesco” fosse troppo occupato a perseguitare Manelli e Burke, a distruggere ordini, insultare cattolici e registrare messaggi per il Superbowl, per prestare attenzione a questa importantissima evoluzione del Diritto Internazionale, che riduce la libertà di religione e di parola per affermare come solo diritto assoluto quello dei LGBT. Sicché siamo privati della sua Autorevole Parola e non sappiamo giudicare (chi siamo noi per giudicare, del resto?).
    Oggi siamo tutti impegnati a contrastare The Donald, il quale fra gli altri torti ha quello di 1) aver ventilato la chiusura dell’ONU, 2) aver nominato come giudice della Corte Suprema Neil Gorsuch, un docente di diritto che si è sempre opposto alla legalizzazione dell’eutanasia.
    “E’ contrario ai nostri valori europei”, come dice la Mogherini.



    I nostri valori. Durante le violentissime proteste anti-Trump a Berkely, sono apparsi questi cartelli. Dicono: “I trans-lesbici sono buoni e puri”.In mancanza, riprendo qui l’articolo di Patrizia Fermani, apparso su Riscossa Cristiana, che indica la vera dimensione del problema per noi pecore senza pastore davanti a questo nuovo diritto globale.
    La piovra omosessualista e la sua strategia – di Patrizia Fermani
    By Redazione On 1 febbraio 2017 · 10 Comments
    L’omosessualità, indossata un’armatura da combattimento, è diventata il perno di un movimento propriamente politico, mirato alla conquista di un potere egemonico del tutto inedito che tenta di strangolare la intera società dopo averla imbavagliata a dovere, secondo un più vasto disegno planetario.
    di Patrizia Fermani
    La piovra omosessualista, il tempo di superare lo shock di non avere la Clinton alla Casa Bianca, ha ripreso ad allungare i tentacoli anzitutto sulla scuola, ora sotto l’alto patrocinio morale e culturale della Fedeli. Non importa che l’Italia sia seppellita sotto valanghe e terremoti. Anzi, tanto meglio se qualcuno è un po’ distratto da altre tragedie, l’obiettivo di ridurre in poltiglia il cervello dei più giovani diventa ancora più appetibile. E intanto i genitori, come le stelle, stanno a guardare. Un po’ perché hanno ormai un’idea un poco sfocata della paternità e della maternità, nelle orecchie la voce robotica della Bignardi, negli occhi l’oscenità normalizzata dei Vendola, tanto surreali da sembrare astratte, e quindi innocue. Del resto quasi nessuno sembra più mettere in conto che ogni rapporto omosessuale contraddice l’ordine della natura come il camminare sulle mani. Che mortifica l’istinto di sopravvivenza della specie e l’esigenza naturale dell’uomo di perpetuarsi nelle generazioni attraverso la famiglia.
    La normalizzazione in via mediatica dell’omosessualità ne ha messo da parte il disvalore. Tutti sanno ormai che la misura di tutte le cose è l’amore, come lo intende Vendola, anzi, la laetitia dell’amore come lo intende Bergoglio. Il resto è leggenda.
    Ma la normalizzazione oscura anche il fenomeno tutto nuovo dell’omosessualismo, ovvero del vero e proprio sistema di potere strutturato e organizzato che ha fatto di una distorta inclinazione sessuale l’ariete per sfondare le porte della cittadella comune, e mira a distruggere la famiglia, gli equilibri delle generazioni future e le libertà fondamentali. Una forza mai sperimentata prima che mina la società umana infiltrandosi in ogni suo ganglio vitale.
    Che l’omosessualità sia ontologicamente in contrasto con gli assetti famigliari e quindi con le esigenze vitali della società è stato sempre avvertito. È significativo come, sullo sfondo delle relazioni sentimentali tra giovanissimi maschi alle quali il Satiricon ha dedicato tante pagine, non compaia mai alcuna figura paterna. Ma il fenomeno è rimasto ai margini della vita collettiva anche quando ha avuto una diffusione notevole, soprattutto per particolari condizioni ambientali o esistenziali, quali quelle legate alle campagne militari o alla vita marinara, né mai ha preteso di scimmiottare i rapporti matrimoniali.
    […]
    L’omosessualismo vuole strangolare l’intera società
    Oggi però, non dico una Bignardi o un Mogavero, ma qualunque persona che abbia mantenuto l’uso della ragione, dovrebbe essere in grado di riconoscere che l’omosessualità, indossata un’armatura da combattimento, è diventata il perno di un movimento propriamente politico, mirato alla conquista di un potere egemonico del tutto inedito che tenta di strangolare la intera società dopo averla imbavagliata a dovere, secondo un più vasto disegno planetario. Le vicende della dottoressa de Mari bastano da sole a rappresentare questa goffa imitazione dei peggiori modelli totalitari.

    Eppure, di fronte ad un nemico che gonfia il petto con tanta incredibile arroganza, e cerca di stravolgere il buon vivere comune riuscendo a dettare leggi oltraggiose per l’intelligenza e il buon senso, non vengono attivate neanche le difese più elementari, e una società confusa e svagata, sembra non riesca a valutare nè la entità della minaccia né quella della posta in gioco. Tuttavia, anche se il fenomeno è inedito, all’origine di questa inerzia, non ci sono la sorpresa e lo smarrimento. Vi sono ragioni ben più profonde di ordine politico e culturale, interne alla stessa società, sommate tristemente alla latitanza di quella chiesa che dopo avere rinnegato la legge naturale divina e i suoi principi morali fondamentali, ha abbandonato il gregge a se stesso.

    Per ritrovare le ragioni di questa difesa mancata, o del tutto inefficace, di fronte alla aggressione dell’omosessualismo, occorre guardare anzitutto alla sapiente strategia che esso ha messo in atto e alle armi di cui si serve.
    Il primo stadio di questa strategia è stato, come è noto, quello della “normalizzazione” della relazione omosessuale attraverso la sua narrazione insistente e disinibita affidata ai mezzi di comunicazione, al cinema, al teatro. Una narrazione accattivante soprattutto per le giovani generazioni, che vi hanno letto il superamento degli schemi moralistici del proprio ambiente domestico. Il fenomeno introdotto nella quotidianità è diventato familiare e quindi innocuo. Mentre veniva sottratto ai disturbi della personalità, dagli psichiatri americani, e trasformato per via burocratica in una variante normale della sessualità.
    Genitori orgogliosi di figli trans (i nostri valori)Ma poiché l’appetito vien mangiando, il movimento omosessualista si è posto obiettivi sempre più ambiziosi, ha mirato a costituirsi come forza socio politica e a conquistare col tempo un potere egemonico attraverso le leggi. Si trattava di ottenere una tutela sempre crescente che finisse per elevare la stessa omosessualità a valore, cancellando così anche ogni giudizio morale negativo ancora latente almeno nelle generazioni dei padri. Di qui il passo alla imposizione sociale sarebbe stato breve e il modello omosessista e transessualista (non merita citazione il demenziale repertorio delle varianti), avrebbe guadagnato addirittura dignità pedagogica tale da poter essere propagandato nelle scuole di ogni ordine e grado. Questo capovolgimento di posizione attraverso le leggi era impresa non troppo temeraria, in tempo di crescente relativismo etico e giuridico. Infatti poteva contare sul concorso di due fattori decisivi: lo sfaldamento progressivo dei principi dell’ordinamento e del senso stesso del diritto, e la dissoluzione della morale collettiva. Il tutto sul terreno cedevole del catto-progressismo piccolo borghese e parrocchiale e su quello accogliente della sinistra pseudointellettuale, giornalistica, accademica, imprenditoriale e giurisprudenziale, versione italica della gauche caviar.
    SCIENZA SUPERFLUA: Hanno creato l’uomo-maiale unendo i due DNA. Ma esiste già in natura.Nonostante queste condizioni favorevoli, un’operazione, in ogni caso spericolata, aveva bisogno di appoggiarsi a ragioni di principio, che le fornissero un nobilitante supporto ideale. Niente di meglio che puntare allora su libertà, uguaglianza e amore. Cioè sui due “valori” portanti della democrazia occidentale europea figlia dell’89, che garantiscono per definizione ogni progresso civile. Mentre il terzo, derivato cristiano ed eterna tentazione romantica, oggi in gran voga perché capace di superare ogni ostacolo morale e di tranquillizzare la coscienza mettendo in sordina le esigenze della ragione, viene rilanciato dal nuovo cattolicesimo in disarmo. Questi erano i miti perfetti per rendere plausibile ogni pretesa ed irretire una intera società già moralmente snervata, e di essi ci si è serviti: chiavi di lettura e vizi d’origine di tutta una straordinaria commedia dell’assurdo.
    Del resto la liberté e l’égalité, erano stati i grimaldelli usati per forzare le leggi della natura e soprattutto la legge morale naturale al centro del cristianesimo. Non per nulla in loro nome De Sade aveva elevato ogni perversione sessuale a manifesto di una filosofia “politica”. Prodotti abortivi di un pensiero degenerato destinato a perpetuarsi nelle varie Dichiarazioni dei diritti, fino a quella dei “diritti del fanciullo”, la fonte “pulita” da cui già si tenta di trarre elementi per la legittimazione prossima ventura della pedofilia.
    La libertà, senza alcun riferimento ad un principio superiore diverso dalla volontà e dalle aspettative personali, dà all’individuo l’illusione di poter fare a meno di Dio e di poter rinunciare alla guida della ragione per seguire solo le proprie “emozioni”. Apre la strada all’arbitrio del più forte, e al dominio di chi è capace di manovrare la volontà altrui a proprio piacimento. La storia di Adamo, di Eva e del serpente, ne ha tracciato lo schema premonitore. Per questo Cristo ha messo in guardia dalla libertà della libertà ricordando che solo la verità fa liberi.
    In nome della libertà si possono travolgere le regole della comune convivenza, senza che nessuno se ne dolga. La pederastia orgogliosa di sé può dare lezioni di pornografia gratuita all’aperto, da impartire ad adulti e bambini di passaggio, con il contributo delle amministrazioni comunali.
    In suo nome vent’anni fa la legge penale ha trasformato i reati contro la moralità pubblica e il buon costume in offese alla libertà personale, mentre il Comitato dei Ministri della UE nel 2010 ha raccomandato agli stati membri di rendere penalmente leciti i rapporti anche omosessuali con un minore se c’è il suo consenso. La buona disposizione della vittima toglie al fatto ogni disvalore.
    Del resto, se in nome della libertà una gravidanza indesiderata giustifica la soppressione del feto, può giustificare la sua fabbricazione anche ad uso di due omosessuali.
    Poi, con la scoperta geniale del gender, la libertà giustifica ogni trasloco da un sesso all’altro, previa ristrutturazione chirurgica o mentale. Straordinaria ed esaltante possibilità illustrata anche dal prontuario sull’amore senza frontiere edito dalla casa madre bergogliana. Infatti sul connubio tra libertà e amore profano che supera in bellezza l’ostacolo della ragione e dell’etica è stato stretto il patto d’acciaio ufficiale tra il nuovo cattolicesimo e il mondo. Infine, nel momento in cui la perversione sessuale entra nella zona di rispetto della libertà, viene tratta fuori da quella oscura della patologia, e dal pericolo di interventi “curativi”.
    Tuttavia, se la libertà ha tolto all’omosessualità e dintorni ogni disvalore morale, la chiave di volta per ottenere una tutela giuridica rafforzata era l’uguaglianza.
    Inesistente in rerum natura, essa è l’aspetto della giustizia fondata sulla identità metafisica degli uomini derivante dalla loro natura razionale, mentre dal punto di vista cristiano è l’essere fratelli di fronte a Dio Padre comune. Esigenze equitative col tempo hanno imposto che in suo nome fosse eliminato ogni abuso e prepotenza di una classe sociale sull’altra. Invece la stessa uguaglianza sbandierata dai giacobini è nata come mezzo di lotta politica, perché in realtà interpretava la aspirazione della borghesia alla abolizione di privilegi altrui, dei quali intendeva appropriarsi.
    Il pensiero liberale la riporta nell’alveo dei limiti imposti alla pubblica amministrazione dai principi dello stato di diritto. La Costituzione dice che il legislatore ordinario non può fare leggi che assumano il sesso, la razza, le convinzioni religiose o politiche per stabilire un trattamento svantaggioso o privilegiato. È l’enunciato di massima di un principio di non discriminazione. Si intende che operi a parità di condizioni, nel rispetto dei principi dell’ordinamento, e nei limiti imposti dal criterio di ragionevolezza perché è evidente che le differenze accidentali esigono valutazioni e trattamenti differenziati. È bene che non sia un maschio irsuto ad interpretare la parte di Odette nel Lago dei cigni. Potrebbe convenirne persino la Bignardi.

    l costituente non ha pensato di inserire l’orientamento sessuale tra le cause di non discriminazione, (ma la Fedeli non se n’è ancora accorta), considerandolo a ragione un vezzo privato indifferente per il legislatore. Compare invece nel Trattato di Lisbona col quale ci siamo incoronati sudditi della UE.
    Ecco dunque che il movimento omosessualista, affiliato alla sinistra, ritrova proprio nell’uguaglianza giacobina lo strumento di lotta politica che fa alla bisogna. La brandisce anche per superare il principio di ragionevolezza. Il matrimonio e la procreazione non debbono essere appannaggio soltanto della coppia formata da un uomo e una donna. È un privilegio da abbattere in nome della non discriminazione in cui riecheggia la lotta di classe. Su questo stesso registro si muove il rinverdito femminismo delle Boldrini e delle Fedeli che fa da spalla al movimento omosessualista aprendogli la strada quando occorre. La non discriminazione diventa la formula magica buona per spegnere i cervelli, far votare le leggi, far scrivere le sentenze. A forza di evocarla nessuno oserebbe negare la santità di questo imperativo categorico buono per tutti gli usi. Viene imbastito il grande bluff sul quale il movimento omosessualista costruisce la propria fortuna e i relativi obbrobri.
    Se tutte le varianti e le variazioni della sessualità sono buone perché espressione di libertà, tutte sono meritevoli di godere degli stessi diritti in omaggio al principio di uguaglianza che rende uguali le diversità. E poiché il diritto presuppone il riconoscimento di un interesse oggettivamente meritevole di tutela, se vengono riconosciuti diritti agli omosessuali in quanto tali, viene riconosciuto il valore in sé dell’omosessualità. Per raggiungere questo ardito traguardo occorre tuttavia preparare il terreno: occorre parlare dei “diritti degli omosessuali” inventarli e sbandierarli anche prima che la legge li attribuisca. Come occorre nominare spesso la non discriminazione, quale obbligo e principio imprescindibile di civiltà che tutti dobbiamo rispettare. Perché sono le parole a creare la realtà e ad imporla come vera.
    Discriminazione è voce dotta che indica l’atto di separare, e quindi di scegliere. Il principio costituzionale di non discriminazione riguarda soltanto il legislatore al quale non è consentito creare arbitrariamente situazioni i privilegio o di svantaggio, e quindi discriminare, nei limiti e con i correttivi che sappiamo.
    Al contrario i principi democratici assicurano ad ogni singolo cittadino libertà di agire e quindi di scegliere, nonché libertà di pensare ciò che più gli aggrada e di manifestarlo, s’intende sempre nei limiti consentiti dalla legge. Tuttavia per l’omosessualismo anche la libertà dei singoli diventa un ostacolo sulla via della conquista della egemonia politica e culturale. Occorre che anche le scelte individuali non vadano a svantaggio di una comunità felice e orgogliosa di sé. Bisogna che l’imperativo della non discriminazione, funzioni anche nei confronti dell’individuo e che nessuno pensi corretto licenziare una baby sitter soltanto perché lesbica. Bisogna inculcare questa idea con la suggestione della non discriminazione.
    Ma la pecora nera di ogni regime totalitario sono soprattutto le opinioni avverse. Qualcuno potrebbe rivendicare la propria sanità morale e psichica, e vedere il sopruso per quello che è. Un regime non può permettersi i rischi della libera manifestazione del pensiero, come ha insegnato il paradiso comunista sovietico e quello hitleriano. Nel primo si andava sempre al sodo con la tortura e la fucilazione contro le cattive disposizioni d’animo. Nel secondo ai dissidenti di maggior riguardo veniva anche consigliata la capsula di cianuro. Questione di stile.
    Certo, la sinistra pacifica per antonomasia, oltrechè pacifista, non permetterebbe metodi cruenti. Bisogna demonizzare ogni iniziativa o pensiero che ostacoli il trionfo dell’omosessualismo, per mezzo di una formula riassuntiva che denunci il pensiero da combattere e il nemico da neutralizzare. Dopo la non discriminazione, dal cappello del prestigiatore omosex esce l’omofobia. La società libera e democratica è avvisata, e siccome aborrisce l’idea di avere idee non aggiornate o diverse da quelle più vendute, fa capire di avere imparato la lezione a memoria. Un tempo i sudditi della DDR confessavano di non avere neppure più il coraggio di pensare. Qui molti hanno risolto il problema in radice facendo a meno di pensare, e si dichiarano con compunzione non omofobi, ovvero nemici di ogni discriminazione. Un buon sistema per riscuotere una patente di correttezza politica rinnovabile solo per buona condotta.
    È stato detto che il totalitarismo fa leva sulla forza e sulla persuasione. Dunque l’omosessualismo ha ottenuto anzitutto in via persuasiva che sia cosa buona pensarsi non omofobi e che la non discriminazione sia il primo comandamento dato alla “società civile”. Il cittadino perfetto, “patriota” europeo, assillato dal pensiero di avere buttato i gusci dell’uovo nell’umido, che frequenta soltanto belle persone non trumpiste, e non leghiste, non vorrebbe mai essere sospettato di omofobia e di atteggiamenti discriminatori. Egli assicura al movimento omosessualista conforto morale e politico, incoraggiato dall’Amoris Laetitia.
    Tuttavia, perché c’è sempre il pericolo che qualcuno si svegli e si ribelli, bisogna preparare il deterrente per diserbare in anticipo la mala pianta degli eventuali oppositori, e per una vera prevenzione, occorre la minaccia della sanzione penale. Ecco perché è nato il ddl Scalfarotto, solo momentaneamente messo da parte, ma pronto a trovare il momento buono per essere approvato. Si tratta di un meccanismo a orologeria di cui vale la pena osservare il funzionamento.
    Nel 1996 viene confezionata la legge Mancino in ossequio alla Convenzione di New York con cui gli stati firmatari si sono impegnati a perseguire penalmente ogni discriminazione ispirata da motivi razziali o ogni manifestazione di odio razziale. Era la risposta alla questione razziale esplosa in Sudafrica con l’apartheid (e va detto per inciso che ora, a distanza di anni di pacificazione egualitaria, da quelle parti la gente si ammazza per strada. Ma questa è un’altra storia che per il momento pare ancora non interessarci da vicino).
    Il ricordo delle persecuzioni naziste contro gli ebrei era ancora fresco, monopolizzato dalla sinistra (che ignorava inspiegabilmente le omologhe persecuzioni da parte dei bolscevichi) e rinverdito regolarmente ancora oggi per ogni uso elettorale. L’Italia, che pure non ha problemi di intolleranza razziale, confeziona una legge che risulta inapplicabile perché, prendendo alla lettera la Convenzione, contiene disposizioni contrarie a principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. Infatti essa trasferisce in capo al singolo cittadino l’obbligo di non discriminazione che riguardando per dettato costituzionale il legislatore e solo il legislatore, se fosse applicato comporterebbe una inaudita limitazione della libertà individuale. Inoltre nella punizione delle manifestazioni di odio razziale, vengono perseguiti i pensieri, gli stati d’animo le intenzioni, cioè tutto quello che la civiltà giuridica rimprovera, come sommo sopruso, agli stati totalitari.
    La dissennata legge Mancino non ha trovato fortunatamente applicazioni, ma il suo contenuto, perfettamente in linea con l’orizzonte culturale omosessualista dell’omofobia e della non discriminazione, diventa il modello cui attingere. Così viene ripescata dalla pederastia nostrana, che la adatta alle proprie esigenze pensando di potersi autoeleggere a razza discriminata rispetto a quella degli odiati eterosessuali e aspira ora a fa valere le proprie pretese sul versante della non discriminazione: stando alla lettera della legge potrebbe essere punito chi volesse riservarsi la libertà di evitare per propri figli l’insegnante di pianoforte o la baby sitter con tendenze pederastiche, o chi manifestasse contro l’indottrinamento omoerotico a scuola.

    Connivenza della Neochiesa e delle “alte cariche dello stato”
    Il ddl Scalfarotto è un’arma a doppio taglio dalle conseguenze suicidiarie e forse non arriverà in parlamento. Ma forse il movimento omosessalista già non ne ha bisogno perché ha in mano la legge 107 che, con il piano di indottrinamento omo e transessuale ideato dalla filiera Fornero-Fedeli-Renzi-Giannini, secondo le istruzioni di Bruxelles, è pronto ad impossessarsi delle teste e dei corpi degli scolari. Ha dalla sua il torpore di molti, la connivenza della neochiesa e delle “alte cariche dello Stato”, l’interesse delle schiere di “operatori culturali” assunti ad hoc dalla Buona Scuola, l’esercito delle psicologhesse “esperte” addestrate e pagate dall’utenza per mandare in onda l’indecente prontuario dell’omosessismo, il potere politico debordante delle 29 associazioni LGBT di stanza nell’anticamera del Presidente del Consiglio e in filo diretto con Bruxelles. Ma soprattutto il pensiero unico devitalizzato.


    L’omosessualismo ha puntato a conquistare il potere attraverso le leggi. Ma le leggi non si fanno da sole. Sono il frutto di idee e le idee di chi vota le leggi passano oggi attraverso il filtro comune di una omogeneizzazione culturale che supera ogni colorazione politica. Tutti, a destra e a manca, attingono agli stessi schemi mentali e verbali. Tanto che anche chi pretende di appartenere alla opposizione finisce per usare le medesime formule dell’avversario e utilizza le medesime armi. Così, se la società nel suo complesso non riesce a difendersi, incapace di mettere a fuoco da chi e da che cosa è minacciata, ad intravedere la sagoma dell’aggressore, è anche perché usa le armi spuntate che questi le ha messo in mano. Tutti parlano lo stesso linguaggio senza contenuto di pensiero, vantano gli stessi principi degenerati, usano le stesse categorie distorte. Così si disquisisce con compunzione di diritti fasulli, di discriminazioni immaginarie e di non discriminazioni impossibili, di diversità uguali e di uguaglianze diverse, di stereotipi e di inclusioni, di omofobia e di cittadinanze, tutte cose che hanno lo stesso senso delle famose tre civette sul comò. Mentre chi le ha inventate e distribuite gratis se la ride.




    Tuttavia il processo di dissoluzione messo in moto sembra rientrare in un disegno egemonico più vasto che fa capo ad altri poteri e di cui l’omosessualismo è in ogni caso una delle componenti essenziali.
    Gli storici riconducono la decadenza dell’impero romano in gran parte alla crisi demografica e alla contigua crisi economica, con particolare riguardo a quella della produzione agraria affidata al lavoro degli schiavi che vivevano senza donne e senza famiglia irreggimentati in caserme rigidamente sorvegliate. Ogni schiavo era considerato semplicemente un instrumentum vocale accanto agli animali, strumenti di lavoro non provvisti di parola. Le caserme degli schiavi senza famiglia dovevano essere continuamente alimentate da nuove guerre di conquista.
    Forse nell’orizzonte del mondo nuovo dominato da pochi eletti detentori del potere economico c’è lo stesso individuo sterile controllato da vicino e adibito solo alla manovalanza. La piovra omosessualista può operare efficacemente a forgiarlo.
    C’è solo da sperare che una società intera si scuota da questo sonno della ragione e tagli i lacci in cui colpevolmente si è fatta imprigionare. Prima che sia troppo tardi. Ma forse è già tardi.
    ONU: La libertà di religione "non è assoluta". Va ridotta se si oppone ai LGBT. - Blondet & Friends
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #328
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Sempre più orgoglioso di aver messo quei due personaggi in basso nel mio avatar, per quanto e cosa rappresentano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #329
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Le mostruosità che emergono dal torbido ambiente degli omosessuali.....

    ERGASTOLO A GAY CANNIBALE: SCIOLSE AGENTE NELL’ACIDO
    Confermato l’ergastolo Stefano Brizzi, il 50enne omosessuale colpevole di aver ucciso, a Londra, un poliziotto, di averne smembrato il cadavere e poi sciolto nell’acido dopo un incontro nella capitale britannica organizzato attraverso un sito di loschi incontri gay. Si attendeva da giorni la conferma della sentenza dopo la condanna.
    Sono emersi anche macabri dettagli, come gli atti di cannibalismo compiuti dall’omosessuale nei confronti della vittima. Brizzi ha sempre sostenuto che l’agente fosse morto strangolato in un gioco erotico finito male. Poi l’ha mangiato per sfizio.
    ERGASTOLO A GAY CANNIBALE: SCIOLSE AGENTE NELL?ACIDO | VoxNews

    Londra, Brizzi morto in carcere. Fece a pezzi l'amante
    "Si è suicidato". Il tecnico informatico italiano era stato condannato all'ergastolo. L'omicidio come un film horror: atti di cannibalismo, poi sciolse nell'acido la sua vittima
    Si è suicidato, Stefano Brizzi. Il 50enne di origine italiana, condannato all'ergastolo lo scorso dicembre per aver ucciso un poliziotto e fatto a pezzi il suo corpo, è morto ieri mattina nel carcere di Belmarsh, a sud-est di Londra. A parlare di suicidio era stata in un primo momento l'agenzia Press Association. Dopo è arrivata la conferma di fonti diplomatiche.
    In base alla verità emersa dal processo, Brizzi uccise l'agente scozzese Gordon Semple, 59 anni, dopo un incontro gay. Infierì poi sul suo corpo, con atti di cannibalismo.
    Lui stesso ha ammesso di aver smembrato la salma e tentato di occultarla immergendola nell'acido, proprio come aveva visto fare nella serie tv 'Breaking Bad'. Al processo raccontò anche di essere drogato e malato di Hiv.
    Londra, Brizzi morto in carcere. Fece a pezzi l'amante - Esteri - quotidiano.net

    Gender, anche le famiglie nel loro piccolo si rivoltano
    di Marco Guerra
    Monta di giorno in giorno la rivolta delle famiglie contro gli spettacoli gender propinati alle scolaresche di tutta Italia. La raccolta firme lanciata da CitizenGo contro l’ormai famigerato Fa Afafine – rappresentazione su un bambino che si sente maschio o femmina seconda delle giornate – ha superato le 100.000 firme in due settimane. Diversi vescovi come quelli di Pavia e Matera hanno invitato le famiglie a firmare la petizione. A Potenza hanno annullato la programmazione, mentre a Pistoia lo hanno spostato alla sera, per evitare di proporlo alle scuole. Decine di classi in molte città hanno ritirato l’adesione che avevano già concordato, anche le Chiese evangeliche si sono mosse e adesioni alla protesta sono arrivati da ambienti laici e non confessionali.
    Messi alle corde alcuni distretti scolastici hanno deciso quindi di fare una sensibilizzazione preventiva per preparare alunni e genitori allo spettacolo. Così è successo a Bolzano dove la sovrintendenza lunedì scorso ha organizzato un incontro tra l’autore dello spettacolo, Giuliano Scarpinato, genitori, personale scolastico e il direttore del teatro stabile di Bolzano, Walter Zambaldi. All’iniziativa hanno comunque partecipato diversi esponenti politici locali e attivisti delle sezioni altotesine delle associazioni lgbt. L’incontro è stato presentato con un momento di condivisione dalla sovrintendente Nicoletta Minnei, ma in realtà nasce come risposta alle polemiche accese lo scorso autunno dalla proteste di Diego Salvadori, consigliere comunale di Alto Adige nel cuore.
    In pratica il direttore del teatro stabile di Bolzano Zambagli ha chiesto ai genitori di fidarsi dei filtri della scuola e di altri organi collegiali che hanno visionato lo spettacolo, sostenendo che i genitori non sempre sono titolati ad esprimersi su certe tematiche.
    Dal canto suo l’autore Scarpinato ha spiegato che lo spettacolo è stato ispirato da una lettura di un libro e di un blog non specificati, parole che hanno suscitato la reazione di alcuni genitori che hanno evidenziato la debolezza dell’aspetto pedagogico e scientifico che è alla base di tutta la rappresentazione. Scarpinato allora ha palesato il suo pensiero sulla teoria gender che coincide con le tesi che affermano che non c’è solo il genere binario ma tante identità fra le quali il “Gender creative child”. Per avvalorare il tutto ha poi detto di essersi documentato sul fatto che negli Stati Uniti esiste un nutrito numero di famiglie con figli di genere non conforme, ovvero “bambini arcobaleno”.
    Diverse le domande rimaste senza risposta: la consigliera di quartiere del Popolo della famiglia Giovanna Armino ha evidenziato come sia emblematico il fatto che in alcune scuole i bambini abbiamo incontrato gli psicologi per essere preparati alla visione dello spettacolo.
    Intanto, un po’ più a sud, esattamente a Pisa, grazie alle segnalazioni della sezione locale del Comitato difendiamo i nostri figli e dell’associazione Famiglia scuola educazione, in questi giorni è scoppiata un’altra bufera sullo spettacolo ‘Bent’. La piece teatrale è stata proposta a numerose classi accompagnate dai loro docenti, in occasione del giorno della memoria. La rappresentazione mostra infatti il dramma della shoah attraverso gli occhi di una coppia omosessuale deportata in un campo di concentramento. Lo sfondo è una ricostruzione straziante delle persecuzioni naziste, ma il messaggio sotteso è chiaramente Gay Pride, fatto sta lo spettacolo fu presentato a giugno nella città toscana proprio in occasione del Pride 2016.
    Le scene che hanno suscitato lo sdegno di famiglie e insegnanti sono moltissime, persino il presidente del Teatro Verdi di Pisa, Giuseppe Toscano, intervistato da La Nazione, pur sostenendo il progetto ha parlato di “spettacolo adatto ad un pubblico adulto” e di “gratuità di certe espressioni”.
    Lo spettacolo inizia con il racconto di un rapporto omosessuale occasionale in seguito alla sbronza; il compagno del ragazzo sbronzo non accetta il rapporto sessuale a 3 con lo sconosciuto e lascia fare sesso al compagno. Sempre in quella scena iniziale, con ironia, viene fatta anche un'allusione al sesso di gruppo (desiderio del ragazzo omosessuale esplicitato durante la sbronza, una volta salito sul tavolo di un locale).
    Fra le risatine degli alunni dei licei in sala si poi svolta la scena dove si descrive in modo erotico un rapporto orale fra omosessuali nel campo di concentramento. I due "innamorati" non possono fare l'amore allora lo simulano nei particolari a voce. Il pubblico partecipa alla descrizione minuta dell'amplesso, con riferimento a baci intensi, movimenti della lingua sul corpo, rapporti orali e altre forme di erotismo, il tutto accompagnato da respiri affannosi e orgasmo finale. I due in pratica fanno l'amore con l'immaginazione, in piedi, uno accanto all'altro.
    In un’altra scena dello spettacolo, sempre con le stesse modalità della scena di sesso "rubata", si fa riferimento a un rapporto di sesso dalle sfaccettature violente. "A me non piace violento" "a me invece talvolta piace"...
    Indubbiamente però la scena meno adatta ad un pubblico di ragazzi è quella di un episodio di necrofilia nei confronti di una bambina. La ricostruzione di questo atto di necrofilia è fatta con grande dolore ma resta il fatto comunque violento della profanazione di un corpo morto, per di più di una bambina. Ovviamente molti famiglie hanno fatto notare che nonostante gli adolescenti siano ormai abituati a scene massmediatiche di violenza l'episodio si presenta dannoso agli occhi di un minore (erano presenti anche classi dei primi anni delle superiori).
    In questa cornice sembra molto meno dannosa la scena della sbronza: il protagonista si risveglia la mattina e non si ricorda quanto ha fatto e detto sotto gli effetti dell'acool. Per ricostruire i fatti deve chiedere al compagno. Inoltre, durante lo spettacolo si evoca in due o più occasioni il desiderio di cocaina normalizzando l’uso di droghe.
    Il suicidio di uno dei protagonisti conclude lo spettacolo e viene presentato come supremo atto di dignità, come "risveglio" del protagonista che ha preferito nascondere la propria omosessualità, come liberatorio atto di coming out.
    Gender, anche le famiglie nel loro piccolo si rivoltano

  10. #330
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    “BIMBI ASILO FATTI SPOGLIARE E SPALMARE DI SCHIUMA”, PROGETTO DIDATTICO
    A Siena i bimbi di una scuola materna sono stati fatti spogliare e stendere su un telo di plastica dove sarebbero stati invitati a “spalmare schiuma sul corpo di un compagno”.
    L’assessore Tiziana Tarquini, ovviamente PD, parla di “un progetto che rientra appieno nelle indicazioni del Miur”. Che sarebbe il ministero guidato dalla compagna di classe dei bambini, la Fedeli.
    “All’Asilo Monumento ‘Fuoco e fiamme: il potere delle mozioni’ ha rappresentato un’area di indagine in continuità con il progetto didattico educativo dell’anno precedente ‘Acquagiocando’ – si difende l’assessore del Comune di Siena – I piccoli, attraverso l’esplorazione dell’elemento fuoco sono stati accompagnati in un’esplorazione senso-motoria che, a partire dal corpo, inteso come strumento di conoscenza, approda al gesto creativo personale e condiviso. Un percorso alla scoperta della propria identità in linea con quanto indicato nel documento ministeriale di riferimento”.
    L’opposizione ha presentato un’interrogazione: “Mi sembra – attacca Andrea Corsi della lista L’Alternativa – anche che iniziative analoghe, con bimbi che si spalmano la schiuma reciprocamente, non siano state effettuate in altre scuole per l’infanzia.”
    Meno lo Stato si occupa dei bambini, meglio è.
    ?Bimbi asilo fatti spogliare e spalmare di schiuma?, progetto didattico | VoxNews

    PROF GAY TENTA DI UCCIDERE CONVIVENTE CON FORCHETTA
    È stato arrestato per tentato omicidio e indagato per ‘maltrattamenti in famiglia’ il 46 enne gay che, giovedì 26 gennaio in un appartamento di via Govone a Milano, ha cercato di uccidere il convivente di 36 anni.
    In manette Massimiliano Baglioni, professore di italiano, storia e comunicazione in un istituto scolastico di Monza, già candidato in zona 8 a Milano.
    Secondo quanto ricostruito dalla questura, mercoledì l’uomo si presenta al pronto soccorso del Sacco in stato confusionale. L’ospedale chiama il 112, e la polizia scopre che all’alba e sotto effetto di cocaina il professore gay avrebbe minacciato di morte il compagno, motivo per cui viene indagato per minacce gravi. A quel punto gli agenti decidono di predisporre l’allontanamento
    del 46enne dall’abitazione familiare. Il docente viene dimesso, ma violando il divieto impostogli dalle forze dell’ordine, sempre lo stesso giorno (giovedì pomeriggio verso le 16) torna a casa, si sdraia sullo zerbino e aspetta che il convivente rincasi. Quando il 36enne arriva in via Govone e lo trova fuori dalla porta, decide di farlo entrare. Subito dopo i due cominciano a litigare, e secondo l’accusa l’insegnante avrebbe tentato di uccidere il compagno con una forchetta, una forbice e una bottiglia. La vittima, raggiunta dalla polizia, è stata portata dal 118 all’ospedale Sacco e se la caverà con una prognosi di 7 giorni. Il professore è stato arrestato.
    Un prof gay e cocainomane. La buona scuola. Chissà se questa vicenda per le statistiche rientrerà nei casi di ‘omofobia’ o tentato ‘femminicidio’.
    Prof gay tenta di uccidere convivente con forchetta | VoxNews


 

 
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