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Discussione: Vai col gender!

  1. #411
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Colombia, nasce la prima famiglia poliamorosa: matrimonio tra 3 uomini
    L'istituzionalizzazione della relazione tra i tre ha creato molta indignazione nel paese del Sud America
    Marta Proietti
    In Colombia è nata la prima famiglia poliamorosa: tre uomini sono infatti convolati a nozze suscitando indignazione nel Paese, considerando anche che il matrimonio gay è legale solo dall'aprile dello scorso anno.
    Come riportano diversi media locali, i tre si sono sposati davanti a un notaio di Medellin, la seconda città per popolazione della Colombia dopo la capitale Bogotà, dando di fatto vita al primo matrimonio poliamoroso. Nella documentazione delle nozze si legge: "Desideriamo concordare un regime patrimoniale sulla base di una relazione a tre, a conferma che le persone possono stare insieme a prescindere dal loro colore, status, sesso, razza, credo religioso e appartenenza etnica. Questo non è vietato dal diritto internazionale né dalla legge in Colombia". Con queste intenzioni Manuel Bermudez (50 anni, giornalista), Víctor Hugo Prada (22, attore) e Alejandro Rodriguez (36, personal trainer) si sono sposati lo scorso 3 giugno. La notizia ha creato molto scalpore nel Paese, visto che il matrimonio omosessuale è diventato legale solo dall'aprile dello scorso anno.
    Colombia, nasce la prima famiglia poliamorosa: matrimonio tra 3 uomini - IlGiornale.it


  2. #412
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Poliamore, la coppia diventa "troppia" e si fa in tre
    di Tommaso Scandroglio
    Non c’è due senza tre. Soprattutto nelle relazioni omosessuali. I colombiani Manuel Bermúdez, Víctor Hugo Prada e Alejandro Rodríguez avevano da tempo un menage a trois e un giorno hanno pensato bene di recarsi da un notaio ed inventarsi il “matrimonio” omosessuale a tre. Dalla coppia alla troppia. E se è falso dunque che il troppo stroppia possiamo concludere che la troppia non stroppia.
    In Colombia la poligamia, sia etero che omo, non è legalizzata, ma le “nozze” gay sì, e allora il terzetto ha deciso di farsela da sè la “famiglia” arcobaleno con tre coniugi, scrivendo nero su bianco, come atto privato ma avente valore giuridico per le parti, che i diritti e doveri di carattere patrimoniale del matrimonio tra un uomo e una donna dovranno essere i medesimi per loro tre. Scritto e firmato ecco servita la poliandria gay. Il pertugio legislativo è stato rinvenuto nell’istituto giuridico colombiano della “trieja” che permette di costituire tra tre persone un regime patrimoniale comune. Insomma, nulla che riguardi direttamente le convivenze omosessuali, ma la triade colombiana ha usato strumentalmente questo istituto per i propri fini.
    Tre sarà pure il numero perfetto, ma al gruppetto di cui sopra è parso un numero troppo esiguo rispetto alle loro esigenze erotico-relazionali e così hanno aggiunto davanti al notaio una postilla: in futuro chi volesse “sposarsi” con noi è benvenuto. Donne comprese. I tre hanno infatti ammesso con candore che la fedeltà non fa per loro. La terna dunque potrà in modo inclusivo aprirsi a diventare una quaterna, una cinquina, etc. La tombola della fantasia gay è sempre vincente. La decisione di diventare un harem nasce anche dal fatto che i letti di casa loro erano già stati frequentati da quattro uomini (e uno di questi poi morì).
    “Volevamo ufficializzare la nostra famiglia. Non c’era nulla di solido sul piano legale che ci permettesse di riconoscerci come famiglia”, ha sottolineato Prada. “Siamo una famiglia, una famiglia poliamorosa. E’ la prima volta in Colombia”.
    I tre “mariti” poi hanno risolto un problema matematico-sociale non di poco conto: costoro sono un terzetto o tre coppie tra loro unite come tre gemelli siamesi? Manuel sciolse l’indovinello rilasciando un’intervista alla rivista colombiana Semana: “Non eravamo una coppia di tre, ma tre coppie di due”. Quindi tecnicamente abbiamo tre “matrimoni” gay tra loro interconnessi. Quando l’aritmetica e la teoria degli insiemi possono fare la differenza e chiarire le idee a noi poveri vetero-matrimonialisti.
    Situazioni simili di “poliamore” omosex sono state già registrate in giro per il mondo: in Canada Adam Grant, Shayne Curran e Sebastian Tran nel 2015 hanno chiesto alle autorità di riconoscere l’istituto giuridico del “matrimonio” a tre; in Thailandia nello stesso anno tre ragazzotti si sono “sposati” tra loro con cerimonia buddhista; negli States Brynn e Doll si sono unite con “matrimonio” omosessuale e attraverso una scrittura privata autenticata hanno accolto nella loro unione un’altra donna, Kitten Young; in Brasile un notaio ha sancito la nascita dell’ “unione poliaffettiva” tra tre lesbiche facendo copia-incolla di tutti i diritti e doveri propri dei coniugi. Intanto in Inghilterra e in Svezia nascono i primi partiti politici del “poliamore”. Un nota bene: la richiesta di legittimare la poligamia o la poliandria abbiamo visto che viene soprattutto da persone omosessuali. Questo conferma un dato scientifico: la persona omosessuale è molto più promiscua di quella eterosessuale.
    La troppia – il “matrimonio” a tre – è la logica conclusione di una premessa che è uno dei pilastri dell’ideologia gender: “l’amore non deve conoscere limite alcuno: né di sesso, né di razza, né di orientamento sessuale, né di credo, né di stato sociale, etc.” E allora anche il limite numerico deve essere abbattuto perché discriminatorio. Più “amore” c’è meglio è, no? Come è lecito “amare” una persona dello stesso sesso, non si vede perché non si possa “amare” più di una persona contemporaneamente. Islam docet. Non fa così la madre con i propri figli? Peccato che l’amore matrimoniale è solo leggermente diverso da quello genitoriale e che il primo sia esclusivo e differentemente sessuato.
    Ma come abbiamo già sottolineato tante volte, se “love is love” domani ci potremo “sposare” Billy, il pesce rosso che ci fa così tanta compagnia, la nostra utilitaria e, perché no, anche i parenti stretti come figli e genitori. E così il titolo del famoso film “Sette spose per sette fratelli” del 1954 si potrà prestare in futuro sempre più a marcate e pericolose incomprensioni.
    Poliamore, la coppia diventa "troppia" e si fa in tre

  3. #413
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    FAMIGLIE ‘POLIAMOROSE’: SESSO GAY COL FRATELLINO
    FAMIGLIE ‘POLIAMOROSE’ CHE PIACCIONO AL MOVIMENTO LGBT, STANNO DESTRUTTURANO LA PIETRA ANGOLARE DELLA SOCIETA’, LA FAMIGLIA, PERCHE’ E’ IL MODO PIU’ SEMPLICE DI INDEBOLIRE LA SOCIETA’ PER DOMINARLA
    Atti sessuali sul fratellino minore e abusi tra fratelli in casa. Una vicenda choc, quella avvenuta all’interno di una famiglia residente nella marsica, emersa dopo il racconto di un amichetto di un ragazzino di 13 anni.
    Una situazione surreale scoperta dai servizi sociali che da anni si occupano di una donna e dei suoi figli avuti con due diversi uomini. Sullo sfondo della vicenda un disagio psicologico da parte del fratello maggiore, di 13 anni, che avrebbe anche tentato il suicidio.
    Dagli accertamenti avviati dal consultorio familiare del comune di residenza dai ragazzini, sarebbe venuta fuori una situazione allarmante di vita familiare. Quello che accadeva in casa sarebbe venuto alla luce dal racconto di un altro ragazzino, amico del tredicenne. L’adolescente avrebbe riferito di presunti atti sessuali dell’amichetto con il fratellino di soli 5 anni. Anche altri testimoni avrebbero descritto atti sessuali tra i due bambini e addirittura fra tutti e quattro i minorenni che vivono nell’abitazione. Atti che sarebbero avvenuti nei momenti in cui i bambini erano soli in casa.
    Il tredicenne avrebbe inoltre raccontato di aver tentato di togliersi la vita provando a gettarsi sotto un treno. Dalle indagini eseguite, l’intero nucleo familiare è stato descritto come «multi problematico e non collaborativo con i servizi sociali».
    Il padre di uno dei bambini, che vive in un’altra località poiché l’affidamento è stato concesso alla mamma del minorenne, ora chiede chiarimenti su quanto accaduto e come mai nessuno si sia accorto di nulla nonostante i controlli. Sarà necessario approfondire la vicenda con ulteriori accertamenti, ma la situazione secondo il Tribunale per i minorenni appare «gravemente pregiudiziale per la sana e corretta crescita dei piccoli». In via provvisoria e urgente, il giudice del Tribunale per i minorenni, Cristina Tettamanti, ha disposto l’affidamento al servizio sociale dei due bambini con un supporto anche di carattere psicologico e con il trasferimento immediato dei minorenni in una struttura di accoglienza. Ha stabilito, inoltre, che sarà opportuna una regolamentazione di incontri protetti con i genitori.
    È stato previsto, infine, anche un ulteriore periodo di indagine sulle condizioni di vita di tutto il nucleo familiare.
    Famiglie ?poliamorose?: sesso gay col fratellino | Vox



    Blitz del Pd dopo le unioni civili: "Ora avanti con le adozioni gay"
    Dopo il via libera alle unioni civili, la Cirinnà chiede una legge per la maternità surrogata e la legalizzazione delle adozioni per le coppie omosessuali
    Sergio Rame
    Le unioni civili sono state soltanto il primo passo. Adesso Monica Cirinnà punta ad altro: permettere alle coppie omosessuali di adottare bambini o, qualora preferissero, ricorrere alla maternità surrogata.
    "Abbiamo dimostrato che l'Italia può conquistare diritti impensabili fino a ieri - dice in una intervista a Repubblica - ma siamo soltanto all'inizio del cammino". E così la senatrice del Pd pensa a una nuova legge che, in primis, eguagli in tutto e per tutto le unioni civili tra gay al matrimonio tra uomo e donna, riconosca i figli delle coppie gay al momento della nascita, conceda adozioni aperte a single e omosessuali e, dulcis in fundo, regolamenti la gestazione per altri.
    La legge sulle unioni civili è stato solo il primo passo. Adesso punta a portare a casa sia la stepchild adoption sia la "gestazione per altri". "Esiste una componente ultraclericale che di certo non ha favorito la legge e che si è opposta con forza all'adozione coparentale", dice la senatrice dem che adesso è pronta a sfidarla portando in parlamento l'adozione per le coppie omosessuali.
    Per difendere la maternità surrogata la Cirinnà chiama in causa le femministe. E chiede loro di schierarsi al suo fianco. "Si sono dimenticate di quando dicevamo l'utero è mio e lo gestisco io? - incalza nell'intervista rilasciata a Repubblica - perché l'autodeterminazione del corpo è accettata se dolorosamente scelgo di abortire ma non lo è quando dono il mio utero? Sa qual è stato uno dei momenti più violenti nella battaglia sulle unioni civili?".
    Blitz del Pd dopo le unioni civili: "Ora avanti con le adozioni gay" - IlGiornale.it


  4. #414
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #415
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Più soldi ai gay che ai donatori di organi
    Polemica a Bolzano: 5mila euro a un'associazione con un pugno di iscritti
    Francesco Barone
    La Commissione Attività Sociali del Comune di Bolzano ha provato a stanziare 5.500 euro per un'associazione riconducibile ad arcigay di Bolzano, mentre altre associazioni quali Aido( donatori di organi) e Ail (associazione contro le leucemie, linfomi e mieloma) si fermano rispettivamente a mille e duemila euro.
    Le stranezze, però, non si fermano qui, infatti l'Associazione Centaurus, presieduta da Andreas Unterkircher, già candidato nel 2013 alle elezioni provinciali e nel 2015 alle comunali di Bolzano nelle liste dei Verdi, che oggi fanno parte della maggioranza che amministra la città, non aveva comunicato il numero di iscritti. In commissione, dopo la sollecitazione della minoranza, è emerso che gli iscritti risulterebbero essere solo cinque con dodici volontari a fronte degli 897 di media delle altre associazioni, dato poi smentito la mattina successiva, in quanto gli iscritti dopo la nottata sarebbero diventati quaranta.
    All'associazione Centaurus, quindi, secondo quanto prospettato dalla maggioranza, andrebbe ben l'8% dell'intero stanziamento per le attività sociali e dei 35 mila euro a bilancio di Centaurus solo 150 euro sarebbero quote sociali, meno di quattro euro per associato, e buona parte del resto deriva da enti pubblici. Tutto ciò ha incontrato, per motivi diversi, la ferma opposizione delle minoranze Casapound, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e Lega Nord.
    Categorico sul tema, infatti, è stato Sandro Trigolo di Cpi secondo cui «in questo momento storico, sicuramente critico per il paese, in cui si continua a tagliare perfino sull'essenziale, sulla sanità, sull'istruzione, la disabilità e quant'altro, non possiamo permetterci di finanziare un'associazione per mera pubblicità o propaganda ideologica». Per diverse ragioni, la richiesta di finanziamento si scontra con il rigido diniego di Fratelli d'Italia, secondo cui, infatti, non si possono fare «due pesi e due misure» fra le discriminazioni, ergendo le disparità per motivi sessuali all'unica priorità, ricordando che «la ragazzina magari un po' cicciottella, per questo derisa o picchiata, non ha di certo meno diritti». Le discriminazioni insomma vanno sempre combattute ma non sovvenzionando gruppi che nell'organizzazione delle loro manifestazioni consentono, come accaduto all'ultimo gay pride, la presenza di «una drag queen vestita da porno Madonna, che è un'offesa ed un vilipendio alla cultura e alla credenza cristiana». Secondo Galateo, infine, con un così ristretto numero di aderenti, l'associazione non è nemmeno rappresentativa delle comunità Lgbt de concedendo questo contributo si «darebbero altri fondi a un gruppetto di amici che con soldi pubblici promuove se stesso e fa propaganda», chiedendo fra le altre cose la previsione nelle liste elettorali, oltre alle quote di genere anche quelle arcobaleno, riservate a chi ha diversi orientamenti sessuali. In conclusione per la minoranza «sembra una barzelletta ma è macabra omofollia».
    La battaglia ora si sposta in Consiglio comunale, seppur l'esponente del Pd Mauro Randi, vicino da sempre all'ambiente cattolico e il rappresentante di Svp, partito conservatore e tradizionalista, hanno stranamente votato favorevolmente si attende la posizione Pentastellata, assenti in commissione al momento della decisione, ma si prevedono barricate da parte della minoranza. E forse ripensamenti in maggioranza.
    Più soldi ai gay che ai donatori di organi - IlGiornale.it

    Marco Brasca
    Consiglio Direttivo
    Comunità Militante dei Dodici Raggi
    Di certo nessuno si stupirà del fatto che siamo contro la parata lbgtqi denominata Varese Pride, ma vediamo insieme il motivo senza becerismi o battute di bassa lega...
    Siamo contrari a questa manifestazione perché è evidente che organizzatori e partecipanti propongono a tutti noi la loro idea di egoismo ed individualismo.
    L' amore è sicuramente il sentimento più bello e puro che ci possa essere, spero che chiunque legga sia innamorato perché indubbiamente migliora e rende più vivo. Innamorarsi di una persona dell'altro sesso vuol dire tra le tante cose sognare (o ancora meglio fare) di costruire una famiglia e di avere dei figli come frutto naturale dell'amore. Significa perciò sacrifici e molte rinunce, perché soprattutto di questi tempi, quando regnano la disoccupazione e i lavori a contratto determinato, quando vieni sfruttato e umiliato con orari "cinesi" e devi stare zitto perché c'è la coda dietro di te, in pochi si possono concedere il lusso di avere un figlio a cuor leggero.
    Proprio in questi giorni i mass media ci informano del problema della bassa natalità in Italia; come sapete uno Stato ha bisogno di cittadini per andare avanti (nel nostro caso praticamente solo per pagare le tasse...) e viste le condizioni prima elencate, "grazie al cavolo" dovremmo rispondere tutti insieme.
    Torniamo al punto della questione, la parata lbgtqi, momento di festa e di aggregazione per loro, ma anche un "colorato" modo di chiedere uguali diritti delle persone e coppie eterosessuali. E no, cari miei, dopo queste premesse non è assolutamente giusto che abbiate gli stessi diritti. Avete fatto la scelta di fregarvene della comunità per abbandonarvi ai vostri piaceri e gusti sessuali, perché di scelta si tratta, altrimenti, se non poteste farne a meno, sarebbe malattia... e voi questo lo escludete categoricamente. Bene, le scelte portano sempre a delle conseguenze.
    La definizione di individualismo è "la tendenza a svalutare gli interessi o le esigenze della comunità, in nome della propria personalità o della propria indipendenza o anche del proprio egoismo"; pensiamo che vi calzi a pennello e crediamo fermamente nella meritocrazia. Lo Stato non deve riservarci gli stessi diritti, che già sono pochi, non è eticamente corretto. Ma come potete solo pensare, mentre bevete il vostro cocktail al bancone della "discoteca omosessuale" di moda del momento, di pretendere gli stessi diritti di una coppia con 3 figli a casa che deve anche ringraziare di poter dare da mangiare ai suoi piccoli? Egoismo allo stato puro. Non siete diversi dalle varie lobbies che hanno contribuito a rovinare la Società, pensate solo a voi stessi.
    Ovviamente non siamo favorevoli alla decisione della giunta di dare il patrocinio del Comune a questa parata. È una sua scelta e come scritto prima, le scelte portano a delle conseguenze, alle prossime elezioni vedremo come il popolo giudicherà il suo operato ricordandosi anche di questo errore/orrore.


  6. #416
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #417
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Perché il gay pride è un male in sé
    di Paolo Spaziani
    In queste settimane di sbornia mediatica in cui è stato dato ampio risalto ai gay pride di tutta Italia abbiamo letto una serie innumerevole di prese di posizione favorevoli (molte) e contrarie (poche) sugli eventi che hanno interessato tutta Italia. Purtroppo, quello che ne emerge è un quadro abbastanza confuso anche tra le fila di coloro che, in un certo senso, hanno tentato di non accodarsi allo stuolo di benpensanti che hanno visto in queste manifestazioni un esempio di civiltà.
    Per quanto concerne le amministrazioni comunali il terreno di battaglia ha riguardato la concessione o meno del patrocinio all’evento, con alcuni sindaci che hanno deciso di non concederlo: scelta certamente coraggiosa che però è stata spesso accompagnata da dichiarazioni e comportamenti contrastanti. E’ il caso, ad esempio, del Sindaco di Cosenza che ha negato il patrocinio al gay pride, ma ha tenuto a precisare, in un comunicato datato 11 maggio 2017 (presente sul sito del Comune di Cosenza) di “....aver sempre sostenuto nei fatti le battaglie contro le discriminazioni sull’orientamento sessuale, promuovendo iniziative nelle scuole, attivando progetti mirati al rispetto dell’identità di genere e all’educazione sentimentale (…) e consegnando all’Arcigay di Cosenza dei locali all’interno della Casa delle Culture perché ne facessero la loro sede d’incontro, di discussione e di partecipazione”. In sostanza, come precisato dal Sindaco, il motivo per il diniego del patrocinio era la contrarietà “alla spettacolarizzazione della preferenza sessuale spesso ostentata attraverso modalità stereotipate e conformistiche”. Una contrarietà certamente condivisibile, che però denota una posizione debole in quanto si fa scudo della negazione del patrocinio, ma nel concreto non contrasta quella che il Cardinale Caffarra ha definito alcune settimane fa “la nobilitazione dell’omosessualità”. Il Cardinale, intervenendo il 19 maggio scorso al Life Forum, ha precisato che “….la nobilitazione dell’omosessualità nega interamente la verità del matrimonio, il pensiero di Dio Creatore sul matrimonio. La nobilitazione del rapporto omosessuale quale si ha nella sua equiparazione al matrimonio (…) è l’opera di Satana, che vuole costruire una vera e propria anti-creazione. E’ l’ultima terribile sfida che satana sta lanciando a Dio”.
    E’ proprio a questo livello che si gioca la battaglia, che è di natura escatologica e non consiste nella concessione o meno di un patrocinio e nemmeno nella preoccupazione, certamente condivisibile, di evitare che nelle strade del proprio comune avvengano atti osceni. Sul fronte delle associazioni non sono mancate realtà, anche cattoliche, che hanno espresso la loro contrarietà ai gay pride in quanto nel manifesto programmatico delle associazioni LGBT organizzatrici si rivendica il diritto all’adozione da parte di persone con tendenze omosessuali. Un motivo certamente validissimo, ma che non coglie quale sia la posta in gioco.
    Eppure, anche Benedetto XVI era stato molto chiaro quando, nel Messaggio per la Giornata della Pace 2013, aveva chiarito che “…la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale. Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. (..) L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.
    Una minaccia alla giustizia e alla pace: quelli di Benedetto XVI e del Cardinale Caffarra sono giudizi di una nettezza difficile, se non impossibile, da ritrovare nelle dichiarazioni di qualche politico o dirigente di un’associazione pro-life e pro-family. Come già sopra evidenziato, la natura della battaglia è escatologica e ogni tentativo di ricondurla ad una semplice dimensione terrena rischia di essere perdente in partenza. Lo hanno capito coloro che in queste settimane si sono prodigati per organizzare processioni, veglie e momenti di preghiera pubblici in riparazione ai gay pride organizzati sul territorio. Proprio per essere andati alla radice della battaglia in corso gli organizzatori sono stati osteggiati e attaccati, anche da esponenti del mondo “cattolico”. Nelle prossime settimane proseguiranno le iniziative di riparazione, tra cui ricordo il Corteo di Preghiera previsto a Milano il 29 giugno prossimo, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, con partenza alle 19.15 dall’ingresso del Castello Sforzesco. Partecipiamo numerosi.
    Perché il gay pride è un male in sé ~ CampariedeMaistre

    PERSECUZIONE GAY: A PROCESSO PER PROTESTA CONTRO IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE
    “C’è una strategia nazionale per cui, tutti coloro contrari all’ideologia gender, vengono colpiti direttamente, duramente e personalmente. Prendo atto che dire la verità costa caro”. Con queste parole l’avvocato del foro di Perugia Simone Pillon (consigliere nazionale del Forum delle Associazioni Familiari) al centro di un procedimento penale per “diffamazione” nei confronti di Omphalos, mette un punto fermo sulla sua posizione da imputato. Assistito dagli avvocati Laura Modena, Massimiliano Sirchi e Stefano Forzani (quest’ultimo appartenente al Foro di Brescia), è convinto che il dibattimento potrà dimostrare la sua innocenza. “Le idee non si processano in tribunale, questo è un segno di debolezza”.
    Al centro della battaglia partita a suon di denunce da parte dell’associazione LgbtQ++++ Omphalos e sfociata in un decreto di citazione a giudizio a carico dell’avvocato Simone Pillon, riguarderebbe alcuni volantini presi di mira dal consigliere nazionale del Forum Associazioni Familiari durante una conferenza ad Assisi nel giugno del 2014. In particolare, si legge sul decreto di citazione da parte del pubblico ministero Manuela Comodi: “Avrebbe offeso in qualità di consigliere nazionale del Forum Ass. Familiari, nel corso del suo intervento alla inaugurale del presidio di Assisi – Bastia “Sarà ancora possibile dire mamma o papà?, pubblicato sulla pagina web all’indirizzo forumfamiglie.org, offendeva la reputazione dell’associazione Omphalos Arcigay e Arcilesbica, diffondendo notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione delle malattie veneree svolta dall’associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto”.
    Secondo l’accusa avrebbe additato l’associazione, impegnata in incontri “educativi” nelle scuole, come istigatrice all’omosessualità, formulando – si legge nelle carte – gravi insinuazioni sulla funzione del “Welcome Group”, luogo di attività e di promozione sociale di Omphalos, indicandolo come luogo per “ragazzi che sono interessati a questo tipo di argomento e vogliono farsi dare il benvenuto …”non voglio entrare nei dettagli di come sarà il benvenuto”.
    Anche nel gennaio del 2015, in occasione di un incontro ad Ascoli Piceno, avrebbe ancora additato l’associazione Omphalos come “soggetto che distribuisce materiale pornografico nelle scuole e e che offre la propria sede per “pratiche di iniziazione”. L’opuscolo al centro delle polemiche “Lo sapevi che?” distribuito da Omphalos, sarebbe stato un invito ad avere rapporti omossessuali. Gli episodi contestati sono stati riuniti in un unico fascicolo ed ora si preannuncia battaglia in tribunale. Si torna in aula il primo febbraio prossimo con i primi testi.
    “Siamo estremamente soddisfatti per questo primo passo – dichiara il presidente di Omphalos, Stefano Bucaioni (!) – e continuiamo a confidare nella giustizia per il proseguo del processo. Insieme alle costituzioni di parte civili, interamente accettate dalla Giudice, abbiamo chiesto un giusto risarcimento per le gravi diffamazioni ricevute e annunciamo sin da ora che l’eventuale risarcimento che il Tribunale deciderà di accordare verrà interamente destinato in progetti contro l'omofobia nelle scuole del territorio. Proseguiremo su questa strada con ancora maggiore determinazione.”
    Invece di pensare agli spacciatori che infestano Perugia, la procura ha tempo per eseguire gli ordini di una associazione gay in cerca di protagonismo.
    Persecuzione gay: a processo per protesta contro ideologia Gender nelle scuole | Vox

  8. #418
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    I Cobas minacciano: basta ingerenze dei genitori contro le politiche gender a scuola
    Sinistra e sindacati sempre più utili idioti della causa mondialista e modernista. Infatti, a Bologna, i Cobas prendono posizione schierandosi apertamente a favore della propaganda gender nelle scuole. Non solo. Fra gli obiettivi c’era la richiesta di una nota ufficiale dell’USR dell’Emilia Romagna che si esprimesse chiaramente contro “le indebite ingerenze nel funzionamento delle scuole da parte di sedicenti associazioni di genitori, che hanno l’obiettivo di provocare ingiustificati allarmi e di condizionare le attività delle scuole, inficiando la libertà di insegnamento e subordinando la stessa al cosiddetto “consenso informato”. Insomma, non solo utili idioti ma cani da guardia del neo-pensiero unico in salsa LGBT.
    (OrizzonteScuola - La scuola in un click) – 24/06/2017 – Comunicato Cobas Bologna – Lo scorso 20 giugno, si è svolto un affollato presidio davanti l’USR di Bologna, indetto da una rete di associazioni, collettivi, spazi sociali, sindacati impegnati da anni nella difesa dei diritti individuali e sociali.
    E’ stata presentata la gravità della situazione sul territorio provinciale e regionale, a partire dalla questione legata alla rappresentazione dello spettacolo ”Fa’afafine” fino ai recenti sviluppi della scuola elementare di S.Pietro in Casale.
    Fra gli obiettivi c’era la richiesta di una nota ufficiale dell’USR che si esprimesse chiaramente contro le indebite ingerenze nel funzionamento delle scuole da parte di sedicenti associazioni di genitori, che hanno l’obiettivo di provocare ingiustificati allarmi e di condizionare le attività delle scuole, inficiando la libertà di insegnamento e subordinando la stessa al cosiddetto “consenso informato”.
    Sarebbe perciò opportuno e doveroso un intervento ufficiale dell’amministrazione per difendere i progetti educativi già esistenti sul tema, anche in vista del prossimo anno scolastico, ribadendo che esistono già tutti gli strumenti di progettazione e informazione delle attività didattiche per far vivere attivamente la partecipazione dei genitori alla scuola della Costituzione.
    Nonostante le rassicurazioni ricevute sulla vigilanza e sulla partecipazione delle istituzioni, riteniamo che sia al momento sottovalutata l’azione organizzata di diversi gruppi integralisti cattolici e neofascisti, che attraverso l’attacco alla presunta e inesistente teoria del gender, mirano a colpire la scuola pubblica, laica e pluralista. Le azioni di intimidazione, infatti, hanno già condizionato in alcuni casi le scelte delle istituzioni scolastiche, e non accennano a diminuire, a dimostrazione che quanto fatto a livello istituzione fino ad ora non è sufficiente ad arginare il problema.
    E’ necessario perciò tenere alta l’attenzione per creare solidarietà attiva e condivisione intorno ai temi dell’antifascismo, dell’antisessismo e della libertà di insegnamento.
    I Cobas minacciano: basta ingerenze dei genitori contro le politiche gender a scuola - Azione TradizionaleAzione Tradizionale

  9. #419
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lerci.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #420
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    La Regione Calabria fa una legge per dare più soldi alle associazioni Lgbt
    In arrivo nuovi finanziamenti per le associazioni Lgbt calabresi in virtù di una legge regionale che sta infiammando il dibattito politico
    Elena Barlozzari
    La Calabria cambia colore. Passando dal rosso dei conti al multicolor rainbow. La Regione commissariata è infatti in procinto di allentare i cordoni della sua borsa (poco più che un borsello per la verità) per finanziare una proposta di legge “contro le discriminazioni determinate dall’identità di genere e di orientamento sessuale”.
    A dare l’annuncio è Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo dippì (Democratici Progressisti) a Palazzo Campanella e firmatario della proposta. “Il corpus di norme – spiega il dem a Il Giornale.it – è già stato depositato ed assegnato alle commissioni in attesa di esser discusso ad inizio luglio”. Il passaggio chiave sarà quello in commissione bilancio “perché il budget regionale è risicatissimo”. Si parla tuttavia di una somma abbordabile per le casse dell’Ente, “appena 30mila Euro”. Che serviranno a finanziare “il mondo delle associazioni ed a portare soprattutto nelle scuole l’educazione al rispetto dell’altro”.
    “Salvo alcune sacche retrive che mi stanno facendo la guerra a suon di commenti sul web confido nel buon esito della proposta, la maggioranza non avrà problemi ad approvare il disegno di legge che – assicura il consigliere – non ha nulla a che vedere con il gender”. Quella teoria, secondo il primo firmatario, “è solo uno spauracchio agitato dalle associazioni cattoliche oltranziste per evitare di parlare del problema dell’omosessualità”.
    Le associazioni a tutela della famiglia promettono battaglia. E la replica non si fa attendere: “Si tratta di un cavallo di Troia per introdurre ed imporre posizioni ideologiche assolutamente in contrasto con il buonsenso, la ragione, la verità scientifica e la realtà di natura”. Ma non solo. “Le cronache calabresi – spiega Giorgio Arconte di La Manif Pour Tous Italia – non raccontano affatto di continui episodi di violenza nei confronti delle persone omosessuali”. La sedicente urgenza della legge, secondo Arconte, è assolutamente falsa: “La vera utilità di questa proposta è quella di riempire le tasche dell’associazionismo ideologizzato Lgbt”.
    La Regione Calabria fa una legge per dare più soldi alle associazioni Lgbt - IlGiornale.it

    Germania, Angela Merkel apre a una legge sui matrimoni gay
    La Cancelliera Angela Merkel per la prima volta ha aperto all'ipotesi di una legge che permetta le nozze gay in Germania, in vista di una futura coalizione dopo le elezioni
    Ginevra Spina
    A tre mesi dalle elezioni politiche del 24 settembre, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha aperto all'ipotesi di una legge che permetta le nozze gay in Germania.
    In un'intervista alla rivista femminile Brigitte, Merkel per la prima volta si è detta aperta a concedere libertà di coscienza ai deputati tedeschi sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso, senza imporre alcuna disciplina di partito. La politica tedesca ha detto di avere preso nota della posizione di altri partiti a favore dei matrimoni gay e ha suggerito che i parlamentari dovrebbero votare secondo coscienza e non in base alle posizioni di partito.
    Si tratta di una svolta per la Cancelliera: è la prima volta che la politica tedesca si allontana pubblicamente dall'ortodossia del suo partito, la Cdu, e soprattutto sull'intransigenza dei cugini bavaresi della Csu, sul no alle nozze gay. Fino al 2013, infatti, si era sempre detta espressamente contraria ad ogni ipotesi di nozze omosessuali "per il bene dei bambini".
    Alla ricerca di una quarto mandato, Merkel ha ammorbidito la sua posizione in vista delle elezioni legislative del 24 settembre, su una questione che i potenziali partner di una coalizione hanno posto come condizione. Sia i socialdemocratici della Spd, che attualmente sono al governo con Merkel con la cosiddetta "Grosse Koalition", sia i liberali dell'Fdp, sia i Verdi, sono potenziali partner di coalizione dopo il voto di settembre e hanno chiarito che le nozze gay sarebbero una delle condizioni per l'alleanza.
    Germania, Angela Merkel apre a una legge sui matrimoni gay - IlGiornale.it

    In Germania la grande coalizione si spacca sui matrimoni gay: Angela Merkel rischia la crisi di governo
    L'Spd vuole approvare la legge subito, il partito della Merkel vuole rimandare tutto dopo il voto
    Il governo di coalizione Spd-Cdu, guidato da Angela Merkel, rischia la propria sopravvivenza sul tema del matrimonio tra coppie omosessuali. La tempistica del voto ha aperto una breccia nella grande coalizione: l'Spd vorrebbe approvare la legge subito, mentre gli alleati conservatori (Cdu-Csu) vorrebbero rimandare tutto dopo il voto di autunno. Ma facciamo un passo indietro. Lo scontro ha avuto inizio dopo l'inaspettato dietrofront della Merkel, che si è schierata a favore dei matrimoni gay dopo essere stata a lungo contraria. Lunedì sera, intervistata dalle giornaliste della rivista Brigitte sul palco del teatro Gorki di Berlino, arriva l'annuncio davanti alle telecamere. Un signore dal pubblico chiede alla Cancelliera se sarà mai possibile per lui sposare l'uomo con cui convive. La Merkel risponde possibilista: «Mi piacerebbe indirizzare la discussione dove è una questione di coscienza, invece che qualcosa dove io spingo con un voto di maggioranza». Un'apertura che avuto grande risonanza nell'opinione pubblica tedesca dato che sia il Cdu, il partito della Merkel, che il Csu, lo storico alleato bavarese, si erano espressi contrari su questo punto.
    Molti osservatori hanno letto il dietrofront della Cancelliera in chiave elettorale: come un tentativo di sedurre l'elettorato dell'Spd, che ha promesso le nozze tra omosessuali nel proprio manifesto. E qui arriviamo al pomo della discordia tra i membri della coalizione, che riguarda le tempistiche del voto. La Merkel pensava di approvare la legge dopo le elezioni. Tuttavia, l'Spd ha sfruttato l'annuncio della Merkel per votare il provvedimento al più presto possibile - a partire dal prossimo venerdì - contando sul supporto dei partiti minori (Verdi, Liberali, Radicali). I deputati della Cdu si sono schierati contro il voto-lampo, accusando i partner della coalizione di aver infranto l'accordo di governo, che non includeva alcun riferimento ai matrimoni gay. Il leader del gruppo parlamentare della Cdu, Volker Kauder, ha denunciato la "violazione della fiducia" da parte dell'Spd.
    In Germania la grande coalizione si spacca sui matrimoni gay: Angela Merkel rischia la crisi di governo


 

 
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