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Discussione: Vai col gender!

  1. #351
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Non c'è limite la peggio.

    Due bambini rovinati.
    Democrazia e strage degli innocenti sono assai vicine .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #352
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    L'Holliwood che contesta Trump.

    Nuova edizione di Disney de La bella e la bestia.
    Con il gay.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #353
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Varani, "Marco Prato sieropositivo". Trema la Roma della movida
    Ricca l'agenda del pr. "Ha scoperto l'infezione in cella"
    di BRUNO RUGGIERO
    Roma, 2 marzo 2017 - SI AVVICINA il primo processo pubblico per l’omicidio di Luca Varani, il giovane massacrato un anno fa in un appartamento del Collatino da due amici, Manuel Foffo e Marco Prato, che erano in cerca di partner sconosciuti per un festino sul filo del rasoio tra alcol, droga e sesso. E una certa Roma notturna, quella in cui i due autori del delitto si muovevano come pesci nell’acqua, rischia di risprofondare nella paranoia delle indagini iniziali. Ma con uno spauracchio diverso dal coinvolgimento mediatico-giudiziario: quello dell’Aids.
    Foffo, reo confesso fin dall’inizio, è stato recentemente condannato a 30 anni di carcere con il rito abbreviato davanti al gup. Ma il 10 aprile prossimo scatterà l’ora del giudizio in Corte d’Assise per Prato, che, a differenza del complice diventato suo «nemico» processuale, ha scelto la via maestra della giustizia ordinaria.
    E proprio alla vigilia di quell’appuntamento il settimanale 'Giallo' surriscalda il clima dell’attesa con un servizio in cui sostiene che Prato, già animatore di eventi gay (e non solo) nella ‘movida’ romana, avrebbe saputo nel carcere di Regina Coeli, dopo alcune analisi cliniche, di essere sieropositivo.
    Un risultato su cui la magistratura intenderebbe compiere degli approfondimenti per retrodatare scientificamente il contatto con il virus Hiv e accertare se, all’epoca del fatto di sangue che lo visto coprotagonista e che lo ha travolto, l’imputato fosse consapevole del suo stato di salute e usasse precauzioni nei suoi rapporti sessuali. Nella peggiore delle ipotesi si potrebbe aprire un altro scenario investigativo, come quello che ha portato gli inquirenti a ritracciare le vittime ‘infettate’ da Valentino, il giovane romano incriminato per aver avuto rapporti non protetti con decine di donne benché sapesse di essere sieropositivo.
    Quando Prato, su indicazione di Foffo che si era già costituito, fu rintracciato dai carabinieri in un alberghetto dove si era imbottito di alcol e psicofarmaci, il suo iPhone entrò ufficialmente nell’inchiesta sull’omicidio Varani. E tra i documenti e i ‘file’ della memoria elettronica gli esperti del Ris trovarono messaggi, foto e contatti che per settimane misero in subbuglio gli ambienti della Rome by night frequentati dal trentenne fuoricorso universitario riciclatosi come pr.
    LE INDAGINI, quindi, dagli interrogatori-fiume di Foffo e dalla ricostruzione della scena del crimine si spostarono anche sulla doppia vita di Prato: in un certo senso uomo di spettacolo, con le feste a tema e gli aperitivi domenicali nei club dei vip, ma all’occorrenza (e a piacimento) anche ‘cacciatore’ nelle maratone notturne che non fanno notizia. E se quest’ultimo territorio ‘di frontiera’ era popolato da giovani dell’età e del profilo della vittima occasionale del delitto, il ‘giro’ pubblico degli impegni di Prato invece annoverava attori, showgirl, indossatrici, tra cui Flavia Vento, Nadia Bengala, Christian De Sica, alcuni dei quali ascoltati dagli inquirenti come persone informate dei fatti.
    La paranoia, intanto, dilagava. Anche perché, sull’onda del giallo del Collatino, qualcuno mise in relazione il nome di Prato con quello di un maturo pr romano, molto conosciuto nei quartieri della ‘movida’ più scintillante, ma finito in carcere per un’accusa di prostituzione minorile.
    Varani, "Marco Prato sieropositivo". Trema la Roma della movida - Cronaca - quotidiano.net



    ECCO DOVE VANNO I GAY A COMPRARE I BAMBINI: LA NUOVA FRONTIERA
    Destinazione Laos: questa la nuova meta degli sfruttatori di donne che comprano bambini attraverso la pratica dell‘utero in affitto.
    L’azienda offriva l’utero in affitto di povere donne attraverso la sua sede a Manila, nelle Filippine, e promette la massima soddisfazione delle esigenze delle “portatrici”, delle venditrici di ovuli, dei venditori di sperma e soprattutto dei clienti, degli acquirenti di bambini, che possono essere coppie eterosessuali, gay, lesbiche e anche single.
    Sfortunatamente per loro, però, il governo filippino ha dato un giro di vite sull’utero in affitto, definendolo un “mercimonio di esseri umani”.
    Sono state arrestate quattro donne all’inizio di quest’anno, in procinto di partire da Manila per Phnom Penh, dove dovevano essere ingravidate con lo sperma di uomini provenienti da Australia, Germania, Cina e Nigeria. Sarebbero state pagate 10.000 dollari.
    Il funzionario per l’immigrazione delle Filippine, Jaime Morente, ha detto che è stato scoperto un nuovo modus operandi dei trafficanti di esseri umani che allettavano le donne filippine con facili guadagni se avessero dato l’utero in affitto.
    Anche in Cambogia l’utero in affitto è ora ufficialmente illegale, anche se vi sono ancora in attività molti centri di fecondazione artificiale e intermediari tra “portatrici” e acquirenti di bambini, secondo il Sydney Morning Herald.
    Perché il mercato dell’utero in affitto è quanto mai flessibile: pochi mesi dopo che le cliniche che vendevano bambini agli stranieri sono stati chiuse in India, Thailandia e Sri Lanka, hanno aperto a Phnom Penh. Secondo l’Herald, c’è sempre qualche paese povero dove la legge è lacunosa e non vieta espressamente l’utero in affitto.
    Ora che anche in Cambogia sono state emanate leggi restrittive, i trafficanti di esseri umani stanno spostando la loro attività in Laos: una repubblica socialista a partito unico, governata da un unico partito comunista, con un Politburo nelle mani dei militari. Persino un sito che fa pubblicità alle cliniche laotiane che praticano utero in affitto ne parla come di “uno dei paesi più corrotti del mondo”, che non conosce i fondamenti dello Stato di diritto, né sa far rispettare contratti e regolamenti.
    Non c’è da stupirsi che le agenzie che praticano un tale mercimonio di esseri umani si stiano affollando tutte lì.
    Ecco dove vanno i gay a comprare i bambini: la nuova frontiera | VoxNews

  4. #354
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    GAY NEGLI ASILI AD INSEGNARE ‘MASTURBAZIONE’, FINANZIA UNAR
    Dagli asili alle scuole superiori, la campagna massiccia di propaganda della teoria gender (gay, lgbt e trans) stavolta non è passata sotto silenzio. A denunciarlo 250 famiglie della provincia di Cuneo, che hanno inviato una lettera di protesta ai giornali. I dirigenti scolastici di Savignano, paese del Cuneese di 20mila abitanti, hanno avviato dei corsi «mascherati dietro la lotta al bullismo». In realtà, i corsi sono promossi per diffondere la teoria gender.
    Questa la difesa di Vilma Bressi, presidente della Consulta pari opportunità: «Queste proposte sul genere e l’orientamento sessuale servono soltanto a favorire una cultura delle differenze e del rispetto della persona, in tutte le sue sfaccettature». Sfaccettature, guarda caso, che riguardano principalmente l’orientamento sessuale.
    Non a caso, dal 2009, la locale Consulta ha proposto alle scuole una serie di progetti per contrastare il “bullismo omofobico”. Insomma, a scuola un bambino può essere preso in giro perché porta gli occhiali o l’apparecchio ai denti. Può venire schernito perché sovrappeso o se troppo alto, ma se gli viene detto che piange come una “femminuccia” allora scattano le sentinelle arcobaleno.
    Intanto 250 famiglie hanno scritto una lettera per chiedere di essere anticipatamente messi a conoscenza di «ogni progetto sull’educazione di genere, visionando libri e video che s’intendono utilizzare, per valutare il senso di queste proposte didattiche per decidere se farvi partecipare i figli». La storia è nota, ed è ricca di precedenti. In alcuni casi, si mette la masturbazione come gioco, in altri la fonte didattica è Gay.it. Il tutto sponsorizzato, in alcune occasioni, dall’Unar, l’ente finito nella bufera per la prostituzione omosessuale finanziata da Palazzo Chigi. Insomma, con la scusa della lotta al bullismo molti testi sono diventati dei veri e propri libelli di propaganda su quanto sia meraviglioso essere gay, lesbica o transgender.
    Gay negli asili ad insegnare ?masturbazione?, finanzia UNAR | VoxNews

    Autobus sequestrato: dice la verità sull'uomo
    di Andrea Zambrano
    I lettori ricorderanno la storia dei manifesti comparsi in Spagna con scritto: “Ci sono bambini con la vagina e bambine col pene. E' così semplice". Era il risultato di una campagna promossa da un'associazione Lgbt volta a imporre l’attuazione della legge che a Madrid ordina l’ideologia di genere nelle scuole. In sostanza: se il bambino si sente femmina bisogna aiutarlo e viceversa. A sostegno della legge, che nell’ultimo anno è stata oggetto di una fortissima protesta della Chiesa spagnola e del laicato organizzato si erano mossi tutti i rappresentanti del mondo lgbt. Il manifesto voleva proprio inserirsi in questo filone.
    A contrastarlo, con la stessa moneta è il caso di dire, ci ha pensato la piattaforma Hazte Oir, che si occupa di lanciare campagne di raccolta firme per i temi sensibili. Piccolo inciso: è ispirata ai valori cattolici, così quando i giornali di Spagna si sono occupati del caso, è stata definita con disprezzo: ultracattolica. Ma a questo si è abituati.
    Che cosa ha fatto HazteOir? Ha noleggiato un autobus e lo ha serigrafato con una scritta provocatoria, ma inequivocabile: “I bambini hanno il pene e le bambine la vagina. Non lasciarti ingannare”. Il dibattito in Spagna è arrivato a questo livello, questo passa il convento e non si può stare lì a fare i difficili. Così la piattaforma ha risposto pan per focaccia alla montante ideologia omosessualista che ai piedi dei Pirenei sta dettando l’agenda politica manifestando chiaramente i segnali dell’intolleranza.
    Ma gli attivisti non avevano fatto i conti con la legge. Che si è puntualmente presentata martedì tramite i solerti agenti della Polizia Municipale di Madrid, i quali hanno sequestrato il mezzo che stava percorrendo le avenidas principali della capitale. Un sequestro immediato perché la campagna è violenta e offensiva e - recita l’ordinanza municipale - può incitare all’odio.
    Gli agenti ovviamente si sono mossi su ordine del procuratore generale della comunità madrilena, Jesús Caballero, che ha aperto un fascicolo e adesso indagherà sul reato di cui accusare i responsabili di Hazte Oir. Ovviamente il pubblico ministero si è mosso a sua volta su sollecitazione dell’avvocatura dello Stato di Madrid perché certe iniziative partono se lo decide la politica. E Madrid è governata da Cristina Cifuentes, guarda un po’ promotrice della legge che introduce contro la Lgbtfobia e il gender nelle scuole e che non a caso porta il suo nome.
    Il magistrato ha avviato così un’indagine urgente e proibito al mezzo di continuare a camminare con una motivazione pretestuosa: la legge proibisce ai mezzi di girare con pubblicità eccetto quelli che sono destinati al trasporto pubblico.
    Il presidente di HazteOir Ignacio Arsuaga ovviamente ha protestato: «Questa campagna non va contro nessuno. Rispettiamo tutti, ma esigiamo rispetto. Anzi, semmai siamo noi che stiamo ricevendo minacce e diversi incitamenti a bruciare il mezzo e persino a uccidere i membri della nostra associazione».
    Il clima è questo. Arsuaga ha detto che nei prossimi giorni l’autobus si sposterà a Valencia, Barcelona, Zaragoza, Pamplona, San Sebastián, Bilbao y Victoria e che ha come obbiettivo quello di diffondere un libro che denuncia tutte le iniziative per insegnare a scuola le leggi di indottrinamento sessuale approvate già in diverse comunità autonome per imporre una palese violazione dela libertà di educazione e del diritto fondamentale dei genitori di educare i propri figli.
    Ovviamente, ma questo il lettore l’avrà già capito, quando uscirono i manifesti sui maschietti con la vagina e viceversa, nessun procuratore generale si mosse per sanzionare le associazioni Lgbt né per rimuoverli dai crocicchi dove erano stati affissi. Si dirà che in questo caso è parsa al magistrato una violazione di una legge. Appunto. Una scritta che ribadisce una verità che non è cattolica né buddista, ma biologica e scientifica. Ma che la legge ha deciso non essere più valida.
    La legge è superiore alla scienza biologica. E’ come occupare uno spazio pubblicitario e scrivere: “Le foglie cadono in Autunno” o “a 100 gradi l’acqua bolle”. Allo stesso modo scrivere che “i maschietti hanno il pene e le femminucce la vagina” può essere considerato un reato? Si può incorrere in reati per fare pubblicità alle leggi di natura? Da ieri sì. E come si chiama quel sistema dove diventa reato dire che 2 + 2 fa quattro se c’è una legge che lo vieta? Regime, signora maestra? No, ora si chiama democrazia.
    Autobus sequestrato: dice la verità sull'uomo

  5. #355
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il diritto di parlare delle conseguenze della sodomia. Silvana De Mari a Vita Nuova: testo integrale dell’ampia intervista
    Esigo come medico il diritto, che in realtà è un dovere, di poter parlare delle gravissime conseguenze della sodomia; inoltre esigo come contribuente italiano che il mio denaro non sovvenzioni movimenti LGBT
    di Virna Balanzin
    Silvana De Mari è un medico, stimata professionista nel suo campo, e inoltre un’affermata scrittrice di romanzi di genere fantasy che raccoglie notevoli consensi di pubblico e critica. Eppure i motivi per cui di recente si è trovata al centro di un vero e proprio caso mediatico non sono legati ai meriti del suo lavoro né del suo talento nella scrittura. Alcune sue affermazioni critiche riguardo la pratica sessuale tra persone omosessuali hanno scatenato l’ira funesta della comunità LGBT (sigla usata come termine collettivo per riferirsi a Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) che si è rivolta persino all’Ordine professionale dei Medici per chiederne la radiazione. Nonostante le parole della De Mari non fossero assolutamente offensive ma si limitassero a una constatazione oggettiva derivante dalla sua esperienza di pratica medico-scientifica e riguardassero le conseguenze di comportamenti sessuali a rischio per la salute, è stata fatta comunque oggetto di una campagna diffamatoria e denigratoria, verbalmente aggressiva e violenta soprattutto in rete, da parte di associazioni omosessuali e anche di singoli aderenti o gravitanti intorno ad esse.
    Per cercare di fare un po’ di chiarezza su quali siano state le cause all’origine del “Caso De Mari” l’abbiamo incontrata direttamente a Merate, in provincia di Lecco, dove si trovava per relazionare, all’Auditorium locale, su “Eowyn, Galadriel e le altre: l’eroismo femminile nel Signore degli Anelli”. Ed ecco qui di seguito, senza filtri, raccolta la sua testimonianza, il suo pensiero.
    La discesa in campo.
    «Il motivo per cui ho deciso di scendere in campo è il fatto che mi sono resa conto che il movimento LGBT mondiale ha imbavagliato la libertà di parola e che i cosiddetti diritti LGBT in realtà sono un grimaldello per scardinare il nostro sistema antropologico, per scardinare la nostra storia, la nostra religione, la nostra cultura. Culto e cultura hanno la stessa origine e quando di un popolo si è annientata la religione si è commesso un etnocidio e quel popolo, che non ha più una storia, si sta candidando a diventare un popolo di schiavi o di morti. Noi abbiamo diritto alla nostra storia, alla nostra lingua, alla nostra religione, alla nostra identità. La nostra religione condanna la sodomia come una pratica che non deve essere messa in atto ed io, in quanto medico e chirurgo, mi rendo conto delle terribili implicazioni sanitarie che questo comportamento determina e non posso essere d’accordo. Gesù Cristo e San Paolo condannano senza appello gli adulteri ma gli adulteri non si sono offesi e non pretendono che nelle nostre chiese venga detto il contrario. E Gesù Cristo e San Paolo condannano la sodomia. A volte sento la frase delirante: – «Gesù non ha mai condannato la sodomia» -. Certo. Se è per questo Gesù non ha mai neanche condannato l’assassinio dei bambini ma, semplicemente, è tutto contenuto nella frase “Non iota unum”, ossia non un apostrofo, una virgola di differenza tra la Legge del Padre e la Sua. Quindi Gesù che si rivolge a degli ebrei non specifica quanto siano sbagliati sodomia e adulterio perché tanto lo sanno già tutti, mentre San Paolo che si rivolge ai romani lo specifica. Se, però, l’affermazione dell’Associazione Psichiatri Americani (APA) sulla normalità dell’omosessualità è autentica, allora è giusto come già si pretende in alcune nazioni, (per esempio gli Stati Uniti dell’ex presidente Obama), vietare il Cristianesimo perché è falso e la condanna».
    «Io esigo come medico il diritto, che in realtà è un dovere, di poter parlare delle gravissime conseguenze della sodomia; inoltre esigo come contribuente italiano che il mio denaro non sovvenzioni movimenti LGBT, in particolare quello di Roma che è intitolato a Mario Mieli. Mieli era un satanista marxista («definizione sua», specifica De Mari – ndr), morto suicida a 31 anni, che nel suo libro “Elementi di critica omosessuale” parla del potere salvifico di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Il Circolo “Mario Mieli” di Roma è un ente morale che riceve denaro pubblico per entrare nelle scuole a parlare contro l’omofobia».
    La libertà di parola e l’omofobia.
    «Ho deciso di scendere in campo per salvare la libertà di parola e per ottenere la fine dei finanziamenti ai movimenti LGBT. L’unica maniera che avevo per riuscire a farlo era che gli stessi movimenti gay mi facessero da cassa di risonanza riportando le mie parole, seppur distorte, ad un livello di attenzione nazionale. Adesso sembra che l’omofobia sia diventata l’emergenza mondiale. In realtà il gruppo più perseguitato sono i cristiani: 100.000 cristiani assassinati nel mondo tutti gli anni. Poi sono molto perseguitate le persone basse e quelle grasse e per quanto riguarda le persone affette da albinismo spesso non riescono nemmeno a nascere. L’omofobia non è un’emergenza, se l’omofobia fosse un’emergenza allora non avrebbe nessun senso fare gesti provocatori come tenere il Circolo LGBT di Roma intitolato a Mario Mieli. Una maggioranza ha il dovere di difendere e proteggere una minoranza, ma la minoranza ha il dovere di non provocare la maggioranza. Noi non amiamo pedofilia, coprofagia e necrofilia e non tolleriamo che qualcuno le trovi positive e siamo anche fieri di questa nostra straordinaria intolleranza. L’omofobia non esiste, se esistesse non verrebbero tollerati i circoli che inneggiano a pedofilia, coprofagia e necrofilia e non verrebbero tollerati spettacoli come quello avvenuto al “Cassero LGBT Center” di Bologna con la crocifissione sodomitica di Cristo. L’omofobia quindi è lo spauracchio con cui si imbavagliano le coscienze».
    Alcune valutazioni critiche di ordine medico-scientifico.
    «Altro punto fondamentale è che, date le gravissime lesioni che l’ano subisce durante la penetrazione e le conseguenti malattie che può contrarre, è giusto e normale che un cervello pensante provi senso di ripugnanza davanti a questo gesto. Chiunque abbia inseguito un bimbo piccolo per cercare di infilargli la suppostina antipiretica sa quanto ogni bambino, senza esclusione, detesti che venga toccata la sua cavità anale. La cavità anale serve per portare le cose dall’interno verso l’esterno, non il contrario. Alcune persone dicono che lo trovano piacevole? Io ho dei dubbi e credo che alla base ci sia un’inversione del senso del dolore e del piacere come nel masochismo, ma questo non è un mio problema. Quello di cui sono assolutamente certa è che ciò che fa un uomo dalla cintola in giù deve far parte del suo privato: non lo voglio sapere e non mi interessa, ma nel momento in cui smette di far parte del suo privato e qualcuno desidera farmi sapere cosa fa con un altro uomo allora io devo avere la libertà assoluta di manifestare la mia perplessità perché la libertà o vale per tutti o non vale per nessuno».
    Alcuni episodi recenti.
    «Recentemente la società Mediaworld ha pensato, in occasione della ricorrenza di San Valentino, a una operazione di marketing per le coppie con il lancio di un’iniziativa, presso i propri centri di distribuzione, intitolata “La Corsa di San Volantino”, secondo la quale i clienti – partecipando al concorso secondo regolamento – potevano avere gratis tutti gli elettrodomestici su cui riuscivano a mettere le mani nel tempo di 100 secondi. La proposta commerciale è stata pubblicizzata con un volantino in cui venivano rappresentate le silhouette stilizzate di un uomo e una donna per indicare la coppia. I movimenti LGBT hanno protestato per la loro esclusione e Mediaworld è stata costretta a scusarsi pubblicamente con un annuncio perché venisse tolto all’azienda il timbro di omofobia. La parola “omofobo”, infatti, ti fa uscire dalla società civile, non puoi più lavorare e ci sono stati alcuni casi negli Stati Uniti dove dipendenti dell’amministrazione pubblica statale, contrari ai matrimoni gay, sono stati costretti alle dimissioni. Per questi motivi, principalmente, adesso io combatto per la libertà di pensiero e di parola».
    Il diritto di parlare delle conseguenze della sodomia. Silvana De Mari a Vita Nuova: testo integrale dell?ampia intervista | Vita Nuova Trieste

  6. #356
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    L'Holliwood che contesta Trump.

    Nuova edizione di Disney de La bella e la bestia.
    Con il gay.
    Peccato, salvo solo Emma Watson .



    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #357
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #358
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    Peccato, salvo solo Emma Watson .



    Sbaglio o questo film in Russia rientra nella propaganda gay e quindi non potrà essere distribuito?

  9. #359
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    LA FEDELI PROPONE 200 MILIONI DI EURO PER INSEGNARE AD ALUNNI CHE ESISTONO 52 SESSI
    Valeria Fedeli, laureata in fregnologia politica e grande supporter del gender, ha proposto un paio d’anni fa di spendere ben 200 milioni di euro per rieducare i professori all’ideologia transgender.
    Scopo del suo disegno di legge 1680 era (è) imporre a docenti e a studenti che i sessi non sono due ma ben cinquantadue. Non solo maschi e femmine – a suo parere “identità costrette”, non naturali – ma LGBTHJKHKYTUTYUTYYTNKJHKJHKJHKJHKJHKHKHKJ+++
    In questo è comunque ‘antica’, infatti secondo Facebook e esperti più progrediti di lei i sessi sono addirittura 56.
    Lo scopo è sempre ‘lodevole’ a prima vista, ovvero adottare a scuola misure e contenuti per “eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondati sull’impropria identità costretta” in ruoli già definiti dalle persone in base al sesso di appartenenza”. Ma nasconde il tentativo di imporre ai bambini il concetto che nulla è vero, e tutto è mobile: anche la propria identità. Questo ha profonde implicazioni: insieme all’immigrazione è un tentativo di scardinare la società indebolendola nelle sue convinzioni.
    “L’impropria identità costretta” sarebbe poi la famiglia coi “ruoli già definiti” di padre, madre, figlio, figlia. Sostituita da ‘famiglie’ poligamiche, gay e multirazziali.
    La Fedeli propone 200 milioni di euro per insegnare ad alunni che esistono 52 sessi | VoxNews



    NEL SALOTTO TRASH DI UOMINI&UOMINI VA IN SCENA LA CIRINNÀ
    Sempre più spazzatura su Canale 5, il canale dell’omo-allegria. La senatoressa Monica Cirinnà è intervenuta nel programma per ***** isteriche di Maria De Filippi durante la puntata con il ‘trono gay’. Siamo oltre il trash, e ci siamo grazie a Piersilvia Berlusconi.
    VOGLIONO NORMALIZZARE LA PERVERSIONE – Ma attenzione a derubricare l’argomento a pura fenomenologia del ridicolo, ‘Maria’ entra, come la sua alter ego americana Oprah, nella testa di molte persone. Soprattutto quelle intellettualmente meno preparate a resistere. L’obiettivo è ‘normalizzare’ l’argomento omo, come si lasciò sfuggire la stessa signora Costanzo in un’intervista. Del resto, le televisioni di Berlusconi sono state, fin dall’inizio, insieme ad un innegabile veicolo di libertà, anche un pericoloso spacciatore di entropia. Ha fatto più Berlusconi a favore del ‘progressismo’ di tutti i vari leader politici della sinistra.
    E attenzione a voi che pensate l’argomento immigrazione sia separato da quello dei valori dell’etica morale: prima di invadere una società, devi indebolirla dall’interno. L’omosessualizzazione della nostra cultura, insieme con altre patologie progressiste come il consumismo affettivo, serve a preparare il terreno. A rendere la società più permeabile.
    Tornando a U&D, che presto potrebbe varare anche un cambio nel nome in un più ‘corretto’ persone e persone, perché fermarsi alle ‘coppie’ omo? E la poligamia? E poi basta con quegli obsoleti limiti di età e di specie. L’entropia non ha un confine, è come il nulla del film la ‘storia infinita’: si mangerà tutto.
    E’ bene che le menti pensanti d’Occidente inizino a parlare e ad opporsi all’imperante desidero di “dis-ordine” e autodistruzione che sta lentamente annientando la società occidentale. La “lotta” politica del futuro non è tra destra e sinistra, è tra Entalpia ed Entropia. Tra i fautori del disordine morale e sociale, e i difensori dell’ordine naturale delle cose.
    Perché l’obiettivo del partito dell’Entropia è la dissoluzione della società occidentale, attraverso l’inoculazione nel tessuto sociale di elementi disgregatori come l’immigrazione e i sedicenti diritti gay e delle minoranze.
    Perché più la società sarà disgregata, più facile sarà il controllo dell’élite oligarchica su di essa.
    La ricerca esasperata di micro-minoranze da aggregare nella lotta contro l’ordine naturale delle cose, ha l’unico e malcelato scopo dell’instaurazione di una società dis-eguale e oligarchica. Dove una élite, intoccata dall’entropia morale inoculata nella popolazione, dominerà una società-poltiglia dove l’unico valore sarà il dis-valore e il soddisfacimento immediato di ogni capriccio.
    E’ questo il mondo dove i bambini si concepiscono in provetta e poi si “disconoscono”. E magari, poi, li si vende a qualche Elton John.
    Viviamo un’epoca oscura, nella quale le stesse basi della nostra esistenza sono scosse alle fondamenta. Dove i valori sono ribaltati e il vizio ha lentamente oscurato la verità.
    Arrendersi, non è un’opzione.
    Nel salotto trash di Uomini&Uomini va in scena la Cirinnà | VoxNews


  10. #360
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    Predefinito Re: Vai col gender!



    Ripugnante.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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