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Discussione: Vai col gender!

  1. #451
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    VAGINA
    «Vaniy Fair», 8 luglio 2017: «In Inghilterra, 200 ragazze, minorenni e di età in molti casi non superiore ai 9 anni, in un anno si sono sottoposte a un intervento di chirurgia per modificare la propria vagina». Tra il 2015 e il 2016, metà di loro è sotto i quindici anni. Accampano scuse varie per superare gli ostacoli del servizio sanitario, ma il motivo è che la vogliono come quella della Barbie. Cioè, praticamente invisibile (fonte, Aleteia.org 11 luglio 2017).
    VAGINA - Antidoti

    Ritirano il figlio da scuola perché compagno è transgender
    È successo nel Regno Unito, i genitori sono stati accusati di "comportamenti transfobici"
    Eugenia Fiore
    "Ci sentiamo offesi nelle nostre convinzioni religiose", hanno detto alla Bbc Nigel Rowee Sally Rowe.
    I due genitori inglesi, rispettivamete di 44 e 42 anni, vivono nell'isola d Wight e hanno deciso di ritirare da scuola il loro figlio a causa della presenza di un compagno riconosciuto come transgender. Il ragazzino frequenta una scuola elementare anglicana e un giorno, tornando dalle lezioni, avrebbe semplicemente palesato ai genitori la sua confusione riguardo al fatto che un ragazzo potesse diventare una ragazza, riferendosi al suo compagno.
    La diocesi di Portsmouth, che gestisce l'istituto per la Chiesa d'Inghilterra, è intervenuta sull'accaduto affermando che "è necessario rispettare la diversità di tutti i bambini" e, inoltre, gli studenti transgender sono protetti dalla legge sulla parità di genere del 2010. Non sembrano dello stesso parere, però, i Rowe: "In linea generale, riteniamo che sia sbagliato incoraggiare bambini piccoli e vulnerabili ad abbracciare la falsa promessa del transessualismo." "Pensiamo che ci sia un reale pericolo che i bambini siano lasciati con problemi psicologici", hanno dichiarato i genitori, sempre alla Bbc. Già due anni fa, Nigel Rowee Sally Rowe avevano ritirato dalla stessa scuola il figlio maggiore per un altro caso di alunno transgender.
    Anche il Christian Legal Centre si è espresso, accusando la coppia di "comportamenti transfobici" a causa del loro "rifiuto di riconoscere il vero genere di una persona transgender". La famiglia ha spiegato che "il disturbo dell'identità di genere è qualcosa che noi, come cristiani, dobbiamo affrontare con compassione, ma non in un ambiente scolastico elementare".
    Ritirano il figlio da scuola perché compagno è transgender - IlGiornale.it

  2. #452
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    METTONO MASCHIO TRANS IN PRIGIONE FEMMINILE, LUI VIOLENTA DETENUTE
    La società che nega la realtà oggettiva genera mostruosità, pensare che un uomo che dice di sentirsi donna non sia uno squilibrato ma davvero una donna, è sintomo di una civiltà sul bordo della catastrofe. E già in prede a demenza senile.
    Il caso non poteva non arrivare dal mondo anglosassone. Che è molto ‘avanti’ in questo declino.
    Uno stupratore recidivo condannato per violenza sessuale che si identifica come “transgendered”, che è biologicamente maschio è stato trasferito in un carcere femminile perché si “sentiva donna”. Lì, l’uomo che si sente donna ha violentato alcune prigioniere. Chi l’avrebbe mai detto.
    Martin Ponting, 50 anni, padre di tre figli, si è trasformato in Jessica Winfield in prigione dopo essere stato condannato alla prigionia a vita nel 1995. Poi ha chiesto il trasferimento in una prigione femminile: chiamalo scemo. Scema è la società che mette un maschio con tanto di pene in una prigione femminile, solo perché si crede donna. O finge di credersi tale.
    Il doppio stupratore è in procinto di avere un cambiamento di sesso da migliaia di sterline pagato dal contribuente.
    Mettono maschio trans in prigione femminile, lui violenta detenute | Vox

    Vi ricordate il gay pride reggiano del giugno scorso (e gli insulti al Comitato Scopelli)? È stato seguito da un’epidemia di epatite A
    Su queste pagine abbiamo molto seguito le vicende legate al gay pride di Reggio e alla preghiera di riparazione messa in atto dal Comitato Beata Giovanna Scopelli. Gli organizzatori della sfilata sodomitica non hanno mancato di colpire il Comitato con attacchi blasfemi, insultando Nostro Signore Gesù Cristo e i Santi. Come spesso capita ai presuntuosi e agli impreparati, dovettero ammettere l’inaspettata forza della Processione di riparazione che (oltre ad avere una copertura mediatica superiore a quella del loro evento) mosse un numero significativo di persone, c’è chi parla di 5-6oo. Il presidente della locale organizzazione omosessualista lo dovette riconoscere in video: Il presidente Arcigay ammette: ‘Deluso per tutta questa gente alla Processione’. “Dopo il gay pride mica sono arrivate le piaghe d’Egitto”, dicevano.
    Piaga d’Egitto no, per carità, anche perché una grande piaga implica una qualche grandezza in chi è colpito, ma – come successo altrove in Europa – ecco arrivare la notizia: Reggio Emilia, epatite A, boom di casi. “È un’epidemia”. L’articolo è dell’insospettabile Resto del Carlino (27 agosto 2017). Leggiamo:
    Decuplicati i contagi rispetto al 2016. L’80% delle persone infette è di sesso maschile, l’importanza delle vaccinazioni
    È in atto una vera e propria epidemia di epatite A, con l’Istituto Superiore di Sanità che ha da tempo diramato l’allerta in ambito nazionale. E Reggio non fa eccezione, facendo registrare dati a dir poco allarmanti. Sono infatti già 31 i casi conclamati registrati in città e provincia quest’anno, a fronte dei soli 3 di tutto il 2016 e dei 5 del 2015. Si tratta di un aumento vertiginoso delle persone infette, superiore al mille per cento in raffronto agli ultimi dodici mesi.
    L’origine dell’epidemia, dopo accurate ricerche, è stata infatti individuata nell’‘Europride’ tenutosi un anno fa ad Amsterdam in Olanda. Lì sono convenuti manifestanti da ogni parte d’Europa e un aumento dei casi si è registrato poi progressivamente in diverse nazioni, con l’Italia e la Spagna in testa.
    Più che le carenze igieniche normalmente associate all’epatite A, la causa dell’epidemia sarebbe da ricercarsi nei rapporti omosessuali tra maschi. Per l’80%, infatti, sono uomini i nuovi contagiati, e il 67% di loro ha avuto rapporti omosessuali nel periodo di possibile trasmissione del virus.
    Non solo: lo stesso sito degli omosessualisti reggiani “Arcigay Gioconda” ha dovuto, casualmente, aprire un link dedicato per l’emergenza epatite A.
    Che dire? Auguri di pronta guarigione. Spirituale e fisica.
    https://www.radiospada.org/2017/09/v...-di-epatite-a/


  3. #453
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    NOTIZIE DA SATAN

    Maurizio Blondet 19 settembre 2017

    Un lettore mi scrive:

    “…..Un fatto inquietante accaduto pochi giorni fa nella Città di Porto Alegre – Rio Grande do Sul – Brasile:: La locale sede del Banco Santander (spagnolo), aveva dato inizio ad una esposizione di pittura mediante il proprio “Santander Cultural”. Nei quadri in esposizione erano rappresentati: Scene esplicite di sesso di adulti con bambini (pedofilia),


    Bisogna spiegare la differenza (fra le due forme di “arte”?)


    scene esplicite di sesso con animali (zoofilia), figure di bambini “omosessuali” maschietti con vestitini da bambina, rappresentazioni della Vergine Maria che tiene in braccio una scimmietta, con aureola intorno alla testa,


    Vergine ha partorito scimmia.
    una crocefissione con aggiunta di diverse braccia, stile dea indiana Kalì, e diverse gambe disposte a raggiera intornio al corpo del Cristo…



    La popolazione di Porto Alegre si è rivoltata, ha lanciato pietre contro le vetrine della banca. Hanno tracciato scritte del tipo “SATAN der” Molti hanno ritirato i propri soldi lì depositati, Il gerente della banca ha apostrofato una vecchietta che protestava chiamandola “ignorante” incompetente di manifestazioni artistiche!”. L’esposizione, che avrebbe dovuto durare anche per il mese di ottobre è stata sospesa.

    La popolazione del Brasile è in gran parte cattolica e in buona parte protestante evangelica, ma comunque cristiana. I giornali e la TV in Brasile hanno censurato l’evento. Ma ne ha parlato la “Gazeta do Povo” (Gazzetta del popolo) di Curitiba – Paranà. Una testata che si dice sia sull’orlo del fallimento e quindi i giornalisti, normalmente frenati dalla censura, ora, per vendetta si stanno scatenando a presentare i fatti come stanno.

    Come si vede la tendenza promosse dalle Hillary, dagli Obama, e dai Bush, e dall’Europa ora dilaga ora anche in America latina.

    Cordiali saluti ed auguri Carissimo sig Blondet”.

    Eliseo Malorgio

    In Brasile si ribellano. Da noi invece:

    OMS PRESCRIVE CORSI DI MASTURBAZIONE ALL’ASILO
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), di comune accordo con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione sanitaria, sta diffondendo presso tutti i ministeri della Salute e dell’Istruzione d’Europa un documento, chiamato «Standard di Educazione Sessuale in Europa», che invita a una maturazione della consapevolezza sessuale già nei primissimi anni di età dell’individuo

    Nel mondo di oggi l’innocenza e la purezza stanno diventando qualcosa di marginale, da sopprimere quanto prima. Almeno è ciò che vorrebbe l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), la quale, di comune accordo con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione sanitaria, sta diffondendo presso tutti iministeri della Salute e dell’Istruzione europei un documento di 83 pagine, chiamato «Standard di Educazione Sessuale in Europa», che invita a una maturazione della consapevolezza sessuale già nei primissimi anni di età dell’individuo.
    Si legge, addirittura, che ai bambini dai 0 ai 4 anni si insegni la masturbazione e il raggiungimento del piacere. Una sorta di primo step verso una consapevolezza più matura.

    ALL’ASILO

    Ai bimbi dagli 0 ai 4 anni, si legge, «gli educatori dovranno trasmettere informazioni su masturbazione infantile precoce e scoperta del corpo e dei genitali, mettendoli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel “gioco del dottore”». Dai 4 ai 6 anni i bambini dovranno invece essere istruiti «sull’amore e le relazioni con persone dello stesso sesso», «parlando di argomenti inerenti la sessualità con competenza comunicativa».

    ALLE ELEMENTARI

    La vera crescita avverrà coi bimbi tra i 6 e i 9 anni, cui i maestri terranno lezioni su «cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione», facendo conoscere loro «i diversi metodi contraccettivi». Su questo aspetto i bambini tra 9 e 12 anni dovranno già avere ampia competenza, diventando esperti nel «loro utilizzo» e venendo informati su «rischi e conseguenze delle esperienze sessuali non protette (le gravidanze indesiderate)».

    […]

    DOCUMENTO GIÀ RECEPITO DALL’UE

    Queste direttive sono già state recepite a livello comunitario nella risoluzione Estrela votata giorni fa al Parlamento europeo e ora in discussione in Commissione. Nel testo presentato dall’europarlamentare socialista Edite Estrela, la masturbazione viene infatti indicata come metodo di educazione sessuale, prendendo atto del fatto che «i ragazzi più giovani sono esposti, sin dalla più tenera età, a contenuti pornografici soprattutto su Internet».
    Il rapporto Estrela, inoltre, invita l’Ue a «prevenire le gravidanze indesiderate» e a garantire «il diritto d’aborto», combattendo «l’abuso dell’obiezione di coscienza» da parte del personale sanitario.



    Chissà perché noi non ci ribelliamo. Ah già, abbiamo lo sport come sfogo:

    Il Giro d’Italia 2018, la grande corsa ciclistica a tappe, nel 2018
    partirà da Gerusalemme con tre tappe in Israele, per celebrare i 70 > anni di Israele.

    Ci hanno già annesso, come i Territori Occupati.

    NOTIZIE DA SATAN - Blondet & Friends
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #454
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Non è vero che la polizia americana ammazza solo i negri!

    Scout Schultz cammina con coltello nel campus, polizia lo uccide
    La polizia dell’università Georgia Tech, uno dei più importanti centri di ricerca tecnologica negli Stati Uniti, ha ucciso uno studente che sabato sera vagava a piedi per il campus con un coltello tra le mani.
    Scout Schultz, 21 anni, nato maschio ma autodefinitosi di ‘genere non-binario’, era il leader della comunità per i diritti LGBTQ dell’università.
    In un video circolato su YouTube, si vede Scout avanzare verso alcuni agenti della Georgia Tech e ignorare le loro ripetute richieste di lasciare il coltello e fermarsi. Schultz sfida la polizia a sparare. “Nessuno vuole farti del male”, dice uno degli ufficiali, ma dopo un movimento verso uno degli agenti, parte un colpo e il 21enne cade a terra. Il ragazzo morirà poco dopo.
    Scout Schultz cammina con coltello nel campus, polizia lo ammazza



    Gender, aborto e matrimonio gay. Il pol. corr. in Inghilterra è «fuori controllo»
    Nelle scuole si impedisce alle ragazze di indossare le gonne per non infastidire chi ha dubbi sulla propria identità. E chi si oppone all’aborto e alle nozze gay viene insultato al grido di «fascista»
    Leone Grotti
    Addio gonna, pantaloni per tutti: anche le femmine sono costrette a indossare la divisa dei maschi. È quello che molte famiglie inglesi hanno scoperto portando i loro figli per il primo giorno di scuola alla Priory School di Lewes, nell’East Sussex, a sud di Londra. Si tratta della trovata di un preside che ha interiorizzato così tanto il politicamente corretto da non aver neanche sentito la necessità di avvisare le famiglie.
    «BASTA CON QUESTE SCIOCCHEZZE». Ma perché le femmine non possono più portare la gonna? Perché «abbiamo un crescente numero di studenti che sono a un crocevia riguardo la comprensione del proprio genere», ha dichiarato il preside secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera. «La nostra scelta rimuove la necessità di prendere una decisione riguardo al vestire una cosiddetta uniforme maschile o femminile». E chi non ha alcuna crisi di identità e vuole continuare a vestirsi come ha sempre fatto in accordo alla propria conformazione fisica? Deve adeguarsi. La scelta del preside ha sollevato un polverone di critiche. Il giornalista e presentatore televisivo Piers Morgan, ex allievo della Priory School di Lewes, ha detto di non poterne più di vedere «queste sciocchezze sulla neutralità di genere portate avanti da una piccola minoranza. Lasciate che i maschi siano maschi e le femmine siano femmine e smettetela di confonderli in questo modo ridicolo».
    IL LINCIAGGIO DI REES-MOGG. Il politicamente corretto nel Regno Unito non è soltanto «fuori controllo», è ormai un dogma assoluto che nessuno può più permettersi di mettere in discussione senza essere guardato con derisione e additato come soggetto socialmente pericoloso. È quanto accaduto al deputato Tory Jacob Rees-Mogg, che secondo alcuni osservatori potrebbe avere qualche chance di succedere alla guida del partito a Theresa May. Durante un’intervista con Good Morning Britain ha dichiarato candidamente che, in quanto cattolico, «prendo gli insegnamenti della Chiesa cattolica sul serio» e dunque «sono contrario all’aborto e al matrimonio omosessuale».
    «INTOLLERANTE E FASCISTA». Bombardato da un fuoco di fila di domande, spesso aggressive, da parte dei conduttori, Rees-Mogg ha spiegato che «la vita è sacra e comincia con il concepimento. L’aborto è legale ma resta moralmente indifendibile. Anche in caso di stupro e rapporto incestuoso. Io non giudico nessuno per le scelte di vita che fa, ma la mia opinione sugli atta è chiara ed è quella della Chiesa». Per queste parole il deputato è stato linciato in modo unanime dai media. Suzan Moore ha scritto sul Guardian che «Rees-Mogg è un moderno bigotto neoconservatore che usa la sua fede per scusare un’intolleranza scioccante. Lui è cattolico e questo di tipo di fondamentalismo è sempre contro le donne, ma per qualche ragione noi dovremmo rispettarlo. Io no. Non ha posto nella vita pubblica. Le sue opinioni sono fasciste». Telegraph e Times non l’hanno trattato meglio, aggiungendo che nessuno con queste idee «può guidare il partito conservatore».
    LEADER DELL’OPINIONE PUBBLICA. L’inaudita delegittimazione di Rees-Mogg a mezzo stampa è stata portata avanti con una violenza di cui non è mai stato neanche lontanamente oggetto ad esempio un personaggio come Anjem Choudary, predicatore d’odio islamico appassionato sostenitore della sharia e della violenza sulle donne. Solo una voce si è levata in sostegno del deputato ed è quella del vescovo di Shrewsbury, Mark Davies, che ha lodato «l’integrità e il coraggio di Rees-Mogg. Quando si considera eccezionale il fatto che un politico semplicemente accetti l’insegnamento della chiesa sulla santità della vita umana e l’identità del matrimonio significa davvero che i leader dell’opinione pubblica stanno diventando estremisti». E sempre più intolleranti.
    Gender e aborto. Inghilterra «fuori controllo» | Tempi.it

  5. #455
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    A quando l’obbligo vaccinale per le comunità LGBT?
    di Cristiano Lugli
    Se per malattie non mortali e una volta affrontate normalmente, senza preoccupazioni, e superate con il risultato di avere un sistema anticorpale ancora più forte, si è arrivati ad obbligare forzatamente i genitori a vaccinare i propri figli, a Padova durante l’anno 2017 si è verificato un picco tremendo di contagi da epatite A. Dall’inizio dell’anno il Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Usl 6 Euganea ha registrato circa 100 casi, contro gli appena 16 dell’anno precedente. Ora, considerando che il 2017 non si è ancora concluso, questo è un dato allarmante molto più di quello presentato dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, dove vengono presentati molteplici vaccini per molteplici malattie, alcune ormai scomparse, altre – come ad esempio il tetano – non contagiose ed altre certamente non mortali. L’epatite A invece si diffonde, eccome se si diffonde. Certo, inutile creare sciocchi allarmismi ora, ma è bene sapere che le malattie veneree sono in largo aumento e in America la sifilide torna a bussare.
    Dal Servizio d’Igiene ha parlato di epatite A la dottoressa Ivana Simoncello, Responsabile dello stesso Servizio: «E’ una malattia contagiosa, che si trasmette attraverso contatti oro-fecali ma anche tramite il consumo di acqua o di alcuni cibi, crudi o non cotti a sufficienza, contaminati dal virus. Oppure manipolati da soggetti infetti che non usano i guanti e non si lavano le mani. Stiamo vaccinando molti utenti. La maggiore diffusione dell’epatite A è legata anche ai nuovi stili di vita».
    Ma a quali stili di vita ci si riferisce? Ovviamente la trasmissione di questa malattia per via oro-fecale è la più comune, ed ecco perché l’Usl ha subito indirizzato una lettera alle comunità gay esortandoli a vaccinarsi. Sarà pur vero che il pesce crudo e la moda occidentale di mangiarlo più volte a settimana rende presente il rischio, tuttavia i costumi sessuali sono quelli che aumentano in modo esponenziale il ritorno di queste malattie veneree.
    Va pure detto che statisticamente parlando all’interno del rapporti gay vi è una promiscuità di gran lunga maggiore – nonostante essa esista anche fra gli etero per via del libertinaggio sessuale. Certo è che questo tipo di contatto e tale trasmissione avviene più frequentemente fra gli omosessuali, e questo non è un segreto per nessuno, tanto meno per loro.
    Secondo l’Istituto superiore di Sanità nel periodo compreso tra agosto 2016 e febbraio 2017 in Italia si contano 583 casi di epatite A: un numero di 5 volte maggiore rispetto al trend relativo allo stesso periodo dell’anno 2016. L’età media dei pazienti viaggia fra i 32 e 34 anni, l’85% è di sesso maschile e il 61%, guarda caso, dichiara di avere tendenze e rapporti omosessuali. Il maggior incremento dei casi pareva risultare nel Lazio, ma poi è stata riscontrata un’impennata di contagi anche in Lombardia, Veneto e Piemonte.
    Inutile dilungarsi oltre, ma a questo punto siccome ci vengono sempre fatte delle domande come se fossimo dei pazzi squilibrati, ne facciamo una veramente pazza: a quando l’obbligo vaccinale per tutti gli omosessuali?
    Chissà perché, ma toccare certi “diritti” sembra cosa impossibile anche per i grandi numi tutelari della nostra salute. Per violare quelli dei genitori e dei bambini, invece, avanti tutta!
    D’altronde, questa è l’Italia che conta.
    https://www.radiospada.org/2017/09/v...comunita-lgbt/

    LOTTA AL GENDER
    Arriva in Italia il bus della libertà che Soros detesta
    “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole”. È la scritta a lettere cubitali che campeggia sul Bus della Libertà di CitizenGo, una delle più grandi piattaforme web di cittadini attivi in tutto il mondo, impegnati per la promozione del Bene Comune, la famiglia e la vita.
    Il Pullman in questi giorni sta scaldando i motori in vista del tour che da sabato 23 settembre a sabato 30 toccherà sette città italiane. Il giro parte da Roma per poi arrivare a Firenze il giorno successivo; il 25 farà tappa a Milano; il 26 si sposterà a Brescia dove, tra le altre cose, saluterà presidente del Family day Massimo Gandolfini; il 27 sarà la volta di Bologna; il 28 di Bari, poi ancora il 29 a Napoli e a chiudere il 30 di nuovo Roma dove si terrà una manifestazione.
    Ad animare la sezione italiana di CitizenGo sono i ragazzi di Generazione famiglia, tra le principali realtà promotrici dei due grandi Family day del 2015 e del 2016. Gireranno l’Italia per riaccendere i riflettori sui tentativi di introdurre la teoria gender nelle scuole; per protestare contro le sentenze dei tribunali che convalidano la stepchild adoption, legittimando di fatto l’utero in affitto e il commercio dei gameti, pratiche che privano i bambini del diritto ad avere un padre e una madre; e per denunciare l’attività di propaganda fatta in questi ultimi quattro anni dall’Unar (ufficio anti discriminazioni del governo).
    Con un messaggio video postato sui profili social, il responsabile delle campagne di CitinzenGo Italia, Filippo Savarese, sottolinea quanto le gradi manifestazioni di piazza siano state importati per riattivare le coscienze della gente. In questo momento storico, a far tremare le forze del nichilismo del pensiero unico dominate – spiega Savarese – non sono i partiti e i sindacati ma l’impegno dal basso dei cittadini comuni e di realtà che non godono di grandi finanziamenti.
    Un attivismo che, pochi giorni fa, ha suscitato persino la reazione infastidita del magnate della finanza George Soros, deus ex machina di una galassia di organizzazioni che in tutto il mondo incoraggiano a suon donazioni milionarie l’agenda progressista. Il finanziere ebreo americano ha rilanciato dal suo profilo twitter un articolo della sua Open Society, la lobby progressista più potente del mondo, che attacca le campagne anti-Gender promosse CitizenGO in Sud America. Il pezzo diffuso dalla Open society fondation è corredato da una foto che ritrae proprio il grosso pullman arancione utilizzato da CitizenGo in America Latina.
    Eloquente il tweet di Soros che lancia con un monito contro la “falsa narrativa che ha preso piede” e che “minaccia i diritti delle persone lgbti”. Insomma anche secondo Soros il gender non esiste se non nella testa di biechi conservatori che fanno pressione sui governi. Ma quali sarebbero questi diritti minacciati? Ovviamente quelli propugnati dalla Open society: aborto; adozioni e matrimoni gay, legalizzazione delle droghe, cessione di sovranità degli stati in favore delle agenzie internazionali.
    Nel lungo articolo twittato da Soros sono poi segnalate le esperienze di Colombia, Messico, Perù, Brasile e Panama dove le campagne dei gruppi pro life e pro family, condotte anche con la mobilitazione di piazza, hanno condizionato le politiche di governi sudamericani. In Perù le proteste contro la proposta di riforma della Scuola, che introduce lezioni sulla sessualità e l’identità di genere, hanno innescato una crisi di governo che la scorsa settimana ha portato alla caduta del premier Zavala. Di fronte a questo scenario, l’open society chiama a raccolta tutti gli attivisti progressisti: “Se l'ideologia di genere continua a diffondersi in tutta la regione nel 2018, è probabile che le conquiste degli ultimi anni delle donne e delle persone lgbt saranno minacciate”.
    “Soros è furioso per le campagne anti-Gender promosse da CitizenGO in tutto il Sud America che stanno vanificando i suoi finanziamenti milionari”, sostiene Filippo Savarese. "Ci candidiamo volentieri - aggiunge l’esponente del Family day - a rappresentare l'opposto di tutto ciò per cui si spende l'Open Society Foundation”.
    Dunque, da sabato si comincerà dalle piazze di sette città italiane. Il bus stazionerà dalle ore 12 alle 14 in un luogo che sarà comunicato alla vigilia di ogni tappa sui social e sui siti web di CitizenGo e Generazione Famiglia. Una scelta dettata anche da motivi di prudenza dopo le violenti contestazioni avvenute negli Stati Uniti, in Germania e in Spagna. Durante il tour dello scorso inverno nella penisola iberica, le contestazioni della sinistra radicale e dei gruppi estremi lgbt furono furiose. Il Sindaco ultra-progressista di Madrid, Manula Carmena denunciò CitizenGO per "istigazione all'odio", e la polizia, con un atto assolutamente fuori dalla legge sequestrò ‘il Bus che non mente’. I capi delle associazioni Lgbt spagnole invocarono addirittura la galera.
    Negli Usa, invece, arrivarono parole di censura da Chelsea Clinton, la figlia di Hillary, e il mezzo fu imbrattato davanti il Palazzo delle nazioni unite. Di sicuro, le reazioni scomposte di chi mira a deformare l’antropologia umana sono il migliore riconoscimento di questa iniziativa.
    Arriva in Italia il bus della libertà che Soros detesta - La Nuova Bussola Quotidiana




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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il bus antigender che non piace ai benpensanti
    Bus antigender promosso da CitizenGo e Generazione Famiglia parte per il tour italiano: immediate le proteste dei benpensanti
    Francesco Boezi
    Il bus antigender continua a far parlare di sé. Il pullman arancione promosso da CitizenGo Italia e Generazione Famiglia, infatti, è partito per il suo tour italiano, tour che prevede una serie di tappe volte alla sensibilizzazione riguardo alla cosiddetta "ideologia gender". Una campagna espressamente contraria alla presenza del gender nelle scuole, che sta suscitando numerose reazioni nel mondo associativo e politico. Una su tutte, l'etichetta di "transfobico" rispetto alla scritta stampata sui fianchi del bus: "I bambini sono maschi, le bambine sono femmine", immediatamente affibiata da molti contestatori del web.
    Nella giornata di ieri, il Comune di Firenze ha rilasciato un comunicato nel quale definiva la campagna per la libertà educativa dei genitori di "chiaro intento discriminatorio". E a Bologna, luogo che il bus dovrebbe raggiungere il 27 settembre, i Cobas starebbero organizzando una manifestazione di protesta contro il passaggio del mezzo. Insomma, questa iniziativa non riesce a passare inosservata. Tanto che sull'Espresso è stata definita come "l'ultima follia firmata Family Day".
    Gli organizzatori, parafrasando Chesterton, insistono nel dire che la loro azione è tesa a ribadire una semplice verità, come il fatto che due più due faccia quattro o che l'erba sia verde: "Ovviamente rispediamo al mittente le accuse del Comune di Firenze: la nostra campagna non discrimina nessuno ma è a difesa del diritto di priorità educativa della famiglia: che i bambini siano maschi e le bambine femmine non è un'opinione, è biologia".
    La rotta del bus, intanto, prosegue e, dopo essere partita da Roma lo scorso 23 settembre, ha toccato Firenze, per poi proseguire alla volta di Milano, Brescia, Bologna, Bari, Napoli e ancora Roma. Questo pullman arancione ai benpensanti non piace proprio e le possibili contestazioni italiane sarebbero solo la continuazione di quanto già avvenuto in molte altre nazioni.
    Il dissidio, però, proviene specialmente da alcuni ambienti progressisti: George Soros ha recentemente twittato un articolo della Open Society Foundation sulla "falsa narrativa" che starebbe circolando in Sudamerica sulle tematiche di genere, un pezzo condito dalla foto del bus in questione; la giunta comunale di Madrid, amministrazione guidata da Podemos, vietò il passaggio del pullman; Chelsea Clinton, la figlia dell'ex candidata a presidente degli States, si è espressa negativamente sulla presenza dell'iniziativa in America. Davanti la sede dell'Onu, poi, durante una regolare sosta, il bus sarebbe stato pesantemente danneggiato.
    In Italia, per ora, sono le associazioni Lgbt ad alzare i toni sulla presenza del bus nelle varie città italiane. Un nuovo avversario, insomma, da contrastare: un bus condotto da ragazzi, per buona parte universitari, che osa propagandare le differenze tra bambine e bambini. E i temibili strumenti della campagna spesso definita "discriminatoria", sono dei volantini arancioni.
    Il passaggio avvenuto a Firenze, infine, si è svolto all'interno di un clima politico abbastanza surriscaldato. Il convegno "Bambini in rosa", organizzato nella Sala Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana e promosso dal pediatra e consigliere di Sinistra Italiana Paolo Sarti, convegno finalizzato ad affrontare il tema della "transessualità in età prescolare", prevedeva la presenza di un minore in "transizione" dal sesso femminile a quello maschile. Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fdi, ha protestato sostenendo che: "la sinistra sfrutta bambini per convegno gender". Il bus antigender, in definitiva, sta diventando un caso a tutti gli effetti.
    Il bus antigender che non piace ai benpensanti - IlGiornale.it



    Il bus che fa tremare il pensiero unico
    di Giuliano Guzzo
    E’ in arrivo, ma fa già paura. Proprio tanta. No, tranquilli, non sto parlando di qualche uragano né di qualche cellula jihadista, bensì di un pullman arancione in partenza per un giro sulla nostra penisola, nel corso del quale toccherà sette grandi città italiane, e, sulle cui fiancate, campeggia – a caratteri cubitali – questa scritta: «I bambini sono maschi, le bambine sono femmine». Un’iniziativa che solo pochi anni fa sarebbe parsa incomprensibile, ma che invece oggi fa saltare i nervi a tanti.
    Basti dire che, con riferimento proprio a un pullman così, sul blog femminista del Corriere della Sera, non più tardi di qualche mese fa ci si chiedeva: «Perché tanto odio?»; il sindaco di Madrid, Manuela Carmena, da parte sua, ha addirittura chiesto alla polizia municipale di bloccare la partenza del bus, in versione ispanica, dalla sua città; l’ultima è invece che il miliardario Soros in persona, sul web, nei giorni scorsi ha preso posizione contro il temibile pullman, accusandolo di veicolare una «falsa narrativa».
    Una «falsa narrativa» dire che «i bambini sono maschi, le bambine sono femmine»? Bah, devo francamente essermi perso qualcosa, ma non è un problema. Anche se è piuttosto curioso constatare come, da una parte, venga detto che l’ideologia gender non esisterebbe – o sarebbe addirittura fissazione da allucinati – e, dall’altra, ci si scagli furiosamente contro un pullman che ha la sola e apparentemente banale funzione di ribadire l’ovvio. Ah, George non te la prendere, comunque: sappiamo che volevi l’esclusiva sulle «rivoluzioni colorate» e in particolare «arancioni», ma il mondo va così.
    Il bus che fa tremare il pensiero unico ~ CampariedeMaistre


  7. #457
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Si fingeva donna e costringeva gli adolescenti a sesso gay
    Sotto processo a Ginevra un ex allenatore di calcio di 24 anni - Avrebbe abusato di 26 giovanissimi tra il 2009 e il 2013
    BERNA - Sulle reti sociali si fingeva donna, attirando così i ragazzi, per poi ricattarli e costringerli a fare sesso gay: un ex allenatore di calcio di 24 anni è da oggi sotto processo al Tribunale correzionale di Ginevra per aver abusato di 26 adolescenti tra il 2009 e il 2013.
    Il giovane, che agiva con lo pseudonimo di Lucie, inviava alle sue vittime foto e video a luci rosse di una donna, facendosi passare per lei. Una volta catturato il loro interesse chiedeva ai ragazzi di inviargli immagini di se stessi, nudi o intenti ad atti di autoerotismo, per poi usare queste istantanee quale mezzo di pressione. Sempre sfruttando la sua falsa identità minacciava gli adolescenti di pubblicare le loro foto sulle reti sociali se non avessero accettato di andare oltre. In seguito affermava di essere lui stesso ricattato da Lucie e invitava i giovani piegarsi alla volontà della - inesistente - donna.
    Alcune vittime sono state catturate da questo ingranaggio, altre hanno invece resistito. Dei ragazzi hanno dovuto andare a casa dell'uomo per filmare scene di masturbazione o di sesso orale con lui.
    Davanti alla corte l'imputato ha spiegato che si rivolgeva a giovani calciatori poiché, appartenendo lui stesso al mondo del pallone, aveva facilità nel dialogare con loro.
    La presidente della corte penale, Anne Jung Bourquin, ha ricordato all'accusato il male che ha fatto nei confronti dei ragazzi, costretti a commettere atti che li disgustavano profondamente. La gran parte delle vittime ha sperimentato insonnia, incubi, perdita di appetito e calo delle prestazioni scolastiche.
    L'imputato avrebbe voluto che il processo si tenesse a porte chiuse, senza la presenza di rappresentanti dei media. Ma la corte ha respinto la richiesta, ritenendo importante che questo dibattimento serva da monito per i giovani riguardo ai pericoli che possono comportare le reti sociali.
    Svizzera - Si fingeva donna e costringeva gli adolescenti a sesso gay

    40.000 persone in tre giorni dicono NO all’ora di gender nelle scuole!
    In QUARANTAMILA in soli tre giorni hanno già firmato la petizione a sostegno del Bus della Libertà, il grande pullman arancione che CitizenGO e Generazione Famiglia stanno facendo girare per il Paese contro la colonizzazione dell’ideologia Gender nelle scuole.
    Un tour nazionale che si chiuderà a Roma sabato 30 settembre, con una manifestazione nel primo pomeriggio (ti dirò a breve in quale piazza) per chiedere al Parlamento di fermare la discussione della Legge Gender: un’ora obbligatoria a settimana dieducazione LGBT nelle scuole.
    Ti scrivo proprio per raccontarti, brevemente, l’enorme successo che stiamo riscontrando. D’altro canto, tutto questo è anche grazie a te, alla tua fiducia nella nostra determinazione.
    Siamo partiti da Roma sabato scorso. Abbiamo scelto di partire dalla Corte di Cassazione per lanciare un messaggio chiaro: basta sentenze contro il diritto dei bambini di avere un papà e una mamma. La legge italiana sulle adozioni è chiara: chi ha perso un papà e/o una mamma, deve ritrovare un papà e/o una mamma.
    Non “due papà”. Non “due mamme”. L’uomo e la donna sono diversi, e un bambino per crescere in modo equilibrato deve fare esperienza di questa differenza, che è una ricchezza straordinaria.
    Abbiamo fatto la prima tappa a Firenze, domenica, per passare poi a Milano lunedì e a Brescia ieri, martedì. In tutte le città che stiamo toccando giriamo diverse ore per le strade più frequentate per mostrare il nostro messaggio e incuriosire i passanti.
    Ad oggi migliaia di persone hanno incrociato il loro sguardo con lo slogan della nostra campagna. Ci fermiamo in diversi punti della città per distribuire materiale informativo e spiegare ai passanti il perché della nostra mobilitazione.
    In ogni città incontriamo e salutiamo gli attivisti locali impegnati come noi per la stessa causa, cioè la libertà dei genitori di scegliere l’indirizzo generale dei figli e di non subire le direttive del potere politico.
    Durante la tappa a Brescia ci ha fatto particolarmente piacere salutare Massimo Gandolfini, il presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, promotore degli ultimi due Family Day a San Giovanni e al Circo Massimo. Ci ha aiutati a volantinare e a informare le persone! Mitico…
    Stiamo riscontrando un apprezzamento veramente entusiasmante! Le persone si fermano ad ascoltare e si dicono effettivamente preoccupate dalla brutta piega che sta prendendo la scuola in Italia sui temi della sessualità e dell’affettività.
    Insomma, ci stiamo veramente dando da fare, senza sosta.
    Lo facciamo per due motivi.
    Primo: perché ci anima il desiderio di migliorare il mondo in cui vivono e vivranno i nostri figli e i nostri nipoti.
    Secondo, perché tu credi in noi.
    Tu esprimi la tua fiducia nell’impegno di CitizenGO, questa comunità di cittadini attivi per il Bene Comune, e noi vogliamo ripagare la tua stima in modo concreto, tangibile, reale.
    Non siamo gente da chiacchiera. A noi piace scendere per strada, incontrare le persone, lasciare per un’intera settimana le nostre vite quotidiane e, sì, anche perdere un po’ la faccia per testimoniare le cose più normali, più naturali, più belle. Noi di CitizenGO ci sporchiamo le mani.
    Dicono che il nostro slogan sia violento e discriminatorio. Dicono che siamo “transfobici“. Perché diciamo pane al pane?
    Pazienza. Noi non siamo contro nessuno. Siamo per la sana e serena maturazione dei nostri figli e dei nostri nipoti.
    Le intimidazioni – che sia chiaro – non ci mettono paura. Per la libertà educativa, per non dover sottometterci ai diktat politici e ideologici, siamo pronti a resitere.
    E grazie al tuoi aiuto, noi resisteremo.
    Matteo, spero solo una cosa. Che tutto ciò ti faccia sentire parte di una famiglia che sta reagendo. Che non se ne sta con le mani in mano con indifferenza mentre questo mondo se ne va a scatafascio.
    Non è così. Noi ci siamo, CitizenGO c’è. E tu ci sei.
    Dopo Bologna, saremo a Bari giovedì 28, dalle 12 in Piazza della Prefettura. Poi, venerdì 29, a Napoli in Piazza Trieste e Trento, sempre dalle 12. Se puoi, vienici a trovare.
    Il tour tornerà a Roma sabato 30. Chiuderemo la campagna con una manifestazione nel primo pomeriggio nella zona del Circo Massimo. Appena avremo concordato dove precisamente con la Questura, te lo farò sapere. Lì sarà veramente importante esserci.
    Grazie infinite per il tempo che ci dedichi. Ci sentiamo per i prossimi aggiornamenti!
    Un caro saluto, come sempre.
    Filippo Savarese
    e tutta la squadra di CitizenGO
    40.000 persone in tre giorni dicono NO all?ora di gender nelle scuole! « www.agerecontra.it


  8. #458
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Co-genitori gay separati, l'unico divorzio che ci piace
    di Tommaso Scandroglio
    Un divorzio può essere salutato felicemente? Sì, se corrisponde alla procedura civile di scioglimento di un “matrimonio” omosex oppure di una unione civile, perché in questo caso si rompe una unione contraria alla morale naturale.
    E dunque apprendiamo con piacere che Claudio Rossi Marcelli e il compagno Manlio Sanna, uniti civilmente nel 2011, si sono giuridicamente separati. Voi chiederete: e chi saranno mai questi due perché se ne parli? Tra i due quello noto è Rossi Marcelli, attivista gay, autore del libro E il cuore salta un battito dove racconta la relazione con Manlio e curatore per l’Internazionale di una rubrica di consigli per i padri, lui che ha affittato ben tre volte l’utero di una donna e acquistato ovociti di un’altra donna per avere una triade di pargoli: due gemelle, Maddalena e Clelia, concepite con i gameti di Rossi e un bambino, Bartolomeo, con quelli di Sanna. A proposito di consigli, il primo da dare ad un padre sarebbe: fai un figlio con tua moglie alla vecchia maniera.
    Di questa coppia scoppiata si parla perché Rossi Marcelli è una icona del mondo arcobaleno: uno dei primi ad uscire allo scoperto raccontando la sua relazione omosessuale, ad avere figli in locazione e a battersi per le unioni civili in Italia. Ed ecco la delusione, quell’arcobaleno diventa grigio topo: l’unione civile si è rotta. La giustificazione di questa disfatta è presto servita: “Noi non eravamo né migliori né peggiori degli altri. E oggi sento di poter trasmettere ancora lo stesso messaggio, ai nostri bambini prima che a tutti gli altri: siamo una coppia come tutte le altre, e le coppie a volte si lasciano”. Ciò a voler dire: matrimonio etero ed omo, tanto che anche per gli uniti civilmente è contemplata la separazione.
    Ma questo sarà vero in punta di diritto, ma meno sotto il profilo sociologico. Infatti, come avevamo già illustrato a suo tempo, i divorzi gay sono più frequenti e precoci di quelli etero. E’ la relazione omosessuale ad essere per sua natura più precaria e fragile di quella etero.
    Rossi Marcelli comunica così il suo cordoglio per la fine dell’unione civile: “Dopo un lento ma inesorabile cambiamento del nostro rapporto che non siamo riusciti a fermare, abbiamo deciso di continuare da amici. E da co-genitori. Perché, anche se io e lui non siamo più una coppia, noi cinque restiamo una famiglia”. Dunque, come detto, noi ci rallegriamo che un passo verso la giusta direzione si sia fatto e che quindi il civile patto gay si sia sciolto. Ma come la mettiamo con i figli?
    Queste creature hanno avuto la mala sorte di essere state concepite in vitro, portate in grembo da una donna che non li crescerà e che geneticamente non è la loro madre, tolte dal genitore biologico e infine allevate in un ambiente privo della figura genitoriale femminile. E’ un bene ora per questi bambini che i due si siano separati? Da una parte certamente sì, perché perlomeno eviteranno di essere educati all’interno di una relazione omosessuale (posto che – mera chimera – i due non frequentino altri uomini). Su altro fronte, ma il danno potrebbe valere il vantaggio acquisito, oltre a tutti i drammi già subiti in precedenza ora patiranno le ripercussioni psicologiche che la separazione di certo comporterà: tensione tra i due, cambiamento di ritmi di vita, forse di abitazione, etc. In breve in tutta questa vicenda, come sempre accade quando si parla di figli di omogenitori, quelli che escono con le ossa rotte sono sempre loro: i bambini.
    Curiosa infine l’espressione usata da Rossi: “co-genitori”. Ora da un punto di vista biologico e giuridico Rossi e Sanna sono genitori, punto e basta. E dunque perché aggiungere la particella “co”? Forse per sottolineare il fatto che entrambi si spenderanno, nonostante la separazione, per i loro figli? Che l’unione sopravvive almeno in riferimento alla loro educazione? Speriamo di no.
    Altra perla: “anche se io e lui non siamo più una coppia, noi cinque restiamo una famiglia”. Da una parte Rossi rimarca uno slogan tipico del mondo LGBT: sono i fatti e non certo il matrimonio a generare una famiglia. E dunque avere tre figli in comune è avere una famiglia. Ma questo, anche da un punto di vista meramente empirico, è falso. Infatti le due gemelle sono legate geneticamente solo a Rossi e non a Sanna e, viceversa, Bartolomeo è figlio solo di quest’ultimo. Insomma non c’è legame alcuno, nemmeno giuridico ora, tra Rossi e Sanna, né tra i figli dell’uno e l’altro ex compagno. Su altro fronte quello che dice Rossi contraddice apertamente un altro slogan della cultura gay: è la relazione, seppur non riconosciuta, a costituire una famiglia. Ora la relazione non c’è più e quindi come si fa a parlare di famiglia?
    La Nuova Bussola Quotidiana - quotidiano cattolico di opinione online

  9. #459
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Adriano Scianca
    La rubrica sul sesso di Dan Savage, su Internazionale è una sorta di gazzetta ufficiale dell'eroticamente corretto.
    Qualche giorno fa, una mamma “cisgender” (cioè normale) gli ha scritto perché, avendo una figlia lesbica, era preoccupata per non poterle dare consigli su una forma di sesso che non conosceva.
    Savage le ha risposto di non preoccuparsi, perché di regola gli omosessuali fanno un sesso migliore. Anzi, sono gli etero che dovrebbero imparare da loro. Quanto alle lesbiche, visto che “non hanno sottomano un maschio alle cui esigenze/al cui pene/al cui ego la società abbia insegnato a dare la precedenza, le ragazze queer hanno incontri sessuali più paritari, e non a caso più appaganti”.
    Ecco, qui siamo proprio al sovvertimento dell'idea stessa di rapporto (affettivo o sessuale) con l'altro sesso. Certo, farlo con una del tuo sesso è più semplice. Più semplice ancora è farlo da soli, così non rischi nulla. Peccato che è esattamente in quel rischio e in quello sforzo di comprendere l'altro che risiede l'essenza dell'affettività e della sessualità. Le “esigenze” dell'altro, “l'ego” dell'altro, il corpo dell'altro sono il “mistero” da decifrare in cui consiste la bellezza, ma anche la difficoltà della sessualità umana e solo umana, perché per gli animali non c'è alcun mistero, si montano per un riflesso innato e via.
    Quello di Savage è il sesso nell'epoca degli snowflakes, i “fiocchi di neve”, come sono chiamati gli studenti universitari americani che ormai non possono neanche partecipare a un dibattito perché sentire idee diverse dalle proprie li ferisce troppo. Figurarsi se possono affrontare il trauma di capire come funziona il corpo e la mente di un individuo di sesso opposto.

    Parigi nel mirino dei terroristi
    Ma il problema è il bus anti gender
    A Parigi giovedì è stata disposta la chiusura dell’ennesima moschea, considerata dalle autorità “un vecchio covo dell’islam radicale”, frequentato da persone con “l’intento di preparare attacchi terroristici“. Ma, mentre la capitale francese rimane sotto l’ombra del terrorismo, il sindaco della Ville Lumière, Anne Hidalgo, si dedica all’opposizione ai bus anti-gender che in questi giorni sfilano in città.
    Il Consiglio comunale di Parigi ha infatti dichiarato che gli autobus di CitizienGo diffondono “slogan chiaramente omofobi“, anche se sui pullman ci sarebbe stampata la semplice scritta “La mia identità non è un gioco“.
    L’organizzazione CitizenGo, che ha base a Madrid ed è legata all’associazione cattolica francese La Manif pour tous, sostiene che la scuola francese insegni teorie nocive, che puntano a diluire le differenze tra i sessi e sulla sessualità. Ma secondo il municipio della capitale francese, invece, definire il matrimonio come l’unione tra uomo e donna è alla base di “una visione oscurantista della società”.
    La campagna dell’organizzazione cattolica è partita in Spagna l’anno scorso, ed è poi stata replicata negli Stati Uniti, in quasi tutto il Sud America, In Germania e in Italia. Lo scopo, secondo quanto riportato a Gli Occhi della Guerra dal responsabile di CitizenGo Italia, Filippo Savarese, “è quello di chiedere una libertà educativa”, e le “accuse di omofobia non hanno nulla a che fare con la nostra iniziativa”.
    A Bologna le tensioni non sono mancate. “Il nostro pullman portava la scritta ‘I bambini sono maschi, le bambine sono femmine’, ritrovarsi circondati dalla polizia tra volanti e camioncini e rischiare di essere assaliti dai manifestanti per il fatto di diffondere questo semplice messaggio è esagerato”, ha aggiunto Savarese.
    Inoltre,”le accuse di violenza, discriminazione e omofobia che continuiamo a ricevere sono infondate. Innanzitutto vanno contro la nostra libertà di pensiero, ma poi sono delle vere e proprie falsità: noi non discriminiamo nessuno. Ma una donna che è nata donna ha il diritto di sentirsi diversa da una donna che nata uomo.”
    In Francia il fenomeno gender è iniziato molto prima che in Italia. Le manifestazioni della Manif pour tous iniziarono a farsi sentire già dal 2013, in seguito all’inserimento di corsi scolastici sulla sessualità volti alla ricostruzione degli stereotipi classici. Si è così iniziato a raccontare a ragazzi in età pre adolescenziale che si può scegliere l’identità sessuale, che è normale avere dubbi sulla propria, e che si può, in questo caso, intraprendere i passi per la transizione all’altro sesso.
    Parigi nel mirino dei terroristi Ma il problema è il bus anti gender - Gli occhi della guerra

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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Londra cancella maschi e femmine
    Nel censimento 2021 non sarà obbligatorio indicare il sesso. Per non urtare i trans
    Andrea Cuomo
    Sesso? No, grazie. Non è un attacco di castità bensì di politically correct quello che colpisce la Gran Bretagna, dove si prospetta una solenne abrogazione burocratica dell'identità sessuale.
    Maschio, femmina, qualsiasi tipo di «x» non importa. Nel censimento che si svolgerà nel 2021 i cittadini di Sua Maestà non saranno più obbligati a barrare la casella del loro sesso. Informazione facoltativa e a questo punto perfino inutile. L'importante è non urtare la suscettibilità di quanti non si riconoscono nel tradizionale semplicismo della scelta binaria. Esiste ormai una terza via, un popolo di persone che non hanno sesso o ne hanno uno non della loro misura o lo hanno cambiato o meditano di farlo. Persone che non saprebbero su quale casella mettere la crocetta. Quindi meglio soprassedere. Dal 2021 i britannici saranno solo un'enorme comunità asessuata.
    La decisione è un clamoroso assist alla teoria del gender, quella secondo cui il sesso non sarebbe un ineluttabile armamentario morfologico bensì una scelta consapevole influenzata dalla sensibilità personale e dal contesto culturale, che si può mutare anche più volte nella vita come il colore dei capelli. Nasceremmo maschi e femmine per caso, il nostro sesso sarebbe solo una proposta da parte della Natura o di chi per lei, nei confronti della quale vanteremmo un diritto di recesso. E incasellarci per tutta la vita, o anche solo per i dieci anni tra un censimento e l'altro, è sconveniente, imbarazzante, fuori moda. Siamo nell'era della vita à-la-carte, e questo vale anche per il nostro apparato genitale, scelto come da una pallina che rotoli su una roulette di algoritmi cromosomici.
    Ma la decisione di sbianchettare l'informazione sull'identità sessuale nella conta che in fondo dovrebbe servire ad acquisire dati e non a mischiarli, rischia per non umiliare una parte della popolazione di scontentarne altre. Ad esempio le femministe, che tanto hanno lottato per dare enfasi al ruolo delle donne nella società e non ci stanno a finire come zucchine nel grande minestrone del genere. Secondo Germaine Greer, accademica e scrittrice femminista, ogni attentato all'importanza del genere è una sconfitta prima di tutto per le donne: «Pensare che le donne - dice al Times - abbiano conquistato tutto quello che c'era da conquistare non ha senso se poi non abbiamo nemmeno il diritto di esistere». Ma la Greer in Gran Bretagna è liquidata come transfobica per aver sostenuto una volta che le trans «non sono vere donne». Ohibò.
    Londra cancella maschi e femmine

    Trump: aziende non più schiave del credo LGBT
    L’Attorney general Jeff Sessions ha emesso una direttiva in cui sollecita le agenzie governative a tutelare la libertà di pensiero e religiosa di enti e aziende che non vogliono promuovere, con il loro lavoro, l’ideologia Lgbt.
    In particolare l’onere della prova si rovescia. Se fino ad ieri era ad esempio un pasticciere a dover provare la propria appartenenza religiosa come motivo principale per essersi rifiutato di preparare una torta per un “matrimonio” gay oggi invece ciò dovrà essere provato da chi accusa.
    Altro risvolto dell’iniziativa dell’amministrazione Trump: maggior tutela della libertà religiosa e di pensiero in ambito professionale. Ad esempio un ospedale cattolico potrà rifiutarsi di praticare un’operazione di rettificazione sessuale e una scuola di assumere un insegnante omosessuale.
    Trump: aziende non più schiave del credo LGBT - La Nuova Bussola Quotidiana


 

 
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