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Discussione: Vai col gender!

  1. #381
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Indottrinamento LGBT+ per i dipendenti della città di Bari
    Rodolfo de Mattei
    Il Comune di Bari ha dato il via ad un ampio piano di indottrinamento LGBTQI, che prevede 4 giornate formative da 6 ore ciascuna, che coinvolgeranno tutti i suoi funzionari più a “contatto” con il pubblico e quindi a maggior rischio di incorrere in comportamenti “omofobi”.
    Come si legge sull’edizione locale de “La Repubblica” infatti:
    “La formazione riguarderà tutto il personale di front office del Comune di Bari: insegnanti di asili nido e scuole dell’infanzia, addetti dell’Ufficio pubbliche relazioni, assistenti sociali. Le lezioni saranno organizzate in mini classi da 25 persone”.
    LAUTO FINANZIAMENTO
    Il progetto, promosso dal Comune con un lauto finanziamento di ben 80.000 euro, è stato ideato in collaborazione con un apposito tavolo LGBTQI per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali, istituito a Palazzo di Città e con il dipartimento di Formazione dell’Università di Bari.
    Alessandro Taurino, ricercatore di Psicologia clinica all’Università di Bari, ha spiegato come i primi funzionari “arruolati” per seguire le lezioni, “finalizzate a decostruire stereotipi e pregiudizi“, saranno gli agenti del comando della polizia municipale.
    SI INIZIA CON LA POLIZIA MUNICIPALE
    A riguardo, il comandante Nicola Marzulli conferma che saranno “160 le unità individuate che seguiranno un corso complessivo di 24 ore“.
    Il ricercatore universitario Taurino sottolinea come l’attività “educativa” sia stata scrupolosamente organizzata in più moduli, ciascuno con un suo preciso obiettivo di formazione alla “normalità” omosessuale e di ogni tendenza sessuale:
    “Abbiamo raccolto una necessità formativa di lavorare sulle questioni legate al genere. Avremo vari moduli: si parte con la decostruzione dei pregiudizi e si passa alle novità legislative legate alla legge Cirinnà e poi al linguaggio, che ha un ruolo importante nei processi di costruzione della realtà e che deve essere inclusivo e pluralista. Ci saranno esperti di diritto per la parte giuridica ed esperti di educazione alle differenze con il coinvolgimento di associazioni”.
    Il corso di formazione prevede inoltre la partecipazione degli “esperti” anti omofobia dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), e di Polis aperta, l’associazione di gay, lesbiche, transessuali e bisessuali in uniforme.
    Taurino spiega l’importanza di iniziare la formazione pro LGBTAI proprio dalle forze di polizia:
    “Cominciare i corsi dalle forze di polizia, considerati spesso ambienti più chiusi, è un gran punto di partenza. Costruire una città gay e trans friendly è un percorso”.
    Il progetto – precisa sempre Taurino – rientra in un’ampia strategia di “normalizzazione” dell’omosessualità che mira a coinvolgere trasversalmente tutti i dipendenti comunali:
    “Credo ci sarà una grande accoglienza per questo percorso formativo. Il tema non è da ghetto, ma taglia trasversalmente varie competenze vogliamo coinvolgere i dipendenti sul campo dell’esperienza professionale. A Bari si stanno facendo tanti passi in avanti contro l’omofobia e c’è un grande interesse istituzionale e grande apertura”.
    PROGETTO TOTALITARIO
    Il corso di formazione ai dettami LGBT a cui il Comune di Bari sottopone tutti i suoi dipendenti impiegati in ruoli “chiave”, dagli insegnanti di asili nido e delle scuole dell’infanzia, agli addetti dell’Ufficio pubbliche relazioni, fino agli assistenti sociali e alla polizia municipale, è un inaccettabile progetto di ri-educazione e propaganda all’odierno diktat etico omosessualista.
    https://www.riscossacristiana.it/ind...lfo-de-mattei/

    POSTINO GAY SI FINGE DONNA PER ADESCARE RAGAZZINI
    Un postino gay – i media continuano a fingere di non sapere che la pedofilia non riguarda i minori ma i bambini, quindi chi violenta ragazzini o li molesta è un omosessuale che stupra, non un pedofilo – è stato arrestato a Bari dalla Polizia per violenza sessuale a seguito di una denuncia presentata da una famiglia di Vercelli. Da quanto emerso dagli atti d’indagine della Polizia postale, l’uomo si fingeva donna per adescare ragazzi minorenni e indurli a compiere atti sessuali in webcam.
    Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di una madre che, rientrata in casa prima del previsto, ha scoperto il figlio tredicenne nudo nel salotto di casa intento a chiudere frettolosamente una conversazione via Skype con uno sconosciuto. Il postino gay.
    La perquisizione personale e informatica dell’uomo ha permesso di rinvenire nei suoi hard disk decine e decine di contatti riconducibili ad altrettanti minorenni residenti in altre zone d’Italia a cui il postino aveva chiesto di compiere atti sessuali allo scopo di filmarli e registrarli.
    L’uomo assumeva una falsa identità in rete fingendosi una giovane donna che ai ragazzi di sesso maschile chiedeva di esibirsi in giochi erotici.
    Ma di che vi lamentate? E’ il ‘gender fluid’ no? Lui in rete si sente donna, i sessi non esistono, non è questa la vostra teoria? Ecco, lui l’ha messa in pratica.
    E forse, chissà, il postino avrà partecipato al corso di formazione gay-friendly per dipendenti comunali della sua città. Per il quale il Comune di Bari ha destinato oltre 80 mila euro.
    Il corso aiuta a “Decostruire stereotipi e pregiudizi”, ossia “riprogrammare” i dipendenti comunali baresi ed è promosso dall’associazione “Polis Aperta” che raccoglie gay, lesbiche, transessuali e bisessuali in divisa, dal Dipartimento di Formazione dell’Università di Bari e dall’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD), un organismo interforze (Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri) incardinato nel Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale della polizia criminale. Ecco di cosa si occupano le forze dell’ordine, di ‘decostruire stereotipi’.
    I soggetti destinatari di questo corso di formazione sono gli agenti della Polizia Municipale di Bari e, a seguire, tutto il personale di front-office del Comune di Bari: insegnanti di asili nido e scuole dell’infanzia, addetti dell’Ufficio pubbliche relazioni, assistenti sociali.
    Il postino si era solo portato avanti. Di che vi lamentate? I vostri sono solo stereotipi.
    Postino gay si finge donna per adescare ragazzini | Vox

  2. #382
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    All’università di Hull voti bassi a chi non usa linguaggio gender-neutrale
    In base alla nuova politica universitaria, sarà necessario per avere voti alti usare vocaboli neutrali: latore di posta e non “mailman”, supervisore e non “foreman”, efficiente e non “workmanlike”
    All’Università inglese di Hull usare un linguaggio “gender-sensitive”, sensibile cioè alle diverse identità di genere, non è più soltanto un problema ideologico o di cedimento al politicamente corretto. Ne va della carriera universitaria.
    «INFLUENZA NEGATIVA». Attraverso una serie di documenti l’ateneo ha avvertito che, poiché «il linguaggio è importante e altamente simbolico», gli studenti «devono diventare consapevoli della potenza e della natura simbolica del linguaggio e usare formule gender-sensitive». Non usare questo nuovo linguaggio «influirà negativamente sulla valutazione».
    BASTA POLIZIOTTI. Come ricorda il Guardian, la neo lingua prevede innanzitutto la sostituzione con adeguati sinonimi di ogni termine che contenga la parola “man”, uomo. Ad esempio, al posto di “workmanlike” bisogna dire “efficiente”, al posto di “foreman” si deve usare “supervisore”, mentre “umanità” è un termine adeguato a sostituire il comunissimo “mankind”. Anche i mestieri cambiano: il postino (“mailman”) deve essere trasformato nel “postal carrier” (latore di posta), il poliziotto (policeman) in non si sa cosa e il pescatore (fisherman) nel “fisher” (che pero' indica già l’animale martora di Pennant).
    NUOVI PRONOMI. Altri requisiti del linguaggio “gender-sensitive” sono, quando ci si riferisce a una persona che pur essendo maschio o femmina non si riconosce nel classico schema binario maschio/femmina, l’uso di pronomi plurali: addio dunque ai vecchi “he/him/his/she/her/hers” e spazio al plurale: “they/them/theirs”. In altre università, invece, è stato introdotto direttamente un nuovo pronome: “ze”, con il possessivo “hirs”. La comune frase “She went to her bedroom” (Lei è andata in camera sua) diventa quindi: “Ze went to hir bedroom” o al plurale: “E went to eir bedroom”.
    Università. Parla gender-neutrale o voti bassi | Tempi.it

    Differenza tra i sessi, un nuovo libro politicamente scorrettissimo
    Chiara Toniolo
    E’ uscito ieri nelle librerie un testo destinato a non passare inosservato. Si tratta di Cavalieri e principesse (Cantagalli) del sociologo Giuliano Guzzo, un libro che si propone l’ambizione di fare definitiva chiarezza sul fondamento delle differenze tra uomo e donna. Differenze che secondo ambienti che spaziano dal femminismo agli ideologi del gender, sarebbero solamente un prodotto culturale. Sin dall’infanzia, viene infatti detto, maschi e femmine vengono inglobati in stereotipi di genere che vanno a modellare artificialmente identità maschile e femminile che, aspetti genetici e riproduttivi a parte, non hanno alcuna ragione di esistere.
    Ma le cose stanno davvero cosi'? Tanti, questo è il punto, ancora pensano che le differenze tra uomo e donna siano anzitutto naturali, ma pochi ormai osano – forse considerandola una cosa ovvia o forse per timore di passare per sessisti – dirlo. Ebbene, questo libro lo fa e lo dimostra, facendo piazza pulita di miti e leggende del politicamente corretto. In poco meno di duecento pagine, sulla base di una vastissima letteratura scientifica, viene dimostrato la differenza tra maschi e femmine esiste davvero nella preferenza dei colori, dei giocattoli, nel cervello, nei sogni, nella guida dell’automobile, nel mondo del lavoro, nelle relazioni.
    In pratica, Giuliano Guzzo porta montagne di prove a favore del senso comune. Sarebbe comunque riduttivo pensare che Cavalieri e principesse sia solo un testo sulle differenze tra i sessi dato che c’è un intero capitolo, quello finale, dedicato proprio ad esplorare significato e bellezza della complementarietà tra uomo e donna. In conclusione, questo libro – disponibile in libreria e, ove non presente, immediatamente ordinabile – pare destinato a lasciare il segno. D’ora in poi, infatti, chiunque vorrà criticare la naturalità della differenza tra uomo e donna, dovrà prima fare i conti con questo documentatissimo volume.
    Differenza tra i sessi, un nuovo libro politicamente scorrettissimo | Libertà e Persona


  3. #383
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Omofobi! Chiude il giornalino del liceo
    di Andrea Lavelli
    Da Bergamo arriva in queste ore un caso emblematico sull’avanzata della dittatura arcobaleno nel nostro Paese. A seguito delle pressioni subite da alcuni gruppi, infatti, la dirigenza del Liceo delle Scienze umane “Secco Suardo”, che ha sede nel capoluogo orobico, ha costretto “Print Freud,” il giornalino della scuola, alla chiusura.
    Di quale odioso crimine si è macchiato il giornale studentesco per arrivare a una così grave decisione? Aver pubblicato articoli di alcuni studenti che esprimevano posizioni critiche nei confronti dell’aborto e dell’ideologia gender. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo la vicenda. “Print Freud” nel numero di febbraio aveva pubblicato una lettera di una studentessa che, definendosi lesbica, conteneva le sue riflessioni circa la scoperta del suo orientamento sessuale e concludeva: “Lesbian will conquer the world”.
    Nel numero successivo – uscito il primo di aprile – una ragazza della stessa scuola aveva pensato di rispondere portando un’opinione critica nei confronti della lettera della sua compagna di scuola, affermando che “nasciamo XX o XY, non c’è un gene difettoso che possa cambiarlo e non si può non riconoscere di essere femmina o maschio […]. Nessuno nasce gay, nessuno nasce lesbica”. E ancora: “Guardatevi allo specchio! Siete uomini e donne, non gay o lesbiche! Perché sacrificare questa verità, questo naturale equilibrio fisico, questa vita, per un’ideologia fasulla?”
    Apriti cielo. Il giornale finisce tra le mani del gruppo studentesco “Unione degli studenti – Bergamo” che sulla sua pagina facebook attacca: “Riteniamo inaccettabile che in un liceo statale, nel 2017, sia dato spazio ad idee pericolose e contorte, che colpevolizzano scelte difficili e trasmettono concezioni medioevali,” si legge in un comunicato. “Troviamo vergognoso che articoli di questo tenore possano trovare spazio nella stampa ed essere addirittura pubblicati nel giornalino scolastico”.
    Ma come… non eravamo tutti Charlie qualche anno fa? È emblematico che questa presa di posizione arrivi proprio dall’Unione degli Studenti che all’epoca, per bocca del suo coordinatore nazionale, aveva detto: “Riteniamo che la scuola debba essere un luogo laico di confronto, l’educazione dovrebbe essere multiculturale ed interculturale”. Evidentemente questo è un concetto a orologeria, che non vale più quando qualcuno decide di alzarsi per dissentire contro il pensiero LGBT.
    Nel mirino dell’associazione infatti c’è anche il numero di febbraio, in cui si era dato spazio a un libero confronto sull’aborto: una ragazza condannava l’obiezione di coscienza, mentre un ragazzo sosteneva che è l’aborto “è un male in sé stesso. […] Tutti siamo stati quel grumo di cellule che qualcuno pensa di poter buttare via.”
    Il preside dell’Istituto Luciano Mastrorocco prima ha affermato che il giornalino scolastico “privilegia l’assoluta libertà degli studenti partendo dal presupposto che non esistono primazie di pensiero,” poi davanti alle pressioni crescenti da parte di diversi gruppi LGBT della città, ha imposto la chiusura. Nel frattempo la psicopolizia orwelliana entra in azione: il comitato locale Arcigay ha chiesto un colloquio con il preside per “per capire quale sia realmente il suo posizionamento sulle tematiche affrontate dagli articoli e un confronto sulle possibili implementazioni di politiche di controllo”.
    Martino, direttore della testata studentesca, racconta che “il giornalino ha sempre cercato di garantire la libertà di espressione e operare affinché il giornalino fosse uno strumento di crescita culturale,” spiega. “Nella redazione ci sono ragazzi e ragazze di diverso credo religioso, opinione politica e orientamento sessuale”.
    A rendere ancora più seria la situazione è avvenuto un fatto estremamente grave che rende l’idea del clima di vero e proprio terrore che si viene a creare quando scendono in campo le associazioni LGBT: sulla pagina facebook del Liceo è comparsa una lettera firmata dalla redazione: “Noi redattori abbiamo sottovalutato il contenuto di questi articoli senza dedicarci il tempo e l'attenzione che richiedevano con un atteggiamento superficiale e, senza dubbio, condannabile,” si legge. La lettera continua chiedendo “scusa a tutti i ragazzi del nostro istituto, e non, che si sono sentiti offesi dagli articoli da noi pubblicati”. “Ci spiace davvero vedere che, per un errore del giornalino, tutto l'istituto è stato messo sotto accusa […]Detto questo "Print Freud" quest'anno chiude i battenti”.
    Martino afferma che questa lettera in realtà è stata pubblicata da un solo membro della redazione, senza il consenso degli altri e a seguito della pressione della dirigenza della scuola. “Io stesso non ho saputo della chiusura del giornalino dalla presidenza, ma da un’altra fonte”
    “La pubblicazione di tale articolo, firmato dalla Redazione del Print Freud non rappresenta appieno la visione della stessa, ma avviene per coercizione,” continua il direttore della testata. “Troviamo scorretta e violenta l’accusa di omofobia, per un dibattito tra due anonimi sulle nostre pagine”, “Nessuno in redazione ritiene corretta la chiusura imposta del giornalino, che per l’edizione successiva stava già raccogliendo entusiasta numerose risposte agli articoli incriminati.”
    “Ci dispiace, ma probabilmente parlare di certi argomenti può sembrare eccessivo a chi la pensa diversamente. A questo punto,” conclude Martino, “non ci pare corretto fingere però che siamo noi a decretare la chiusura del giornalino quando invece è un’imposizione autoritaria e neppure cedere davanti a organismi di pressione aggressivi e censori. Non vogliamo essere responsabili per quel regime che si profila all’orizzonte dove la libertà di pensiero viene limitata gravemente: chi afferma che il giornalino non dovrebbe propagandare idee, lo fa esclusivamente per articoli contrari al suo pensiero.”
    A fianco del giornalino è scesa in campo anche il comitato locale di “Difendiamo i nostri Figli” che si dice “sconcertato per la soppressione di un luogo di confronto e libera espressione del corpo studentesco e chiede “in tempi brevissimi un incontro chiarificatore con la dirigenza e auspica che venga revocato il gravissimo provvedimento dirigenziale.”
    Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo ciò che rimane è l’amarezza di fronte a ciò che in Italia si sta profilando sempre più: una dittatura in cui anche solo esprimere un parere critico al modo di pensare di certe associazioni rischia di portare a una vera e propria persecuzione silenziosa.
    Omofobi! Chiude il giornalino del liceo

    Lavaggio del cervello


    “Cavalieri e principesse”…primo in classifica!
    Esattamente una settimana pronosticavamo che Cavalieri e principesse, il nuovo libro di Giuliano Guzzo – firma ben familiare agli amici di Libertaepersona -. non sarebbe passato inosservato. Beh, avevamo ragione. Infatti nel pomeriggio di ieri questo testo sulle differenze sessuali del giovane sociologo si trovava, sulla prestigiosa classifica Amazon, addirittura davanti a quelli, anch’essi appena usciti, di sociologi celebri come Ricolfi e Bauman.
    Bello, tra l’altro, anche vedere una casa editrice molto vicina al mondo cattolico come Cantagalli davanti a giganti come Longanesi, Sperling & Kupfer, Laterza, il Mulino, Bollati Boringhieri. Cavalieri e principesse, ad appena una settimana dall’uscita, sta insomma diventando un caso. Forse perché ribadisce che uomo e donna sono davvero differenti e complementari, una realtà che i fautori del gender negano ostinatamente. Una sottolineatura che però nel libro viene effettuata in modo del tutto laico.
    «Guzzo è certamente cattolico – ha scritto in una bella recensione del testo il vaticanista Marco Tosatti – ma chi leggesse solo “Cavalieri e Principesse” non se ne accorgerebbe; perché il suo libro non tocca in nessun modo gli aspetti religiosi dell’essere uomo o donna, o gli eventuali input che il mondo della fede, qualunque fede, potrebbe dare alla discussione. La regina dei giochi – e dei ragionamenti – è la scienza». A chi lo cercasse, ribadiamo che il libro, oltre che su Amazon, è ordinabile da ogni libreria.
    ?Cavalieri e principesse??primo in classifica! | Libertà e Persona


  4. #384
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    USA: coppia di padri gay ma la figlia chiama “mamma”
    Deve essere qualcosa di cosi' profondo, di cosi' forte, da andare oltre le sovrastrutture, di qualsiasi tipo. Si puo' crescere in qualsiasi modo, verrà fuori. Prima o poi. E’ l’amore per la mamma anche quando si hanno due papà.
    La notizia arriva direttamente dagli Stati Uniti, il Paese in assoluto più gay-friendly al mondo. Lo scrittore omosessuale di Toronto, John Hart, ha adottato insieme al compagno una bimba che quando è triste o arrabbiata chiama la mamma. E non riesce proprio a spiegarsi come sia possibile. Lo scrittore ha affidato il suo sfogo alle pagine di uno dei più noti siti di per genitori omosessuali, gaywithkids.com, in un articolo intitolato “calling for mommy”, appunto.
    Hart racconta che la sua angoscia è scoppiata in seguito ad un “incidente” scoppiato in un supermercato. La bimba voleva un tipo di pane che il papà si è rifiutato di comprarle. Capricci normali insomma, quelli che fanno tutti i bambini. Eppure la piccola per protestare ha sbattuto i piedi a terra e ha urlato “mamma”, suscitando l’imbarazzo del “daddy” e le occhiatacce degli altri clienti “vedendo una bambina senza sua madre che veniva tirata fuori da un uomo a cui lei resisteva”.
    Il blogger racconta che la bimba ha tre anni ed è con la coppia da quando aveva 9 mesi “non credo ricordi nulla prima della sua vita con noi”. Le è stato spiegato che ha due papà, eppure, nei momenti di sconforto piange e chiama la mamma. Secondo lo scrittore canadese la piccola ha una perfetta padronanza di linguaggio che la rende consapevole di cio' che dice, dunque l’invocazione non trova nessuna spiegazione.
    Potremmo facilmente aprire un dibattito sull’omogenitorialità, potremmo chiederci se la società che lentamente sta accettando le adozioni gay stia facendo realmente l’interesse dei bambini. Potremmo chiederci se il pianto di una bambina di tre anni che chiama una mamma che non ha non dovrebbe farci riflettere. Potremmo. Oppure potremmo semplicemente ammettere che il genere umano è sessuato e che nessuno puo' essere “il tutto”, che due papà forse non fanno una mamma.
    USA: coppia di padri gay ma la figlia chiama "mamma"

    Cedimenti democratici alla sodomia: ovvero il trionfo della civiltà rettale
    Piero Vassallo
    Perfettamente inutile e vano è il tentativo buonista di suscitare l'ammirazione venerante o almeno la democratica tolleranza delle persone normali intorno alle parole d'ordine degli avanguardisti, che annunciano – gongolando, sculettando e squittendo – l'intossicazione (il capovolgimento) della morale naturale e lo sfacelo sodomitico della civiltà del diritto.
    L'intolleranza al male – refrattaria e ribelle ai comandi dei sedicenti illuminati - continua a distinguere la normalità dal vizio, e di seguito il vero uomo dal quaquaraqua, il padre di famiglia dal femminiello, la persona normale dal capovolto, il fedele cattolico dall'interprete di una modernità laicista e democratica che desta i gridolini di un popolo che sculetta senza ritegno intorno ai vespasiani deputati.
    Spregevole e vile è il conformismo dei progressisti, impegnati ad accarezzare, blandire, lusingare e applaudire la oscura setta sodomitica, un centro di potere che innalza – sui tetti dei tempietti urologici - i vessilli dell'immoralità, della fellonia arcobaleno, della capovolta (o autentica?) democrazia, e della sfrenata necrofilia in corsa nei numeri della denatalità occidentale.
    Ingiusto e immorale è l'autorevole rispetto prestato (in nome di un'etichetta da manicomio) alle capovolte e oscene leggi e ai legislatori ubriacati e intossicati dalle acque di fogna.
    Spregevole è la paura che trattiene sulle labbra dei ben pensanti lo sputo che si dovrebbe far cadere sulle pseudo leggi, che (per volontà di tracotanti ed empi cialtroni, nati da madri disoneste ed eletti da fragili, ubriacate e plagiate minoranze) violano la volontà della maggioranza, capovolgono il diritto naturale, insudiciano la tradizione cristiana.
    In special modo, i banditori della teologia progressista (colpevolmente tollerata dall'autorità ecclesiastica) sono colpevoli di fellonia, ovvero di fingere di non udire il brusio osceno e bestiale, che soverchia, intimidisce e scoraggia la tradizionale avversione della gerarchia cattolica ai vizi in marcia trionfale sotto i vessilli di leggi ispirate e inflitte dalla malafede progressiva e dall'oscenità postribolare.
    Si ha, purtroppo, la desolante sensazione che il santo clero non abbia valutato la intrinseca perversione dei politicanti estremi, in genovese detti bulicci, sostantivo del vocabolario cittadino, carico di dileggio per la figura del politicante deboluccio ed effeminato.
    La filosofia illuminista ha educato e promosso una folla di conformisti, obbedienti alla beffarda battuta, che il commediografo Aristofane fa pronunciare a un ateniese, atterrito dal trionfante volume della massa costituita dai concittadini capovolti: “Tenete il mio mantello, gente di culo aperto, che io fra voi diserto”.
    Contravveleni e Antidoti: Cedimenti democratici alla sodomia: ovvero il trionfo della civiltà rettale


  5. #385
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    "Educare ai valori Lgbt fin dai 2 anni", dice la maestra
    di Benedetta Frigerio
    Non è uno scherzo, perché in effetti è già dagli anni Cinquanta che gli attivisti Lgbt lo avevano capito: per riuscire a sovvertire l’ordine naturale della società bisogna incominciare a diseducare gli uomini fin dalla più tenera età, oscurando la prima fra le evidenze, la differenza uomo/donna. E’ così che, instancabilmente, colpo dopo colpo, con pazienza certosina anche quando al mondo apparivano ancora folli, i figli della “rivoluzione sessuale” sono arrivati ad ottenere risultati sconvolgenti come questi.
    RIEDUCAZIONE DI STATO - Settimana scorsa l’Associazione nazionale degli insegnanti inglesi ha formulato ufficialmente la sua richiesta al governo di parlare di sessualità ai bambini di due anni, per spiegare loro che le relazioni omoerotiche sono normali. Il governo inglese, che sta già lavorando per l’obbligatorietà dell’educazione sessuale nelle scuole di qualsiasi ordine e grado, invadendo una sfera che dovrebbe essere mera prerogativa della famiglia, dovrà rispondere alla mozione passata con la maggioranza dei voti.
    All’inizio dell’anno il ministro dell’Istruzione, Justine Greening, aveva annunciato l’avvio di un piano rivolto ai ragazzini delle medie e delle superiori che rendeva non più facoltativa l’ora di “educazione” sessuale: “D’ora in poi – aveva chiarito la Greening – tutte le scuole saranno legate a quest’obbligo”. Ovviamente, anche la Chiesa di Stato inglese si era detta favorevole.
    Nonostante ciò secondo Annette Pryce, membro della Associazione nazionale degli insegnanti, “l’ala destra e religiosa” avrebbe impedito al ministro di proporre un’agenda più “inclusiva” riguardo alla sessualità che parlasse esplicitamente a tutti gli alunni della normalità delle relazioni fra persone dello stesso sesso. Per questo la mozione sarebbe un passo in avanti.
    SENZA ECCEZIONI - Secondo il quotidiano inglese Telegraph il suo contenuto prevede che gli insegnati “si impegnino per promuovere le istanze Lgbt in tutte le scuole dall’asilo nido e per tutti gli stadi educativi”. Senza eccezioni. Questo per via della “mancanza di politiche che promuovano gli Lgbt nelle scuole”, con un “impatto significativamente negativo” sul benessere degli studenti e degli insegnanti che appartengono a tale gruppo. E’ così che, per la buona pace degli adulti, si colpirebbero i bambini utilizzando aberrazioni lontanissime dai loro interessi.
    In attesa della risposta del ministro, Kiri Tunks, insegnante londinese dell’Associazione nazionale insegnanti, ha aggiunto che “la nuova legislazione è una vittoria”, ma “il cammino è ancora lungo”. Perciò i membri dovranno “continuare a promuovere l’obbligatorietà dell’educazione sessuale in tutte le scuole di ogni ordine e grado”. Il segretario generale dell’Associazione, Kevin Courtney, ha aggiunto: “L’inclusione delle istanze Lgbt” è necessaria “per un modo moderno e all’avanguardia di pensare alla società e di abbracciare le differenze interne alle nostre comunità”.
    “Parlare ai bambini di queste questioni è devastante” e “li deruba della loro innocenza”, ha affermato l’Ad dell’organizzazione inglese Christian Concern, Andrea Williams.
    LA VERA SOLUZIONE - Tim Diepped, anche lui membro Christian Concern, ha commentato che “viviamo in una società ipersessualizzata. Un incremento dell’educazione sessuale a scuola non farebbe che ingrandire il problema”. Inoltre le linee guida ministeriali e le lezioni sulla prevenzione, che trattano il sesso come una tecnica o come qualcosa di necessario a soddisfare bisogni fisiologici, ma da cui occorre difendersi, “insegna loro a concepirsi come fossero oggetti sessuali. E a pensare a cose a cui non vorrebbero nemmeno pensare a quell’età”.
    Quello che occorrerebbe insegnare ai giovani è invece il bisogno di “relazioni stabili”, perché l’unico e “vero posto per la sessualità sono queste”. Dove il “per sempre” e l’apertura alla vita rendono il sesso una donazione priva di egoismo e in cui non bisogna difendersi da nulla, perché si è liberi da qualsiasi paura e preoccupazione sulle sue conseguenze. E’ solo così, dunque, che la sessualità e perfino il piacere sarebbero realmente valorizzati.
    "Educare ai valori Lgbt fin dai 2 anni", dice la maestra

  6. #386
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Più che maestra direi maitresse.
    Ultima modifica di Eridano; 29-04-17 alle 07:55
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il comune di Torino introduce la figura del “Gender city manager”
    di Rodolfo de Mattei
    Lo scorso 3 aprile il Consiglio comunale di Torino ha approvato, con 28 voti favorevoli e 1 astenuto, una mozione presentata dalla consigliera Eleonora Artesio, riguardante l’istituzione di una nuova specialissima figura: il Gender city manager.
    IL TESTO DELLA MOZIONE
    Nella premessa il testo spiega come l’iniziativa ideata del comune di Torino voglia sottolineare il ruolo storico svolto dalle città nel processo di emancipazione femminile del XIX e XX secolo: “popolate di corpi femminili non più segregati nei luoghi della cura e della domesticità; animate dalle funzioni delle donne in ambito lavorativo ma anche familiari per il ruolo prevalente di care givers e di costruttrici di relazioni tra sé, le famiglie, i territori; attraversate dalla mobilità delle donne per lo svolgimento dei lavori professionali e di cura; segnate dalle intelligenze femminili nelle professioni e nelle rappresentanze dei bisogni e dei diritti, nel volontariato come in politica”.
    Per questo, prosegue il testo, “il governo della città non puo' quindi, non puo' prescindere dalle differenze di genere: non puo' per rispetto alla democrazia; infatti leggi e regolamenti promuovono la partecipazione delle donne alla democrazia rappresentativa e alle posizioni apicali; non puo' per un principio di efficacia delle politiche; infatti la ignoranza sui differenti modi di uso di spazi e di tempi pubblici produce disfunzioni e inefficienze; non puo'per la necessità di conoscere per deliberare; infatti per interpretare le problematiche delle città e delle comunità ai fini di una urbs o di una polis inclusiva e sostenibile occorre incorporare il punto di vista dei soggetti differenti;”
    Fatte queste premesse il sindaco grillino Chiara Appendino e la Giunta Comunale si impegnano:
    1) ad adottare la valutazione di genere in tutte le politiche;
    2) ad istituire a tal fine lo strumento del gender city manager quale strumento di valutazione e di proposta per promuovere il genere in tutte le politiche;
    3) ad affiancare al gender city manager un organo collegiale che riunisca le competenze amministrative settoriali con le rappresentanze delle organizzazioni di genere, allargate agli organi di consultazione e di proposta già istituiti, quali – ad esempio – il coordinamento cittadino contro la violenza sulle donne, la Consulta Comunale Femminile, l’Osservatorio sulla salute delle donne, in linea con la deliberazione di Giunta – Pari Opportunità – Obiettivo 12 che prevede l’istituzione di un tavolo sulle politiche di genere.
    UNA REALTA’ POLITICA
    L’introduzione del Gender city manager da parte del Comune di Torino evidenzia, ancora una volta, come il l’ideologia gender non sia solo una astratta teoria filosofica ma una concreta e attualissima realtà politica volta a trasformare progressivamente la nostra società.
    https://www.riscossacristiana.it/il-...lfo-de-mattei/

  8. #388
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Da riportare su Torino.
    Eri provvedi, per favore.
    Un ottimo esempio di come Torino sia sempre all'avanguardia nel marciume.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #389
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Corsie privilegiate sul lavoro per gli LGBT
    Imprese sotto scacco, alla gogna chi non ci sta
    di Tommaso Scandroglio
    Il tema della non discriminazione delle persone omosessuali e transessuali in ambito lavorativo è un vecchio cavallo di battaglia della macchina da guerra delle lobby gay sin dai tempi del famigerato documento dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.
    Su questo fronte si sta muovendo l’associazione Parks. “Parks – Liberi e Uguali – si legge sul sito ufficiale - è un’associazione che ha tra i suoi soci esclusivamente datori di lavoro creata per aiutare le aziende socie a comprendere e realizzare al massimo le potenzialità di business legate allo sviluppo di strategie e buone pratiche rispettose della diversità. [...] Per questo ci siamo dati la missione di lavorare avendo un focus preciso e prevalente sull’area del Diversity Management culturalmente più sfidante, ovvero quella legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere”.
    Tra i soci fondatori di questa associazione nata nel 2010 ci sono Illy caffè, Ikea Johnson&Johnson e Telecom Italia. Altri soci aggiunti sono, tra gli altri, Roche, IBM, Deutsche Bank, Costa Crociere, Barilla, Microsoft, Barclays, Google, ING, Pfizer, Gucci, BNL e pure la Banca d’Italia.
    Chi è il presidente? L’on. Ivan Scalfarotto, parlamentare che aveva proposto un disegno di legge contro la libertà di pensiero. Nel consiglio di amministrazione troviamo alti dirigenti delle aziende prima nominate. Nel comitato scientifico, tra gli altri, sono presenti Concita De Gregorio, ex direttrice dell’Unità, Chiara Lalli, scrittrice a favore di aborto e omosessualità, Anna Puccio, professore a contratto di un corso di ”Gender justice” (sic) all’Università degli Studi di Milano, Donatella Sciuto, prorettore del Politecnico di Milano.
    Quali sono le attività di Parks? In breve Parks ti insegna a non avere problemi con l’Arcigay e quindi a non subire boicottaggi commerciali. Ti insegna a rigare dritto lungo la strada del gaiamente corretto.
    In buona sostanza questa associazione si prefigge lo scopo, dietro il pretesto di combattere le discriminazioni, di offrire corsie privilegiate alle persone LGBT dal momento che – ad esempio – non promuovere un dipendente omosessuale perché incapace potrebbe venire letto come atto discriminatorio. Quindi questa associazione vuole coprire con l’immunità gay i lavoratori. Dalla non discriminazione, all’inclusione al privilegio.
    Ma questo è solo un primo obiettivo, in realtà di corto respiro. La vera meta è orientare il business secondo le politiche LGBT. Ci spieghiamo meglio. Innanzitutto balza all’occhio la presenza in questa associazione di molti nomi che contano della finanzia (vedi banche affiliate) e del mondo imprenditoriale italiano: relativamente pochi numericamente ma che possono influenzare l’economia di un intero paese. I grandi dettano la musica e i piccoli non potranno che cantare la stessa canzone.
    In secondo luogo Parks vanta aderenze significative con il mondo universitario (Politecnico di Milano, Università statale di Milano e Bocconi) e soprattutto politico: il presidente è un parlamentare ed è legata a filo doppio con l’Unar. Senza poi contare la presenza tra i soci della Banca d’Italia. Pare dunque che abbia le carte in regola per essere considerata il braccio operativo politico pro-lgbt laddove girano i soldi e molti soldi. E dunque non è una associazione come un’altra, ma è il più potente network di moral suasion LGBT in Italia nel mondo produttivo e finanziario.
    Le aziende che vi hanno aderito molto probabilmente hanno dovuto cedere al ricatto. Perché stare fuori da Parks significa essere omofobi con tutte le conseguenze sulle vendite che si possono facilmente immaginare. Viene da sospettare che la mission di Parks alla fine sia quella di offrire protezione in cambio del pizzo. Un pizzo che consiste in questo: che le persone LGBT siano sempre più una casta di intoccabili e che a loro venga concesso il privilegio di sedere nella stanza dei bottoni del mondo imprenditoriale e finanziario italiano. Perché, se metti le mani sui soldi, metti le mani sul modo di vivere e di pensare della gente.
    Corsie privilegiate sul lavoro per gli LGBT Imprese sotto scacco, alla gogna chi non ci sta

    SCRITTE CONTRO IL TRANS CHE VUOLE ADOTTARE UNA POVERA BAMBINA
    In città sono comparse scritte di protesta, perché la società è sana, è chi governa che è al limite estremo della depravazione etica e politica.
    Alessio/a Cinquegrana, ex miss Trans che ha ottenuto l’attribuzione del sesso femminile e il riconoscimento del nuovo status senza passare per l’intervento chirurgico, si è sposata al Municipio di Aversa con Michele Picone.
    “Sono felicissima, non mi aspettavo questa accoglienza da star” dice Alessia che spiega poi che “le scritte omofobe apparse questa mattina su un muro nei pressi di piazza Municipio non mi toccano”. L’ex Miss trans dice poi che è sua intenzione “adottare una bambina. Ora ho tutti i documenti in regola”.
    Ecco, ora datele anche una povera bambina. Perché l’obiettivo finale di queste persone, che in tempi normali venivano aiutate e curate, e oggi invece vengono assecondate nei loro problemi (parliamo di un uomo che si veste da donna e pretende di essere definito tale con l’avallo di uno Stato in totale delirio politico ed etico) sono i bambini.
    Scritte contro il trans che vuole adottare una povera bambina | Vox

  10. #390
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    ONDATA DI PROFUGHI GAY DAL MAROCCO
    “Nessuna guerra, nessuna persecuzione politica, ma persecuzione di tipo sessuale”. Ormai hanno capito il giochino, probabilmente opportunamente istruiti dalle coop che li ospitano e che hanno tutto da guadagnare – letteralmente – dalla loro permanenza.
    Nei giorni scorsi sono in Polesine sono arrivati diversi nuovi richiedenti asilo marocchini che hanno fatto richiesta d’asilo politico.
    In Marocco però non ci sono persecuzioni politiche o religiose, ecco allora che per giustificare la richiesta entra in ballo la persecuzione sessuale. Proprio così, i cinque migranti marocchini si sono dichiarati omosessuali ed hanno spiegato che nel loro Paese non è possibile seguire apertamente le proprie inclinazioni sessuali e che quindi sono stati costretti a lasciare l’Africa per poter sperare di godere anche di questa libertà.
    In Marocco sono più perseguitate le donne dei gay, anzi, Casablanca è nota per essere il paradiso dei gay nordeuropei che vanno a caccia.
    Ondata di profughi gay dal Marocco | Vox

    Torino è sempre più gay friendly: in arrivo semafori Lgbt
    La Circoscrizione 1 di Torino, presto, si doterà di nuove lanterne semaforiche gay friendly: al posto delle classiche luci, avranno delle mascherine personalizzate con coppie di uomini e di donne che si tengono per mano
    Elena Barlozzari
    Chiara Appendino, in occasione di una trasferta a Londra, lo scorso novembre, aveva promesso di rafforzare il circuito turistico Lgbt torinese: “Torino è tradizionalmente un città gay friendly e quindi abbiamo pensato di incentivare l’arrivo di questi turisti”, aveva dichiarato il sindaco.
    Così, distanza di qualche mese da allora, proprio ispirandosi al modello londinese, anche a Torino arrivano i semafori gay friendly. La Circoscrizione 1 della capitale piemontese si doterà presto di nuove lanterne semaforiche che, al posto delle classiche luci, avranno delle mascherine personalizzate con coppie di uomini e di donne che si tengono per mano.
    La “madrina” di questa iniziativa però non è una grillina, bensì la consigliera piddina Eleonora Averna che ha presentato un ordine del giorno approvato durante l’ultimo Consiglio circoscrizionale. “Questa idea – ha dichiarato la Averna – rappresenta la possibilità di manifestare all’interno del nostro territorio quello spirito di impegno, sacrificio e costante sensibilità che, ancora oggi e più di ieri, si dovrebbe investire in una comunità sensibile a tutte le tematiche relative ai valori di rispetto, uguaglianza, difesa dei diritti e pari opportunità per tutti, senza distinzione o discriminazione di sesso o orientamento sessuale”.
    Il semaforo rainbow verrà posizionato, in via sperimentale, in via Roma all’angolo con via Bertola. Sempre nella Circoscrizione 1, a stretto giro, andranno in scena anche due eventi clou del mondo Lfbt: tanto il Torino Pride quanto il Lovers Festival.
    Torino è sempre più gay friendly: in arrivo semafori Lgbt - IlGiornale.it


 

 
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