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Discussione: Vai col gender!

  1. #601
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    In Rai Luxuria spiega ai bimbi come si diventa transessuali
    L'ex parlamentare di Rifondazione a lezione di diritti omosessuali in una classe di under 13: «Si nasce gay»
    Paolo Bracalini - Lun, 21/01/2019 - 08:08

    Bimbi a lezione di transgenderismo sulla tv pubblica. Docente: l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, all'anagrafe Wladimiro Guadagno, transessuale e attivista dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

    La cattedra è quella del programma di RaiTre Alla Lavagna, in cui personaggi del mondo dello spettacolo, informazione e politica - il primo è stato il vicepremier Matteo Salvini - rispondono alle domande di una classe di bambini tra i 9 e i 12 anni. Nel caso di Luxuria, il tema da sviscerare con gli scolari era la scoperta di essere omosessuale. «Era un maschio ed è voluta diventare femmina» riassume una bambina interrogata dagli autori Rai. D'altronde i piccoli protagonisti del programma «sono tutt'altro che ingenui. Anzi. Sono particolarmente arguti e spigliati» recita la scheda del programma.
    Luxuria dopo aver spiegato ai bambini che si chiama così nel senso di «lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i sensi», risponde alla domanda («Lei una volta era un bambino, oggi è una donna, perché?») che motiva la sua presenza: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un'immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, a miei compagni di classe e sono diventata quello che sono». Quando ha sentito la prima volta che il suo corpo non le piaceva?» chiede una bambina, mentre altri under 13 ascoltano con una certa perplessità. «Quando mi guardavo allo specchio e aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia! Quella peluria non mi piaceva, me la toglievo con le pinzette. Ho capito che non si diventa così, si nasce così» chiarisce ai bimbi Luxuria, prima di passare al racconto del bullismo e delle discriminazioni subite a scuola dopo aver rivelato «che mi piacevano i maschi».
    La lezione di diritti omosessuali è andata in onda alle 22.20, ma doveva essere in prima serata. L'ex onorevole si è lamentata dello spostamento considerandolo una sorta di censura da parte della tv di Stato. «Ho appena saputo - denunciò a dicembre su Twitter - che per la seconda volta il programma in cui parlo di #bullismo e #omofobia in una classe con i bambini è stato spostato, non so quando e se andrà in onda: forse in questo periodo certi temi sono troppo scomodi persino per Rai3?».
    Anche il sito gay.tv protesta perché la puntata di Luxuria è stata «incredibilmente spostata in seconda serata, anche se indirizzata ad un pubblico di giovanissimi». Sui social invece qualcuno ha il dubbio opposto: «Luxuria su Rai3 spiega a una classe di bambini la sua scelta di cambiare sesso. Sarebbe questa l'importanza di una tv di stato?»


    In Rai Luxuria spiega ai bimbi come si diventa transessuali
    Se i cattolici fossero cristiani , ora ci sarebbero i tumulti in piazza .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #602
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Ebrei all'opera.
    Vomito assoluto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #603
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Ebrei all'opera.
    Vomito assoluto.
    Grazie anche a cattolici come tolkien, chesterton , pio 11 , pio 12 , guareschi ,il gruppo della rosa bianca ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #604
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    E ai sinistri.
    Da forca.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #605
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    E ai sinistri.
    Da forca.
    Senza il mondo cattolico , la sinistra ed i comunisti non avrebbero mai avuto la forza che hanno avuto .
    A differenza del fascismo e del Nazismo , sono sempre stati visti come credenti inconsapevoli che sbagliano e devono essere salvati.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #606
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    E ci risiamo: ebrei e il braccio massonico all'opera.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #607
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Lgbt contro Assassin’s Creed: “Ci sono solo coppie etero”. E la Ubisoft si scusa
    Di Cristina Gauri
    Le ingerenze – o per meglio dire, i diktat – del politically correct nel mondo dei videogiochi sono all’ordine del giorno ormai da anni. E’ arcinota la battaglia delle femministe che si battono perché le eroine dei videogiochi siano concepite con fisicità meno provocanti, più “realistiche” (leggi: grasse), o affinché vengano creati personaggi che rispettino i criteri dell’intersezionalità tanto cari al mondo lgbt. Queste battaglie sul nulla cosmico riescono spesso a tenere in scacco le grandi case di produzione di videogiochi, che devono sottostare ai ricatti morali delle associazioni femministe o lgbt, pena il ricevere la lettera scarlatta dell’omofobia o del sessismo.
    Ad esempio, gli sviluppatori di Assassin’s Creed Odyssey hanno dovuto fare ammenda perchè nel loro ultimo Dlc (un contenuto aggiunto della storia principale, scaricabile online) i giocatori sono “forzati” ad avere una storia sentimentale di natura eterosessuale. Infatti, durante il corso del gioco, il personaggio principale ha – orrore! -una relazione con un membro del sesso opposto e da cui nasce un figlio.
    Ma ciò è in contrasto con una delle promesse fatte da Ubisoft Quebec riguardo la possibilità di poter scegliere il proprio orientamento sessuale in un gioco di ruolo. Il che ha fatto infuriare i gamers lgbt, che non hanno tardato a esprimere il loro dissenso e a mettere in movimento la macchina della vergogna inondando il sito e i social della Ubisoft di proteste. Il Ceo della casa di produzione ha dovuto scusarsi all’istante, assicurando gli irosi alfieri dei diritti gay che lo staff Ubisoft “ha letto tutte le vostre lamentele e ne fa tesoro”, descrivendo la situzione come “un’esperienza formativa”.
    https://www.ilprimatonazionale.it/es...BfsQ2FfnWp7u50

    ''NON HO MAI VISTO UNA DONNA CHE AL POSTO DELLA VULVA AVESSE IL PISELLO'' - VITTORIO FELTRI IN DIFESA DELLA SANTADECHÉ, CHE A ''NON È L'ARENA'' HA CHIESTO A LUXURIA SE FOSSE UOMO O DONNA. VITTORIO :''CAPRARICA LE HA DETTO DI ESSERE COME HITLER, LA DE GIROLAMO PURE. EPPURE HA DETTO UNA COSA SACROSANTA. VOLER INVENTARE UN TERZO SESSO SIGNIFICA…''
    Vittorio Feltri per ''Libero Quotidiano''
    Domenica sera, come sempre, è andato in onda Non è l' Arena, programma condotto da Giletti su La 7.
    Bella trasmissione di successo. A un certo punto, una delle ospiti, Daniela Santanchè, ha chiesto a Luxuria, che a me è simpatica, se avesse o no il pene, e costei o costui ha risposto affermativamente. Al che, Daniela ha sostenuto: allora sei un maschio e non una femmina. Difficile darle torto. Personalmente non ho mai visto una donna che al posto della vulva avesse il pisello. Su questo non ci sono dubbi.
    Ma la povera Santanchè, nonostante avesse pronunciato un assioma, è stata brutalmente contestata da chi era in studio. Caprarica le ha detto di essere un epigono di Hitler, paragone francamente eccessivo, Luxuria l' ha brutalmente contestata, lo psichiatra non le ha risparmiato critiche sanguinose e la nostra amica De Girolamo ha fatto altrettanto.
    Non ho capito dove e perché Santanchè abbia sbagliato. I sessi sono due, maschio e femmina, il terzo non è previsto dalla natura. Per cui la signora in questione ha ragione da vendere. Che poi vivano felici gli omosessuali e i trans non significa nulla e nulla importa. A nessuno. I gay ci sono e non ci danno alcun disturbo, si comportino pure come credono. Il punto è un altro. Il pene è dei maschi e la vulva è delle donne. Voler inventare un terzo sesso significa imbrogliare le carte e le carni.
    Ciò non significa demonizzare gli omosessuali, bensì dire le cose come stanno. Insultare Daniela poiché afferma una verità è una insopportabile prevaricazione, intollerabile sebbene di moda. Noi di Libero siamo stati oggetto di ostracismo solo perché abbiamo scritto che i gay aumentano mentre il Pil e il fatturato diminuiscono. Due fatti che la cronaca non può ignorare. Ma i fatti danno fastidio a chi non li vede.
    ''non ho mai visto una donna che al posto della vulva avesse il pisello'' - vittorio feltri - Media e Tv

    Demonizzazione della virilità che mette in pericolo i ragazzi di questa generazione e di quelle che verranno se nessuno corre ai ripari
    Conoscere, per non subire.
    Vi proponiamo, nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo che illustra le aberranti «linee guida» della rivoluzione antropologica che avanza mietendo molte vittime senz'alcuna reazione autorevole da parte di legislatori senza etica epigoni di pastori senza fede.
    Da quel che leggiamo di seguito la cosa appare più grave di quanto si potesse immaginare perché la pseudoscienza del gender si è insinuata capillarmente nelle agenzie informative e formative. Perfino la RAI - nonostante il cambio al vertice che molto lasciava sperare ma che dire deludente è poco - nella trasmissione Alla Lavagna, andata in onda due sere fa in seconda serata su Raitre, ha scelto di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso tenute da Vladimiro Guadagno, alias Luxuria. Non è altro che la vulgata liberal contro la virilità....
    E cerchiamo di non dimenticare cos'è la virilità: In latino, sia vir che homo significano "uomo". Ma vir riguarda l'uomo... "virile", virtuoso, serio, estraneo al sentimentalismo (attenzione: non al "sentimento", ma al "sentimentalismo"), capace di sacrificarsi, desideroso di darsi una disciplina, di sacrificarsi per un bene più alto, pronto anche al martirio. Solamente la parola vir possiede la connotazione dell'uomo eroe ed è inoltre la parola più spesso utilizzata per "marito", dove la vera famiglia è composta da un uomo e da una donna.
    La American Psychological Association demonizza la virilità e mette in pericolo i ragazzi con le sue nuove ‘linee guida’
    L’American Psychological Association (APA) – l’associazione di psicologi più grande e professionale degli Stati Uniti – sta promuovendo le sue nuove, dannose Linee guida per la pratica psicologica coi ragazzi e con gli uomini., basate su definizioni e nozioni non edotte dal mondo della scienza bensì raccapezzate dalla cultura di massa pervasa dalle ideologie LGBT.
    Non vi è niente di familiare o di rassicurante da cercarvi. Il messaggio principale che l’APA vuole imporre a tutti è che i suoi esperti sono arrivati alla conclusione secondo la quale “la virilità tradizionale… è, nel complesso, dannosa”.
    “Cos’è il genere negli anni Dieci del XXI secolo?”, si chiede il Dottor Ryon McDermott, psicologo dell’università dell’Alabama del Sud, uno di coloro che hanno collaborato alla stesura delle bozze delle linee guida per gli uomini. “Non è più la mera dimensione binaria maschio-femmina”.
    McDermott, in un’eloquente dichiarazione in chiusura dell’articolo dell’APA che introduce le nuove linee guida, lascia trapelare il vero motivo segreto dell’associazione: “Se riusciamo a cambiare gli uomini, riusciremo a cambiare il mondo”.
    È esattamente ciò che l’APA si propone di fare col suo sconvolgente documento di 16.000 parole, che coniuga una terminologia altamente tecnica col gergo dei guerrieri della giustizia sociale.
    Come uomo che ha trattato l’attrazione tra persone dello stesso sesso per tutta la vita e che ha una grande familiarità col mondo LGBT, riesco a vedere le linee guida dell’APA per quello che sono: un tentativo diabolico di minare non solo la mascolinità, ma la famiglia, il matrimonio e la legge naturale. E le persone maggiormente danneggiate da queste nuove raccomandazioni saranno quelle che sono più vulnerabili all’interno della nostra società, vale a dire i ragazzi.
    Sembra quasi che l’APA voglia convincere i ragazzi e gli uomini a sentirsi a disagio con se stessi, inducendoli a mettere in questione quotidianamente ogni loro pensiero, impulso e azione e la loro stessa natura. “L’ideologia maschile tradizionale” viene dipinta come una realtà problematica, contrariamente all’omosessualità, alla bisessualità e al transessualismo.
    Delegittimando la virilità tradizionale, l’APA cerca di creare un contesto sociale più accogliente per la fioritura del mondo LGBT.
    I termini presentati all’inizio delle linee guida stabiliscono il tenore dell’intero documento. L’elemento più raccapricciante è l’inclusione del termine “cisgenere”, che l’APA utilizza attualmente per riferirsi alle persone il cui sesso biologico è in linea con la loro “identità di genere”, come se ciò si trattasse di una condizione umana anormale.
    L’“eteronormatività” della società viene attaccata per costruire false supposizioni sulla natura del maschio, e viene criticata per il fatto che creerebbe uno “stress da minoranza” nei “gay, nei bisessuali, nei transessuali, e negli individui non conformi col loro genere”, i quali potrebbero sentirsi “costretti ad adottare ruoli maschili dominanti”.
    Il diabolico attacco dell’APA contro i ragazzi
    Quando ero ragazzo – tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta – ho sperimentato il tormento dell’attrazione per persone dello stesso sesso e ho dovuto accettare un certo grado di incertezza sulla strada che la mia vita avrebbe preso e perché. Ma almeno, all’epoca, potevo sapere entro certi limiti cosa avesse in serbo il futuro per me, poiché tutti intorno a me ribadivano una verità molto semplice: sarei cresciuto, sarei diventato un uomo, mi sarei sposato e avrei avuto una famiglia.
    Oggi i giovani ragazzi non godono più di questa certezza, perché il mondo adulto che li circonda – con il gran contributo dell’APA – gli sta togliendo il terreno di sotto i piedi. Oggi si piazza sulla virilità un’etichetta di avviso di alto pericolo, non però sulle deviazioni dalla “maschilità tradizionale”.
    Questo – portato alle sue logiche conclusioni – è il discorso che l’APA vuole indurre i genitori a trasmettere ai loro figli:
    Potresti diventare gay;
    Potresti diventare bisessuale;
    Potresti diventare androgino;
    Potresti diventare un travestito o un transessuale, come quella gente strana che ti legge racconti nelle drag queen story hours in biblioteca;
    Essenzialmente, potresti diventare donna;
    Quando sarai grande potrai decidere di farti amputare chirurgicamente il pene, di prendere ormoni e farti crescere il seno. Addirittura, puoi anche già assumere degli inibitori della pubertà se ti va;
    Puoi sviluppare un’identità sessuale che nessuno ha mai concepito prima e decidere da te di che cosa si tratti.
    Ah, dimentivavo, esiste anche un’altra possibilità:
    Potresti diventare uomo – un uomo romanticamente e sessualmente attratto dalle donne che un giorno sposerà la ragazza di cui si è innamorato. Ma se lo fai, dimostri di esserti “conformato alle norme maschili”, che secondo l’APA sono “psicologicamente dannose” e quindi non buone per la società.
    Tutto ciò che un tempo si dava per scontato – una fonte di grande conforto e rassicurazione mai messa in questione – sembra oggi una realtà lontanissima.
    Gli adulti di cui un ragazzo si fida di più – i suoi genitori, i suoi insegnanti, i suoi parenti adulti e i suoi vicini – sono oggi ammaestrati dai 117.500 “esperti” psicologi dell’APA, che raccomandano loro di sottrarre ai loro ragazzi l’“ideologia maschile tradizionale” e di nascondere la verità sulla sua natura assolutamente biologica. Facendo questo, si sentono sofisticati e “a posto”.
    Forse sono indotti a temere che in futuro i loro figli – in un’epoca più avanzata della vita – possano rinfacciare loro: “Mi sentivo differente e nessuno mi ha capito e appoggiato”. Ma in questo modo sacrificano il 98% dei ragazzi che non sperimentano mai attrazione per persone dello stesso sesso, a favore di quella percentuale infinitamente inferiore – il 2% – che sperimenta confusione (di solito temporanea) riguardo la propria identità sessuale.
    Come osa l’APA far questo ai ragazzi e ai giovani uomini? Demonizza la “maschilità tradizionale” affermando che è estremamente destabilizzante per i ragazzi.
    Non solo, ma è anche terribile minare la virilità dei padri dei ragazzi e delle altre figure maschili adulte importanti che li circondano, inducendoli a mettere in questione i valori più importanti che possono trasmettere ai loro figli.
    Chiesa e post concilio: Demonizzazione della virilità che mette in pericolo i ragazzi di questa generazione e di quelle che verranno se nessuno corre ai ripari

    Ok della Corte suprema alle norme di Trump contro trans nell'esercito
    Contro la decisione pro-Trump della Corte si sono immediatamente espressi i democratici, i quali l’hanno bollata come “espressione di una visione oscurantista e bigotta della realtà”
    Gerry Freda
    La Corte suprema Usa ha in questi giorni riconosciuto la “conformità costituzionale” del divieto per i trans di servire nelle forze armate nazionali, varato dal presidente Trump nel 2017.
    Il provvedimento in questione nega la possibilità di fare parte dell’esercito agli “individui transgender che abbiano manifestato l’intenzione di sottoporsi all’intervento per la transizione sessuale o che abbiano già iniziato quest’ultima”. Tale diposizione è stata giudicata dalla Corte come “rispettosa dei diritti enunciati nella Costituzione”.
    Il “via libera” alla riforma è stato concesso dall’organo giudiziario mediante il voto favorevole di 5 magistrati su 9. A difesa del provvedimento voluto dall’inquilino della Casa Bianca si sono infatti schierati i giudici conservatori della Corte, i quali sono attualmente in maggioranza all’interno di quest’ultima. I 4 componenti “progressisti” hanno invece votato per cassare l’interdizione anti-trans. L’organo giudiziario ha quindi dichiarato il bando introdotto nel 2017 come “pienamente applicabile” e ha, di conseguenza, annullato i decreti, adottati finora dalle Corti federali inferiori, che ne avevano sospeso l’esecuzione.
    “Soddisfazione” per il verdetto della Corte suprema è stata subito espressa, tramite una nota, dall’ufficio stampa della Casa Bianca. Lo staff di Trump ha comunque precisato che l’interdizione in questione “inciderà esclusivamente sugli arruolamenti futuri” e “non determinerà alcuna estromissione dei transgender già ammessi nelle forze armate”. In base ai dati del dipartimento della Difesa, tra le file dell’esercito vi sarebbero al giorno d’oggi “8,980” soldati transessuali.
    Contro la decisione pro-Trump della Corte si sono invece immediatamente espressi i democratici. Essi, per bocca della speaker della Camera Nancy Pelosi, hanno infatti bollato il verdetto come “espressione di una visione oscurantista e bigotta della realtà”.
    Ok della Corte suprema alle norme di Trump contro trans nell'esercito


  8. #608
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  9. #609
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    “CON LA SODOMIA VI BECCATE UNA MALATTIA” – SILVANA DE MARI TORNA ALLA CARICA A “LA ZANZARA”: “SI PUÒ CAMBIARE IL COMPORTAMENTO GAY. GLI OMOSESSUALI SI AMMALANO PIÙ DEGLI ALTRI PERCHÉ USANO IL TUBO DIGERENTE PER FARE SESSO” – “NON SI PUÒ CAMBIARE SESSO, È UNA BALLA. L’INTERVENTO CONSISTE NELL’AMPUTAZIONE DEI TESTICOLI E DELLO SCROTO PER FARE UNA VAGINA, MA LA VAGINA NON PUÒ ESSERE IMITATA. È UN BUCO CHE DEVE…”
    “Si può abbandonare il comportamento gay. Come dimostrano molti ex gay. Ci vuole una volontà di acciaio, una roba da marines. Gli ex gay sono più numerosi dei gay”. Lo dice la dottoressa e scrittrice Silvana De Mari a La Zanzara su Radio 24. Silvana De Mari è stata recentemente condannata per diffamazione ai danni degli omosessuali e del movimento Lgbt.
    “Chi ha un comportamento gay per tutta la vita è il 2 per cento o poco meno della popolazione – continua la De Mari e chi invece è stato gay per un periodo della vita è l’8 per cento della popolazione. Una società in cui l’uomo ama la donna e viceversa e mettono al mondo e amano dei bambini è una società più felice. I gay sono il 2 per cento ma sono il 50 per cento di nuovi casi di Aids e l’80 per cento di nuovi casi di sifilide.
    Per anni i medici che dicevano che c’era una correlazione tra fumo e cancro venivano denunciati e condannati. Succede lo stesso adesso sui gay. Che si ammalano più degli altri perché usano il tubo digerente per fare sesso, e non è portato per quelle attività”.
    “Tutti gli ex gay – dice ancora - dichiarano di essere più felici da ex e molto più equilibrati. Non ho mai conosciuto un gay con un equilibrio pieno. C’è una grossa percentuale di omosessuali con un gran numero di partner, hanno 140 volte più degli altri il rischio di beccare l’Aids. C’è chi arriva ad avere 400 partner l’anno. Più di uno al giorno. Voi non avete mai visto morire una persona di Aids, io sì”. Poi rivela: “Conosco molti gay, che si fanno chiamare Gey, e si rendono conto che il sesso anale è qualcosa di negativo. Il sesso serve per la riproduzione. Due maschi insieme si possono strofinare, sì, vabbè, essere contenti. Ma la sessualità non è questo. Con la sodomia invece vi beccate una malattia. E poi ci perdete qualcosa. Il sesso col diverso è più bello”.
    Perché lei è contro il cambio di sesso?: “Non si può cambiare sesso. Non è possibile. Sono un chirurgo e lo so. Il nostro sesso è inciso in tutte le nostre cellule. Gli intersessuali sono molto rari, sono quelli che non nascono con un sesso ben definito. I trans invece sono uomini o donne. Il corpo di Wladimiro Guadagno è un corpo sano, è un maschio sano con protesi mammarie. Lui ha avuto la grandissima saggezza di conservare pene e testicoli. La nostra mente nasce dal nostro corpo, non può essere in disaccordo. Se la mente non si adatta al corpo quella che dovrebbe essere aiutata è la mente. Ma cambiare il corpo significa aggredirlo, ci sono tantissime persone che si sono atrocemente pentite. E il compito della medicina è non nuocere”.
    “L’intervento di cambio sesso - dice la De Mari - consiste nell’amputazione dei testicoli e dello scroto per fare una nuova vagina, ma la vagina non può essere imitata. E’ un buco che deve essere tenuto aperto. Sono persone che si odiano. Il corpo cercherà di cicatrizzare ogni giorno. La neovagina è una cavità che deve essere dilatata ogni giorno, deve essere tenuta aperta. Le persone che si sottopongono a questi interventi moltiplicano per 20 il rischio di suicidio. E dunque col denaro pubblico si fanno interventi che moltiplicano per 20 il rischio di suicidio e rendono malato un corpo sano. Il cosiddetto cambio di sesso non può essere fatto con soldi pubblici e anche la pubblicità in tv di queste cose non va fatta”.
    “Adesso – prosegue - stanno convincendo i bambini a cambiare sesso. E’ un fiume di denaro, con i farmaci stanno cercando di bloccare la pubertà. Ci sono grandi interessi in ballo. Grazie a Real Time e altre trasmissioni si spiega ai bambini che possono diventare maschi o femmine. Oggi uno guarda la tv e può pensare di cambiare sesso”.
    Cosa sono i trans per lei?: “I trans hanno una mente che non riconosce il proprio sesso. Il problema è la mente. Come agire? Bisogna modificare la mente. Nel 90 per cento dei casi alla disforia di genere è associato un disturbo psichico, cioè un’altra patologia. Compresa la schizofrenia, nel dieci per cento dei casi. Da queste cose si può guarire. Un uomo che vuole diventare donna deve essere seguito anche da un neuropsichiatra. Non possiamo far cambiare sesso a uno che ha problemi di altro tipo, altrimenti facciamo altri danni”
    http://www.dagospia.com/rubrica-2/me...ari-194924.htm

    Il sentimento non cambia la natura, né il mio corpo
    Noi apparteniamo al postmoderno, e la caratteristica del postmoderno è che il sentimento vale più della realtà. L’ importante è come ti senti. Il Signor Vladimir Guadagno si sente una donna, la signora Fedeli si sente laureata, io mi sento una strafiga imperiale e poi soprattutto, sì, io di questo sono certissima, sento di avere la taglia 42. Sono andata a comprarmi una giacca e ho detto alla commessa mi serve una giacca blu taglia 42. La commessa mi ha detto “Signora… 48/50!” Allora sono andata dal mio avvocato e perché volevo denunciarla per discriminazione e istigazione all'odio razziale. Il mio avvocato mi ha detto: “ Dottoressa, prenda 10 gocce di Valium, respiri lungo… vedrà che si sente meglio e la pianta di dire fesserie!”
    Aveva ragione il mio avvocato! Noi dobbiamo restare attaccati alla realtà. La realtà dei nostri figli è di essere maschi o femmine; fanno eccezione a questa regola alcune persone - fortunatamente un numero bassissimo - una percentuale dello 0,00000qualche cosa, che a causa di danni cromosomici, genetici, endocrinologici o anatomici non possono identificarsi in nessuna delle due possibilità, ma sono casi rarissimi, sono malattie esattamente come abbiamo bambini che non hanno 4 arti e 20 dita o che hanno due teste: in realtà fratelli siamesi col corpo in comune.
    Dato che noi siamo natura e cultura il bambino deve essere addestrato ad essere maschio e la bambina addestrata ad essere femmina, con i modelli: il modello genitoriale e soprattutto con la stima tra i due genitori. Se papà e mamma si insultano, il bambino poi non è sicuro che vuole essere maschio e la bambina non è sicura che vuole essere femmina, cominciamo a fare disastri.
    Il secondo modello: le narrazioni. Le fiabe, principalmente, esprimevano il ruolo maschile femminile, a volte anche accentuato in maniera quasi caricaturale, come deve essere nelle cose che hanno una funzione didattica. Raccontiamo ai nostri figli che lo scopo degli uomini è amare le donne e lo scopo delle donne è amare gli uomini, e lo scopo di entrambi è amare i bambini che hanno messo al mondo.
    Quando il processo di identificazione col proprio sesso non ha funzionato, allora si ha la sensazione che la mente e il corpo non coincidano. I cromosomi non sbagliano. L’errore è della mente, ed è la mente che deve essere guarita. Occorre identificare i traumi che hanno impedito il processo di identificazione e risolverli, per arrivare all’armonia. Nella stragrande maggioranza dei casi, oltre l'80%, la cosiddetta disforia di genere del bambino si risolve da sola alla pubertà con l'arrivo degli ormoni sessuali. Bloccare la pubertà quindi è un errore medico, un abuso di minore lo definiscono i pediatri americani.
    Sottoporre un corpo sano ad amputazione, bombardamenti ormonali, interventi dolorosissimi e irreversibili, che, secondo le statistiche, moltiplicano i rischi di suicidio, esula dall’obbligo della medicina di non nuocere.
    Il sentimento non cambia la natura, né il mio corpo - La Nuova Bussola Quotidiana

    COPPIA GAY ADOTTA BIMBO: STUPRATO E FATTO STUPRARE DA ALTRE COPPIE
    QUESTA E’ LA STORIA DI JOHN, CHE AVEVA 6 ANNI QUANDO TUTTO E’ FINITO
    Perché tutto iniziò molto prima. Inizia quando Mark Newton e il suo ‘ragazzo americano’, di nome Peter Truong, comprano un bambino à la Vendola, pagando 8.000 dollari ad una donna russa in un’adozione più o meno illegale. Da allora, in Russia l’adozione gay è illegale per legge.
    Fino a qui un’esperienza ‘normale’ in ambienti gay e non solo (noi siamo contro la ‘surrogata’ anche per coppie normali), anche il parlamentare PD che ha fatto denunciare dal suo ‘amico’ Vox ha ottenuto in questo modo un bambino, usando una donna come come madre surrogata e con lui tanti altri, più o meno noti.
    La coppia gay non era una coppia qualunque, ma composta da due attivisti. Di quelli che vanno ai Gay Pride, che vengono intervistati per spiegare quanto è giusta l’adozione gay.
    Avevano rilasciato un’intervista ad un giornalista di ABC nel Queensland, nel 2010, proprio sulla loro battaglia per avere un figlio come coppia gay, dal titolo: due padri sono meglio di uno.
    GAY E MULTIETNICA, LA ‘COPPIA’ PERFETTA PER BOLDRINI
    L’abuso sessuale è iniziato quando il bambino aveva solo 20 mesi e la polizia ha trovato ore e ore di video che documentano l’abuso. Cose terribili. Inenarrabili.
    Grazie alle indagini di ABC TV Four Corners, riportate da The Australian, la coppia ha portato il bambino in giro per il mondo per circa sei anni in una sorta di tour gay dell’orrore: permettendo ad altre coppie gay di abusarne sessualmente, mentre loro filmavano gli atti.
    Gli atti omosessuali – saremo crudi – includevano rapporti orali e anali. Ad un bambino di 20 mesi.
    Più di 80 ore di filmati sono stati scoperti dalle indagini della polizia. La coppia ha permesso ad ‘almeno’ otto gay di abusare sessualmente del loro ‘stepchild’.
    I video di abusi sessuali venivano poi diffusi su un sito gay internazionale conosciuto come Boy Lovers Network.
    La ‘coppia’ veniva idolatrata da parte degli altri omopedofili, per la capacità di volare in tutto il mondo abusando il bambino e lasciando che gli altri abusassero di lui sessualmente, facendola franca. Semplice: erano i suoi genitori. Chi poteva fermarli? Chi potrà fermare i loro epigoni in Italia con la legge Cirinnà?
    Il mondo perfetto della Globalizzazione: senza confini, né fisici, né morali.
    Gli otto gay che hanno commesso atti sessuali sul ragazzo provenivano da Australia, Stati Uniti, Germania e Francia. La coppia gay è alla fine stata arrestata ed entrambi stanno attualmente scontando la loro pena negli Stati Uniti
    Appena prima di sentire la sentenza, uno dei, Mark Newton, ha detto che essere padre è stato un onore e un privilegio, e i sei anni che ha trascorso con il bambino sono stati i migliori anni della sua vita. Agghiacciante.
    Prima di essere arrestati, i due stavano cercando di comprare un secondo bambino. Avevano offerto ad un’altra donna, una malese, 100.000 dollari per fare da madre surrogata. Lui è stato salvato, ma quanti, mentre leggete queste parole, non li stiamo salvando?
    https://voxnews.info/2019/01/28/copp...-altre-coppie/

    Corte suprema giapponese sancisce obbligo di castrazione per i trans
    Il governo di Tokyo ha di fatto approvato la sentenza ribadendo l’importanza della “stabilità delle tradizioni nazionali”
    Gerry Freda
    La Corte suprema giapponese ha in questi giorni emesso una sentenza che ha stabilito l’obbligo per i transessuali di sottoporsi a “castrazione”.
    Mediante una decisione unanime, un comitato di quattro magistrati ha sancito infatti che i trans intenzionati a richiedere agli uffici pubblici l’“aggiornamento” del genere specificato sui rispettivi documenti di identità dovranno essere “sterilizzati”. Chi vorrà modificare la dicitura “sesso” sul proprio documento di riconoscimento sarà quindi tenuto a subire la “rimozione degli organi genitali”.
    Il massimo collegio giudicante nipponico ha presentato la “sterilizzazione forzata” dei trans come un mezzo inteso a “evitare la confusione in ambito sociale e familiare” e come una pratica “pienamente conforme alla Costituzione”. Al contrario, le associazioni a difesa dei diritti degli omosessuali hanno bollato il verdetto in questione come mirante a ribadire la “prevalenza dello Stato etico sulle libertà dei singoli”.
    Contro l’obbligo di castrazione a carico dei transgender si è schierata anche l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch, la quale ha etichettato la decisione del collegio come una “grave violazione della normativa internazionale sui diritti umani”. L’ong, tramite una nota, ha tuonato: “La sentenza della Corte suprema giapponese ha negato ad alcuni individui la libertà di mutare orientamento sessuale e di aggiornare il loro status giuridico. Costringere i transessuali a eseguire un adempimento traumatico come la sterilizzazione è una decisione che contrasta con le tendenze sociali contemporanee e con le politiche promosse dalla maggior parte dei Paesi avanzati.”
    Il governo di Tokyo ha di fatto approvato la sentenza ribadendo l’importanza della “stabilità delle tradizioni nazionali”. Yoshihide Suga, segretario generale dell’esecutivo, ha infatti affermato che i diritti della minoranza omosessuale e transessuale, nonostante siano “meritevoli di tutele normative”, non devono mai tradursi in “attentati all’identità giapponese e all’ordine sociale”.
    Corte suprema giapponese sancisce obbligo di castrazione per i trans

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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Adesso i Griffin si arrendono: “Basta battute sugli omosessuali”
    Da quanto esistono (1999), i Griffin – “Family Guy”, in lingua originale – hanno praticamente irriso e preso in giro tutti: italiani, islamici, vip, politici, cantanti, attori, minoranze, persone con handicap, persino Madre Teresa di Calcutta e il Papa. Sempre con quello stile unico ed irriverente, di cui Seth MacFarlane, il creatore della serie animata, è alfiere.
    I tempi però sono cambiati. Ciò che prima lecito ora e faceva ridere, in tempi di #MeToo e politicamente corretto imperante, è drasticamente cambiato e anche la famiglia Griffin si deve adeguare per non urtare le diverse sensibilità che animano il pubblico occidentale. Come? Rinunciando, per esempio, a prendere di mira la comunità omosessuale. Lo scherzo è finito.
    La svolta politicamente corretta dei Griffin: “Basta barzellette sui gay”
    Ad annunciare la svolta sono i produttori Alec Sulkin e Rich Appel, intervistati da TvLine. “Se guardate una puntata del 2005 o del 2006 e la affiancate ad una puntata del 2018 o del 2019, noterete alcune differenze. Alcune delle cose su cui scherzavamo un tempo, perché ci sentivamo a nostro agio nel farlo, ora capiamo che non sono più ammissibili”, hanno spiegato.
    Nella puntata andata in onda domenica scorsa, il personaggio principale dello show, Peter Griffin, dice al presidente Donald Trump che la serie “tenterà di eliminare gradualmente” le barzellette sui gay. Uno scherzo? No, come ha confermato l’intervista rilasciata dai due produttori è tutto vero. E pensare che, nello stesso episodio, Peter diventa per un breve periodo portavoce di Donald Trump: il suo mandato termina quando scopre che il presidente molesta sessualmente sua figlia Meg.
    Il politicamente corretto uccide la satira, parola di Mel Brooks
    Perché i Griffin, che nel corso di 17 stagioni hanno “offeso” e scherzato praticamente su tutto e tutti ora devono “adattarsi ai tempi”. Che significa? Semplicemente che, rispetto a vent’anni fa, il politicamente corretto si è insinuato nella nostra cultura pop e la sta distruggendo dall’interno. Perché dopo incredibile “autocensura” sui gay qualche altra “minoranza” chiederà ai produttori della serie di non esagerare con le battute. E così uno show volutamente provocatorio ed irriverente rischia di diventare annacquato, patinato e senza quel mordente che l’ha reso famoso e celebre.
    La verità è che se continuiamo con questa paranoia politicamente corretta non saremo più in grado di ridere di nulla. Nemmeno di noi stessi. Come ha sottolineato in un’intervista del settembre 2017 Mel Brooks, regista di capolavori come Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankestein Junior, oggi “siamo diventati stupidamente politicamente corretti, il che è la morte della comicità”. Per il celebre regista “la commedia deve destreggiarsi sul filo del rasoio, deve correre rischi. La commedia è il piccolo elfo che sussurra nell’orecchio del re, dicendo sempre la verità sul comportamento umano”.
    Per favore non toccate le vecchiette e Mezzogiorno e mezzo di fuoco, dice “oggi non potrei più produrli. Forse Frankenstein Junior. E spiega: “In Mezzogiorno e mezzo di fuoco uno sceriffo nero verrebbe visto come un’offesa alle persone di colore”, mentre per quanto riguarda il famoso balletto pro-nazista di Per favore non toccate le vecchiette, dice, “mi accuserebbero di normalizzare il nazismo”. Mel Brooks ha ragione: e se non fermiamo questa piega buonista possiamo dire addio alla comicità.
    I Griffin si arrendon al politicamente corretto: "Basta battute sui gay"


    Sieropositivo allontanato dal dentista: “Vada in ospedale”. Gay center protesta, l’Andi difende il medico
    Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help Line e portavoce di Gay Center, ha denunciato il caso di un ragazzo sieropositivo che ha raccontato di essere stato messo alla porta in uno studio medico privato di Roma, dopo aver dichiarato la sua sieropositività. In seguito è stato realizzato da Fanpage un video con telecamera nascosta. Non solo, l’associazione annuncia che “sta presentando un esposto all’Ordine dei medici e degli odontoiatri” e “un reclamo al Garante della privacy”.
    Al ragazzo, mentre era in sala d’attesa – riferisce una nota di Gay Center – viene subito chiesto di compilare un’anagrafica e indicare, tra le eventuali patologie, di avere l’Hiv, cosa che il ragazzo dichiara, barrando la specifica casella. In pochi istanti l’odontoiatra, uscendo dalla sua stanza con il foglio, ha chiesto spiegazioni al ragazzo sulla sieropositività dichiarata, affermando: “Devo mandarla all’ospedale. Non posso fare niente senza analisi attuali della sua condizione…provi ad andare in ospedale, lì sono più attrezzati per i pazienti con Hiv”. Tutta la conversazione, inoltre – fa nota Gay Center – si svolge in sala d’attesa senza concedere neanche la privacy di entrare nella stanza del medico. Questi casi mostrano quanto sia forte ancora oggi la discriminazione in ambiente sanitario per le persone in Hiv. Pertanto chiediamo alla ministra Grillo e all’Ordine dei Medici, che oltre ad intervenire nei singoli casi, nominino delle commissioni di controllo, volte anche ad emanare circolari e corsi di formazione obbligatoria, specifici per chiarire il trattamento dei pazienti Hiv positivi, al fine che venga abolita ogni discriminazione”.
    Sul caso è intervenuto il ministro della Salute Giulia Grillo per la quale “i pregiudizi sui malati non possono essere tollerati”, ha spiegato. «Non è accettabile – evidenzia il ministro in un post su Facebook – che una persona sieropositiva sia cacciata da uno studio odontoiatrico perché non in grado di ‘gestire un paziente con Hiv’».L’Associazione nazionale dentisti difende però il dentista “incriminato”: “Non c’è stata nessuna discriminazione, ma il collega ha applicato le regole”, afferma il presidente dell’Andi Carlo Ghirlanda. E spiega: “Lo studio odontoiatrico non è aperto al pubblico ma privato, quindi il dentista può per legge effettivamente scegliere o meno se intervenire, a parte nei casi di urgenza, se il paziente ad esempio si sente male, in cui è tenuto a prestare la sua opera”. “Lo studio privato – spiega – non è un ambulatorio, per cui alcuni studi sono attrezzati e altri no. Il collega, in questo caso, ha fatto bene qualora abbia ritenuto di non avere quelle dotazioni strutturali, tecnologiche e organizzative necessarie. Ha quindi agito correttamente, rispetto alle sue prerogative organizzative, per tutelare il personale di studio, se stesso e i pazienti successivi, secondo prudenza in termini di prevenzione del rischio”.
    Sieropositivo allontanato dal dentista: "Vada in ospedale". Gay center protesta, l'Andi difende il medico - Secolo d'Italia

    Luminare anti gender censurato: libertà della stampa liberal
    Kenneth Zucker, psicologo e sessuologo con esperienza clinica quarantennale si è visto censurare un suo articolo dal New York Times. Perché? Sostiene le ultime ricerche sulla disforia di genere su base psicologica causate da traumi o violenza e divorzio. Imperdonabile per la stampa liberal.
    L’allineamento della grande stampa alle istanze Lgbt non si può certo definire una novità, anzi. Ormai è un classico. Lascia tuttavia basiti come ciò possa portare perfino alla censura di esponenti del mondo scientifico di riconosciuta autorevolezza, rei solo di pensarla altrimenti. Com’è successo a Kenneth Zucker, psicologo e sessuologo con esperienza clinica quarantennale, nonché redattore capo della rivista Archives of Sexual Behavior, che pochi giorni fa s’è visto rifiutare la pubblicazione di un intervento nientemeno che dal New York Times. Una censura in piena regola per comprendere bene la quale, però, serve un passo indietro.
    Tutto ha avuto inizio lo scorso 16 agosto quando Lisa Littman, ricercatrice alla Brown university school of Public health, ha pubblicato su PLOS One quello che diversi hanno elogiato come «il primo studio serio sulla “disforia di genere a insorgenza rapida” (rapid-onset gender dysphoria, Rogd)».
    In estrema sintesi, la Rogd è una dicitura per definire la disforia di genere insorta improvvisamente nei ragazzini durante la pubertà o dopo il suo completamento, senza precedenti avvisaglie – e quindi, va da sé, più per ragioni culturali che innate e biologiche. Non a caso, nel suo studio la Littman ha rilevato come, fra i minori “divenuti transgender”, il 62% riportasse anche una diagnosi di disturbo psicologico e il 48% avesse visto precedere la propria disforia di genere da eventi traumatici o stressanti quali episodi di bullismo, violenze sessuali e il divorzio di genitori. Come c’era da aspettarsi, tale ricerca ha sollevato un polverone nel mondo accademico, nel quale alcuni hanno preso a infangarla, altri ad ignorarla. Questo fino al 6 gennaio scorso, quando sul Wall Street Journal un articolo a firma di Abigail Shrier ha ripreso il tema della Rodg proprio a partire dalla pubblicazione della Littman.
    Un intervento su una testata simile non poteva passare inosservato e così due giorni dopo, sul New York Times, Jennifer Finney Boylan, docente e attivista Lgbt, ha pensato bene di replicare attaccando la Rodg e bocciandola come «falsa diagnosi» partorita ad arte dal mondo conservatore. Dinnanzi a una così aspra presa di posizione da parte della Boylan, Zucker ha deciso di prendere carta e penna e di dire la sua dall’alto della sua indiscussa autorità.
    «Come clinico e ricercatore nel campo della disforia di genere», ha scritto Zucker, «non sono d'accordo con la prospettiva di Boylan». Il luminare ha aggiunto di ritenere la Rodg opportuna per «un nuovo sottogruppo di adolescenti, principalmente femmine biologiche, che sembrano avere una storia evolutiva che porta alla disforia di genere che non era stata precedentemente descritta». Considerando che si tratta del pensiero di uno studioso di esperienza pluridecennale nonché coautore del DSM-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, pare assai difficile liquidarlo come irrilevante.
    Eppure il New York Times ha ritenuto di non pubblicare l’intervento di Zucker. Come mai? Forse perché tende a contraddire il dogma Lgbt, secondo cui gay e trans si nasce? Probabile. Di sicuro il celebre sessuologo non è amato dal movimento arcobaleno, che non gli ha mai perdonato di aver ospitato su Archives of Sexual Behavior una pubblicazione a firma di Robert Spitzer sulle cosiddette terapie riparative dell’omosessualità.
    Inoltre, il clinico è reduce da una complessa vicenda giudiziaria terminata da poco e che lo ha visto vittorioso, alla faccia degli alfieri dei paladini gender. In breve: era accusato d’aver offeso pesantemente un suo paziente trasngender, cosa riportata pure sul sito del Centro per le dipendenze e la salute mentale di Toronto, il più grande del Canada, che per questo lo ha licenziato. Peccato fosse tutto falso - la sola vera “colpa” dello studioso era quella di incoraggiare i giovani in crisi a sentirsi a «a proprio agio» con il loro sesso biologico -, motivo per cui è stato risarcito, previo accordo, con oltre mezzo milione di dollari. Una bella batosta, per il fronte Lgbt. Che però, finché i giornaloni seguiteranno a censurare studiosi del calibro di Zucker, da temere non ha molto.
    Luminare anti gender censurato: libertà della stampa liberal - La Nuova Bussola Quotidiana

    FORZA MAGGIORE
    Ostlund, il regista che narra la maschilità abbandonata
    Ruben Östlund è un regista svedese da tenere d’occhio. Dopo alcuni film dedicati allo sci (e che probabilmente hanno dato una impronta decisiva al suo stile registico) ha, ad esempio, girato un documentario sulla propria famiglia (Family again, 2002) e sui suoi tentativi di ricongiungere i propri genitori separati da tempo. Come se non bastasse, nel 2011 ha destato scandalo e si è attirato le ire di gran parte del suo paese con una pellicola (Play) che descrive atti di bullismo compiuti da ragazzini immigrati nei confronti di bambini svedesi. L’anno scorso, poi, ha girato The square, una critica feroce e devastante nei confronti dell’arte contemporanea e – soprattutto - della political correctness.
    Evidentemente, si tratta di un autore coraggioso e controcorrente. Tra i suoi lavori, quello che colpisce maggiormente, risale al 2014 e si intitola Forza maggiore. Questa la trama. Una famiglia svedese è giunta sulle Alpi francesi per trascorrere una settimana bianca. Sono Tomas, Ebba e i loro due figli. Tutto procede per il meglio fino a quando accade un evento che cambia per sempre la vita di questa famiglia: una valanga. I protagonisti sono a pranzo su una terrazza quando vedono staccarsi una enorme massa di neve che corre verso di loro. Ebba si preoccupa dei bambini, ma Tomas afferra il cellulare e fugge via; torna solo quando è chiaro che la valanga non ha travolto il ristorante. In silenzio, la famiglia riprende il pasto, ma da qual momento nulla sarà più come prima.
    Come interpretare questo film? Una prima, facile chiave è in perfetta sintonia con il pensiero mainstream: il maschio è egoista, debole, vile e patetico; la femmina coraggiosa, lucida e attenta ai propri figli. Ma è possibile leggere questo film in un altro modo. Tomas è un uomo svedese: è cresciuto nel paese nel quale sono nati gli asili gender-neutral; nel quale i bambini e persino Dio non hanno un genere d’appartenenza, sono neutri. Gli è stato insegnato che fare la pipì in piedi è un gesto arrogante, e che la forza non è altro che violenza. È il frutto dell’educazione di genere che, nel suo paese, vige da anni. Gli è stato proibito di esercitare la virtù della fortezza (le virtù si acquisiscono esercitandole). Eppure la moglie, i figli, persino Mats e Fanny si aspettano che Tomas sia coraggioso.
    Perché il compito dell’uomo è essere forte e coraggioso. Tomas lo sa. Lo sanno la sua famiglia e i suoi amici. Infatti Mats, dopo la conversazione con Fanny, non riesce a dormire tormentato da una domanda: se accadesse a me, come mi comporterei? Non importa se il mondo, i media, la mamma, la scuola dimenticano che la fortezza (la disponibilità a sacrificarsi) è una virtù, e come tale va esercitata (con il gioco, lo sport, l’amicizia maschile…): arriverà comunque il giorno in cui verrà chiesto all’uomo di essere forte e coraggioso. E se non lo sarà, tutti si vergogneranno di lui.
    Ostlund, il regista che narra la maschilità abbandonata - La Nuova Bussola Quotidiana

 

 
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