A Bologna è boom di malattie veneree
Dal 2000 ad oggi le malattie veneree a Bologna hanno avuto un incremento notevole: 300 casi all’anno di clamidia, 170 casi di gonorrea e circa 120 casi di sifilide, aumentata del 400% in 15 anni, secondo i dati diffusi dal Centro malattie sessualmente trasmissibili del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. La sifilide in particolare colpisce soprattutto gli omosessuali.
Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è intervenuto in giunta: “Aumentano preoccupante delle malattie veneree a Bologna e si promuovono Gay pride, Gender Bender [festival omosessuale] e aborto facile, all’insegna di una libertà sessuale il più ampia e disinibita possibile”.
Il consigliere si domanda “se non si reputi indispensabile un’azione di contro-informazione sui pericoli derivanti da spregiudicati atteggiamenti e abitudini sessuali senza un’adeguata informativa, soprattutto nelle scuole, verso minori e adolescenti, dei rischi che si possono correre e che si fanno correre ai partner, magari inconsapevoli”.
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Australia: "Scuole religiose possano rifiutare i gay"
Il governo australiano del primo ministro Scott Morrison ha presentato una proposta di legge federale per consentire alle scuole religiose che lo desiderino il diritto di rifiutare gli omosessuali, non solo studenti ma anche insegnanti
Gianni Carotenuto
"Tutte le scuole religiose del Paese devono poter avere il diritto di rifiutare studenti e insegnanti gay".
È la proposta contenuta in un rapporto commissionato dal governo dell'Australia e diffuso dalla stampa locale. Si tratterebbe di modificare la legge federale sulla discriminazione sessuale che, in questo momento, impedisce agli istituti religiosi di escludere certe persone a causa del loro orientamento sessuale. "Sarebbe molto importante per alcune comunità scolastiche coltivare un ambiente e un'etica conformi alle loro convinzioni religiose", è scritto in un estratto del rapporto attualmente in discussione al Gabinetto.
Sì alla discriminazione sessuale per insegnanti e studenti nelle scuole religiose. L'idea, appoggiata dal governo liberal-nazionale e rilanciata dal primo ministro Scott Morrison, potrebbe portare a breve alla revisione della normativa federale sulla discriminazione sessuale. In Australia, infatti, al momento le scuole religiose non possono impedire a studenti e insegnanti di iscriversi e lavorare all'interno delle loro strutture per motivi di orientamento sessuale, identità di genere o status relazionale.
Ma il documento presentato dal governo, attualmente in discussione al Gabinetto e intitolato The Review of Religious Freedoms, se approvato darebbe alla Federazione australiana un'omogeneità legislativa. Infatti, l'Australia ha già alcune disposizioni legali che consentono l'esclusione di studenti e insegnanti omosessuali, ma solo in alcuni Stati.
Australia, proposta choc: "Scuole religiose possano rifiutare i gay"
BARILLA CUOCE A NOVANTA GRADI: LOBBY IMPONE SCENE LESBO SUI PACCHI
Gli spaghetti Barilla non si spezzano, si piegano. A novanta gradi.
Le puntate precedenti sulla vicenda Barilla – Lobby gay. Tutto iniziò quando si proclamarono la pasta della famiglia tradizionale (l’unica che esiste).
Scattò la rappresaglia della lobby e loro, invece di rispondere abbracciando la maggioranza, si piegarono alla minoranza di fanatici.
Ora, addirittura, si sono dari alla ‘lesbo-pasta’, perché quando inizia a piegarti non esiste una fine.
“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale”. Aveva detto Guido Barilla, amministratore delegato dell’azienda. La lobby lo costrinse a scusarsi pubblicamente, una sorta di viaggio a Canossa all’idolo della nuova religione.
E per fare capire il cambiamento a novanta gradi, Barilla nominò, addirittura, un ‘manager alla diversità’: perché i ‘diritti’ sono un business per chi gestisce la lobby.
Ora, sui pacchi degli spaghetti numero cinque campeggiano scene lesbo in omaggio al nuovo culto Lgbt di Barilla. A firmare gli imballaggi da collezione, presentati lo scorso ottobre al Pasta World Championship di Milano, è la designer Olimpia Zagnoli.
La stessa illustratrice, rivela il quotidiano La Verità, che cinque anni fa era tra i capofila della campagna di boicottaggio contro il pastificio. Ma oggi Barilla è un’azienda diversa. Ad assicurarlo è Kristen Anderson, la Chief Diversity Officer del gruppo industriale.
Oggi più che mai possiamo dirlo: Barilla cuoce a novanta gradi.
Purtroppo la maggioranza non ha il fanatismo delle minoranze iperattive e fanatiche, altrimenti, un boicottaggio del 99% delle persone farebbe ricredere il signor Barilla. Anche perché ci sono prodotti decisamente migliori.
https://voxnews.info/2018/11/11/bari...bo-sui-pacchi/
Trump torna all'ovvio: ripristina maschio e femmina
L'amministrazione Trump sta cercando il modo di cancellare la gran confusione legislativa che si era creata sotto Obama, in tema di genere. I democratici avevano dato peso alla teoria gender, per cui il genere non coincide con il sesso biologico della persona, con il conseguente caos nell'istruzione, nella sanità, nei bagni pubblici...
Nel mondo alla rovescia in cui viviamo le persone normali vengono considerate alieni, e quando proferiscono affermazioni normali, gli alieni si stracciano le vesti.
Un caso di specie è quello del presidente Donald J. Trump, notoriamente il bersaglio preferito di ogni e qualsiasi critica benpensate, ma in questo momento ancora più nell’occhio del ciclone per avere detto semplicemente l’ovvio. E cioè che una persona è sia di genere maschile e femminile a seconda che abbia l’apparato genitale maschile oppure femminile.
Certo, è come dire che l’acqua sia bagnata, ma da tempo il nostro mondo sostiene, contro ogni buonsenso ma nondimeno con pervicacia violenta, che l’acqua sia asciutta. Impera, infatti, quell’ideologia “di genere” che costituisce un salto di qualità enorme rispetto al semplice tentativo di legittimare l’omosessualità. L’ideologia gender mira infatti a una trasformazione completa della persona umana nella misura in cui, dopo avere staccato ideologicamente il genere maschile e femminile dalla sessualità fisica maschile e femminile, cerca di accreditare l’idea che in realtà non esistano affatto sessi definiti dalla natura umana, nemmeno invertiti, ma che sia solo l’essere umano singolo a stabilire quale gender essere, e non solo: pure cambiando, tornando indietro, ritornando avanti, sperimentando, inventando. Il traguardo è la non-definizione, persino il non-essere, visto che l’obiettivo è la fluidità, l’idea cioè il gender non sia appunto un orientamento dato, magari persino “sbagliato” nel caso “legittimo” del maschio che “si sente” femmina e della femmina che “si sente” maschio”, bensì solo la rappresentazione di se stesso che la volontà assoluta di ognuno dà, laddove ovviamente la dualità maschio/femmina è semplicemente una gabbia da cui evadere (anche l’omosessuale che inverte il maschio con la femmina, o viceversa, da quella gabbia non esce).
Il mondo è dunque trans, transgender sempre anche se non sempre transessuale nel senso chirurgico del termine. O meglio. Non è, ma sarebbe, visto che il transgenderismo, oltre a una postura etica e intellettuale, è un’impostura bella e buona, sconfitta dalla natura stessa delle cose. L’uomo che si “ricrea” donna, o viceversa, e a maggior ragione chiunque opti per una delle decine e decine di nuove forme di gender che la fantasia malata del nostro mondo sforna a ritmo quotidiano, potrà pur sognare di essere intersex, androgino, agender, crossdresser, intergender, sistergirl, brotherboy o qualunque esercizio linguistico si voglia accreditare, ma se si guarda allo specchio resta sempre maschio oppure femmina, le due cose restando irriducibili proprio perché essenzialmente complementari. Quelli che infatti ricorrono alla chirurgia, manipolano sì parti del proprio corpo, ma non ricreeranno mai veri organi maschili e veri organi femminili come quelli di cui ci dota la natura alla nascita, e il resto è solo una storia di ormoni a badilate.
Ebbene, come ha riferito The New York Times, Trump e il suo entourage stanno studiando il modo per cancellare il più in fretta possibile le aberrazioni concesse, quanto agli Stati Uniti d’America, dall’era di Barack Obama in cui il dispotismo di genere e l’utopia dell’uomo post-sessuato quasi fosse un X-Man allo stadio finale della propria evoluzione avevano trionfato. Tra l’altro, la cosa più grave e non detta è che queste assurdità del “buonismo” obamiamo, invece di lenire il disagio più che evidente di chi, guardandosi allo specchio, odia la propria natura cercando di riplasmarsela con definizioni pirotecniche degne solo della lalìa più stucchevole, quel disagio lo aggravano, magari rendendolo pure irrimediabile.
Avendo, dice con precisione chirurgica The New York Times, «[…] allentato il concetto giuridico di gender nei programmi federali, tra cui scuola e sanità», l’Amministrazione Obama ha infatti compiuto uno sfacelo. Ora Trump ci sta mettendo una pezza e lo strumento giuridico dovrebbe essere un intervento che definisca giuridicamente che il sesso coincide con il gender (appunto che l’acqua è bagnata) nel Titolo X della legislazione sui diritti civili, cioè gli emendamenti in tema di educazione varati nel 1972.
Storico, e l’occasione si presenta propizia per un aggiornamento doveroso. Da due anni Trump si batte come un leone per la tutela dei princìpi non negoziabili, ma il suo tallone d’Achille è sempre parsa essere proprio la questione omosessuale. Ora però non più. Se riuscirà a legare di nuovo, giuridicamente, il gender al sesso, Trump compirà una contro-rivoluzione fondamentale.
Trump torna all'ovvio: ripristina maschio e femmina - La Nuova Bussola Quotidiana
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