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Discussione: Vai col gender!

  1. #591
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    A Bologna è boom di malattie veneree
    Dal 2000 ad oggi le malattie veneree a Bologna hanno avuto un incremento notevole: 300 casi all’anno di clamidia, 170 casi di gonorrea e circa 120 casi di sifilide, aumentata del 400% in 15 anni, secondo i dati diffusi dal Centro malattie sessualmente trasmissibili del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. La sifilide in particolare colpisce soprattutto gli omosessuali.
    Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è intervenuto in giunta: “Aumentano preoccupante delle malattie veneree a Bologna e si promuovono Gay pride, Gender Bender [festival omosessuale] e aborto facile, all’insegna di una libertà sessuale il più ampia e disinibita possibile”.
    Il consigliere si domanda “se non si reputi indispensabile un’azione di contro-informazione sui pericoli derivanti da spregiudicati atteggiamenti e abitudini sessuali senza un’adeguata informativa, soprattutto nelle scuole, verso minori e adolescenti, dei rischi che si possono correre e che si fanno correre ai partner, magari inconsapevoli”.
    A Bologna è boom di malattie veneree - La Nuova Bussola Quotidiana

    Australia: "Scuole religiose possano rifiutare i gay"
    Il governo australiano del primo ministro Scott Morrison ha presentato una proposta di legge federale per consentire alle scuole religiose che lo desiderino il diritto di rifiutare gli omosessuali, non solo studenti ma anche insegnanti
    Gianni Carotenuto
    "Tutte le scuole religiose del Paese devono poter avere il diritto di rifiutare studenti e insegnanti gay".
    È la proposta contenuta in un rapporto commissionato dal governo dell'Australia e diffuso dalla stampa locale. Si tratterebbe di modificare la legge federale sulla discriminazione sessuale che, in questo momento, impedisce agli istituti religiosi di escludere certe persone a causa del loro orientamento sessuale. "Sarebbe molto importante per alcune comunità scolastiche coltivare un ambiente e un'etica conformi alle loro convinzioni religiose", è scritto in un estratto del rapporto attualmente in discussione al Gabinetto.
    Sì alla discriminazione sessuale per insegnanti e studenti nelle scuole religiose. L'idea, appoggiata dal governo liberal-nazionale e rilanciata dal primo ministro Scott Morrison, potrebbe portare a breve alla revisione della normativa federale sulla discriminazione sessuale. In Australia, infatti, al momento le scuole religiose non possono impedire a studenti e insegnanti di iscriversi e lavorare all'interno delle loro strutture per motivi di orientamento sessuale, identità di genere o status relazionale.
    Ma il documento presentato dal governo, attualmente in discussione al Gabinetto e intitolato The Review of Religious Freedoms, se approvato darebbe alla Federazione australiana un'omogeneità legislativa. Infatti, l'Australia ha già alcune disposizioni legali che consentono l'esclusione di studenti e insegnanti omosessuali, ma solo in alcuni Stati.
    Australia, proposta choc: "Scuole religiose possano rifiutare i gay"

    BARILLA CUOCE A NOVANTA GRADI: LOBBY IMPONE SCENE LESBO SUI PACCHI
    Gli spaghetti Barilla non si spezzano, si piegano. A novanta gradi.
    Le puntate precedenti sulla vicenda Barilla – Lobby gay. Tutto iniziò quando si proclamarono la pasta della famiglia tradizionale (l’unica che esiste).
    Scattò la rappresaglia della lobby e loro, invece di rispondere abbracciando la maggioranza, si piegarono alla minoranza di fanatici.
    Ora, addirittura, si sono dari alla ‘lesbo-pasta’, perché quando inizia a piegarti non esiste una fine.
    “Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale”. Aveva detto Guido Barilla, amministratore delegato dell’azienda. La lobby lo costrinse a scusarsi pubblicamente, una sorta di viaggio a Canossa all’idolo della nuova religione.
    E per fare capire il cambiamento a novanta gradi, Barilla nominò, addirittura, un ‘manager alla diversità’: perché i ‘diritti’ sono un business per chi gestisce la lobby.
    Ora, sui pacchi degli spaghetti numero cinque campeggiano scene lesbo in omaggio al nuovo culto Lgbt di Barilla. A firmare gli imballaggi da collezione, presentati lo scorso ottobre al Pasta World Championship di Milano, è la designer Olimpia Zagnoli.
    La stessa illustratrice, rivela il quotidiano La Verità, che cinque anni fa era tra i capofila della campagna di boicottaggio contro il pastificio. Ma oggi Barilla è un’azienda diversa. Ad assicurarlo è Kristen Anderson, la Chief Diversity Officer del gruppo industriale.
    Oggi più che mai possiamo dirlo: Barilla cuoce a novanta gradi.
    Purtroppo la maggioranza non ha il fanatismo delle minoranze iperattive e fanatiche, altrimenti, un boicottaggio del 99% delle persone farebbe ricredere il signor Barilla. Anche perché ci sono prodotti decisamente migliori.
    https://voxnews.info/2018/11/11/bari...bo-sui-pacchi/

    Trump torna all'ovvio: ripristina maschio e femmina
    L'amministrazione Trump sta cercando il modo di cancellare la gran confusione legislativa che si era creata sotto Obama, in tema di genere. I democratici avevano dato peso alla teoria gender, per cui il genere non coincide con il sesso biologico della persona, con il conseguente caos nell'istruzione, nella sanità, nei bagni pubblici...
    Nel mondo alla rovescia in cui viviamo le persone normali vengono considerate alieni, e quando proferiscono affermazioni normali, gli alieni si stracciano le vesti.
    Un caso di specie è quello del presidente Donald J. Trump, notoriamente il bersaglio preferito di ogni e qualsiasi critica benpensate, ma in questo momento ancora più nell’occhio del ciclone per avere detto semplicemente l’ovvio. E cioè che una persona è sia di genere maschile e femminile a seconda che abbia l’apparato genitale maschile oppure femminile.
    Certo, è come dire che l’acqua sia bagnata, ma da tempo il nostro mondo sostiene, contro ogni buonsenso ma nondimeno con pervicacia violenta, che l’acqua sia asciutta. Impera, infatti, quell’ideologia “di genere” che costituisce un salto di qualità enorme rispetto al semplice tentativo di legittimare l’omosessualità. L’ideologia gender mira infatti a una trasformazione completa della persona umana nella misura in cui, dopo avere staccato ideologicamente il genere maschile e femminile dalla sessualità fisica maschile e femminile, cerca di accreditare l’idea che in realtà non esistano affatto sessi definiti dalla natura umana, nemmeno invertiti, ma che sia solo l’essere umano singolo a stabilire quale gender essere, e non solo: pure cambiando, tornando indietro, ritornando avanti, sperimentando, inventando. Il traguardo è la non-definizione, persino il non-essere, visto che l’obiettivo è la fluidità, l’idea cioè il gender non sia appunto un orientamento dato, magari persino “sbagliato” nel caso “legittimo” del maschio che “si sente” femmina e della femmina che “si sente” maschio”, bensì solo la rappresentazione di se stesso che la volontà assoluta di ognuno dà, laddove ovviamente la dualità maschio/femmina è semplicemente una gabbia da cui evadere (anche l’omosessuale che inverte il maschio con la femmina, o viceversa, da quella gabbia non esce).
    Il mondo è dunque trans, transgender sempre anche se non sempre transessuale nel senso chirurgico del termine. O meglio. Non è, ma sarebbe, visto che il transgenderismo, oltre a una postura etica e intellettuale, è un’impostura bella e buona, sconfitta dalla natura stessa delle cose. L’uomo che si “ricrea” donna, o viceversa, e a maggior ragione chiunque opti per una delle decine e decine di nuove forme di gender che la fantasia malata del nostro mondo sforna a ritmo quotidiano, potrà pur sognare di essere intersex, androgino, agender, crossdresser, intergender, sistergirl, brotherboy o qualunque esercizio linguistico si voglia accreditare, ma se si guarda allo specchio resta sempre maschio oppure femmina, le due cose restando irriducibili proprio perché essenzialmente complementari. Quelli che infatti ricorrono alla chirurgia, manipolano sì parti del proprio corpo, ma non ricreeranno mai veri organi maschili e veri organi femminili come quelli di cui ci dota la natura alla nascita, e il resto è solo una storia di ormoni a badilate.
    Ebbene, come ha riferito The New York Times, Trump e il suo entourage stanno studiando il modo per cancellare il più in fretta possibile le aberrazioni concesse, quanto agli Stati Uniti d’America, dall’era di Barack Obama in cui il dispotismo di genere e l’utopia dell’uomo post-sessuato quasi fosse un X-Man allo stadio finale della propria evoluzione avevano trionfato. Tra l’altro, la cosa più grave e non detta è che queste assurdità del “buonismo” obamiamo, invece di lenire il disagio più che evidente di chi, guardandosi allo specchio, odia la propria natura cercando di riplasmarsela con definizioni pirotecniche degne solo della lalìa più stucchevole, quel disagio lo aggravano, magari rendendolo pure irrimediabile.
    Avendo, dice con precisione chirurgica The New York Times, «[…] allentato il concetto giuridico di gender nei programmi federali, tra cui scuola e sanità», l’Amministrazione Obama ha infatti compiuto uno sfacelo. Ora Trump ci sta mettendo una pezza e lo strumento giuridico dovrebbe essere un intervento che definisca giuridicamente che il sesso coincide con il gender (appunto che l’acqua è bagnata) nel Titolo X della legislazione sui diritti civili, cioè gli emendamenti in tema di educazione varati nel 1972.
    Storico, e l’occasione si presenta propizia per un aggiornamento doveroso. Da due anni Trump si batte come un leone per la tutela dei princìpi non negoziabili, ma il suo tallone d’Achille è sempre parsa essere proprio la questione omosessuale. Ora però non più. Se riuscirà a legare di nuovo, giuridicamente, il gender al sesso, Trump compirà una contro-rivoluzione fondamentale.
    Trump torna all'ovvio: ripristina maschio e femmina - La Nuova Bussola Quotidiana


  2. #592
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    A Londra, i Braghettoni studiano la contabilità dei nudi per la “gender equality”
    Tante patatine, tanti pisellini. La Royal Academy of Arts di Londra impone la gender equality. Nel nome della parità di genere, per la mostra Renaissance Nude (apre nel marzo 2019) ai nudi femminili dovranno corrispondere i nudi maschili.
    L’incubo della correttezza ideologica risolve in catalogo il bivio proprio dei wc pubblici – maschi di qua, femmine di là – e però, in punto di filologia, sarà un problema far corrispondere ai puttini eventuali puttine: zero patatine, solo pisellini. Stesso imbarazzo con le crocifissioni cui non può darsi versione femminile, per non dire di ipotetiche San Sebastiane trafitte. Solo e soltanto gli occhi e il seno delle Santissime Lucia e Agata ma in fuori sincrono perché nel trionfo del Rinascimento – col ritorno alla sana paganitas – la procace Venere dormiente di Giorgione non collima con alcun fustacchione ignudo, fosse pure Zeus padre.
    Il caso (di P. Buttafuoco). A Londra, i Braghettoni studiano la contabilità dei nudi per la "gender equality" | Barbadillo

    FIGLIA DI 2 LESBICHE: “IO VOLEVO SOLO UN PADRE”
    “Mi chiamo Millie Fontana, ho 23 anni e sono figlia di due lesbiche, concepita tramite donatore. Questa è una testimonianza che, di sicuro, è non udita perché nessuno vuole sentir parlare del lato oscuro dell’arcobaleno, che non cresce bambini felici, perché crescono con l’idea sbagliata di come una struttura familiare dovrebbe essere.
    “Crescendo volevo un padre… sentivo dentro di me che mi mancava un padre prima ancora che potessi concepire quello che significava un padre. Mi è stato mentito durante tutta la scuola. Mi è stato detto che non avevo un padre. E la mia stabilità comportamentale ed emotiva ha sofferto molto a causa di questo. Nessuno nella lobby Lgbt vuole ascoltare qualcuno come me perché “Love is love”, giusto? Noi non esistiamo per loro. Crescendo mi guardavo allo specchio e pensavo: ‘Da dove ho preso questi occhi verdi? Da dove ho preso questi aspetti della mia personalità o certi talenti che nessuno nella mia famiglia ha?’ La risposta a questa domanda è piuttosto semplice: mio padre!”
    “Conoscere mio padre, a 11 anni, è stata la sola volta probabilmente in cui sono stata una bambina stabile. Capii per la prima volta chi ero, lo guardai nei suoi occhi e pensai che quella fosse la parte mancante di me stessa. E se io non avessi incontrato mio padre, non sarei stata qui con voi, perché la mia reazione emozionale a non avere lui nella mia vita persino per una tale giovane età, sarebbe stata devastante e mi avrebbe fatto regredire nel mio sviluppo.
    “C’è un gran parlare dell’uguaglianza da parte delle lobby Lgbt. Ma mi chiedo quale sia la loro definizione di uguaglianza, perché per me uguaglianza significa dire la verità, essere rispettati per quello che si è per intero e non solo in base a quello che i genitori decidono che tu debba sapere. Uguaglianza non significa che, siccome gli studi su famiglie gay volontarie e sui loro figli dimostrerebbero un esito positivo, questo debba valere per tutti.
    “E’ completamente irrealistico. Io considero questa una forma di gender discriminazione. E’ davvero curioso il modo in cui le lobby gay parlano dell’omofobia. Ho racconti di amici gay che mi spiegano che altri gay li chiamano omofobi, perché preferiscono che i bambini crescano con una madre e con un padre. E’ totalmente ridicolo!
    “Perché in realtà in ogni relazione tra persone dello stesso sesso, ci vuole una terza persona per “produrre” un bambino. Perché come società dovremmo ignorare questa verità? Io non sono qui grazie a due donne. La scienza viene sostituita dai desideri di alcuni adulti. Mia madre mi ha fatto una domanda. Cosa sarebbe successo se io e la mia partner ci fossimo potute sposare? Se avessimo potuto avere quell’ambiente familiare stabile come tutti gli altri? Ho risposto con un’altra domanda: che tipo di terapia mi avrebbero somministrato gli psicologi per i miei comportamenti dovuti alla mancanza di un padre, se l’assenza del padre fosse stata considerata una forma di discriminazione? Nessuna risposta. L’evoluzione non è stata fatta da un’agenda politica che sta silenziando anche una parte della comunità Lgbt. Sono una piccola minoranza estremista che sta spingendo all’estinzione del genere stesso. Io non vedo ‘gender equality’. Io vedo l’intenzione di sbarazzarsi del genere umano tutto”.
    Non c’è altro da aggiungere.
    https://voxnews.info/2018/09/03/figl...solo-un-padre/

    Fusaro e il nuovo ordine erotico: "Viviamo in un gay pride permanente"
    INTERVISTA/ Il filosofo Diego Fusaro svela i contenuti del suo nuovo libro "Il nuovo ordine erotico"di Lorenzo Lamperti
    Diego Fusaro, filosofo e autore della fortunata rubrica "Lampi del pensiero", parla in un'intervista ad Affaritaliani.it dei contenuti del suo nuovo libro "Il nuovo ordine erotico".
    Diego Fusaro, nel suo libro "Il nuovo ordine erotico" definisce il liberismo economico e quello sentimentale due facce della stessa medaglia. Che cosa intende?
    Noi oggi viviamo in una sorta di capitalismo che trasforma il mondo intero in un libero mercato deregolamentato. E quindi, perché possa avvenire questo, il capitalismo deve distruggere lo Stato sovrano e la famiglia come cellula etica. Il liberista è colui che dichiara guerra allo Stato per il proprio profitto individuale, il libertino è quello che dichiara guerra alla famiglia in modo di ottenere il plusgodimento, la variante erotica del plusvalore. Gli individui mirano dunque a godere solo individualmente, sia a livello economico sia a livello erotico. L'assonanza è questa: deregulation, abbattimento dei limiti etici, imposizione della crescita infinita del godimento così come del profitto per libertini e neoliberisti.
    Questo comporta una neutralizzazione dell'erotismo stesso?
    Sì, diventa una pratica fine a se stessa, priva di progettualità e significato. Resta un gesto libertino e liberistico fine a se stesso proprio come quello delle speculazioni finanziarie e della ricchezza illimitata del capitale.
    Oggi l'erotismo è uno strumento in mano a quello che lei definisce come "nuovo ordine mondialista"?
    Certamente. In ogni caso il nuovo ordine mondiale mira a distruggere tutto ciò che non è affine al mercato. L'amore e la famiglia sono la prima forma di resistenza rispetto al mercato e al capitalismo deregolamentato. L'amore mira a durare in eterno e perché è altruistico e donativo, sottratto a ogni logica del calcolo e della crescita. E' quanto di più anti capitalistico ci sia.
    Tutto ciò causa una perdita di identità per così dire "sentimentale" o "erotica" a livello comunitario?
    Sì, certo. L'obiettivo è quello di produrre quello che io chiamo nel libro "individuo unisex postidentitario", un atomo precario e migrante senza identità di nazione, di classe e nemmeno più di genere. Un individuo neutro, vuoto che può essere riempito con tutti i contenuti che il mercato vorrà.
    Da quali principi bisognerebbe ripartire per recuperare i valori sentimentali ed erotici?
    Il libro si chiude con un capitolo fortemente ottimista, se vogliamo usare questa categoria. La mia idea è quella che bisogna riprendere il conflitto tra alto e basso, tra popolo ed élite, tra dominati contro dominanti. Per farlo occorre rivitalizzare l'eticità in senso hegeliano, recuperando istituti comunitari come la famiglia, la comunità locale, la scuola, lo Stato. E il libro si chiude prendendo l'esempio di un quadro bulgaro, intitolato "Il quarto Stato", nel quale i protagonisti non stanno protestando come nel celebre dipinto di Pellizza da Volpedo, ma si stanno sposando. Oggi sposarsi è diventato rivoluzionario, ristabilendo il vincolo etico di fronte al plusgodimento come una forma di speranza.
    Può essere dunque vista in senso positivo la lotta per esempio di Salvini sulle definizioni di "Genitore 1 e Genitore 2"?
    Sì, sono piccole forme importanti che danno un segnale di necessità di resistere. Mentre a New York da oggi sulla carta d'identità dei neonati mettono "X".
    Nel libro lei parla di "eroticamente corretto". A che cosa si riferisce?
    E' la variante erotica e sentimentale del "politicamente corretto". E' tutto ciò che in qualche modo garantisce il nuovo ordine erotico e diffama ciò che non gli è affine. Sul piano politico tutto ciò che non è affine al nuovo ordine mondiale viene diffamato come "fascista, populista, sovranista". Nell'ambito erotico invece viene diffamato come "omofobo, reazionario, premoderno". Nella neolingua, eroticamente corretto è una sorta di catechesi mondialista che impone un adattamento cosmopolita ai costumi del nuovo ordine erotico che dissolve la famiglia e il modello eterosessuale imponendo una specie di gay pride permanente con ridicolizzazione di tutto ciò che è connesso ai valori tradizionali della famiglia etica. Il gay pride non è volto a difendere sedicenti diritti, ma a distruggere e ridicolizzare il vecchio modello familiare.
    ----------------------------------------------------------------------------
    C’è stato un tempo in cui il diktat del capitale conosceva dei limiti. Si arrestava ai cancelli della fabbrica: oltre, la vita scorreva in forme che non si lasciavano imbrigliare nell’orizzonte limitato della logica di produzione e dello scambio di merci. Quel tempo è ormai lontano. Oggi, alla società basata sull’economia di mercato si è sostituita una società di mercato e basta.Viviamo in un mondo «a capitalismo integrale e mercificazione sconfinata». Il che, è chiaro, coinvolge anche la sfera dell’affettività e dell’erotismo.
    Il globalitarismo al potere – nuovo totalitarismo glamour onniavvolgente – ci vuole precari e omologati, neutri anche in amore. Novelli Don Giovanni, figura emblematica dell’instabilità amorosa e dell’isolazionismo sentimentale. Le relazioni solide, basate su progetti di vita condivisi e una visione dell’amore come forza eterna, cedono il passo a forme consumistiche di rapporto: incontri fugaci e privi di conseguenze, legami occasionali facili tanto da instaurare quanto da spezzare, sesso virtualizzato e rapporti online.
    Dalla precarizzazione erotica e sentimentale alla femminizzazione del maschio, dal nuovo femminismo postmoderno alla crisi della famiglia, dalla gendercrazia al trionfo del neutro indifferenziato unisex, Diego Fusaro accompagna il lettore attraverso i temi principali di una riflessione che ci coinvolge tutti, in quanto esseri eminentemente amorosi. E se a cadere sono addirittura i fondamenti più intimi del rapporto interpersonale, cosa può esserne della struttura sociale che ci ac-coglie, della nostra «famiglia allargata»? Il filosofo più critico e controcorrente del nostro tempo ci invita a riflettere sul nuovo ordine amoroso globalizzato e deregolamentato. Per scoprire che il laissez-faire del liberismo economico e di quello sentimentale sono – paradossalmente – due facce della stessa medaglia.
    Fusaro e il nuovo ordine erotico: "Famiglia distrutta dal capitalismo, viviamo in un gay pride permanente" - Affaritaliani.it

    Teenager trans e gay più a rischio suicidio
    Uno studio dell’università di Milano-Bicocca, pubblicato di recente su ‘Jama Pediatrics’ afferma che “il rischio di suicidio e di comportamenti pericolosi per la vita è più elevato tra gli adolescenti appartenenti alle minoranze sessuali. I teenager appartenenti al gruppo complessivo delle minoranze sessuali mostrano un tasso di rischio di suicidio 3 volte e mezzo superiore rispetto ai loro coetanei eterosessuali (Odds Ratio, OR 3.50). La valutazione del rischio di tentato suicidio è stata analizzata anche all’interno di ogni gruppo di minoranza sessuale: i dati dimostrano che gli adolescenti transgender sembrano i più afflitti dal fenomeno (OR 5.77), seguiti dai bisessuali (OR 4.87) e dagli omosessuali (OR 3.71)”.
    La ricerca ha preso in esame 35 studi accademici sul tema e un campione di quasi 2 milioni e mezzo di adolescenti tra i 12 e i 20 anni, di 10 nazionalità diverse.
    La vulgata corrente vorrebbe individuare nella cosiddetta omofobia la causa di tali suicidi, quando invece gli studi ci dicono che è il disagio espresso poi nell’omosessualità e nella transessualità ad essere la vera causa.
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  3. #593
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    SESSO GAY: NON RIESCONO PIÙ A STACCARLI, COSA SUCCEDE
    Non c’è cosa più anti-naturale di un ‘rapporto’ tra due uomini. Un “doloroso” incidente dopo il rapporto sessuale è valso l’intervento dell’ambulanza. È accaduto ad Ancona, protagonista una coppia di amanti omosex che durante l’incontro in un appartamento è incappata in uno spiacevole inconveniente.
    Gli amanti, dopo gli inutili tentativi di “liberarsi” da soli, hanno chiamato il 118 e gli operatori della Croce Gialla intervenuti hanno trovato uno dei due uomini con una copiosa emorragia al pene.
    L’uomo, un 50enne, è stato portato a Torrette per tutte le inevitabilmente dolorose cure del caso.
    L’estrazione è a spese dei contribuenti?
    https://voxnews.info/2018/08/13/sess...-cosa-succede/

    Maschio e femmina? Per la BBC sono solo stereotipi
    La BBC ha rilanciato anche quest’anno un video per provare che i giochi per bambini e bambine sono solo stereotipi. Si tratta di un esperimento in cui un bambino assai piccolo viene vestito da femminuccia e viceversa. Dopo questo travestimento alcuni adulti tentano di far giocare il maschietto con una bambola e la femminuccia con un robot. Risultato: il maschietto cerca il robot e la femmina esplora il robot come farebbe di fronte a qualsiasi oggetto colorato. E’ vero che il bambino si mette a tamburellare sul volto della bambola, ma lo avrebbe fatto con qualsiasi altro oggetto colorato che fosse gli fosse stato messo in grembo. In realtà non stava giocando, stava solo capendo cosa fosse quell’oggetto.
    Inoltre nel video si nota che i giochi venivano loro dati e non si lasciava che i due bambini cercassero in piena libertà i giocattoli preferiti. Senza tenere conto che trottole, cavallucci, scatole colorate e giochi simili piacciono sia ai maschi che alle femmine.
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    «Padre» e «madre», le parole della ribellione
    di Giuliano Guzzo
    Con la bocciatura del Garante per la Privacy della sostituzione dell’indicazione di «genitore 1» e «genitore 2» con «padre» e «madre» nei moduli per il rilascio della carta di identità elettronica per i figli minorenni, lo possiamo dire con certezza: «padre» e «madre» sono le nuove parole della ribellione. Il motivo è presto detto: non piacciono al potere. Non al potere burocratico, come si è visto, con il Garante per la Privacy che ha tirato in ballo i «casi in cui la richiesta della carta di identità, per un soggetto minore, sia presentata da figure esercenti la responsabilità genitoriale che non siano esattamente riconducibili alla specificazione terminologica padre o madre». In pratica, viene affermato che la regola debba piegarsi alle eccezioni e non viceversa. Curioso.
    Ma «padre» e «madre» non piacciono neppure alla magistratura politicizzata, che a colpi di sentenze vuole convincerci che un figlio possa avere sia due babbi sia due mamme, che sarà mai: perché in fondo ciò che conta è l’amore. I termini usati non sono esattamente questi, ovvio, ma è chiaro come si tratti di una giustizia formato Bacio Perugina, di un diritto sentimentalizzato che non riconosce la famiglia ma aspira a rimodellarla. «Padre» e «madre» poi non piacciono al mondo Lgbt, che le considera scorie omofobe, né a quello femminista, che le ritiene residui patriarcali, fossili lessicali di un passato da archiviare. Anche i cantori del pensiero dominante, come lo youtuber Willwoosh, sottolineano come nel 2018 sia «assurdo» dimostrarsi affezionati a queste due parole.
    Il punto, però, è proprio questo: «padre» e «madre» sono più di due parole. Decisamente di più. Sono i due pilastri su cui si costruisce e si regge la famiglia. Testimoniano la necessità che il nucleo familiare si fondi su una differenza – quella tra uomo e donna -, in un tempo in cui le differenze, tutte, tendono a smarrirsi, coperte dal mantello dell’omologazione. Sono il racconto incarnato di un’origine, delle nostre radici in una società in cui da una parte si esorta a guardare avanti, anzi a fissarsi esclusivamente sull’attimo da cogliere e, dall’altra, si invita a sbarazzarsi dal passato, declassato a vincolo. Avere un papà e una mamma, infatti, oltre ad una famiglia comporta l’avere una storia, delle tradizioni, un albero genealogico, una quercia di ricordi.
    Tutte cose inaccettabili, per chi vorrebbe mettere l’uomo al guinzaglio delle mode, stordito di pensieri divertenti purché privo un pensiero diverso o, addirittura, proprio. Per questo occorre ribellarsi ad una cultura che fa di tutto per convincersi a cambiare. Ribellarsi come? Preservando nel nostro vocabolario quotidiano «padre» e «madre», non considerandole solo parole ma obbiettivi di vita, binari di partenza e di arrivo al di fuori dei quali l’umanità semplicemente deraglia, si perde.
    https://campariedemaistre.blogspot.c...ibellione.html

    Taiwan, il referendum boccia i matrimoni tra omosessuali
    Di Giorgio Levante
    Gli elettori di Taiwan hanno votato a favore del referendum consultivo contro i matrimoni gay in una mossa che, secondo gli attivisti LGBT, rappresenta un duro colpo per la reputazione dell’isola come pioniere asiatico dei diritti civili.
    Il tribunale di Taiwan aveva legalizzato il matrimonio omosessuale nel maggio 2017, primo stato in Asia per farlo, e aveva stabilito che avrebbe dovuto essere introdotto entro due anni, ma il governo ha fatto pochi progressi di fronte all’opposizione dei gruppi conservatori.
    Il referendum sul fatto che il matrimonio debba essere ammesso soltanto tra un uomo e una donna nel Codice civile di Taiwan ha vinto piu’ di sette milioni di voti. Gli attivisti che avevano proposto che il codice civile attribuisse alle coppie omosessuali diritti di matrimonio uguali, hanno ottenuto solo tre milioni di voti.
    https://www.tpi.it/2018/11/24/taiwan...ferendum-news/

    Credevano di poter esportare ovunque la loro volgarità, ma l'hanno preso nel culo....

    BUFERA DOLCE E GABBANA: SALTA LA SFILATA-KOLOSSAL
    Daniela Fedi per Ultime notizie su attualità, politica ed economia - IlGiornale.it
    A far divampare un incendio senza precedenti nel mondo della moda sono stati i netizen, ovvero le persone che secondo Wikipedia «partecipano attivamente alla vita di Internet contribuendo e credendo fermamente nella libertà di espressione».
    Una di loro lunedì scorso ha visto su Weibo (il sito di microblogging che in Cina sostituisce e unifica i social media) tre filmati lanciati da Dolce & Gabbana in occasione di «The Great Show»: una sfilata-evento in programma nei mastodontici spazi di Expo Shangai.
    Si dice che il magico duo abbia investito 12 milioni di euro per mettere in piedi un vero e proprio kolossal con 1500 invitati provenienti da tutto il mondo, 500 abiti cuciti e ricamati a mano sul corpo di 400 tra modelle e performer che avrebbero dovuto dar vita a uno spettacolo in tre atti della durata di un'ora. Tra le voci di spesa ci sarebbero anche i tre filmati girati nel ristorante cinese Maoji di Piazza Aspromonte a Milano.
    Tra lanterne rosse, dragoni e ventagli arriva una ragazza dagli occhi a mandorla che tenta di mangiare con le bacchette in un film la pizza, in un altro gli spaghetti e nel terzo un gigantesco cannolo siciliano dalla forma inequivocabilmente fallica. Come se questo non bastasse una voce maschile fuori campo le chiede in cinese «È troppo grande per te, vero?».
    La netizen Michaela Phung Thanh Tranova che vive a Londra ed è di origini asiatiche, dopo aver visto il filmato ha scritto un messaggio sul seguitissimo profilo Instagram di Stefano Gabbana accusandolo di razzismo, sessismo, ignoranza e mancanza di rispetto della cultura cinese. Con sua grande sorpresa dal profilo sono arrivate risposte a raffica con insulti di vario tipo (da «stupida» a «cagna» se così vogliamo tradurre «bitch») e con la minaccia di dichiarare ai quattro venti che la Cina è un paese di «m...da» (la parola è stata sostituita con 5 disegnini di cacche sorridenti).
    L'esterrefatta Michaela ha immediatamente girato lo screenshot dei messaggi all'account Instagram @Diet_Prada seguitissimo dal popolo della moda perché i suoi due creatori, Lindsey Shuyler e Tony Lin, non guardano in faccia a nessuno quando devono denunciare copiature, scivoloni di gusto, gaffe e nefandezze del settore.
    I film sono stati ritirati da Weibo dove per altro in poche ore ci son state 120 milioni di visualizzazioni. Tutti hanno potuto leggere e indignarsi. Le agenzie di modelle hanno disdetto le prenotazioni, star come Zhang Ziyi e Li Bingbin hanno rispedito al mittente l'invito cosa che ha fatto anche Angelica Cheung, direttrice di Vogue China. A questo punto l'evento è stato cancellato dall'ufficio degli affari culturali cinesi con l'appoggio della potentissima lega della gioventù.
    Il fatto grave è che un terzo del giro d'affari di D&G viene dalla Cina dove da oggi non è più possibile comprare nulla del marchio sulle varie piattaforme internet dove i cinesi fanno il 90 per cento dei loro acquisti. I negozi hanno infatti una mera funzione promozionale e D&G ne hanno tantissimi in Cina. Costano tra l'altro un botto e pare che l'ordine governativo sia di lasciarglieli aperti per far loro spendere inutilmente un sacco di soldi. Gli esperti di politica economica cinese dicono che questa è solo la prima di tante rappresaglie: potrebbe anche partire un serio boicottaggio internazionale. Insomma il merdone pestato da D&G non è grosso, ma gigantesco.
    divorzio tra dolce e gabbana dopo l'ultimo merdone pestato da stefano? la punizione cinese - Business


  4. #594
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    ANZIANA UCCISA DALLA LESBICA DELLA FIGLIA: CHE POI VA A FARSI UNA BIRRA
    Confermata in appello la condanna a 30 anni di reclusione per Renate Kette, la lesbica che nel maggio del 2016 uccise l’anziana Danielle Chatelain nell’appartamento di via Oberdan a Perugia. Kette era stata la ‘compagna’ della figlia dell’anziana uccisa e, dopo la sua morte, era rimasta a vivere con Danielle che le aveva dato ospitalità.
    Ma la vittima non si sentiva al sicuro: Kette infatti, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, era a volte violenta con lei, tanto che in più di un’occasione, l’anziana era andata a dormire a casa di amici lasciando la propria, perché aveva timore a rimanere in casa con lei. Dopo aver ucciso l’anziana sbattendole la testa contro i gradini delle scale, Kette uscì a bersi una birra, poi chiamò la polizia.
    https://voxnews.info/2018/11/29/anzi...rsi-una-birra/

    GENDER A MILANO: AL VIA ESPERIMENTO PER CREARE BIMBI NEUTRI
    Un vero e proprio esperimento sulla pelle dei bambini a Milano, dove il Comune ha lanciato un progetto per crescere bimbi “non sessisti”. Ovvero maschi senza palle che votino PD.
    L’esperimento in vivo si chiama “Be.st – Beyond stereotype” – perché l’inglese fa sembrare la cazzate più scientifiche – ed è stato lanciato ieri dalla sindaca (dobbiamo andare oltre gli stereotipi) Beppe Sala, dall’assessora Pierfrancesco Majorino e dal delegato alla pari opportunità Daria Colombo. A ideare e realizzare il progetto la solita ong Punto Sud “che lavora in tutto il mondo nel campo dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo e della migrazione”. Insomma, parassita i contribuenti.
    L’obiettivo è eliminare la divisione fra ciò che è maschile e ciò che è femminile e in particolare concentrarsi sugli individui quando si formano gli stereotipi: lavaggio del cervello sui bambini.
    Per questo il progetto coinvolge per il momento una sola scuola primaria, lo sfortunato istituto Riccardo Massa nel quartiere Gallaratese: “La scuola selezionata per essere il pilota è invitata ad aderire a un percorso che include attività di formazione e informazione, indirizzate a insegnanti e famiglie sugli stereotipi di genere”, dicono da Punto Sud. Che avvierà “attività formative” con libri e giochi che si ispirano all’ideologia gender.
    Nell’opuscolo informativo divulgato ieri, inoltre, si spiega che il genere è “un processo di costruzione sociale”. No, se non hai le palle sei femmina, anche se voti Pd.
    https://voxnews.info/2018/12/01/gend...-bimbi-neutri/

    Céline Dion lancia un brand "gender free" per bambini
    La cantante Céline Dion ha iniziato una collaborazione con Nununu, un’azienda che produce vestiti unisex per bambini e ha lanciato un proprio brand Celinununu. L’artista ha dichiarato: “Vorrei solo rimuovere uno stereotipo. I bambini devono scegliere da soli il loro percorso. [Questa linea di moda] È stata pensata per permettere ai bambini di essere liberi e trovare la propria individualità. Voglio incoraggiare il dialogo, l’uguaglianza e altre possibilità“.
    Nel video promozionale si vede la Dion che entra in un reparto di neonatologia, soffia dei coriandoli dorati sulle culle dei bambini, vestiti in azzurro, e delle bambine, vestite di rosa, e le loro tutine si trasformano in bianche e nere, con teschi e croci lugubri, il tutto in un’ambientazione assai tetra (nel sito di Nununu vi sono foto, sempre in bianco e nero, inquietanti e chiaramente ispirate al satanismo: bambini vestiti con teschi, bambine che hanno calzato in testa una testa di capra, neonati con una cuffia a forma di corna, scheletri che abbracciano i bambini, teschi a posto delle teste dei piccoli, etc., tra l’altro i bambini non sorridono mai). Sulle tutine di alcuni infanti compare anche la scritta: “Nuovo ordine mondiale”.
    Un’altra prova che la teoria gender vuole davvero spingere verso una rivoluzione dei costumi.
    Céline Dion lancia un brand "gender free" per bambini - La Nuova Bussola Quotidiana

    "Manifesti inoffensivi": ora i pro life vogliono le scuse della Raggi
    I manifesti di ProVita sull'utero in affitto sono stati giudicati inoffensivi. Adesso i pro life chiedono le scuse della Raggi
    Giuseppe Aloisi
    I manifesti affissi qualche mese fa da ProVita Onlus, quelli recitanti la scritta "Due uomini non fanno una madre #stoputeroinaffitto", sono stati giudicati "non offensivi" dal Giurì dell'Istituto di Autodisciplina pubblicitaria.
    I giorni successivi alla comparsa dei bandoni si era sollevata una bufera in grado di coinvolgere pure il sindaco Virginia Raggi: la grillina è stata politicamente accusata, in più circostanze, di voler censurare gli attivisti in questione. Tempo fa, la querelle tra queste associazioni e l'esponente del MoVimento 5 Stelle aveva addirittura riguardato dei manifesti su San Giovanni Paolo II. Oggi, invece, le differenze di vedute riguardano il caso di Asia Bibi: le organizzazioni che hanno manifestato sotto il Campidoglio per sensibilizzare le istituzioni italiane su quella vicenda hanno evidenziato come la Raggi non abbia mai risposto a una richiesta finalizzata all'esposizione della foto della donna pakistana.
    I pro life, sui manifesti citati, incassano il placet della massima Autorità competente in materia, che smentisce così quanti avevano ritenuto offensivo il contenuto dei 6x3. A essere "offensiva" - hanno voluto sottolineare - è la maternità surrogata. Che sarebbe pure una pratica contraria all'ordine pubblico oltre che rappresentativa di una vera e propria violenza operata nei confronti delle donne. Ma a Toni Brandi di ProVita e a Jacopo Coghe di Generazione Famiglia sembra non bastare.
    I due esponenti domandano le scuse del primo cittadino della Capitale: "Ora Virginia Raggi ci chiesa scusa - hanno dichiarato a stretto giro - e si renda conto che sono lei e le sue trascrizioni a non essere più ammissibili". Nel passaggio appena citato, ci si riferisce a quei casi in cui il Comune di Roma avrebbe avallato la trascrizione di un atto di nascita di un bambino nato all'estero grazie alla pratica dell'utero in affitto.
    Brandi e Coghe hanno parlato pure di "inquisizione buonista" e di "falsi slogan che inneggiano all'amore", che intenderebbero "privare un bambino della sua mamma o del suo papà".
    "Manifesti inoffensivi": ora i pro life vogliono le scuse della Raggi

    Gender, a scuola arriva il consenso informato
    Matteo Orlando
    La teoria gender troverà degli enormi ostacoli all'interno della scuola italiana. Attraverso una nota del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur), dicastero guidato dal leghista Marco Bussetti, è stato riconosciuto il diritto al consenso informato dei genitori su tutti i progetti extracurricolari.
    Diventa così obbligatorio per le scuole, di ogni ordine e grado, l'esonero degli alunni che lo richiedono (attraverso il diniego da parte dei genitori, espresso con il mancato consenso informato) dai progetti che non fanno parte delle discipline obbligatorie.
    In base alla nota ministeriale, che riguarda in particolare il Piano triennale dell’offerta formativa di ogni istituto, il cosiddetto Ptof (che deve essere approvato e comunicato alle famiglie), si stabilisce che "le famiglie devono esprimere il consenso, ove occorra, al fine della partecipazione degli alunni e studenti alle attività extra-curricolari" e, inoltre, che ogni scuola "deve promuovere i necessari rapporti con tutti i portatori di interesse", prendendo in considerazione "le proposte e i pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori" e, per le scuole secondarie di secondo grado, dagli studenti.
    Per evitare spiacevoli sorprese per i genitori, il Ministero ha previsto che il Ptof sia "predisposto antecedentemente alle iscrizioni, per consentire alle famiglie di conoscere l’offerta formativa delle scuole così da assumere scelte consapevoli in merito all’iscrizione dei figli" e, inoltre, tutte le attività didattiche aggiunte in corso d’anno "devono essere portate tempestivamente a conoscenza delle famiglie, o degli studenti se maggiorenni".
    La parte della circolare che si adatta alla questione gender, che tante polemiche ha sollevato nei mesi scorsi, stabilisce che "la partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza. Al fine del consenso, è necessario che l’informazione alle famiglie sia esaustiva e tempestiva".
    La nota, che è stata inviata a tutti gli Uffici Scolastici Regionali, è stata accolta con entusiasmo da diverse associazioni cattoliche. "E' stato premiato lo sforzo e l’impegno con i quali l'associazionismo del Family Day, superando offese e insulti ha portato avanti la battaglia per il diritto dei genitori al consenso informato nelle scuole", hanno dichiarato, attraverso un comunicato stampa, da Pro Vita e Generazione Famiglia.
    Toni Brandi, il presidente di Pro Vita Onlus, dopo avere ringraziato personalmente il Ministro Bussetti, ha sottolineato che con questa circolare si rende effettivo il rispetto dell’articolo 26/3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che stabilisce che i genitori hanno la priorità nella scelta della tipologia di istruzione da impartire ai figli.
    "Abbiamo combattuto per l'ovvio", ha dichiarato Toni Brandi. "E' una battaglia che può sembrare paradossale ma questa storia dimostra come i genitori che lottano contro il potere politico ingiusto possano cambiare il futuro. Le famiglie non devono e non possono cedere nemmeno di un millimetro rispetto al gender e ai suoi ‘errori della mente'".
    Gender, a scuola arriva il consenso informato: esultano i cattolici

  5. #595
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    SIAMO OMO O STEFANO ZECCHI? – "LA LOBBY GAY ESISTE, ECCOME. E’ FORTISSIMA NELLE UNIVERSITÀ” – IL PROF SCATENATO A 'LA ZANZARA': “DUE GAY CHE SI BACIANO IN PUBBLICO MI FANNO IMPRESSIONE. - PROSTITUZIONE? MOLTE DONNE LO FANNO VOLENTIERI, PER SOLDI - SEX TOYS? MAI USATI, SONO PORCHERIE SOLENNI. MAI VISTO UN PORNO CON LA MIA COMPAGNA”
    Da La Zanzara – Radio 24
    A La Zanzara su Radio 24 il professor Stefano Zecchi, ex docente di Estetica alla Statale di Milano, fa una rivelazione sconcertante sull’università italiana. I conduttori chiedono se "i gay sono una lobby”. E lui: “Mamma mia, certo che esiste una lobby gay. Sì, e anche potente. Guarda, nell’università c’è una lobby fortissima. E non posso andare avanti, non posso. C’è una capacità di creare gruppo incredibile.
    Nelle università italiane una volta c’era la contrapposizione tra laici e cattolici, poi destra e sinistra. Oggi c’è la lobby omosessuale e gli etero. Un po’ come in Vaticano. Vengono promossi a gruppi, a gruppi. Mi assumo tutta la responsabilità di quello che dico. E’ una cosa che ho toccato con mano, altrochè”. Ci faccia qualche nome. “No, no, non posso. Succede ovunque, al Nord, al Centro e al Sud”.
    Nel 2018 le fanno impressione due gay che si baciano in pubblico?: “Sì, mi fanno impressione. Ho un atteggiamento diverso rispetto a un maschio e a una femmina che si baciano. Due gay che hanno delle effusioni in pubblico mi imbarazzano”. E le adozioni gay?: “La vedo male, un figlio cresce male, deve avere papà e male, sono schifosamente tradizionalista”.
    Chi va a prostitute è un miserabile?: “No, se non ci fossero le prostitute gli uomini non ci andrebbero. Se le donne si vogliono prostituire la colpa non è degli uomini, dei clienti. La prostituzione c’è sempre stata, ci vorrebbe un controllo come in Germania. Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, esiste, c’è un racket, ci sono delle donne costrette ma altre che le donne lo fanno volentieri non per costrizione. Basta con questa storia di quelle che lo fanno perché figlie della povertà. E’ un mestiere che porta soldi, e basta”.
    Ha mai visto un film porno con la sua compagna?: “No, mai. E mai usati i sex toys, che sono un mercato indecoroso. Ci dovrebbe essere un’educazione sentimentale che porti ad evitare queste cose. Spero mio figlio non ne abbia bisogno, spero che non abbia bisogno di queste forme di mediazione. Oggi piacciono porcherie solenni. Purtroppo sì, dal vibratore ai nanetti da giardino”.
    i gay, la lobby omosex, la prostituzione, i sex toys e i porno:stefano zecchi scatenato a la zanzara - Media e Tv

    Assassino trans e studentessa cristiana: due pesi, due misure
    Chow, studentessa di Berkeley, si è rifiutata di votare una risoluzione contro la definizione di sesso biologico. Compagni e giornali hanno chiesto le sue dimissioni da senatrice. E mentre viene insultata e minacciata, frequenta i corsi scortata come fosse una criminale. Nello stesso tempo, un assassino e violentatore con problemi psichiatrici viene assecondato con 20mila sterline nella sua richiesta di essere operato per sembrare femmina. Da dove nasce il paradosso e dove sta la speranza?
    Quello che sta passando Isabella Chow, studentessa della University of California di Berkeley, è sconcertante, sebbene lo sia ancora di più la forza e l’amore con cui sta reagendo ai suoi aggressori.
    Isabella, di origine cambogiana, iscritta contemporaneamente al terzo anno di Business Economics e a quello di Musica, senatrice del consiglio accademico per il partito Student Action, due settimane fa si è rifiutata di votare una risoluzione, presentata dall’associazione Lgbt Queer Resource Center (Quarc), che condannava l’amministrazione Trump per aver proposto la ridefinizione del sesso come un dato biologico presente fin dalla nascita. La ragazza si era rifiutata di votare a favore del provvedimento, comunque passato con il voto di 18 studenti contro 2 (uno era assente). Ma agli studenti di Berkeley non è bastato ottenere ciò che volevano quasi all'unanimità, solo il fatto che qualcuno non fosse d’accordo con loro, li ha irritati a tal punto da innescare una reazione violentissima contro la ragazza, che aveva persino spiegato le sue ragioni con chiarezza: «Non posso votare questo provvedimento senza scendere a patti con i miei valori e con la responsabilità che ho nei confronti della comunità che mi ha eletto come rappresentante. Come cristiana, credo personalmente che certi atti e condotte di vita confliggano con ciò che è giusto e vero. Credo che Dio abbia creato l’uomo e la donna all’inizio dei tempi e che abbia pensato al sesso all’interno del matrimonio fra uomo e donna. Per me, amare un’altra persona non significa acconsentire silenziosamente quando nel profondo del mio cuore non credo che le sue scelte siano giuste o le migliori per lei». Infine ha ribadito che ogni persona merita rispetto, protezione e amore, anche i cristiani.
    Ma nemmeno l’espressione “amo te, ma non per forza ciò che fai” è stata sufficiente, perché l’ideologia Lgbt, dimostrando il suo carattere totalitario, pretende una completa adesione ai suoi assunti. L’alternativa è il linciaggio pubblico. Non a caso Chow, oltre ad essere stata scaricata dal partito, è stata insultata in un articolo del Daily Californian, che prima ha rifiutato la richiesta della giovane di poter spiegare la sua posizione sul giornale e poi l'ha accusata di fomentare odio e di creare «un ambiente tossico per la comunità Lgbt». Nel frattempo, l’Associated Students of the University of California (ASUC) si riuniva chiedendo le dimissioni della senatrice con tanto di cartelli “Senator Chow resign now” e di grida irose come se si trattasse di una criminale lasciata a piede libero. L'autore della risoluzione, Teddy Lake, le ha invece dato della bigotta, i cui commenti sono «inquietanti e inconciliabili», colmi di «pregiudizi pieni d'odio», mentre centinaia di studenti hanno votato una petizione accusando la senatrice di aver violato la costituzione dell ASUC, definendo le sue parole come «violente, ipocrite e bigotte».
    Fa sorridere che mentre si dà della retrograda ad una giovane e la si accusa di aver anche solo espresso le sue convinzioni, lei debba attraversare i corridoi dell'università mentre viene insultata con parolacce piene di furia, oltre a dover essere accompagnata dagli amici per non rischiare di essere fisicamente aggredita. Ma per i "politicamente corretti" e i “tolleranti” questo trattamento sarebbe il minimo meritato: l’ex candidato presidente dell’Asuc, Gia Cordova, ha commentato che prima di giusificarsi Chow deve chiedere scusa.
    Ma come la ragazza riesca a continuare a frequentare i corsi in questo clima, oltre ad una forza che non pare del tutto umana, lo ha spiegato sempre lei a FoxNews: «Per quanto dura possa essere, se non rappresento almeno io la prospettiva cristiana non ci sarà nessuno a farlo. Lo faccio per la comunità cristiana. So che sono stata chiamata in tempi come questi, la ritirata non è quindi un’opzione, specialmente quando ritirarsi significa cedere alle pressioni politiche e al politicamente corretto». Insomma, non è solo per non tradire se stessa che Chow agisce, ma con un senso di responsabilità come membro di un corpo, la Chiesa, che oggi è raro trovare persino nei credenti adulti.
    Così la giovane viene linciata per un suo commento nel silenzio istituzionale dell'univerità che per prima ingaggio la battaglia per la libertà di espressione. Mentre al di là dell’oceano, in Gran Bretagna, un uomo travestito da donna, Peter Laing, condannato nel 2013 per violenza sessuale tortura e omicidio di un uomo e spostato dalla prigione femminile in cui si trovava per aver violentato delle carcerate, viene assecondato con tolleranza e addirittura finanziato dallo Stato. Di fronte alla sua richiesta si essere sottoposto ad un’operazione chirurgica che gli rimuova i genitali maschili per farlo sentire femmina, il servizio sanitario nazionale ha acconsentito sborsando 20 mila sterline per l’operazione.
    Insomma, nelle democrazie occidentali basta essere in linea con il pensiero unico e totalitario per essere ben accolti, non importa se si tratti di un assassino violentatore. Al contrario, chi dissente, pur avendo una condotta di vita impeccabile, diventa automaticamente un delinquente da punire sulla pubblica piazza.
    MiL - Messainlatino.it: Assassino trans e studentessa cristiana: due pesi, due misure

    Anche Pisa si sfila dalla rete Ready
    Il comune di Pisa ha deciso di uscire da Ready, la rete delle pubbliche amministrazioni intente che ha «il compito di promuovere il confronto e politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersessuali», tradotto: ha il compito di diffondere la teoria del gender.
    «La giunta comunale ritiene che siano venute meno le motivazioni per l’adesione», spiegano da Palazzo Gambacorti. «Gli orientamenti e le condotte sessuali sono e devono rimanere un fatto privato», ha commentato la vicesindaco Raffaella Bonsangue (FI).
    Pisa è l’ultimo dei comuni che ha deciso di sfilarsi dalla rete Ready.
    Anche Pisa si sfila dalla rete Ready - La Nuova Bussola Quotidiana

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    Predefinito Re: Vai col gender!

    “De Mari, salve le libertà. Ma sulla pedofilia ricorreremo”
    «Nessun trionfalismo, ma anche nessun disfattismo. Il principio fondamentale della libertà di espressione però è stato salvaguardato». E’ la posizione più che realista tenuta dall’avvocato Mauro Ronco che nel processo di ieri a Torino contro Silvana De Mari ha commentato la sentenza del tribunale che condanna il medico per uno solo dei capi di imputazione che le venivano contestati mentre la assolve per tutti gli altri, compresa quell’intervista alla Zanzara che la proiettò tra i casi mediatici più rilevanti.
    In sostanza, con la sentenza del giudice Eugenia Melania Cafiero la De Mari dovrà pagare una multa di 1.500 e una provvisionale di 2.500 euro al Coordinamento Torino Pride e a Rete Lenford per aver legato l’attività dei gruppi Lgbt allo sdoganamento della pedofilia. Per tutte le altre accuse invece è stata assolta.
    E’ errato dunque cantare vittoria come hanno fatto i giornali della causa Lgbt, ma lo sarebbe anche da parte di chi ha sostenuto la battaglia di Silvana De Mari gridare al pericolo scampato perché una condanna, anche se relativa a un fatto specifico, c’è stata ed è su questa che la difesa presenterà il suo ricorso.
    «Nel momento in cui dico che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori, è documentato. Se non ci fossero questi dati questo sarebbe un sacrosanto processo», ha commentando dopo la sentenza la De Mari, secondo cui «nel momento del pride le malattie sessualmente trasmissibili aumentano». Il coordinamento Torino Pride parla di una sentenza storica, mentre il difensore della dottoressa, l'avvocato Mauro Ronco, annuncia ricorso.
    Ma andiamo con ordine. Il legale della dottoressa-scrittrice ha commentato con la Nuova BQ la sentenza.
    Avvocato Ronco, come stanno le cose? Chi ha vinto?
    Nessun trionfalismo né disfattismi. Grazie a Dio si è trovato un giudice che ha cercato di sviscerare i problemi e ha messo in evidenza le critiche serie nei confronti dei comportamenti omosessuali riconoscendo che la De Mari non ha attaccato personalmente nessuno.
    Perché allora ci sono reazioni così contrastanti?
    Perché questa sentenza va inquadrata. E’ una sentenza che assolve la De Mari da tutte le dichiarazioni che concernono malattie relative a persone omosessuali e da un certo punto di vista le dà una sorta di riconoscimento che non ci sono persone offese e d’altra parte non possono essere offesi perché lei non ha accusato nessuna persona, ha parlato da medico. Su questo versante è una grande vittoria.
    Perché allora le associazioni gay esultano?
    Perché tra i capi di imputazione vi era anche un frase sostenuta dalla mia assistita sul suo blog in cui diceva che il movimento Lgbt vuole imbavagliare la libertà di espressione e diffondere la pedofilia. Ebbene: su questa frase che riguarda l’accusa mossa è stata ritenuta diffamatoria del movimento Lgbt. E’ comunque l’unico capo di imputazione per cui è stata condannata.
    Lei può dirsi contento?
    No, perché noi puntiamo all’assoluzione anche per questo capo di imputazione. E lo sosterremo nel ricorso.
    Come?
    Prima mi permetta di esprimere comunque apprezzamento per il comportamento del giudice. E’ stata molto seria, ha sviscerato gli aspetti che costituiscono libertà di pensiero dagli aspetti che, rivolgendosi a un movimento particolare Lgbt, potrebbero ripercuotersi sulla sua onorabilità pubblica. Il tutto in un contesto fortemente polarizzato come è stato questo processo. Ma la De Mari è uscita a testa alta perché la sua visione così politicamente scorretta è stata riconosciuta.
    Torniamo all’appello. In sostanza rimane solo l’accusa per diffamazione non sulle malattie, ma sul sostegno alla pedofilia da parte delle associazioni Lgbt.
    Esatto. E noi su questo avremmo preferito un passo avanti ulteriore da parte del giudice perché siamo di fronte ad una critica culturale e politica, non a un dato scientifico.
    In che senso?
    Storicamente nel mondo americano le associazioni Lgbt sono state vicine alla pedofilia, ora, cambiati molti contesti, si possono sollevare obiezioni, ma dal punto di vista storico-filosofico questo si può affermare.
    Come farete a sostenerlo?
    Dicendo che le sigle Lgbt devono accettare in un confronto democratico anche la critica e qui la critica non è che favoriscono la pedofilia, ma che si sono inserite in un movimento di carattere mondiale in cui le tendenze di liberalizzazione della pedofilia sono state forti. Noi faremo rilevare la tendenza storica e sono fiducioso che in appello questo venga riconosciuto.
    Su quali basi storiche?
    Abbiamo dimostrato che il movimento gay negli anni ’80 era associato alla pedofilia, poi hanno preso le distanze per motivi di carattere utilitaristico. Oggi sono passati trent’anni e tengono una posizione più equilibrata. Noi li abbiamo accusati un una prospettiva storico-filosofica, ma non giuridica.
    Il tema della pedofilia però è connesso strettamente anche all’altro procedimento contro la De Mari, la querela a Roma del Circolo Mario Mieli.
    Qui da un certo punto di vista sarà più semplice perché abbiamo un vantaggio nel senso che il Circolo Mario Mieli si richiama proprio a Mario Mieli che vaticina il favoreggiare della pedofilia. E’ un’accusa che riguarda il Mari Mieli specificamente e non il movimento Lgbt tout court.
    Torniamo all’assoluzione: quest’estate all’avvio del processo proprio alla Nuova BQ diceva che con questo processo erano in gioco tre delle principali libertà fondamentali dell’uomo: di espressione, di ricerca scientifica e di religione. E’ ancora così?
    Quei tre principi sono stati ribaditi e bisogna essere contenti di questo. E per certi versi la sentenza fissa dei paletti precisi anche nella possibilità di esporsi e criticare certi comportamenti che come vediamo sono anche strumentalizzati ideologicamente e politicamente.
    ?De Mari, salve le libertà. Ma sulla pedofilia ricorreremo? - La Nuova Bussola Quotidiana

    PARLA SILVANA DE MARI
    Quale diffamazione? E' stato un puro processo politico
    SILVANA DE MARI
    Quando sono entrata in campo sapevo che sarebbe stata una maratona, non i 100 metri. La prima puntata di una guerra lunga è terminata. Me la sono cavata con la condanna su due imputazioni solo, e ho guadagnato parecchio. Le mie idee stanno rimbalzando dappertutto, e per necessità di cronaca, anche giornali non simpatizzanti per queste idee.
    Le mie idee sono esattamente le stesse che l’ex gay e psicoterapeuta Richard Cohen riporta nella prima pagina del suo bellissimo libro Riscoprirsi Normali libro dove tra l’altro spiega che gli ex gay sono più numerosi dei gay.
    - Nessuno nasce con un orientamento omosessuale
    - Non esiste alcun dato scientifico a sostegno dí una base genetica o biologica dell'attrazione verso individui dello stesso sesso.
    - Nessuno sceglie di provare attrazione per individui dello stesso sesso.
    - Tale attrazione è la conseguenza di traumi infantili irrisolti che conducono alla confusione dell'identità sessuale.
    - Gli individui possono scegliere di cambiare e di passare da un orientamento omosessuale a un orientamento eterosessuale.
    - L'attrazione per individui dello stesso sesso non è congenita.
    - Ciò che si è imparato può essere disimparato.
    - Quando le ferite vengono guarite e vengono colmati i bisogni insoddisfatti, si sperimenta l'identità sessuale e viene alla luce il desiderio eterosessuale.
    - Non siamo di fronte a una cosa buona o cattiva, ma a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso.
    - Non c'è nulla di "gaio" nello stile di vita omosessuale; è caratterizzato da molte delusioni e il più delle volte da una incessante ricerca d'amore attraverso relazioni codipendenti.
    - Non è una cosa cattiva provare attrazione per individui dello stesso sesso, poiché ciò rappresenta uno stimolo a guarire un bisogno d'amore insoddisfatto. Tuttavia, agire in base a tale desiderio provoca frustrazione e sofferenza.
    - Ci si trova di fronte a un disturbo affettivo nei confronti di individui dello stesso sesso per cui l'individuo non riconosce la propria mascolinità o femminilità e cerca disperatamente di colmare la lacuna unendosi a qualcuno dello stesso sesso.
    Sono stata assolta da tutte le accuse riguardanti offese alle persone con un comportamento omoerotico. Quindi ora sappiamo che possiamo affermare che la condizione maschile omoerotica passiva è gravata da un tasso di malattie sessualmente trasmissibili venti volte superiore al resto della popolazione. (ma in uno studio eseguito a New York City è 140 volte di più)
    Possiamo dire che la sodomia, sia che sia fatta contro un uomo o contro una donna mette in circolazione batteri fecali che sarebbe stato meglio non uscissero dalla strada maestra Intestino, water closed, sciacquone e via per sempre, e quindi è anti-igienica perché i batteri fecali sono la seconda causa di morte per infezione, seconda solo alle infezioni respiratorie, e in più ci sono i virus, tra cui quello dell’ epatite A che si è quintuplicato nella popolazione gay negli ultimi anni.
    Possiamo impedire che ai nostri figli venga insegnato che l’erotismo anale è qualcosa di normale, e possiamo dichiarare ad alta voce che ci ripugna. Possiamo dire che il comportamento omoerotico è reversibile.
    Il mio è stato in tutto e per tutto un processo politico, non un banale processo di diffamazione. Il comune di Torino si era costituito parte civile, fortunatamente rifiutato. Durante il processo moltissime persone sono venute a sostenermi: hanno affrontato il freddo e viaggi lunghi. La loro presenza è stata bellissima e fondamentale. Hanno insistito per sostenermi in tutti i modi, incluso vendendo i miei libri. Il pubblico ministero ha trovato questo gravemente disdicevole, e ha trovato disdicevole che queste persone mi sostenessero, ha trovato disdicevole che “facessero parte delle Sentinelle in piedi o di Alleanza Cattolica. “. Ignoro se ci fossero Sentinelle in piedi o appartenenti ad Alleanza Cattolica, personalmente non sono inscritta a nessuno di questi due movimenti, ma che un pubblico ministero in un aula di tribunale li stigmatizzi, è un segno di politicizzazione.
    Sono stata condannata per due affermazioni sul movimento LGBT : il movimento LGBT sta intralciando la libertà di parola, tra le altre cose citavo il “decalogo” per i giornalisti che ho riportato in un precedente articolo, e i rapporti che il movimento LGBT ha con gruppi pedofili e citavo tra l altro i rapporti tra ILGA, il movimento a cui sono affiliati tutti i gruppi LGBT e il NAMBLA, Nord America Men Boy Lovers Association. ( trovate tutto su Google se digitate queste due sigle), e la presenza in Italia di un circolo, finanziato con denaro pubblico intitolato a Mario Mieli: cercate su Wikipedia chi è questo signore.
    Se sono stata condannata vuol dire che non è vero. Non è vero che il movimento LGBT vuole imbavagliare la libertà di parola? Evviva! Quindi possiamo considerare decaduto l’assurdo decalogo LGBT ai giornalisti che imbavaglia la libertà di stampa? Non è vero che il movimento LGBT non prenda le distanze dalla pedofilia? Evviva! Quindi domani tutti i movimenti LGBT di Italia prenderanno le distanze da Mario Mieli e dal suo libro?
    Sicuramente sì, perché una sentenza non può sbagliare.
    In fiduciosa attesa
    Silvana De Mari.
    Quale diffamazione? E' stato un puro processo politico - La Nuova Bussola Quotidiana

  7. #597
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    “MI HANNO ASSALITO PERCHÉ SONO GAY”, “MACCHE', BEVEVA E SPACCAVA LE AUTO” - IL CASO DI LEONARDO RANIERI, 53ENNE OMOSESSUALE, CHE HA DENUNCIATO DI ESSERE STATO VITTIMA DI AGGRESSIONE OMOFOBA DA UN GRUPPO DI CONDOMINI A TORINO - MA I RESIDENTI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA…
    Leonardo Ranieri, 53enne omosessuale, due giorni fa ha denunciato di essere stato aggredito da un gruppo di condomini. «Mi hanno assalito perché sono gay», aveva scritto sulla sua pagina Facebook, pubblicando la foto del suo volto tumefatto e puntando il dito contro gli altri inquilini del civico 48 di via Biglieri, a Torino.
    Ma per gli abitanti di quelle case popolari la verità è diversa. «Con Leonardo ci sono problemi da sempre dice Antonio Benedetto, presidente del comitato inquilini . Nessuno lo tratta male perché è gay. Ma in molti si tengono alla larga da lui perché spesso è ubriaco. I bar della zona lo hanno bandito perché è molesto. Anche martedì, secondo alcuni testimoni, lo era.
    «Ho sentito urlare in cortile - spiega una di loro -. Mi sono affacciata e Leo stava dando di matto. Gridava di essere stato stuprato e aveva già il viso tumefatto. A un certo punto ha afferrato un bidet dall' immondizia e lo ha lanciato contro una macchina sfondando il vetro». La polizia, sollecitata, è intervenuta solo parecchio tempo dopo.
    «È vero, lo hanno insultato - prosegue -. Erano tutti arrabbiati perché stava spaccando le macchine in cortile. E forse è partito anche qualche spintone. Ma il caos è scoppiato perché lui era fuori di testa e la gente ha reagito».
    Le testimonianze della gente sono state raccolte dagli agenti, che hanno fatto anche un elenco delle macchine danneggiate».
    'mi hanno assalito perché sono gay', 'ma quale omofobia! spaccava le auto' - il caso di leo ranieri - Cronache

    Sport e ideologia gender.
    Esiste uno sport che si chiama "arti marziali miste" (sapevatelo). Un lottatore nato maschio ma transgender per sembrare femmina, durante un incontro con una lottatrice donna, tale Tamika Brents, è stato così violento da lesionare il cranio a quest'ultima (notizia da BJJ; c'è invece una versione propagandistica su Vice).
    Passiamo al ciclismo. Una ciclista americana si lamenta che una gara mondiale di ciclismo femminile è stata vinta da un ciclista nato maschio ma transgender (anch'egli per sembrare femmina), e che ciò è antisportivo (notizia da FoxNews).
    Atletica. Un negro, nato maschio ma transgender (per sembrare femmina), vince le gare femminili dei 100 e 200 metri: una giornalista femminista si lamenta che oggi chiunque dica che "i trans non sono vere donne" viene ostracizzato nella società. E le atlete dotate di cromosomi femminili cominciano ad essere stufe.
    https://letturine.blogspot.com/2018/...ia-gender.html

    Inghilterra, delirio gender nelle scuole di Brighton: “Anche i maschi possono avere il ciclo”
    Ai bambini delle scuole del comune di Brighton, in Inghilterra, durante le lezioni di educazione sessuale, verrà insegnato che “tutti i generi” possono avere le mestruazioni: nuova vittoria per i sostenitori dei diritti transgender. Infatti, secondo quanto riportato dal Telegraph, il consiglio degli insegnanti del comune di Brighton & Hove ha approvato questa nuova regola, nel tentativo di contrastare lo stigma sulle mestruazioni.
    Il consiglio degli insegnanti di Brighton ha scritto un “report” che afferma: “Trans, ragazzi e uomini e persone ‘non binary’ possono avere il ciclo”, aggiungendo che “le mestruazioni devono includere tutti i sessi”. I contenitori usati per i gettare gli assorbenti saranno forniti in tutti i bagni per tutti i bambini di tutti i sessi, d’ora in poi. Il vademecum stilato da tale consiglio raccomanda anche che “il linguaggio e l’apprendimento sulle mestruazioni includa tutti i generi, le culture, le fedi e gli orientamenti sessuali” tra cui “ragazze e donne e altri che hanno il ciclo”.
    Gli insegnanti di Brighton & Hove hanno parallelamente rilasciato questa dichiarazione: “Incoraggiando un’educazione efficace sulle mestruazioni e sulla pubertà, speriamo di ridurre lo stigma e garantire che nessun bambino o giovane si vergogni di chiedere prodotti per le mestruazioni all’interno o all’esterno della scuola se ne hanno bisogno. Il nostro metodo riconosce il fatto che alcune persone che hanno periodi sono trans o ‘non binari’”. Lo stesso consiglio dei docenti ha anche pubblicato un “Toolkit Trans Inclusion Schools”: un prontuario per aiutare gli insegnanti a trattare l’identità di genere in modo sensibile.
    Questa informativa richiede agli insegnanti di essere rispettosi e inclusivi dei bambini che stanno mettendo in discussione il loro genere, e raccomanda di fare attenzione al pronome maschile o femminile “scelto” da questi bambini, perché il non rispettare le loro scelte è in sostanza una molestia. Il “toolkit” consiglia inoltre alle scuole di adottare un’uniforme non “di genere” in modo che tutti i bambini si sentano inclusi.
    https://www.agerecontra.it/2018/12/i...vere-il-ciclo/

    Quando prega, chi prega la Carrà?
    Dice di essere molto spirituale e poi si vanta di aver mostrato una coppia omosessuale nell’ultimo video. Che preghi il dio Tonno, allora
    Ma Raffaella Carrà, quando prega, a chi si rivolge? Intervistata da “Liberi tutti” si dichiara “persona molto spirituale che prega tanto” e al contempo si vanta di aver mostrato una coppia omosessuale nell’ultimo video. Dunque non prega il Signore che “fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco”. Non Gesù che quella pioggia bruciante rievoca e approva. Non San Paolo che scrive di “atti ignominiosi”. Non Sant’Agostino convinto che “i delitti compiuti dai sodomiti devono essere condannati ovunque e sempre”. Non Santa Caterina da Siena secondo la quale “il maledetto peccato contro natura dispiace anche ai demoni”.
    Dunque chi prega Raffaella Carrà? Nell’intervista non lo esplicita. Ma lascia un indizio quando svela che ogni Vigilia di Natale mangia spaghetti al tonno, siccome Mastroianni gli spiegò che quel piatto in quel giorno porta fortuna. Ecco in cosa crede la credente soubrette: nell’efficacia salvifica di un sugo.
    Non sono per la libertà di estinzione, dunque mi auguro la pianti con la propaganda omosessualista, ma sono per la libertà di culto, dunque le auguro cento anni di preghiere al dio Tonno.
    https://www.ilfoglio.it/preghiera/20...-carra-230785/

  8. #598
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    UE, vocabolario gender neutral per i parlamentari
    L’eurodeputato conservatore britannico Rupert Matthews in un’intervista al Daily Express ha rivelato l’esistenza di alcune linee guida indirizzate ai parlamentari europei volte ad eliminare quei termini connotati da caratteristiche troppo maschili o femminili: «Gli eurocrati hanno imposto la loro versione di linguaggio politicamente corretto sull’inglese corrente», ha dichiarato Matthews. «Questa guida segreta di cui sono riuscito a svelare l’esistenza, mostra l’assurdità di cui i traduttori dell’Unione Europea devono occuparsi quando cercano di rendere comprensibili le diverse lingue».
    Alcuni esempi: “policeman” o “policewoman” (da sostituirsi con l’espressione neutra “police officer”, “chairman” (da sostituirsi con “chairperson”) e persino “mankind” (da sostituire con “humanity”); “stewardess” (meglio “flight attendant”) e “man-made” (meglio “syntetic” o “artificial”).
    Le linee guida specificano che «Il linguaggio neutrale, rispetto al linguaggio inclusivo o di genere, è più che una questione di politicamente corretto», poiché «il linguaggio riflette potentemente e influenza attitudini, comportamenti e percezioni».
    Nella prefazione all’opuscolo scritta da Dimitri Papadimoulis, vicepresidente del Gruppo di Alto Livello sull’Eguaglianza e Diversità di Genere, si legge: «Il Parlamento europeo continua a impegnarsi nell’uso di un linguaggio di genere neutro sia nelle comunicazioni scritte che verbali e ora invito gli uffici più importanti a rendere note le linee guida aggiornate e l’importanza del loro uso nelle pubblicazioni e comunicazioni parlamentari».
    Per creare un nuovo mondo arcobaleno occorrono parole nuove e occorre cancellare quelle vecchie.
    UE, vocabolario gender neutral per i parlamentari - La Nuova Bussola Quotidiana

    Non più virili ma femministi: lo spot Gillette attacca il patriarcato
    Di Cristina Gauri
    Il femminismo invade anche l’industria dei rasoi. Ve lo ricordate lo slogan pubblicitario Gillette “Il meglio di un uomo”? Da oggi, quale sia “il meglio di un uomo” lo stabilisce il pensiero unico.
    La nuova pubblicità del rasoi di marca Gillette esorta infatti il maschio bianco eterossesuale a compiere un esame di coscienza sulla propria mascolinità e sul modo – problematico – in cui cresce i propri figli. Lo spot, intitolato “We Believe: The Best Men Can Be,” è essenzialmente una generalizzazione, tutta declinata in negativo, su come gli uomini agiscono e pensano. La pubblicità rappresenta ragazzini impegnati in risse o attività da “bulli”, schiere di uomini che cucinano carne davanti a un barbecue, che importunano donne o si rivolgono ad esse con atteggiamento paternalistico: un medley dei cosiddetti atteggiamenti di “mascolinità tossica” tanto stigmatizzati dalle lobby femministe e lgbt.
    Nel polpettone paternalista (o forse sarebbe meglio dire maternalista) c’è anche spazio per alcuni fotogrammi che rimandano al #MeToo. Alla fine dello spot, i vari protagonisti si redimeranno e si spoglieranno di tutte le caratteristiche di virilità “negativa” attribuite da femministe e compagnia bella.
    In un’intervista sul Wall Street Journal, Pankaj Bhalla, il direttore del brand, afferma che lo spot vuole fornire uno spunto di riflessione sui cambiamenti che l’uomo americano (ma è chiaro che la riflessione riguarda soprattutto l’uomo bianco) deve iniziare ad apportare su se stesso. “La nostra azienda vuole incoraggiare gli uomini a dare il loro meglio”, dice Bhalla. “Diamo uno sguardo realistico a cosa sta succedendo oggigiorno, e miriamo a ispirare un cambiamento riconoscendo che il vecchio adagio ‘gli uomini si devono comportare da uomini’ non è più accettabile”.
    Lo spot ha immediatamente suscitato lo sdegno di gran parte della clientela Gillette; in molti hanno espresso il proprio disappunto sui social dichiarando che non si serviranno mai più dei prodotti dell’azienda. Su Youtube i “mi piace” al video sono circa un quinto rispetto alle reazioni di pollice verso.
    Un utente Twitter tuona: “Cercherò in casa mia ogni prodotto della Procter & Gamble, li getterò tutti nella spazzatura, non ne comprerò mai più finché tutti gli autori dello spot non verranno licenziati e l’azienda non diffonderà un comunicato di scuse rivolto a tutti gli uomini che ha insultato”. Un altro scrive: “Care donne, la ‘mascolinità tossica’ è accettabile solo quando vi salva da un edificio in fiamme, quando parte per la guerra per proteggere voi e la vostra libertà, o quando porta in salvo cuccioli, gattini o cavalli dagli allagamenti provocati dagli uragani?”
    https://www.ilprimatonazionale.it/se...T80eb2507NpB6Q

    Lo spot moralista Gillette sepolto dalle critiche “cancellate” da Youtube
    Chi ha abbastanza anni sulle spalle ricorderà una bella pubblicità delle lamette da barba Gillette, “il meglio di un uomo”, andata in onda durante gli anni Ottanta. Uomini di successo, campioni nello sport, nel lavoro, nella vita. Mascelloni ben rasati, baciati da donne affascinate.
    Cambiano (in peggio) i tempi, e le reclame si adeguano. L’ultimo spot della casa produttrice di rasoi di Boston è un inno al politicamente corretto. Dipinge uomini violenti, molestatori, sessualmente predatori, prevaricatori… tutto il campionario di luoghi comuni del femminismo “terza ondata” (con un pizzico di razzismo anti-bianco). Morale dello spot: “rinuncia a guardare le cosce a una ragazza in minigonna, sarai una persona migliore”.
    Internet però non perdona. Caricato due giorni fa su youtube nel canale ufficiale della Gillette e visto da 10 milioni di utenti, il video è stato sommerso da una valanga di “non mi piace”. Una quantità di pollice verso che ha sepolto il moralismo dello spot, arrivando a superare il mezzo milione, contro il centinaio di migliaia di “mi piace”. I commenti del pubblico, poi, sono esilaranti: “Grazie a Gillette il ragazzo di mia moglie ha deciso di smettere di picchiarmi dopo aver visto questo video. Ora posso bere il mio latte di soia in pace”; “Gillette, il meglio di un cisgender soy-boy“*; “Basta fare bullismo contro la Gillette! Ringraziamola invece perché promuove il sessismo contro gli uomini!”. “L’amante di mia moglie adora questo spot!”… e via discorrendo.
    Però fra i commenti emerge anche una realtà inquietante. “Settecentomila “non mi piace” ridotti a 500 mila in poche ore. E’ normale che i “non mi piace” scompaiano così facilmente?”, denuncia un utente. “Hanno cancellato il mio “non mi piace” quattro volte”, scrive un altro. E non è da solo. Un enorme numero di visitatori del sito accusa nei propri commenti Youtube d’aver dovuto mettere “non mi piace” più e più volte, trovando il proprio voto negativo cancellato a più riprese.
    Un’esperienza orwelliana toccata anche a utenti italiani, come si legge nei commenti al video sulla pagina satirica di facebook “Capitan Patriarcato“.
    Insomma, il dissenso al moralismo è maggioritario, ma a quanto pare è vietato esprimerlo. Non sia mai la gente normale scoprisse d’essere la maggioranza, e manco tanto silenziosa…
    Il caso. Lo spot moralista Gillette sepolto dalle critiche "cancellate" da Youtube | Barbadillo


  9. #599
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Queste scritte abbondavano negli anni Settanta in ambienti sessantottini rivoluzionari:
    Q+O, Rikky One, All keep you, … e molte altre.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #600
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    In Rai Luxuria spiega ai bimbi come si diventa transessuali
    L'ex parlamentare di Rifondazione a lezione di diritti omosessuali in una classe di under 13: «Si nasce gay»
    Paolo Bracalini - Lun, 21/01/2019 - 08:08

    Bimbi a lezione di transgenderismo sulla tv pubblica. Docente: l'ex parlamentare di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria, all'anagrafe Wladimiro Guadagno, transessuale e attivista dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

    La cattedra è quella del programma di RaiTre Alla Lavagna, in cui personaggi del mondo dello spettacolo, informazione e politica - il primo è stato il vicepremier Matteo Salvini - rispondono alle domande di una classe di bambini tra i 9 e i 12 anni. Nel caso di Luxuria, il tema da sviscerare con gli scolari era la scoperta di essere omosessuale. «Era un maschio ed è voluta diventare femmina» riassume una bambina interrogata dagli autori Rai. D'altronde i piccoli protagonisti del programma «sono tutt'altro che ingenui. Anzi. Sono particolarmente arguti e spigliati» recita la scheda del programma.
    Luxuria dopo aver spiegato ai bambini che si chiama così nel senso di «lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i sensi», risponde alla domanda («Lei una volta era un bambino, oggi è una donna, perché?») che motiva la sua presenza: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un'immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, a miei compagni di classe e sono diventata quello che sono». Quando ha sentito la prima volta che il suo corpo non le piaceva?» chiede una bambina, mentre altri under 13 ascoltano con una certa perplessità. «Quando mi guardavo allo specchio e aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia! Quella peluria non mi piaceva, me la toglievo con le pinzette. Ho capito che non si diventa così, si nasce così» chiarisce ai bimbi Luxuria, prima di passare al racconto del bullismo e delle discriminazioni subite a scuola dopo aver rivelato «che mi piacevano i maschi».
    La lezione di diritti omosessuali è andata in onda alle 22.20, ma doveva essere in prima serata. L'ex onorevole si è lamentata dello spostamento considerandolo una sorta di censura da parte della tv di Stato. «Ho appena saputo - denunciò a dicembre su Twitter - che per la seconda volta il programma in cui parlo di #bullismo e #omofobia in una classe con i bambini è stato spostato, non so quando e se andrà in onda: forse in questo periodo certi temi sono troppo scomodi persino per Rai3?».
    Anche il sito gay.tv protesta perché la puntata di Luxuria è stata «incredibilmente spostata in seconda serata, anche se indirizzata ad un pubblico di giovanissimi». Sui social invece qualcuno ha il dubbio opposto: «Luxuria su Rai3 spiega a una classe di bambini la sua scelta di cambiare sesso. Sarebbe questa l'importanza di una tv di stato?»


    In Rai Luxuria spiega ai bimbi come si diventa transessuali
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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