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Discussione: Il grande Caravaggio

  1. #1
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    Predefinito Il grande Caravaggio

    Iniziamo un lungo viaggio tra le pieghe della personalità, le opere e le suggestioni di quello che considero l'artista per antonomasia.

    Ecco un'ampia introduzione dell'ottimo Claudio Strinati, studioso e divulgatore. Non brevissima, ma che consiglio a chi è davvero interessato... anche per l'originale approccio "on the road".

    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-10-16 alle 00:04
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  2. #2
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Roma, inedito Caravaggio: 22 dipinti ai raggi X

    Presentati i due volumi che raccolgono l'enorme mole di studi diagnostici eseguiti dal 2009 sulle opere dell'artista custodite nella Capitale. Così, da radiografie e riflettografie, emergono disegni preparatori, errori, ripensamenti e aspetti inesplorati del pittore lombardo.


    Arianna Di Cori

    La preparazione, il disegno, l'ansia e il pentimento. Il genio creativo di Caravaggio che riaffiora non solo da ciò che vediamo - ben noto - ma da ciò che è invisibile all'occhio. L'enorme mole di studi diagnostici eseguiti dal 2009 sulle 22 opere di Caravaggio custodite a Roma, concentrati in due enormi volumi presentati al ministero dei Beni culturali il 29 settembre - giorno di compleanno del Merisi, tra l'altro - cerca di fare una summa sulla tecnica e lo stile del pittore lombardo la cui breve e tormentata vita (1571 - 1610) è tanto celebrata quanto segnata dai misteri. "E' un punto di arrivo, o forse un punto di partenza - sottolinea una delle curatrici, Rossella Vodret, ex soprintendente del Polo Museale romano - un primo tassello per arrivare alla piena comprensione di Caravaggio".

    Un'operazione costata 200mila euro, finanziata dal Comitato Celebrazione dei 400 anni della morte del Caravaggio e dalla Federazione Italiana Tabaccai, con il patrocinio del MiBact. "Siamo andati dentro i dipinti", spiega Giulia Silvia Ghia, storica dell'arte e restauratrice, che ha curato personalmente nel 2011 il restauro della Maddalena penitente alla Galleria Doria Pamphilj. "Abbiamo utilizzato le tecnologie di nuova generazione per riprendere ed eseguire nuovamente tutti gli studi già compiuti sulle sue opere. Poi abbiamo effettuato un'anamnesi conservativa dell'opera nel tempo, per comprenderne il reale stato di conservazione", conclude.

    Radiografie, riflettografie, raggi X, stratigrafie: un lavoro meticoloso che, come nel caso delle pale d'altare - che fino a questo momento non erano mai state analizzate - è stato eseguito in larga parte di notte. E ha portato alla luce aspetti quasi del tutto inesplorati. Uno tra tutti il caso della Buona Ventura (conservata alla Pinacoteca capitolina), che fino a questo momento si credeva coprisse uno studio del Cavalier d'Arpino per l'Incoronazione della Vergine di Santa Maria in Valicella, e dunque datata all'epoca in cui il pittore si trovava al suo servizio (fine 1596 - inizio 1597). Ora, le nuove ricerche hanno rivelato che sotto la Buona Ventura vi è una Madonna con le mani giunte davanti al Bambino: un'opera che risulta presente nell'inventario della bottega di Lorenzo Carli, presso il quale Caravaggio lavorò nel suo primissimo periodo romano, tra il 1593 e il 1594, quando era ancora uno sconosciuto. E' la prima documentazione di un periodo in cui, risulta da fonti biografiche dell'epoca, Caravaggio dipingeva "tre teste al giorno" di cui non si è mai avuto traccia.

    Un'altra scoperta riguarda l'uso del disegno. Al contrario di ciò che si è finora ritenuto, Caravaggio usò forme diverse di disegno per tutte le sue opere, mischiando le tecniche. Nei lavori giovanili, come il Bacchino, si notano tracce di carboncino; negli anni a seguire lavorando su una preparazione sempre più scura (quasi nera per il Davide con la testa di Golia datato 1609-1610) si trovano tantissime incisioni realizzate direttamente sulla preparazione. Nella Giuditta e Oloferne si evidenzia come il pittore abbia modificato le posizioni dei personaggi in corso d'opera; nella Madonna del Palafrenieri Caravaggio aveva inciso un vero e proprio scheletro della composizione. Nel Martirio e la Vocazione di San Matteo nella Cappella Cottarelli i segni sembrano tracciare una linea di demarcazione tra luce e ombra. Inoltre, le ultime radiografie hanno permesso di scoprire che la prima versione del Martirio - noto caso di pentimento del pittore - era pressoché conclusa prima che Caravaggio, in evidente ansia da prestazione per la sua prima grande opera su committenza, decidesse di ricoprirla del tutto con una seconda versione.

    Ma la mole di lavoro, di cui abbiamo riportato solo alcune frazioni, tocca anche il restauro, che nel caso di Caravaggio ha alterato opere fino all'80%, in alcuni casi per censurare "l'eccessiva nudità", come un particolare di pizzo sulla manica dell'abito della Maddalena penitente, aggiunto nel '700; affronta dal punto di vista chimico i pigmenti e le preparazioni; analizza la trama delle tele; si ricollega al contesto storico dell'epoca. E il progetto continuerà, comprenderà una mostra a Milano nel 2017 e si estenderà, con finanziamenti internazionali, alle opere di Caravaggio in Italia e poi nel resto del mondo.

    "La finalità di questi studi - interviene il sottosegretario ai Beni culturali Antimo Cesaro - non è quello di confrontarci tra studiosi ma anche aprirci alla sensibilità dei giovani, agli studenti, alle scuole, alle università, perché possano maturare la passione per il patrimonio artistico italiano e imparino a guardarlo con
    occhi diversi. Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu - niente è nell'intelletto che prima non sia stato nei sensi - la nostra è un'indagine intellettuale profonda ma c'è un piacere estetico - il sensu - che precede la passione. Solo investendo sui giovani, facendoli appassionare alla bellezza dell'arte, potremo coltivare gli studiosi di domani che sapranno offrire risposte esaustive ai quesiti posti in questi studi".

    Roma, inedito Caravaggio: 22 dipinti ai raggi X - Repubblica.it - Galleria fotografica
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  3. #3
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    mi piacerebbe saper rispondere a questo 3d

  4. #4
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Citazione Originariamente Scritto da Eric Draven Visualizza Messaggio
    mi piacerebbe saper rispondere a questo 3d
    Il Bello assoluto caravaggesco - i giochi, i sottili ricami di luci e ombre che sgomentano per quanto sono perfetti - si rivolgono a chiunque sappia coglierli, caro Eric... e credo proprio che sapresti ben esplicitare le sensazioni che tutto questo provoca...
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  5. #5
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Cullato dalle suggestioni notturne, desidero adesso esaminare questa meraviglia...


    Resurrezione di Lazzaro
    olio su tela - 380×275
    Messina, Museo Regionale

    Caravaggio, scappato dalle prigioni maltesi di sicuro grazie a protezioni adeguate, era sbarcato a Siracusa... e sul finire del 1608, da fuggiasco, giungeva a Messina... dove avrebbe vissuto e lavorato fino all'estate successiva, in attesa di poter tornare a Roma.

    Il mio amico Nino Principato, in un delizioso volume scritto una decina di anni addietro, ha provato a ricostruire o immaginare le sue giornate in riva allo Stretto, facendogli perfino prendere parte alla caccia al pescespada (come solevano, talvolta, gli "stranieri"... per esempio Dumas visse davvero questa esperienza).

    Qui Caravaggio fu incaricato da tale Giovan Battista De Lazzari, mercante di origine genovese, di un grande quadro per la Chiesa dei Crociferi, dell'ordine camilliano. Avrebbe dovuto raffigurare la Madonna e il Battista e invece il soggetto cambiò - sembra in omaggio al cognome del committente - diventando la resurrezione di Lazzaro.

    La parte superiore è oscura, poco nitida, il che il che alimentò una voce tramandata. Si disse che una prima versione, non piaciuta, fosse stata rabbiosamente distrutta dall'artista, poi costretto a ridipingere a tempo record. Ma le fonti non confermano.

    Probabilmente è invece un aspetto studiato, voluto per introdurre ed esaltare la protagonista dell'opera: la luce. E non una qualsiasi... una luce metafisica, soprannaturale, espressione del divino e del miracoloso che investe il corpo di Lazzaro, la cui postura ricorda una deposizione. Tre personaggi, infatti, guardano alla loro destra, forse cercando l'origine di quei raggi che, addirittura, stupiscono più del prodigio che si sta compiendo. Uno, quello in posizione arretrata e con le mani giunte, è forse l'artista che ritrae se stesso.

    E', dunque, il momento in cui Lazzaro torna alla vita, colto ed eternizzato da una plasticità straordinaria... mentre Maria, la sorella, si china a sfiorarlo con le labbra, quasi a percepire il nuovo alito di esistenza più che a baciarlo.

    Sotto alcune ossa, forse quelle di San Placido e dei fratelli... uccisi dal pirata Mamuka oltre un millennio prima e i cui resti da poco si erano rinvenuti.

    Un distillato del sublime. Uno dei dipinti più riusciti del Caravaggio maturo (sarebbe morto l'anno dopo, a neppure quarant'anni)... e, a mio giudizio, uno dei più belli della storia dell'umanità.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 17-10-16 alle 03:15
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  6. #6
    direttamente dall'Inferno
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Il Bello assoluto caravaggesco - i giochi, i sottili ricami di luci e ombre che sgomentano per quanto sono perfetti - si rivolgono a chiunque sappia coglierli, caro Eric... e credo proprio che sapresti ben esplicitare le sensazioni che tutto questo provoca...
    purtroppo i miei occhi non mi aiutano molto in questo. si potrebbe parlare dei trip mentali, assolutamente non lisergici, che il Caravaggio provoca.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

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    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
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  8. #8
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Riporto dal forum Esoterismo e Tradizione...


    Un artista contemporaneo di Caravaggio come Baglione e, più tardi, uno storico dell'arte come Bellori hanno dipinto Caravaggio come un pazzo, un violento sempre pronto a menar le mani: così violento da uccidere per un banale litigio di gioco l'aristocratico Ranuccio Tomassoni. Ma Caravaggio è stato forse vittima della sua epoca e dei tanti nemici che lo invidiavano per la genialità e per le radicali novità che aveva introdotto nella pittura. Basti pensare che non disegnava le figure, ma che erano luce e colore a costruire le forme.

    E come dimenticare quelle sue Sante, quelle sue Madonne così… terrestri?

    Caravaggio dipinse più di una Madonna nel corso della sua vita, ma le dipinse a modo suo. Eclatante il caso della "Morte della Vergine", dipinto che venne rifiutato dai committenti (i Carmelitani Scalzi), dopo che si era venuto a sapere che il pittore aveva preso a modello il cadavere di una prostituta annegata nel Tevere.



    La morte della Vergine, 1606
    Louvre, Parigi


    Un'altra celebre Madonna del Caravaggio è la cosiddetta "Madonna dei Pellegrini", dove Maria ha i tratti di una nota prostituta del tempo: Maddalena Antognetti, detta Lena, che viveva vicino all'abitazione di Caravaggio.



    Madonna dei pellegrini (o Madonna di Loreto), 1603-05S. Agostino, Roma

  9. #9
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Caravaggio affronta il dramma esistenziale dell'uomo senza mezzi termini: la rappresentazione della cruda realtà è il fondamento della sua pittura, una realtà che appare agli occhi dei suoi contemporanei talmente sconvolgente da essere scambiata per brutale volgarità. A forza di parlare male di lui e di dipingerlo come un pazzo, colleghi e critici del suo tempo e di epoche successive, sono riusciti perfino a nascondere la sua potenza innovatrice, fino a quando uno dei più grandi critici italiani, Roberto Longhi, ci ha restituito tutta intera la grandezza di Caravaggio.



    Davide e Golia (1600)
    Museo del Prado, Madrid




    San Girolamo in meditazione (1605-06)
    Monastero di Santa Maria, Montserrat




    Medusa (1598-99)
    Galleria degli Uffizi, Firenze




    Giuditta decapita Oloferne (1598)
    Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma

  10. #10
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    Predefinito Re: Il grande Caravaggio

    Brera e i furbetti del (falso?) Caravaggio


    Fabrizio Coscia

    Si avvicina il giorno della Giuditta della discordia, il quadro attribuito a Caravaggio che sarà esposto alla Pinacoteca di Brera, accompagnato da una coda velenosa di polemiche, da giovedì 10 novembre fino al 5 febbraio. La tela della decapitazione di Oloferne, ritrovata due anni fa nella soffitta di una villa privata a Tolosa, e attribuita (con molti dubbi) a Michelangelo Merisi da Caravaggio, sarà mostrata al pubblico per la prima volta, a Milano, in occasione del terzo appuntamento con il ciclo del «dialogo», organizzato dalla direzione della Pinacoteca di Brera per valorizzare i capolavori delle sue collezioni messi in confronto con opere in prestito. A «dialogare» saranno, infatti, la «Cena di Emmaus», capolavoro dell'artista lombardo di proprietà della Pinacoteca, e il dipinto di «Giuditta e Oloferne» che ha diviso gli studiosi, molti dei quali, tra cui Mina Gregari, tra le massime esperte di Caravaggio, si sono detti scettici sull'attribuzione. Non ha dubbi invece che si tratti proprio della copia del quadro realizzato da Caravaggio a Napoli e perduto nel XVII secolo, Nicola Spinosa, ex direttore del Museo di Capodimonte e curatore della mostra: «Chi ha occhio lo vede - ha commentato - chi non ha occhio non vede, ovviamente».

    Ma le polemiche hanno investito direttamente anche il comitato scientifico di Brera, che si è diviso sull'opportunità di esporre l'opera controversa, al punto che uno dei componenti, lo storico dell'arte Giovanni Agosti, ha dato le dimissioni, in aperta contestazione con l'iniziativa del direttore James Bradburne. Un'operazione che assomiglia molto da vicino a un'abile operazione di marketing, considerata anche la popolarità di Caravaggio presso il grande pubblico. Per Agosti l'esposizione darebbe legittimità e autorevolezza a un'opera di provenienza privata, la cui paternità è ancora tutta da verificare. Per tutta risposta Bradburne ha dichiarato che Brera si è posto solo l'obiettivo di stimolare un confronto attorno ad alcuni problemi di attribuzione. Tant'è che accanto al nome di Caravaggio sull'etichetta del quadro è stato messo un asterisco che rimanda a una scritta sottostante, con caratteri più piccoli, dove si spiega come l'attribuzione sia stata una condizione per il prestito imposta dai proprietari, ma che «non riflette necessariamente la posizione ufficiale» del museo.

    Un esercizio di equilibrismo da parte del direttore, a cui però l'ironia non manca, e così i visitatori della mostra «Attorno a Caravaggio - Una questione di attribuzione», saranno accolti da lui e dai dipendenti del museo con una spilletta gialla con asterisco nero, un gadget con cui si spera di stemperare le polemiche. Il quadro sarà esposto insieme a due copie della «Maddalena in estasi», attribuite a Caravaggio, a un «Sansone e Dalila» e a una copia della «Giuditta» di Louis Finson. Se lo Stato francese non decidesse di acquistare il quadro della discordia per i prossimi due anni e mezzo, potrà essere messo sul mercato dai proprietari. E se l'attribuzione dell'opera fosse confermata, il suo valore salirebbe fino a 120 milioni di euro. Ma «il dibattito resta aperto - come sottolinea Spinosa - tanto la verità non ce l'ha nessuno».

    Brera, e i furbetti del (falso?) Caravaggio | Il Mattino
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