Sono Carlo Cottarelli. Ho sempre lavorato nel pubblico. Sono figlio di un dirigente e di un'insegnante. Nel 2013 lavoravo al fondo monetario internazionale, a Washington. Ricevo una telefonata del premier Letta. Ambienti di governo (Pd) pensano che io sia la persona giusta per fare il commissario dei tagli sulla spesa pubblica. Tentenno. Non so se questo nuovo incarico mi porterà a scrivere libri, a fare conferenze in giro per il mondo, o a influenzare il pensiero di qualcuno. Poi accetto, ma c'è un problema, uno di quei normali ostacoli: la mia nomina è congelata per il clima d'incertezza politica, dovuto a una possibile sentenza di maxi risarcimento a carico del gruppo Mediaset. Mi sento impossibilitato come il Milan quando Galliani, a proposito della sentenza di risarcimento di 500 e rotti milioni di euro che Mediaset doveva versare alla Cir di Benedetti, disse: "Per quest'anno spesa zero." Ma parlava di campagna acquisti; io mi occupo di spesa, sono cremonese, condivido il motto di un mio compagno di scuola: "se non puoi fai senza". A ottobre 2013 il via libera. Mi hanno sbloccato come un fondo. Inizio a lavorare, all'inizio mi dicono: "Come riuscirai dove tutti hanno fallito ?"
Ora (2015) scrivo libri. Faccio conferenze. Sono stato sostituito come commissario alla spendig review da un certo Gutgeld. Non so neppure se la chiamano ancora così.