Mmm, a un certo punto faccio fatica a seguirvi o a rimettermi in pari leggendo indietro.
Resto della mia idea che diventare invalidi permanenti non è la stessa cosa che diventare/essere gay o trans o altre definizioni. Sul fatto di desiderarlo, boh, come la cosa sarà considerata in futuro non lo sappiamo, al momento mi pare di capire che rientra nelle malattie mentali (?). Giudicare o disprezzare mi pare una perdita di tempo o un segno di incapacità. E' stato sempre fatto no? Gli svantaggiati o malati venivano isolati o uccisi. Possiamo anche provare nuove strade più impegnative, visto che ci riteniamo una civiltà moderna e progredita. Dovrà pur esserci una differenza con ieri.
Poi boh, sarà che stavo rileggendo la Metamorfosi e ho pensato che in fondo siamo tutti scarafaggi di qualcun altro...





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