Genova e il Sacro Romano Impero
Federico Barbarossa segnò senza dubbio la storia italiana: eletto come Sacro Romano Imperatore nella prima metà del XII secolo, reclamò gran parte dell'Italia come dominio imperiale. Convocata la celebre "Dieta di Roncaglia" l'imperatore ricevette tra gli altri delegati anche Caffaro e Ugo della Volta, i quali gli manifestarono l'intenzione della Repubblica a restare indipendente dal dominio imperiale. I liguri avevano già ottenuto da un predecessore dell'imperatore nel 1139 il diritto di battere moneta, sempre tuttavia con effige imperiale, senza servirsi della zecca di Pavia, il primo passo verso una maggiore indipendenza. Ricevendo dagli italiani parecchie opposizioni, Federico passò alle minacce e sfogò la sua aggressività sul nord-Italia, attaccando città come Asti o Tortona. In principio non intervenne militarmente sulla principale oppositrice, Milano, né tantomeno su Genova, ma giunse infine a Roma dove si fece incoronare, ed elesse un "antipapa". Appurata ancora l'opposizione dei comuni lombardi, attaccò ed espugnò infine Crema e Milano. In quel momento attese un segno di distensione dalla repubblica genovese. I consoli della repubblica, tra cui Guglielmo Porco, ordinarono di rinforzare le mura della città di Genova. La costruzione avvenne in tempi di record e impegnò l'intera cittadinanza. A testimonianza dell'esistenza di quelle mura resta ancora oggi Porta Soprana. Appurata l'inespugnabilità di una città costiera che poteva rifornirsi dal mare, Federico chiese un giuramento di fedeltà da parte della repubblica, al quale i consoli acconsentirono purché non dovessero versare tributo, ed ottennero la pace, la stessa pace che Milano dovrà ottenere con la forza a Legnano. In cambio della rottura dell'alleanza con il Regno Normanno di Sicilia, di orientamento guelfo, i genovesi ottennero inoltre dall'imperatore il diritto di eleggere i consoli e amministrare la giustizia senza influenza imperiale. Federico, sconfitto dalla Lega Lombarda, morì infine guadando un fiume durante la Terza Crociata.