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  1. #191
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    E' più una roba da William Wallace, per questo ho parlato di clan esteso a nazione e che si incarna poi nello stato.
    Quindi secondo te più senso da clan etnico che identificazione nello stato? o forse culto dello stato nazione?

  2. #192
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Io ricordo che fosse il culto della Ragione, non dello Stato.
    Lo stato quale incarnazione del Logos.
    Non avresti fatto prima a citare i Romani?
    I LATINI semmai.

  3. #193
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    Quindi secondo te più senso da clan etnico che identificazione nello stato? o forse culto dello stato nazione?
    Di base c'è il clan (come è ovvio che sia), poi si somma la cultura greco-latina e si ottiene il resto.

  4. #194
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    Di base c'è il clan (come è ovvio che sia), poi si somma la cultura greco-latina e si ottiene il resto.
    E la scuola di mistica fascista?

  5. #195
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    E la scuola di mistica fascista?
    Il clan ha bisogno di deificare la figura del capotribù no? E' tanto comodo, altrimenti arrivano quelli come me che gli fanno saltare se non la testa un'altra cosa (presente cosa fa Crono a Urano?)

  6. #196
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Mussolini ha spesso dimostrato la confusione ideologica della sua creatura dichiarando che il fascismo aveva le sue radici nell'hegelismo. Una stupidaggine vera e propria. Che il sistema hegeliano fosse in generale incompatibile con qualsiasi filosofia che potesse essere descritta come mito è una cosa troppo ovvia, almeno per chi ha letto Hegel, da non avere bisogno di spiegazioni.

    L'hegelismo pretendeva di essere una logica della storia e la sua dialettica voleva dimostrare che ogni sviluppo storico è necessario e razionale. Hegel aveva fornito l'argomento classico contro la credenza che la Storia può essere controllata e influenzata dagli eroi e da ciò che Alfredo Rocco, ministro della Giustizia del governo fascista, chiamava "l'intuito di poche grandi menti". Da questo punto di vista il discendente moderno dell'hegelismo è certamente il materialismo dialettico di Marx. Ma il fascismo doveva figurare come nemico del marxismo così come anche del parlamentarismo liberale, per cui a un certo momento, confusione docet, Mussolini cercò, con un tentativo maldestro, di utilizzare Hegel contro Marx, richiamandosi alla parte dove Hegel si dichiara nazionalista, contro la società aperta di Marx.
    A un certo momento della sua storia però, Mussolini, resosi conto della confusione che aveva, con l'aiuto di Rocco, lui stesso creato cercando di dare delle basi filosofiche al fascismo, affidò a Giovanni Gentile il compito di creare una filosofia fascista, cosa che il filosofo, di matrice hegeliana fra l'altro, fece, senza peraltro grande successo. Dalla creazione dei Gentile uscì però un motto che fece molto comodo a Mussolini un motto che fu perfino insegnato nelle scuole e, se non ricordo male, anche scritto sui muri delle case:
    Tutto per lo Stato, nulla contro lo Stato, nulla fuori dallo Stato.

    Dato che Mussolini era da solo al governo fu facile identificare il potere dello Stato con quello fascista.

    I risultati sono sotto gli occhi di chi li vuole vedere senza tenere le palpebre abbassate
    sono daccordo, il fascismo nasce da precise cause storiche, come reazione ai governi liberali(fallimentari sul piano sociale, economico, militare, morale perfino, le elite liberali erano coinvolte in un sacco di casi corruzione macroscopici) da una parte e al rischio concreto, date le condiziono sociali tragiche, di una rivoluzione comunista dall' altro..

    il sottofondo culturale era tutt' altro che omogeneo, c' era un po' di tutto, dal futurismo a dannunzio, da nietzsche al socialismo e a certo sindacalismo antimarxista, i valori del risorgimento e persino certe venature di giacobinismo... sul fronte filosofico gentile operò una sistnesi coerente ed originale, felice persino per certi versi io credo, sul fronte politico tutto s'è tradotto in smaliziato pragmatismo, basta pensare all' apertura alla chiesa, tenendo assieme un po' tutto, compresi gli aspetti propagandistici(ogni ordinamento politico ha i suoi), come le mobilitazioni di massa, il richiamo alla romanità, le braccia tese e le marcette...

    poi il discorso marx erede di hegel è complesso, secondo me c'è del vero nell' interpretazione di marx come legittimo successore di hegel(ma da hegel si possono tirare le conseguenza politiche più diverse), alcuni marxisti disconoscono la paternità hegeliana, o meglio mettono l' accento sulla rottura operata da marx rispetto all' idealismo... per gentile ovviamente il materialismo storico di marx era una deviazione scorretta dell' hegelismo, una posizione filosoficamente insostenibile ed ingenua..

    ah tra l' altro, visto che da qualche altra parte s' era parlato di evola, evola s' era posto l' obiettivo di influenzare la cultura fascista in senso anti-gentiliano, che riteneva essere uno storicista e un modernista(e tanto bastò per mettersi contro tutti, fascisti prima e antifascisti poi)
    Ultima modifica di Indra88; 25-11-15 alle 02:59

  7. #197
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    Il clan ha bisogno di deificare la figura del capotribù no? E' tanto comodo, altrimenti arrivano quelli come me che gli fanno saltare se non la testa un'altra cosa (presente cosa fa Crono a Urano?)
    ma tu secondo me vuoi fare una cosa troppo ambiziosa, l' antropologia fascista..

    ma allora la divinizzazione del leader appartiene solo al fascismo? e mao, cheguevara, stalin non erano oggetto della stessa venerazione? quale è la differenza?

  8. #198
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    sono daccordo, il fascismo nasce da precise cause storiche, come reazione ai governi liberali(fallimentari sul piano sociale, economico, militare, morale perfino, le elite liberali erano coinvolte in un sacco di casi corruzione macroscopici) da una parte e al rischio concreto, date le condiziono sociali tragiche, di una rivoluzione comunista dall' altro..

    il sottofondo culturale era tutt' altro che omogeneo, c' era un po' di tutto, dal futurismo a dannunzio, da nietzsche al socialismo e a certo sindacalismo antimarxista, i valori del risorgimento e persino certe venature di giacobinismo... sul fronte filosofico gentile operò una sistnesi coerente ed originale, felice persino per certi versi io credo, sul fronte politico tutto s'è tradotto in smaliziato pragmatismo, basta pensare all' apertura alla chiesa, tenendo assieme un po' tutto, compresi gli aspetti propagandistici(ogni ordinamento politico ha i suoi), come le mobilitazioni di massa, il richiamo alla romanità, le braccia tese e le marcette...

    poi il discorso marx erede di hegel è complesso, secondo me c'è del vero nell' interpretazione di marx come legittimo successore di hegel(ma da hegel si possono tirare le conseguenza politiche più diverse), alcuni marxisti disconoscono la paternità hegeliana, o meglio mettono l' accento sulla rottura operata da marx rispetto all' idealismo... per gentile ovviamente il materialismo storico di marx era una deviazione scorretta dell' hegelismo, una posizione filosoficamente insostenibile ed ingenua..

    ah tra l' altro, visto che da qualche altra parte s' era parlato di evola, evola s' era posto l' obiettivo di influenzare la cultura fascista in senso anti-gentiliano, che riteneva essere uno storicista e un modernista(e tanto bastò per mettersi contro tutti, fascisti prima e antifascisti poi)
    lo stesso Marx criticò Hegel pur essendone stato , in giovane età, un convinto seguace. La differenza tra Marx ed Hegel, e qui nacque la critica, sta nell'importanza che i due danno alla Storia come tale e alla Storia delle idee. Per Marx la Storia è importante ma solo se letta con un accezione materialistica. A giudizio di Marx Hegel aveva formulato un sistema filosofico basato sulle idee che sono i mattoni per la costruzione della coscienza. Per Marx è la vita materiale a formare la coscienza degli uomini, il lavoro e la conseguente condizione sociale. Marx con una frase colorita disse "Hegel ha costruito una filosofia per la testa, cioè per le idee, mentre la realtà ci dice che la vera filosofia per la costruzione di una coscienza sociale dovrebbe poggiare sui piedi, cioè a dire sulla vita materiale che condiziona l'uomo e la sua vita."

    In quanto a Evola lui aveva, a mio modo di vedere, ragione: Gentile più che un filosofo era uno storico, bravissimo ma estraneo alla possibilità di costruire una intelligente filosofia per il fascismo (che infatti non fece). Evola, a modo suo, c'ha provato e, criticabile o no, secondo me ha superato alla grande Gentile.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  9. #199
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    La realtà quotidiana che ci circonda è una gran brutta bestia.
    Per affrontarla si abbisogna di intelletto, coraggio, diplomazia, capacità di adattarsi ai cambiamenti, senso di responsabilità, l'onestà e la dignità di riconoscere i propri errori e farne tesoro e nel contempo comprendere quelli altrui.
    Occorre rabbia di vivere, quella rabbia che ti fa muovere un passo dopo l'altro quando vorresti cadere in ginocchio e lasciarsi andare, quella rabbia che ti permette di rialzarti sempre una volta in più di tutte quelle in cui cadi, quella rabbia che ti fa riconoscere te stesso con i tuoi pregi ed i difetti, con i tuoi trionfi ed i tuoi fallimenti, le vittorie e le sconfitte, i vanti e le vergogne, e tutto ciò che ci fa umani.
    Non è facile, non lo è mai, e per qualcuno è persino eccessivo pretenderlo da se stessi, nascono così le infinite fughe dalla realtà.
    La droga, l'etilismo, le perversioni sessuali, il tifo calcistico, il fanatismo ideologico o religioso, sono tutte manifestazioni di vigliaccheria.
    Il fattore monotonamente ripetitivo è sempre lo stesso, la paura. Paura di doversi confrontare con chi ti riconosce per quello che sei e non per quello che vorresti sembrare, paura di dover partecipare ad un gioco dove per vincere devi sputare sangue e dimostrarti meritevole della vittoria, paura di non poter barare impunemente, fingere e mentire, prendere scorciatoie, atteggiarsi a furbetto e tutti quegli altri mille escamotage propri di chi non vale nulla ma non accetta di riconoscerlo nemmeno a se stesso.
    Il fascismo è stato una dittatura, come il nazismo, il bolscevismo, il franchismo, il Cile di Pinochet o la Cuba di Batista e di Castro, ma questo solo per chi possiede le palle per accettare la realtà per quello che è, per gli eunuchi intellettuali è una bandiera, come lo è l'islam per i fondamentalisti o la grappa per gli etilomani, semplici vie di fuga per scappare dalla propria mediocrità.


    Bene...e allora!!!...un bel ritratto di tutti noi, ma affrontare la realtà quotidiana che ci circonda,come una gran brutta bestia e già una sconfitta, un bel quadro in cui tutti noi ci riconosciamo, ma se affronti il problema con certi individui qui dentro come fuori, e scopri che la loro preoccupazione primaria è....falsificare la storia, per loro esclusivo vantaggio, e a me questa cosa fa ribrezzo ,in questo caso l'uomo si rende vigliacco due volte, con se stesso e con il prossimo...per il resto posso concordare con te, a patto che non rinneghi la storia, o peggio la falsifichi, come fanno in tanti qui dentro.

  10. #200
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    La realtà quotidiana che ci circonda è una gran brutta bestia.
    Per affrontarla si abbisogna di intelletto, coraggio, diplomazia, capacità di adattarsi ai cambiamenti, senso di responsabilità, l'onestà e la dignità di riconoscere i propri errori e farne tesoro e nel contempo comprendere quelli altrui.
    Occorre rabbia di vivere, quella rabbia che ti fa muovere un passo dopo l'altro quando vorresti cadere in ginocchio e lasciarsi andare, quella rabbia che ti permette di rialzarti sempre una volta in più di tutte quelle in cui cadi, quella rabbia che ti fa riconoscere te stesso con i tuoi pregi ed i difetti, con i tuoi trionfi ed i tuoi fallimenti, le vittorie e le sconfitte, i vanti e le vergogne, e tutto ciò che ci fa umani.
    Non è facile, non lo è mai, e per qualcuno è persino eccessivo pretenderlo da se stessi, nascono così le infinite fughe dalla realtà.
    La droga, l'etilismo, le perversioni sessuali, il tifo calcistico, il fanatismo ideologico o religioso, sono tutte manifestazioni di vigliaccheria.
    Il fattore monotonamente ripetitivo è sempre lo stesso, la paura. Paura di doversi confrontare con chi ti riconosce per quello che sei e non per quello che vorresti sembrare, paura di dover partecipare ad un gioco dove per vincere devi sputare sangue e dimostrarti meritevole della vittoria, paura di non poter barare impunemente, fingere e mentire, prendere scorciatoie, atteggiarsi a furbetto e tutti quegli altri mille escamotage propri di chi non vale nulla ma non accetta di riconoscerlo nemmeno a se stesso.
    Il fascismo è stato una dittatura, come il nazismo, il bolscevismo, il franchismo, il Cile di Pinochet o la Cuba di Batista e di Castro, ma questo solo per chi possiede le palle per accettare la realtà per quello che è, per gli eunuchi intellettuali è una bandiera, come lo è l'islam per i fondamentalisti o la grappa per gli etilomani, semplici vie di fuga per scappare dalla propria mediocrità.
    è per lo meno strano questo tuo parallelelismo tra Batista e Castro. Così come è strano parlare di un bolscevismo che nessuno ha mai visto in nessun Paese del mondo, anche perchè bolscevico sta a significare una posizione politica ante rivoluzione e non un'idelogia..
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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