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  1. #91
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    L'Espresso

    Si dice che un bambino nasca con la camicia, quando viene alla luce avvolto nel sacco amniotico. Quel sacco sembra un abito, cucito addosso durante i nove mesi dentro il ventre di mamma. E noi di chi siamo figli? L’Italia in cui viviamo, l’Italia del nostro Ventennio, quello che chiamiamo l’epoca di Berlusconi e Renzi, è nata con la camicia?

    Proviamo ad azzardare un’ipotesi: l’Italia è nata con la camicia nera. Proprio così, fasciata nel sacco amniotico del fascismo, da cui cerca a fatica di liberarsi da settant’anni, senza riuscirci davvero. Nel dopoguerra la retorica antifascista può avere dato l’impressione di un taglio netto con i vent’anni precedenti, ma come il “politicamente corretto” non cancella il razzismo, non ridà la vista a un cieco chiamandolo non vedente, l’affermazione di essere antifascista, per quanto eticamente giustificabile, non basta a cancellare ciò che del fascismo è dentro di noi. Dentro di noi perché italiano come noi, forse più di noi.

    In tutto il corso della sua storia, il fascismo fu senza dubbio un fenomeno rivoluzionario, giovanile, si direbbe oggi “rottamatore”. Mussolini contribuì a ringiovanire l’Italia, a partire dalla sua classe politica, così come consentì per la prima volta nella storia del nostro Paese ai ceti medi di entrare nelle stanze del potere. Questo significa che ebbe un legame con il Paese molto più radicato, profondo, osmotico di quanto si pensi. Un legame possibile solo quando c’è un collante. E questo collante viene proprio dall’essenza dell’italiano, dalle radici del nostro modo di essere, dal nostro rapporto con il potere, da ciò che non muta sulla nostra penisola al di là del regime o del governo, più o meno democratico, che ci capita di eleggere o di contestare.

    Impegnati come siamo a ripeterci che il fascismo è finito, oppure che si manifesta solo nei simboli esplicitamente esibiti del regime, dentro i partiti dell’ultradestra xenofoba, che alzano le croci celtiche nelle manifestazioni, non ci rendiamo conto di una cosa: quei militanti postfascisti sono riconoscibili prima ancora che espongano il proprio pensiero, mentre il fascismo del Ventennio fu un grande movimento di massa. Se ci ostiniamo a cercare il fascismo lì dove è fin troppo facile trovarlo, non facciamo altro che insistere nel non vedere. E perché lo facciamo? Perché abbiamo paura di ritrovarlo dove non ce lo aspettiamo più, nel nostro modo di essere quotidiano, nei nostri difetti di Paese, nel nostro sistema politico e sociale. Annidato là dove sempre è stato, nell’angolo buio della Repubblica che preferisce puntare i fari altrove, dove sa che fascismo non se ne vedrà.

    Riflettiamo su un fenomeno mediatico di questi ultimi settant’anni. Ancora oggi se accendiamo il televisore e ci sintonizziamo su un dibattito politico, sentiamo spesso ripetere come un ritornello: «Siete fascisti!». Si ascolta così tante volte, da essere assaliti dalla curiosità di capire perché. Un giorno il fascista in questione è Matteo Renzi, tacciato di metodi spicci da destra e da sinistra, addirittura da una parte del suo stesso partito, il Partito Democratico; il giorno appresso, invece, ci si riferisce a Silvio Berlusconi, accusato di avere addormentato il Paese come un nuovo Duce, di averlo assopito in una sorta di Ventennio che potremmo definire, piuttosto che regime dal volto umano, regime dal mezzobusto umano, trattandosi di un’anestesia televisiva pressoché totale.

    Questa anestesia, però, ha generato la propaganda di governo, come tutti i regimi democratici e non, ma ha generato anche i suoi anticorpi: l’antiberlusconismo militante. Un terzo giorno l’epiteto di fascista è attribuito alle epurazioni del Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo, accusato di essere l’uomo solo che decide per tutti, quando il tal deputato è espulso dal gruppo parlamentare perché “ribelle” alla linea ufficiale. Fino a Matteo Salvini, il leader leghista dell’era post-bossiana, il quale, abbandonato il divino Po e la sacra ampolla, si fa crescere la barba e si reinventa una specie di marcia su Roma per allargare il consenso, ormai troppo stringato, del suo Nord.

    La morale è che, almeno a parole, qui siamo tutti fascisti, destra e sinistra, alti e bassi, belli e brutti.

    Saremo anche il Paese delle generalizzazioni, ma c’è davvero da chiedersi cosa stia capitando a noi italiani. Perché, all’improvviso, ci accusiamo l’un l’altro di fascismo? Perché dopo la fine del regime, dopo l’epopea della Resistenza, dopo sette decenni di democrazia quella parola torna sulle labbra di tutti noi, usata con sufficienza, con disinvoltura? Forse perché il 1945, la data che mette fine ai regimi fascista e nazista in Europa, non è una data che l’Italia abbia davvero digerito. Certo sul piano ufficiale, nei proclami, nelle affermazioni di principio, così come nella retorica di Stato, il fascismo è morto e sepolto, giace sotto strati e strati di antidoto costituzionale, democratico, parlamentare.

    Eppure, nella vita di tutti i giorni, nel profondo degli italiani, la censura del modus vivendi mussoliniano non corrisponde affatto a una cesura, perché molti atteggiamenti del regime - che già provenivano dal passato - si sono conservati, pur con i naturali ammodernamenti, nel futuro: pensiamo ad esempio all’Italia bigotta e bacchettona che fa e non dice, al maschilismo diffuso in tutte le fasce sociali. Pensiamo alla distanza fra regole scritte e regole davvero applicate. Pensiamo all’usanza politica del dossier, all’insabbiamento dei misteri di Stato, alla corruzione come sistema di governo, all’utilizzo dell’informazione come macchina per controllare l’opinione pubblica prima ancora che per informarla, alle regole non scritte delle gerarchie comuniste del dopoguerra, dove il valore della “fedeltà coniugale” garantiva la scalata ai vertici del Pci (Partito Comunista Italiano) proprio come del Pnf (Partito Nazionale Fascista). Per arrivare, infine, all’uomo forte, al leaderismo craxiano, berlusconiano, renziano, incarnazioni del bisogno primario di un capo.

    Sono solo coincidenze? No, siamo nati davvero con la camicia nera. C’è un filo conduttore che unisce il fascismo “a noi”, proprio come era il saluto ai tempi del Duce. A noi del fascismo è giunto più di quello che vogliamo ammettere. Un’eredità che arriva dritta nell’epoca di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Un’eredità che non si manifesta nell’esibizione di simboli e bandiere, ma nei piccoli gesti, nei modi di pensare, nelle abitudini malate del nostro Paese che non mutano con i governi. Abitudini che ritroviamo nel fascismo di Benito Mussolini, nei risvolti del regime e del carattere del Duce che facevano del fascismo e del suo capo, prima ancora che una dittatura e un dittatore, un modello d’Italia e di italiano, simili nei difetti al popolo. Difetti che non sono scomparsi, sono solo mutati di sembianza. E che ritroviamo ancora oggi. Se sappiamo dove andare a cercarli.


    Fiume di parole che non spiega nulla, ragionamenti privi di contenuto, il fascismo è stato figlio della prima guerra mondiale punto. Il resto dei ragionamenti di questo articolo sono basati sul nulla

  2. #92
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    Fiume di parole che non spiega nulla, ragionamenti privi di contenuto, il fascismo è stato figlio della prima guerra mondiale punto. Il resto dei ragionamenti di questo articolo sono basati sul nulla
    penso che la fai un po' troppo semplice.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  3. #93
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Risposta sbagliata. Io potrei mettermi su una cattedra e insegnarti qualcosa sull'argomento ma non posso farlo quando qualcuno anziche argomentare offende o irride. Io sul forum ci vengo per discutere, non per alleviare le mie frustrazioni come è evidente che altri fanno, e allora se posso discutere, dialogo volentieri, se debbo difendermi da insulti di vario genere me ne vado. Odio mostrare i muscoli attraverso una tastiera del PC.
    Allora sentiamo cosa rispondi alla mia domanda: se per te "fascista" sarebbe chi cerca di prevaricare gli altri, come definiresti coloro i quali si dichiarano antifascisti e nella sostanza si comportano esattamente allo stesso modo degli squadristi?
    Ma è davvero così complicato arrivare a capire che una persona, un'ideologia e quant'altro si giudicano dalle azioni e non dalle belle paroline?
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  4. #94
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Infatti Stalin, Lenin, Kruscov erano il popolo.
    Però bisogna ammetterlo; facevano tanto pulito, Stalin fece fuori pure il cane dello Zar che mangiava bistecche.
    "La Gloria non la cerco per me stesso ma per la mia Nazione" (22gradi)

  5. #95
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Corrado Visualizza Messaggio
    Ognuno ha le proprie droghe.

    "la danza è la mia droga" (Snoopy, cit.)

    Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können

  6. #96
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Ma è davvero così complicato arrivare a capire che una persona, un'ideologia e quant'altro si giudicano dalle azioni e non dalle belle paroline?
    Fascista è semplicemente chi vuole rendere una "nazione" (o peggio uno stato, peggio perchè lo stato è estraneo ad ogni "legame di sangue" metaforico o meno ) pari ad un "clan" usando come collante l'idealismo di matrice spiritualista.

    Poi a parte c'è la questione del "sociale", ma è molto a latere (vedi il fascistissimo Francisco Franco che non era assolutamente uno di "destra sociale").

  7. #97
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    Fascista è semplicemente chi vuole rendere una "nazione" (o peggio uno stato, peggio perchè lo stato è estraneo ad ogni "legame di sangue" metaforico o meno ) pari ad un "clan" usando come collante l'idealismo di matrice spiritualista.

    Poi a parte c'è la questione del "sociale", ma è molto a latere (vedi il fascistissimo Francisco Franco che non era assolutamente uno di "destra sociale").
    Questa è una risposta sensata; anche se dobbiamo dire che in quanto a ridurre uno stato alla stregua di un clan ci sono riusciti - e alla grande - pure certi personaggi che vorrebbero tirarsela da democratici, vedi i protagonisti della stagione di "mani pulite" (e non solo).
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  8. #98
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Ex Gidue Visualizza Messaggio
    Penso che lo articolo non parli di percentuali politiche ma di mentalita, modo di comportarsi e di pensare.

    Cosa ci entra lo MSI e FN ?
    gia gli italiani che comprano macchine straniere si odiano fra nord e sud e vanno in vacanza all estero e scopano troie e trans stranieri avrebbero sentimenti fascisti??ahahah ma de che??gli italiani sono solo femminnucce che non sono capaci di far nulla da soli ecco che spettano il salvatore basta vedere ora esaltano putin ex agente comunista sovietico ma quali fascisti??gli ialiani sono solo coglioni
    qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato

  9. #99
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    E' stato detto che i fascisti sono tutti ottusi mentre i comunisti sono tutti intelligenti ?....
    E' stato detto che il fascismo fece l manifesto contro le razze ma anche Stalin perseguitava gli ebrei ?....
    è stato detto che gli italiani particolarmente precisi agli appuntamenti di lavoro sono fascisti come i treni di quando c'era lui ...?
    Ed il fatto che negli anni 30 le porte erano aperte e nessuno toccava niente ?.....
    ed è stato detto che sono fascisti tutti quelli che ruttano dopo pranzo o quando bevono la Cocacola ?.....
    e la sparizione delle mezze stagioni signora mia è stata segnalata ?.....
    e "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino ?...." è stato detto ?....

    dai, non fatemi leggere tutto il thread......

  10. #100
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    Predefinito Re: Gli Italiani? Sono fascisti dentro.

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Allora sentiamo cosa rispondi alla mia domanda: se per te "fascista" sarebbe chi cerca di prevaricare gli altri, come definiresti coloro i quali si dichiarano antifascisti e nella sostanza si comportano esattamente allo stesso modo degli squadristi?
    Ma è davvero così complicato arrivare a capire che una persona, un'ideologia e quant'altro si giudicano dalle azioni e non dalle belle paroline?
    perchè nei comportamenti non esitono differenze tra quelli che erano fascisti e quelli che erano comunisti.

    quelli di oggi invece sono per lo più idioti.

 

 
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