Vorrei che Miles non avesse ragione, ma tant'è... Poi però quantificare la qualità degli italiani che se ne vanno è un altro discorso.


Vorrei che Miles non avesse ragione, ma tant'è... Poi però quantificare la qualità degli italiani che se ne vanno è un altro discorso.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


Nonostante la presenza di gommunishdi ad ogni livello, la scuola italiana ha mantenuto nicchie non piccole di eccellenza che all'estero vengono riconosciute.
Giusto per cazzeggiare e farsi due risate (d'altronde siamo su DR) 4/5 anni fa una mia conoscente che aveva un titolo folle tipo "biotecnologie" appena laureata, tra gli altri centri di ricerca è stata pure contatta da Pyongyang.
Dato che è una drogata d'oriente m'ha chiesto com'era la corea del nord.
E lì tripudio di deliri (miei) e la nota "però li probabilmente ti metterebbero a studiare e creare virus per sterminare l'umanità. Ricordati ch hai un'anima e che è una sola".
Preferisco di no.


Ahaha un offerta di lavoro dalla Corea del Nord? Sono allucinato. Comunque dai biotecnologie non è una laurea così folle![]()
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


Pure su quello ci sono dati relativamente precisi (come quelli dell'AIRE che però sono incompleti; uno che lavora all'estero magari sette/otto mesi all'anno facile che mantenga la residenza in qualche buco di culo della destra piave).
Il discorso è separare il laureato in scienze delle merendine che vende conchiglie bucate a Finisterre e l'ingegnere cazzuto che lavora nella west coast africana.
Preferisco di no.


Sono stato per lavoro in diversi paesi orientali (Hong Kong, Thailandia, Singapore etc) e confermo, su base empirica ovviamente, che per ogni ingegnere di una multinazionale ci sono 100 lavapiatti a Londra o a Berlino. Sono appunto un'eccezione. E molti di quelli hanno la tipica mentalità apolide del "cittadino del mondo" che li porta comunque a non sentirsi particolarmente legati all'Italia. Ne ho mandato in culo più di uno che mi ammorbava i coglioni su quanto fosse bello vivere a HK o a Bangkok e quanto invece faceva schifo l'Italia.
Preciso che questa è una mia opinione personale espressa generalizzando molto, non voglio mancare di rispetto all'utente che ha aperto il post e che probabilmente sarà una brava persona.


Bravo Miles per me è il tuo regalo di Natale, mi permetti di dire una volta all'anno che sono d'accordo con te.
Infatti l'addetto alle pubbliche relazioni di CPI - lui invece mai mai mai un regalo - ha detto il falso: tutto dipende della realtà con cui sei a contatto.
La realtà di un bar non è quella di una grossa impresa bancaria, o di una università.
Io ho perso il conto di quanti italiani snob ho incontrato, qui all'estero. Prendono una paga indecente, hai voglia poi che parlano male dell'Italia. Se erano fautori della povertà volontaria, o della distruzione dell'economia, restavano al paese. Il loro motore è il lavoro, la voglia di lavorare, disprezzano l'Italia che non ha voluto dare loro la possibilità di lavorare tanto nel paese dei loro padri.
Comunque non posso che incoraggiarvi ad approfondire le ragioni di non migrare, e quindi di affermare contro il lavoro la paga la casa il consumo la merce la bella vita ecc. altri valori compatibili con il radicamento.
Fate tanti figli radicati e vedrete quanti di loro, dopo un lungo percorso dove si cerca di costruire una teoria coerente del radicamento, approderanno sulle rive incantante della teoria critica da me difesa in questo luogo.
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese






Vabbè, ma adesso non mettiamo un Tommaso che studia all'estero come la poraccia accoppata al bataclan (studentessa in sociologia eletta a meglio gioventù del sistema solare) tra chi magari sta in Nigeria per prospezioni geologiche conto ENI (o pensi che la sfera di indipendenza economica nazionale si attui se tutti stanno a casa?).
Ci sono italiani all'estero che sono zavorra di cui ci siamo liberati (una maggioranza, concordo) ed italiani all'estero che sono stati una perdita per la comunità nazionale.
Preferisco di no.

