





Eco come pensatore ma anche come scrittore è un tale "tarocco" da poter essere considerato, per certi versi, il padre putativo (molto putativo considerata anche la promiscuità di certi ambienti) di Saviano.
Evola, uno come lui non dovrebbe neppure azzardarsi a nominarlo in pubblico.




'ovviamente' la di cesare sminuisce, riducendo il tutto a uno scoop giornalistico di quart'ordine...
http://www.corriere.it/cultura/16_ge...562dd09c.shtml


Ma insomma, una specie di europeismo anti-metafisico. Se vediamo poi che la forma storica della perversa malattia è il capitalismo, abbiamo con Heidegger il fondamento rivoluzionario e comunista dell'Europa da venire....
Il buio di quell’epoca, al termine degli anni Trenta, è considerato da Heidegger non come l’oscurità della fine, ma come lo spegnersi dell’ultimo lume della sera che avrebbe permesso di scorgere l’albore del mattino. Non si poteva, certo, resuscitare il primo inizio greco; ma si doveva attraversare sino in fondo la lunga notte dell’Essere, per risalire, oltre la metafisica, quella perversa malattia dell’Occidente, a un «altro inizio». La Terra della Sera avrebbe dovuto risvegliarsi a una nuova, dorata alba, scoprirsi Terra del Mattino. Chi avrebbe potuto scorgere il passaggio, là dove tutti vedevano un crollo ineluttabile? Chi poteva seguire la strada della fine, per imboccare il sentiero dell’inizio? Solo i tedeschi. Il destino dell’Occidente, la sua «salvezza» era nelle loro mani. I tedeschi avrebbero dovuto essere gli Übergehenden, «coloro che passano oltre», che aprono un varco anche per gli altri popoli europei. Ecco il loro compito.
«Tutto il «sangue», tutta la «razza», ogni «carattere nazionale» è inutile, e solo un decorso cieco, se non vibra già in un azzardo dell’Essere».
...
Bellissimo.
Da notare che si parla di tedeschi in quanto popolo.
Possiamo fare l'ipotesi che un popolo si determina, come oppositore della metafisica, in quanto la forma storica di questa presuppone la distruzione di quello. Cioè, all'azzardo dell'Essere corrisponde una manifestazione sociologica.
Per questa stessa ragione possiamo dire che l'incentramento su questo o questo determinato popolo è un limite del filosofo tedesco - forse un cedimento tattico al regime. In realtà non ci è dato conoscere le regole di distribuzione delle risorse anti-metafisiche. Misteri dell'Essere.
Ecco. Quando la DR, i populismi, i poveri, i popoli, i nazionalisti, i comunitaristi, i comunisti, avranno capito a fondo questa lezione, allora si riaprirà la Grande Partita. L'assalto al cielo!
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese


L'assalto al cielo!
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Tommaso che si identifica nell'ebreo e nell'omosessuale, queste figure che a suo dire inquietano il borghese (mentre della borghesia capitalista dei mercati sono la teofania) è indisponibile a cogliere le forme agenti impresse nella materia del mondo del rovesciamento dell'ordine pre-capitalista.
Considerate che il Capitalismo di Tommaso è simile al Dio del Corano, alla teosofia docetista.
Tutto produce ma non è in nessun luogo, in nessuna soggettività.
Non è nel sedimento ebraico, non attraversa i dispositivi del consumismo che realizzano e coagulano i tipi dell'omosessualismo, non incontra rivestimenti apprezzabili nell'invasione immigratoria e nella campagna mondiale umanitarista e sostituzionista che la fomenta.
No.
Il Capitale-Allah di Tommaso è inconoscibile, non ha misura e non ha schiere.
Heidegger uomo di campagna, che ancora medita le incisioni runiche intagliate sul suo bastone da passeggio, invece eredita la forza della cosmogonia medievale, tutta terrena, concreta.
Vi sono i demoni, i diavoli, se ne sente il fetore sulfureo.
Vi sono i santi, la loro comunità di sangue ed ossa, le schiere angeliche che cantano e i cui canti si sentono.
Il Capitalismo di Tommaso -oltre le sue stesse intenzioni, di Tommaso intendo - diventa invece in realtà imbattibile, come ogni maleficio astratto, come ogni terrore celeste dei monoteismi assoluti e non trinitari.
Non è possibile che Heidegger si riferisse davvero ai Giudei!
Di certo non parlava seriamente di Germania, di Razza, di Suolo, di Sangue!
Non sono forse questi rudimentali limiti ciò contro cui si batte il Comunismo?


Si rivela in Tommaso quel nesso tremendo, evidentemente indiscindibile, tra le due celebri chele di una stessa tenaglia.
Il Capitalismo-Allah di Tommaso è il corrispettivo del suo Comunismo-Yawhe.
Gli è impossibile non provare un riconoscersi profondo ed empatico negli archetipi dell'Età del Ferro, della moneta e del soldo.
L'ebreo, l'omosessuale ricco e prepotente, l'immigrato sradicato ed avido e quant'altro non debbono assolutamente svelare il dramma cosmogonico agli occhi dei popoli.
I vettori del capitalismo vengono capovolti paradossalmente nei suoi antagonisti.
Il Capitalismo in Tommaso deve rimanere puro, incirconciso, increato così che solo un Comunismo, simile a sua volta al volto trasparente e aniconico della sua stessa antitesi, possa compiersi rovesciandosi nei vasi dell'indefinito, del mondo indiviso prima della creazione, con le nubi immerse nelle acque dell'abisso, dove non c'è uomo e non c'è sfruttamento.
Ultima modifica di Giò; 09-02-16 alle 22:08 Motivo: edit richiesto dall'utente


Edit: aniconico e non iconico (se qualche mod volenteroso....)