Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 28
  1. #11
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    In rilievo, no, perché attiene ad argomenti di cui si parla spesso qui, comunque ci si impegnerà ad aggiornarlo costantemente, come avviene sulla discussione riguardo i terremoti e le altre catastrofi naturali: una discussione che non è in rilievo però viene aggiornata costantemente. E' bene non appesantire l' area delle discussioni in rilievo, contenente quasi solo degli elenchi di altre discussioni riguardanti un tema specifico. Questi elenchi si fanno per informare meglio su un argomento preciso, fornendo al lettore tutto il materiale che abbiamo accumulato a riguardo.
    Io quindi direi di tenere questa discussione tra le normali ma aggiornata ad un ritmo costante. Può considerarsi una sorta di bestiario italiano, analogo al bestiario europeo ed a quello americano, dove tratteremo i problemi sociali ed economici riguardo il territorio situato entro i confini dello Stato italiano, che io considero adesso una provincia di un impero europeo che un domani sarà od euro-americano oppure euro-asiatico con basi a Pechino e Mosca.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  2. #12
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Gli italiani non hanno soldi, 1 su 2 rinuncia alle cure mediche






    Quasi un italiano su due rinuncia a spese mediche necessarie per mancanza di soldi e questa percentuale è ancora maggiore (arriva a sei su dieci) nelle famiglie che hanno un reddito basso.



    Si rinuncia soprattutto alle cure odontoiatriche, alla riabilitazione fisica, alle cure ortopediche e oftalmiche e talvolta anche a cure urgenti. È questo il risultato di un’indagine realizzata da Altroconsumo.
    Il ministero della Salute ha presentato ai sindacati dei medici il decreto sulle prestazioni sanitarie considerate inappropriate: si tratta di 208 prestazioni a rischio “spreco” che comprendono Tac, risonanze magnetiche, odontoiatria, prestazioni di laboratorio, test allergici e genetici.
    Una lista di prestazioni che potranno essere ottenute solo rispettando delle condizioni di derogabilità: in caso contrario saranno a carico dei cittadini. Uno degli aspetti più contestati dai medici è però la previsione di una sanzione pecuniaria per i medici che prescriveranno accertamenti e prestazioni sanitarie considerate inappropriate. “Il punto debole del decreto ministeriale della Lorenzin è che mette in moto un meccanismo, quello sanzionatorio rispetto alle prescrizioni cosiddette ‘inappropriate’, che oltre a spaventare il medico e farlo lavorare male, creano un danno al malato che vedendosi negare la Tac o l’esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato – ha detto il presidente nazionale dell’Anaao Assomed Domenico Iscaro – Così salta il delicato e fondamentale rapporto paziente-medico”.
    In questo contesto fanno quindi pensare i risultati di un’indagine fatta da Altroconsumo che di fatto conferma una tendenza ormai diffusa e diventata certezza: gli italiani (molti) rinunciano a curarsi perché non possono.
    Non hanno i soldi. Si legge nell’indagine: “Per curarci spendiamo sempre più soldi di tasca nostra: in media il 14% del reddito netto familiare. Come dire che in un anno spendiamo quasi 2mila euro a famiglia per cure sanitarie essenziali. E si sale a 2.400 euro se ci prendiamo cura di un malato cronico. Dall’indagine che abbiamo condotto risulta che quattro italiani su dieci hanno difficoltà a saldare i conti per le visite e i farmaci. Quasi la metà degli intervistati rimanda il più possibile l’appuntamento con il medico o rinuncia a curarsi perché non ha abbastanza soldi”.
    La salute costa cara e chi non può far fronte alle spese sanitarie ha due alternative, spiega Altroconsumo: rinunciare a curarsi (scelta fatta dal 46% delle famiglie italiane) oppure indebitarsi (13%). Ma la percentuale di chi rinuncia alle cure necessarie è ancora più alta e sale al 61% fra le famiglie con reddito inferiore ai 1550 euro al mese. E sale ancora in alcune regioni d’Italia: in Campania (73%), Calabria (69%) e Lazio (64%). Sono poi il 13% gli italiani che hanno chiesto un prestito – più della metà ai familiari piuttosto che alle banche – per pagarsi le spese sanitarie: in media è una cifra di tremila euro l’anno.
    Il 46% degli italiani rinuncia ad almeno una cura l’anno (un po’ meno quelli che hanno un’assicurazione sanitaria, il 33%: è un dato comunque alto, ma chi ha stipulato un’assicurazione non è al riparo dai pagamenti che finiscono per coprire il 12% dell’introito netto). Fra le cure più sacrificate ci sono quelle odontoiatriche (38%), oftalmiche (22%), alla riabilitazione fisica (15%) e quelle ortopediche (11%). Nei casi più gravi si rinuncia anche a visite assolutamente urgenti: il 23% in Sicilia, ad esempio, oppure il 18% tra coloro nella fascia di reddito inferiore a 1000 euro al mese.




    Gli italiani non hanno soldi, 1 su 2 rinuncia alle cure mediche | Asefi Brokers
    ████████

    ████████

    Gli umori corrodono il marmo

  3. #13
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Crisi, l’Eurostat smentisce Renzi, altro che ripresa



    L’Italia non è per niente fuori dalla crisi e il “Bel Paese” resta fanalino di coda dell’Unione Europea. Inutile girarci attorno, la realtà italiana è questa. E lo si rileva dal cosiddetto “Cruscotto Congiunturale”, il documento del Mise che presenta i dati relativi alla congiuntura economica italiana provenienti da diverse fonti, in particolare Eurostat. Nonostante lo stesso Ministero dell’Economia mostri questi dati come confortanti e positivi, la realtà è ben altra. La disoccupazione, in particolare quella giovanile, tende a diminuire ma non abbastanza, la produzione industriale arranca e il Paese soffre nel settore delle costruzioni.
    Produzione industriale e costruzioni a rilento. Il livello della produzione industriale italiana è ancora di oltre il 31% inferiore rispetto ai massimi pre-crisi ed ha recuperato solo il 3% rispetto ai minimi toccati durante la recessione. Su questo ampio settore gli altri Paesi europei corrono a ben altra velocità: la Francia ha recuperato l’8%, la Germania il 27,8%, la Gran Bretagna il 5,4% e la Spagna il 7,5%. E il confronto è ancora più impietoso se si guarda al settore delle costruzioni: ad ottobre di quest’anno l’Italia era 85 punti sotto il livello massimo del periodo pre-crisi, toccando il nuovo minimo assoluto dall’inizio della crisi economica. Secondo Eurostat, invece, tutti gli altri big hanno recuperato dai picchi negativi: dal 3,4% della Francia al 32,9% della Spagna.
    Occupazione preoccupante. Il mercato del lavoro, inoltre, nonostante la riforma introdotta segnala le distanze più ampie con gli altri partner europei. Nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5%, ma in Germania era al 4,5% e nel Regno Unito al 5,2%. La Spagna segnava ancora un grave 21,6%, tuttavia rispetto ai momenti più bui della crisi Madrid ha recuperato 4,7 punti, contro 1,6 punti di Roma. Caso a sé quello della Francia: il tasso di disoccupazione è più basso di quello italiano, pari al 10,8% ma si tratta del dato peggiore degli ultimi 18 anni. Anche se il ministero dello Sviluppo economico sostiene che i dati Eurostat stanno a dimostrare come il Paese abbia “ingranato la ripresa”, l’Italia resta fanalino di coda nell’occupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni con un tasso del 15,1% contro il 28% della Francia, il 43,8% della Germania, il 48,8% del Regno Unito e il 17,7% della Spagna. Rispetto ai picchi negativi della crisi il recupero è stato di 0,9 punti, contro 1,9 della Spagna, 2,7 della Germania 4,2 della Gran Bretagna.

    Crisi, l'Eurostat smentisce Renzi, altro che ripresa - Il quotidiano italiano

    L'articolo cita i dati fasulli sulla produzione al 3%, in realtà siamo pesantemente in negativo.
    ████████

    ████████

    Gli umori corrodono il marmo

  4. #14
    ___La Causa del Popolo___
    Data Registrazione
    23 Nov 2011
    Località
    Sovranità politica, indipendenza economica, giustizia sociale
    Messaggi
    41,690
     Likes dati
    56,270
     Like avuti
    28,690
    Mentioned
    1209 Post(s)
    Tagged
    175 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    In rilievo, no, perché attiene ad argomenti di cui si parla spesso qui, comunque ci si impegnerà ad aggiornarlo costantemente, come avviene sulla discussione riguardo i terremoti e le altre catastrofi naturali: una discussione che non è in rilievo però viene aggiornata costantemente. E' bene non appesantire l' area delle discussioni in rilievo, contenente quasi solo degli elenchi di altre discussioni riguardanti un tema specifico. Questi elenchi si fanno per informare meglio su un argomento preciso, fornendo al lettore tutto il materiale che abbiamo accumulato a riguardo.
    Io quindi direi di tenere questa discussione tra le normali ma aggiornata ad un ritmo costante. Può considerarsi una sorta di bestiario italiano, analogo al bestiario europeo ed a quello americano, dove tratteremo i problemi sociali ed economici riguardo il territorio situato entro i confini dello Stato italiano, che io considero adesso una provincia di un impero europeo che un domani sarà od euro-americano oppure euro-asiatico con basi a Pechino e Mosca.
    Ok, quella del "Bestiario Italiano" mi sembra una buona idea.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  5. #15
    Moderatore
    Data Registrazione
    04 Jun 2009
    Località
    Mein Reich ist in der Luft
    Messaggi
    11,092
     Likes dati
    495
     Like avuti
    906
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    ×
    Laureati, in Italia solo la metà trova lavoro dopo tre anni: peggio di noi solo la Grecia



    Dati impietosi su laureati e lavoro in Italia: solo il 52,9% riesce a trovare lavoro entro i tre anni dal conseguimento del titolo accademico. Peggio di noi, in Europa, solo la Grecia.

    Queste le statistiche Eurostat secondo le quali la media dell'Ue a 28 nel 2014 è dell'80,5%. Per i diplomati la situazione è peggiore con solo il 30,5% che risulta occupato a 3 anni dal titolo (40,2% nei diplomi professionali).

    Nel complesso le persone tra i 20 e i 34 anni uscite dal percorso formativo occupate in Italia nel 2014 erano appena il 45% contro il 76% medio in Europa, indietro quindi di oltre trenta punti rispetto l'Ue a 28. In particolare il dato complessivo è lontano da quello tedesco (90%) e britannico (83,2%) ma anche da quello francese (75,2%).

    L'Italia è in ritardo sia sull'occupazione dei diplomati (per i diplomi non professionali si registra appena il 30,5% di occupati a tre anni dal titolo contro il 59,8% medio Ue e il 67% della Germania) che su quella dei laureati. Per l'educazione terziaria (dalla laurea breve al dottorato) l'Italia si situa sempre al penultimo posto dopo la Grecia con il 52,9% (93,1% la Germania).

    Per l'Italia si è registrato un crollo per la percentuali di occupazione dopo il titolo con la crisi economica e la stretta sull'accesso alla pensione che ha tenuto al lavoro la fascia di età più anziana. In particolare tra il 2008 e il 2014 la media di giovani occupati a tre anni dal titolo nell'Unione europea è scesa di otto punti, dall'82% al 76% mentre in Italia è crollata di oltre venti punti dal 65,2% al 45%.

    Nello stesso periodo in Germania la percentuale è cresciuta dall'86,5% al 90% mentre in Francia è passata dall'83,1% al 75,2%. Nel Regno Unito la percentuale è rimasta stabile passando dall'83,6% all'83,2%. In genere i tassi di occupazione dei laureati sono superiori a quelli dei diplomati (questi ultimi risentono del tipo di diploma con un'occupabilità più alta per i titoli professionali) ma l'Italia è all'ultimo posto in graduatoria nella percentuale di giovani laureati.

    Secondo le statistiche Eurostat riferite al 2014 sui giovani nella fascia tra i 30 e i 34 anni gli italiani hanno la maglia nera per l'educazione terziaria con appena il 23,9% di laureati a fronte del 37,9% della media Ue. Il dato è migliorato rispetto al 19,2% del 2008 ma meno di quanto abbiano fatto in media gli altri paesi Ue (la percentuale era al 31,2% nel 2008 ed è quindi cresciuta di oltre sei punti).

    Laureati, in Italia solo la metà trova lavoro ?dopo tre anni: peggio di noi solo la Grecia
    ████████

    ████████

    Gli umori corrodono il marmo

  6. #16
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Come Don Chisciotte - Perché c’è un nesso tra i tagli alla sanità e l’aumento della mortalità



    DI IVAN CAVICCHI
    ilmanifesto.info
    Salute. Cresce la morbilità e la mortalità. Come succede nei Pronto Soccorso degli ospedali romani
    Non arriverò a sostenere che esiste una relazione lineare tra quello che dice la Corte dei Conti («la spending review sta mettendo a rischio l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari») e quello che dice l’Istat («aumento mortalità nel 2015, 54mila decessi in più rispetto al 2014»), ma neanche posso accettare che il governo dica a noi tutti che Cristo è morto di freddo, cioè ci racconti che tutto si spiega con un «rimbalzo demografico».


    Che tra le politiche di definanziamento della sanità programmate per ridurre l’incidenza della spesa sanitaria in rapporto al Pil e la crescita della morbilità nel paese esista una correlazione è fuori di dubbio.
    Che non sia l’unica correlazione è altrettanto vero ma non c’è discussione sul fatto che se la gente è curata male, non è curata, è in lista di attesa per mesi, è tassata con i ticket, con meno servizi, o come sta avvenendo in tutte le regioni, si accresce la distanza di prossimità tra il bisogno e i servizi accorpando e centralizzando tutto, la gente paga pegno.
    Muore di più non di meno.
    Sono anni che è dimostrata la correlazione tra il sovraccarico dei servizi dovuto a restrizioni pesanti del lavoro e la crescita della mortalità in ospedale. E negli ultimi anni è cresciuta, per esempio negli ospedali romani, la mortalità in maniera abnorme nei pronti soccorsi dove la gente aspetta sulle barelle di essere ricoverata. Il pronto soccorso per definizione è un luogo di passaggio e per questo dovrebbe avere una mortalità bassa, come mai oggi ha una mortalità il doppio della media?
    La spending review quindi sicuramente per quota parte ha rapporti tanto con la morbilità che con la mortalità perché da idea di razionalizzazione ragionata essa è stata usata come un sistema diffuso di tagli lineari. Siccome tagliano solo l’offerta di tutele, non c’è dubbio sul fatto che fanno crepare la gente.
    Quindi si pone un problema politico grande come una casa: a condizioni non impedite rispetto alle politiche sanitarie in atto ci si ammala di più e quindi si muore di più. Foucault diceva che non si muore perché ci si ammala ma ci si ammala perché si deve morire. Mi permetto di aggiungere che senz’altro esiste una ontologia della finitudine ma mi chiedo perché peggiorarla?
    La spending review non è un discorso facile. Per intervenire sulle diseconomie ha bisogno di riformare ciò che le determina e ciò che le determina sono le incapacità, le ruberie, gli sprechi, i comportamenti opportunisti, i modelli regressivi dei servizi, le speculazioni, le prassi che non cambiano mai sia in ospedale, negli ambulatori pubblici, o negli studi dei medici di base. Cambiare la spesa significa riformare il sistema che la determina.
    Oggi la super giustificazione è la sostenibilità. Quel po’ di morti in più si potrebbero definire vittime della sostenibilità. Ma quale altra idea di sostenibilità per combattere le politiche del governo quindi per togliere le diseconomie e, con buona pace di Foucault, far campare la gente il più possibile ?

    Ivan Cavicchi
    Fonte: http://ilmanifesto.info
    Link: http://ilmanifesto.info/perche-ce-un...lla-mortalita/
    23.02.2016
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  7. #17
    Forumista junior
    Data Registrazione
    02 Mar 2016
    Messaggi
    17
     Likes dati
    12
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Pesaro, senzatetto laureato in filosofia muore nel parco



    PESARO - Senza tetto, una vita ai margini. E' morto su una panchina del parco Miralfiore Rocco Bonaposta, 42 anni pesarese. E' stato trovato ieri mattina vicino all'ingresso di via Cimarosa da un passante che ha dato l'allarme alla Questura. Una morte per arresto cardiaco, probabilmente un malore. Era conosciuto dalla Caritas, viveva da clochard. Ma non dai servizi sociali del Comune. Era laureato in filosofia, in passato qualche supplenza come maestro. Poi una vita da senza tetto e la morte al freddo, su una panchina.

    Pesaro, senzatetto laureato in filosofia muore nel parco
    oramai le lauree non servono a nulla: 40 anni fa con una laurea avevi il posto assicurato, un buon posto di ottimo livello, oggi trovi laureati a 600 euro al mese come telefonisti Vodafone...oppure senzatetto...

  8. #18
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    18 Jul 2015
    Località
    Modena
    Messaggi
    32,419
     Likes dati
    2,075
     Like avuti
    4,556
    Mentioned
    396 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Ramirez Visualizza Messaggio
    oramai le lauree non servono a nulla: 40 anni fa con una laurea avevi il posto assicurato, un buon posto di ottimo livello, oggi trovi laureati a 600 euro al mese come telefonisti Vodafone...oppure senzatetto...
    Per forza. Qualcuno erroneamente ha inculcato nella testa dei giovani che era giusto fare l'università invece che fare l'idraulico o l'imbianchino

    Aggiungiamoci anche che questi giovani smidollati preferiscono cazzeggiare 5/6/7 anni all'università grazie a soldi dei genitori e fare bisboccia tutte le sere

    Morale della favola, il mio imbianchino gira con una A6 allroad 2.8, ha la villetta a schiera, la casa al mare e va ai Caraibi tutti gli anni, mentre lo sfigato laureato ha le pezze al culo e fino a 50 anni lavorerà a 600 euro al mese

    Questa è la giustizia divina, altro che balle


    Iscriviti al gruppo "i Guzzatori" (ormai siamo tantissimi !!!)

    Sono il più Dotato del forum

    Viva le giovani puledrine Il genocidio programmato del nostro popolo

  9. #19
    Uomo tropicale
    Data Registrazione
    18 Apr 2009
    Località
    Quaternario
    Messaggi
    9,687
     Likes dati
    4,418
     Like avuti
    1,025
    Mentioned
    54 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Il popolo ha ancora un'arma potente, il voto. Un diritto ottenuto a suon di lotte politiche e sociali, ricordiamolo. Se non lo sa usare tanto peggio per lui, vuol dire che merita l'estinzione
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  10. #20
    Moderatore
    Data Registrazione
    22 Apr 2009
    Messaggi
    13,575
     Likes dati
    564
     Like avuti
    1,711
    Mentioned
    217 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Il genocidio programmato del nostro popolo

    Citazione Originariamente Scritto da Ramirez Visualizza Messaggio
    oramai le lauree non servono a nulla: 40 anni fa con una laurea avevi il posto assicurato, un buon posto di ottimo livello, oggi trovi laureati a 600 euro al mese come telefonisti Vodafone...oppure senzatetto...
    Una volta che i laureati sono aumentati in proporzione alla popolazione, era normale che avvenisse l' inflazionamento.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Un genocidio simile al nostro
    Di Ferdinando IV nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 25-04-08, 12:12
  2. Genocidio del Popolo Boero
    Di DiDestra (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 08-05-06, 03:04
  3. Tibet: il silenzioso genocidio di un popolo
    Di Conner Macleod nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-01-06, 00:37
  4. Genocidio programmato in Iraq
    Di Politikon nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-03-03, 17:54

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito