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PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_di_Dresda
La pianificazione[modifica | modifica wikitesto]
La Altstadt (città vecchia) di Dresda nel tardo Ottocento.
Fino all'autunno del 1944 la zona di Dresda era rimasta al di fuori del raggio di azione dei bombardieri degli Alleati, ma con l'avvicinamento del fronte la situazione cambiò.[1]All'inizio del 1945, la leadership politico-militare alleata iniziò a porsi il problema di come sostenere l'impegno bellico sovietico in Europa con lo strumento del bombardamento strategico. Recuperando in parte piani precedenti del 1944, noti come Operation Thunderclap, furono pianificati i bombardamenti di Berlino e di molte altre città dell'est della Germania, coordinati con l'avanzata russa. L'obiettivo dichiarato era quello di causare confusione ed evacuazioni di massa dall'est, e quindi ostacolare l'avanzata delle truppe da ovest; si prevedeva infatti che i nazisti avrebbero spostato verso il Fronte Orientale 42 divisioni (mezzo milione di uomini) entro il mese di marzo. Quest'uso del bombardamento strategico era simile a quello adottato da Dwight Eisenhower prima dello sbarco in Normandia. Sebbene le priorità per i bombardieri restassero la distruzione di raffinerie, fabbriche di jet, e cantieri di costruzione dei sottomarini, Arthur Harris, capo del comando dei bombardieri della RAF, ricevette l'ordine di attaccare Berlino, Dresda, Lipsiae Chemnitz appena possibile. Anche Winston Churchill fece pressioni affinché ci si sbrigasse.
Alla Conferenza di Jalta del 4 febbraio sia Berlino che Dresda erano sulla lista degli obiettivi, e dopo la conferenza entrambe furono bombardate.[1] La decisione fu rafforzata dall'esplicita richiesta sovietica di attacchi aerei sulle linee di comunicazione[2]. I documenti della RAF dimostrano che l'intenzione era quella di «distruggere le comunicazioni» e intralciare l'evacuazione, non di uccidere gli evacuati ma, naturalmente e prevedibilmente, le cose andarono storte. Lungo le linee ferroviarie che attraversavano Dresda passavano ogni giorno rinforzi, munizioni e materiali diretti all'ormai vicino fronte orientale[3].
I bombardamenti[modifica | modifica wikitesto]
L'attacco fu condotto congiuntamente della Royal Air Force britannica e della United States Army Air Force ed avvenne fra il 13 e il 14 febbraio 1945. Il 13 febbraio 1945 più di 800 aerei inglesi volarono su Dresda, scaricando circa 1.500 tonnellate di bombe esplosive e 1.200 tonnellate di bombe incendiarie. Il giorno dopo la città fu attaccata dai B-17 americani che in quattro raid la colpirono con altre 1.250 tonnellate di bombe.[1] I bombardieri alleati rasero al suolo una gran parte del centro storico di Dresda con un bombardamento a tappeto, causando una strage di civili, con obiettivi militari solo indiretti.
Il gemellaggio con Coventry[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1956, Dresda stabilì un gemellaggio con Coventry, una delle città del Regno Unito maggiormente devastate dai bombardamenti tedeschi. La stessa regina Elisabetta II di Inghilterra, durante una visita in Germania nel 2004, patrocinò un concerto a Berlino per finanziare l'opera di ricostruzione a Dresda.
La ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]
Le rovine della Frauenkirche nel 1991
Dopo la guerra, e ancora di più dopo la riunificazione della Germania, molti sforzi sono stati fatti per ricostruire Dresda com'era prima del bombardamento. Nonostante la volontà di ricostruire, buona parte del centro storico di Dresda è stato irrimediabilmente perduto e gli ampi spazi dovuti alle demolizioni postbelliche sono stati saturati da anonimi edifici nuovi. Alcuni importanti monumenti, anche grazie al reperimento di documentazioni d'archivio fotografiche, sono stati ricostruiti "com'erano e dov'erano" ma il processo di ricostruzione è stato parziale e lento.
La ricostruzione della Frauenkirche fu decisa solo dopo l'unificazione; la nota chiesa barocca è stata quindi riconsacrata solo il 30 ottobre 2005, oltre sessanta anni dopo la sua distruzione.
Gli attacchi[modifica | modifica wikitesto]
Obiettivi strategici del bombardamento.
1. Aviosuperficie di Klotzsche (oggi aeroporto di Dresda);
2. Alberstadt (complesso di caserme e presidi);
3. Stazione di Dresden-Neustadt e Marienbrücke;
4. Stazione di Friedrichsstadt, la città vecchia di Bahnbetriebswerk Altstadt e la Stazione Centrale;
5. Area industriale di Reick e Niedersedlitz;
6. Caserme di Nickern.
La ferrovia nei pressi del centro di Dresda era già stata bombardata due volte dagli americani prima della notte del 13 febbraio 1945 (il 7 ottobre 1944, con 70 tonnellate di bombe, e il 16 gennaio 1945, con 279 tonnellate di bombe esplosive e 41 tonnellate di bombe incendiarie).
Secondo i piani, il 13 febbraio sarebbe dovuto esserci un attacco congiunto di USAAF (di giorno) e RAF (di notte) ma a causa del maltempo diurno, il raid britannico fu il primo. 796 Avro Lancaster e 9 De Havilland Mosquito raggiunsero la città in due ondate, colpendo Dresda durante la notte con 1478 tonnellate di bombe esplosive e 1182 tonnellate di bombe incendiarie.
Il giorno successivo la città fu attaccata dai B-17 americani, che in quattro raid la colpirono con 1250 tonnellate di bombe, esplosive e incendiarie[4].
Il bombardamento notturno della RAF creò una "tempesta di fuoco", con temperature che raggiunsero i 1500 °C.[5] Lo spostamento di aria calda verso l'alto e il conseguente movimento di aria fredda a livello del suolo, crearono un fortissimo vento che spingeva le persone dentro le fiamme, fenomeno già osservato in altri bombardamenti (per esempio quello ad Amburgo del 1943) e talvolta indicato col nome di tempesta di fuoco[6]. Col passare delle ore, il vento caldo sempre più forte e l'altissima temperatura non permisero più alcuno spostamento: l'aria calda degli incendi dei vecchi quartieri attirava aria fredda dalla periferia, provocando una potentissima corrente d'aria che a tre ore dal bombardamento si trasformò in un ciclone. L'equipaggio di un bombardiere statunitense, tornato nelle ore successive, vide arrivare a 8 000 metri travi di legno e ogni tipo di materiale, sollevato da una forte corrente ascensionale.
Il fenomeno delle tempeste di fuoco si ripropose numerose volte nella seconda guerra mondiale. Dopo i primi tentativi tedeschi (falliti) sulla Gran Bretagna, si verificarono tempeste di fuoco su molte grandi città tedesche (la più devastante fu quella di Amburgo nel 1943), sovietiche (in particolar modo Stalingrado e numerose piccole città industriali degli Urali), e giapponesi, come Tokyo (che subì il numero più elevato di vittime in una sola incursione, forse il doppio rispetto a Dresda).
Per ottenere una tempesta di fuoco occorrevano quattro condizioni: 1) strade strette e edifici molto ravvicinati (Berlino e Londra non erano adatte, malgrado i numerosi tentativi); 2) case realizzate con materiali incendiabili come legno (molto diffuso in Russia e Germania) o carta (Giappone meridionale); 3) Un'elevata concentrazione di bombe incendiarie mescolate a bombe esplosive e mine aeree; le bombe esplosive avrebbero aperto nelle case brecce in cui si sarebbe infilata l'aria surriscaldata dalle bombe incendiarie, ma se queste non fossero state concentrate su un'area ristretta, si sarebbero spente; 4) condizioni climatiche adatte. Per poter innescare una tempesta di fuoco, inoltre, bisognava che le squadre antincendio fossero insufficienti o assenti, e per questa ragione la Luftwaffe sviluppò la tecnica della doppia ondata (presto copiata da USAAF e RAF): un attacco civetta costringeva i vigili del fuoco a uscire dai rifugi ed essere sorpresi ed eliminati nel secondo passaggio.
La città fu nuovamente bombardata dalla USAAF il 2 marzo con altre 1000 tonnellate di bombe esplosive e incendiarie, e il 17 aprile, con 1554 tonnellate di bombe esplosive e 164 di bombe incendiarie. Forse per errore, numerosi bombardieri americani colpirono un'altra città, situata ad alcune centinaia di chilometri più a sud, Praga.
Le conseguenze sulla città[modifica | modifica wikitesto]
Furono distrutte 24.866 case del centro su un totale di 28.410. Un'area di 15 chilometri quadrati fu rasa al suolo (includeva 14.000 case, 72 scuole, 22 ospedali, 19 chiese, 5 teatri, 50 edifici bancari e assicurativi, 31 magazzini, 31 alberghi, 62 edifici amministrativi, industrie, e altre costruzioni, tra cui il comando principale dellaWehrmacht[7]). Dei 222.000 appartamenti della città, 75.000 furono completamente distrutti, 11.000 gravemente danneggiati, 7.000 danneggiati, 81.000 leggermente danneggiati. All'epoca, la città era grande circa 300 chilometri quadrati. 199 fabbriche furono danneggiate in modo più o meno grave; 41 di esse erano classificate dalle autorità locali come importanti per la produzione militare. Numerosi stabilimenti della Zeiss-Ikon furono distrutti al 100%[8]. Paradossalmente, la ferrovia riprese a funzionare dopo pochi giorni, con una connessione lenta su un unico binario, attraverso un ponte solo parzialmente danneggiato.
L'esatto numero totale di vittime è impossibile da definire: la popolazione di Dresda nel 1939 contava circa 642.000 abitanti[9] ma alcune fonti hanno affermato che i rifugiati fossero fino a 200.000[10]. La commissione di storici incaricata dalla città di Dresda di studiare il bombardamento, invece, ha concluso che « [...] a Dresda non potevano essere arrivati profughi a decine o persino a centinaia di migliaia».[11] Secondo alcuni storici, una valutazione verosimile sarebbe fra 25.000 e 35.000 morti[12][13], un bilancio non troppo diverso da quello relativo ad altri bombardamenti alleati su città tedesche[14].
Sui registri ufficiali tedeschi risultano 21.271 sepolture di resti umani ritrovati. Da tale elenco sono quindi esclusi eventuali corpi completamente distrutti dalla tempesta di fuoco. La commissione di storici incaricata dalla città di Dresda di riesaminare, per l'anniversario del 2005, la questione del numero di vittime, escluse con test scientifici che « [...] un gran numero di persone - alcune migliaia o decine di migliaia...» potessero essere scomparse senza lasciare traccia.[11] È comunque indicativo che si siano trovati cadaveri fino al 1966.[1] Altre fonti parlano di un numero di vittime molto superiore (da 150.000 a 300.000) ma destituito da ogni fondamento[15][16]. Tali informazioni hanno origine da una falsificazione dei nazisti: alla cifra iniziale di circa 30.000 morti nei documenti ufficiali redatti dalle efficienti squadre governative tedesche (specializzate nel fare stime dei danni dopo un bombardamento) fu aggiunto uno zero per fomentare l'odio contro gli alleati nei paesi neutrali.[17][18]. Secondo le stime di Frederick Taylor[19], dando per assodata e certificata la distruzione totale di 24.866 edifici e dando per vera la cifra non falsificata dai nazisti di 30.000 decessi, risulterebbe l'assurdità di un solo deceduto per ogni edificio distrutto. Lo storico tedesco Jörg Friedrich parla di 40.000 morti.[20] Tali stime sono in linea con quanto accadde nella maggior parte dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Nel 1955, Konrad Adenauer, Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, dichiarò: «Il 13 febbraio del 1945 l'attacco alla città di Dresda, sovraffollata di profughi, provocò circa 250.000 vittime»[21].
Nel libro Mattatoio n. 5, lo scrittore statunitense Kurt Vonnegut (che durante il bombardamento si trovava a Dresda, come prigioniero di guerra, e che sopravvisse perché detenuto in un mattatoio), riporta la cifra di 135.000 morti. Né le stime di Adenauer né quelle di Vonnegut sono suffragate da documenti, ma indicano bene come il bombardamento di Dresda, a differenza di altri gravi bombardamenti della seconda guerra mondiale, fosse diventato un simbolo.
Sebbene la potenza di fuoco non fosse di molto superiore a quella usata in altri bombardamenti in Europa, una serie di fattori ne aumentarono l'efficacia: le condizioni meteorologiche favorevoli, la presenza di numerosi edifici in legno, e i tunnel sotterranei che collegavano molte cantine (e attraverso cui le fiamme si diffusero). Inoltre Dresda si rivelò assolutamente impreparata all'attacco: a causa del tracollo delle forze armate tedesche e del fatto che agli inizi della guerra la città fosse fuori dal raggio di azione dei bombardieri alleati[22], disponeva di una difesa contraerea inadeguata, che andò progressivamente diminuendo con il trasferimento in altre zone delle batterie contraeree[23], tanto che gli equipaggi delle incursioni riferirono di una pressoché totale assenza di contrasto da terra. Sei Lancaster tuttavia non rientrarono alla base, e tre si schiantarono all'atterraggio. Anche un Bf 110, uno dei caccia notturni della Luftwaffe decollati per intercettare l'attacco, non tornò.
I rifugi antiaerei erano assolutamente inadeguati ad ospitare sia la popolazione residente, sia i profughi presenti in città[24].
Grazie all'attacco il filologo Victor Klemperer e sua moglie poterono fuggire dalla Judenhaus in cui erano prigionieri.
Le reazioni[modifica | modifica wikitesto]
Germania[modifica | modifica wikitesto]
La reazione tedesca al bombardamento ebbe diverse fasi. Alcuni leader, in particolare Robert Ley e Joseph Goebbels, sostennero che l'azione fosse criminale, e cercarono di usarla a pretesto per abbandonare la Convenzione di Ginevra sul Fronte Occidentale, ma il tentativo non ebbe successo. La propaganda tedesca comunque fece grande uso di questo episodio, gonfiando il numero di vittime e facendo circolare nei paesi neutrali fotografie di edifici distrutti, persone massacrate e bambini ustionati. Per puro caso, il giorno prima del bombardamento la propaganda tedesca aveva iniziato a denunciare l'inglese Arthur Harris come sostenitore del «bombardamento terroristico».
Il 16 febbraio, il ministero di Goebbels fece circolare un comunicato stampa in cui si osservava che Dresda non aveva industrie belliche ed era un luogo di cultura e strutture ospedaliere. Il 25 febbraio fu emesso un nuovo documento con fotografie di bambini bruciati e una stima di 200.000 morti.
Secondo lo storico Frederick Taylor questa propaganda ebbe un grande successo, sebbene il bombardamento di Dresda fosse per l'opinione pubblica, di per sé, un forte motivo di dubbio circa la presunta «superiorità morale alleata» amplificata dalla propaganda di Goebbels.
Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]
In una conferenza stampa due giorni dopo i bombardamenti, il commodoro delle forze aeree britanniche Colin McKay Grierson disse ai giornalisti che l'operazione Thunderclap aveva avuto soprattutto lo scopo di "impedire lo spostamento dei rifornimenti militari"[26], ma accennò anche all'intento di minare il morale tedesco. Howard Cowan, un corrispondente di guerra dellaAssociated Press, scrisse allora che gli alleati avevano fatto ricorso al bombardamento terroristico. Queste dichiarazioni scatenarono un lungo seguito di dibattiti e polemiche.
I circoli intellettuali britannici mostrarono analoghi segni di preoccupazione. Secondo Max Hastings, i bombardamenti alle città tedesche nel 1945 erano ormai scarsamente rilevanti rispetto all'esito della guerra. Inoltre Dresda era una città particolarmente cara agli intellettuali europei. Il suo bombardamento fu la prima occasione in cui l'opinione pubblica alleata ebbe fondatissimi motivi per dubitare della linea politica e militare dei propri leader.
Lo stesso Churchill, che aveva sostenuto con decisione l'attacco, cercò poco dopo di prenderne le distanze. Il 28 marzo, in una nota inviata per telegramma al generale Ismay, e che avrebbe dovuto diventare ufficiale, scrisse:
Essendo venuto a conoscenza dei contenuti della nota di Churchill, Harris scrisse:
« Mi sembra giunto il momento di rivedere la questione del bombardamento delle città tedesche al solo scopo di seminare terrore, sebbene con altri pretesti. »
Sotto la pressione di Harris e altri, Churchill in seguito cambiò il testo della sua nota:
« Ritengo che ciò di cui si sta parlando sia qualcosa di questo genere: senza dubbio nel passato i nostri attacchi alle città tedesche erano giustificati. Ma farlo è sempre stato ripugnante, e ora che i tedeschi sono battuti, possiamo astenercene. »
« Mi sembra giunto il momento di rivedere quello che abbiamo chiamato "bombardamento d'area" delle città tedesche dal punto di vista dei nostri interessi. »
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clash bankrobber


Se non capisce quello che legge sono problemi suoi.
Certamente non aspetto il suo permesso per metterla dove mi pare, inclusa la black list, anche perché uno che scrive "la grande Germania" o è un sporco nazista o un povero mentecatto... con cui è meglio non avere a che fare. Le sue considerazioni sull'America sono banali e stupidamente superficiali. Lei non è solo antipatico, LEI è decisamente ODIOSO, spocchioso e insipiente. A non leggerla ci si può solo guadagnare.
Il criterio con il quale sceglie di dare del lei agli altri deve essere estremente intelligente... Sono fiera di essere fra coloro coni da cui ha deciso di mantenere le distanze.
Il bidello, caro signore, nelle università che forse LEI non ha frequentato a sufficienza, è quel personaggio che si dà un sacco di arie, ma che non fa niente e non conta niente, proprio come lei che si aggira qui nel forum.
Arrivederci "à jamais" come si dice in Francia.
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)




Da tener presente che sempre nella "democratica" israele c'è uno dei peggior carceri del mondo dove si applicano torture a ltre schifezze del genere e questi porci fanno il giorno della memoria, forse anche quello fa parte della memoria vogliono rifarsi su degli innocenti di quello che 70 anni fa era accaduto a loro.
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF




Che Netanyahu sia politicamente un cretino non c'è bisogno di dirlo, si sa. Ma da qui a dire chissenefrega della memoria dell'olocausto (e che Israele deve sparire, cosa assurda) ce ne passa. Ogni cosa può avere il suo giorno commemorativo, il 27 gennaio è dedicato alla shoah.
Ah, i campi nazisti, checché ne dicano i negazionisti non erano campi di concentramento - i gulag erano campi di concentramento - ma campi di sterminio, quello era lo scopo principale.
E in Italia no? Perché non manifesti sotto la caserma della polizia penitenziaria o sotto casa degli assassini di Cucchi e Aldrovandi?




io sto dalla parte dei palestinesi di avere un proprio stato, hai qualche problema??
Israele, Obama mai così duro: "Parole di Netanyahu rendono più difficile la pace" - Il Fatto Quotidiano
Il giorno prima del voto del 17 marzo il premier israeliano aveva affermato che “con me come premier, non ci sarà uno Stato palestinese” con lo scopo di raccogliere il voto della destra dei coloni, dei nazionalisti, degli ortodossi religiosi. Parole che, afferma il capo della Casa Bianca, “confliggono con la natura più profonda della democrazia israeliana”
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)