LAVORO, SICUREZZA SOCIALE E SANITA’
Preferenza nazionale ai lavoratori italiani nelle assunzioni in tutti posti di lavoro e, in caso di licenziamenti collettivi o mobilità, nel mantenimento del posto di lavoro, nonché blocco dell’immigrazione.
Limitazione dell’utilizzabilità delle tipologie flessibili di lavoro subordinato (tempo determinato, somministrazione di lavoro, etc.) ai soli casi di stagionalità o temporaneità del lavoro, ovvero come modalità iniziale di inserimento del lavoratore nell’impresa, ferma restando la prospettiva di stabilizzazione con contratto di lavoro a tempo indeterminato in caso di buon esito dell’inserimento.
Rilancio del contratto di apprendistato e della formazione professionale, indispensabile alle piccole e medie imprese e alla salvaguardia degli antichi mestieri artigiani; incremento degli investimenti pubblici nella ricerca scientifica e tecnologica finalizzata alle imprese e creazione di occasioni di collaborazione tra imprese, università ed enti pubblici in questo ambito.
Riduzione del carico fiscale del lavoro dipendente e forte ampliamento della casistica di spese deducibili e detraibili in sede di dichiarazione dei redditi, anche al fine di combattere l’evasione fiscale e garantire un’effettiva equità contributiva.
Abolizione della cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria, e della c.d. mobilità, da sostituirsi con un’indennità di disoccupazione di maggiore durata e consistenza economica rispetto a quella attuale e/o con incentivi alle imprese a non licenziare.
Istituzione di un’indennità di maternità spettante a tutte le donne che decidono di non lavorare per seguire i figli fino all’età di accesso alla scuola materna (3 anni).
Tutela dei livelli elementari di assistenza e mantenimento dei presidi medici esistenti sul territorio regionale. Opposizione alla chiusura delle strutture ospedaliere nei centri delle grandi città.
Priorità ai cittadini italiani nella tutela sanitaria e assistenziale.
Sostegno al credito per l'acquisto della prima casa mediante l'introduzione del mutuo sociale, ovvero concessione di mutui senza interesse per l'acquisto della prima casa a cittadini italiani. Realizzazione degli immobili ad uso abitativo da parte della Regione mediante lavori in economia con copertura del solo costo di costruzione.