



Innanzi tutto l'accusa pubblica di falso è tutt'ora valida. Visto che tu non hai affatto dimostrato che quella pagina è tratta da "Storia delle SS" di Duprat. Tranquillo che io sono disposto ad arrivare fino in fondo, proprio perchè ho letto "Storia delle SS" di Duprat e ce l'ho qui a disposizione per ogni tipo di verifica. Cosa che non sei disposto a fare tu. Ad esempio tu sostieni che da pag. 30 a pag. 34 della tua edizione ci sarebbero queste fantomatiche tabelle (scritte in inglese, e neppure in tedesco o francese). Bene, io ho in mente cosa è scritto nelle prime 100 pagine di quel libro, come nel resto delle 360 pagg. Adesso saprai anche tu che in un libro, quando si inseriscono delle tabelle o delle figure, ad un certo punto del testo si fa riferimento a dette tabelle o figure. Bene, adesso dovresti farmi il sacrosanto piacere di evidenziarmi in quale pagina del testo si fa riferimento a queste tabelle. Potresti citarmi esattamente il periodo in cui si richiama quella tabella, o si parla del colore delle uniformi e delle mostrine?
Grazie
Sai che non ho capito quello che vuoi? Ho detto che sei un falso e un bugiardo. Le prove le ho portate. Tu non sei riuscito a portarmi la benchè minima prova che le tabelle che hai scovato siano presenti in un'edizione del libro di Duprat. Non ho fatto il tuo nome e cognome. Dunque non vedo perchè dovrei segnalarti. Sei tu quello che si è risentito per essersi preso (giustamente) del bugiardo, non io.
Tant'è che non stiamo disquisendo su ciò che è restato, ma su quanto sosteneva Hitler.
[QUOTE=Mos Maiorum;15219907]
Non esiste l'etnia svizzera/italiana come non esiste quella austriaco/tedesca, ripeto per la terza volta. Era Italiano e Tedesco, a metà, ma madrelingua italiano e con una infanzia passata in una comunità italiana.
Dall'età di 12 anni ha sempre vissuto con la madre tedesca a Berlino, a studiato le scuole superiori e all'univeristà in germania, aveva una cultura tedesca, non italiana, in lui scorreva sangue tedesco, , aveva cittadinanza tedesca, ergo era tedesco.
Vabbè con te è impossibile discutere, perchè veramente ti perdi i pezzi (e alcune volte te li inventi) che scrivono gli altri. Ho parlato del testo da cui è tratto ciò che ho scritto su Canevari: "i 600 giorni di mussolini" di Ermanno Amicucci!!! Sveglia!!
Beh, lasciami dire che se la fonte è lo stesso Canevari, è plausibile supporre che in quella sorta di "biografia" abbia voluto nascondere un fatto a lui accaduto che probabilmente lo umiliava.
Quello che dico io è presente in tre diversi testi:
Esattamente in:
La storia della repubblica di Mussolini: Salò : il tempo dell'odio e della violenza scritto da Aurelio Lepre nel 1999.
Che ha anch'esso nella bibliografia il testo di Canevari :"Graziani mi ha detto" e non "Graziani mi disse" come hai erroneamente detto tu.
Lo trovi a pag. 151.
Le SS italiane scritto da Ricciotti Lazzero nel 1982 che cita per avvalorare quel determinato fatto proprio il testo di Ermanno Amicucci "I 600 giorni di Mussolini"
Lo trovi a pag. 48
L'Europa e il mondo nella tormenta: guerra, nazifascismo, collaborazionismo, Resistenza Scritto da Clemente Gallicani.
lo trovi a pag. 80
Secondo te per quale motivo gli autori di questi tre libri avrebbero dovuto inventarsi la prigionia di Canevari a Verona?
L'abuso lo si verifica a posteriori solo se si attua un controllo dell'operato dei sottoposti.
Quindi come ho detto io il ruolo di Tschimpke era leggermente più importante di quello svolto da chi sovraintendeva i centri di relcutamento.![]()
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


La pelle non mi convince (la lucentezza e il colore), la cerniera si, l'imbottitura in Rayon (non credo sia Perlon, e se fosse seta avrebbe quasi certamente zone scolorite dalla luce) pure, i bottoni esterni sembrano in bachelite (dunque si), sul bottone interno non mi esprimo (sembra moderno, ma potrei essere ingannato dalla luce) e il bottone in metallo S.H.B. non dimostra l'età che dovrebbe avere ma potrebbe essere stato pulito. Il venditore pare affidabile, nonostante la giacca provenga dalla Bulgaria.
Nel complesso, pare originale almeno in parte, e se intendi acquistarla, valuta in base al prezzo.
A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.






A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.


Domandina: che divisa è questa? (non chiedetelo a me perchè posso solo ipotizzare, da gnurant che sono).
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Inviåtø køn il citøfønø å kårbønellå.


Come tutti i provocatori vorresti poter diffamare senza esporti, senza metterci la faccia, il nome e cognome e senza accettare, dunque, le conseguenze di una sconfitta, ma non te lo permetto; non accetto di essere l'unico a rischiare qualcosa, dover dedicare tempo ed energie a difendermi dalle accuse di una persona che vorrebbe uscirne con uno "scusa". Troppo comodo.
Tu hai prodotto le mie stesse prove, non sei riuscito a dimostrare la tua tesi e non sai ipotizzare neanche il movente. Chiaramente ti sei trovato in difficoltà dialettica, e hai ben pensato di cercare di screditarmi con una simile stupidaggine. L'argomento "colore delle divise" è già stato esaurito, e se hai problemi personali con me dovrai sopportare in silenzio, perché non intendo prestare un altro minuto della mia vita alle tue paranoie.
Il suo sangue era tedesco quanto italiano, gli anni che incidono maggiormente sulla formazione della personalità li ha passati a Lugano, ergo la sua componente "Italiana" era evidente sia culturalmente che etnicamente, e chi lo ha incontrato non può averlo ignorato. Con Corrodi von Elfenau ti ho dimostrato che la tesi "Hitler si fidava solo di tedeschi", inoltre, non si regge in piedi.Dall'età di 12 anni ha sempre vissuto con la madre tedesca a Berlino, a studiato le scuole superiori e all'univeristà in germania, aveva una cultura tedesca, non italiana, in lui scorreva sangue tedesco, , aveva cittadinanza tedesca, ergo era tedesco.
Voglio la citazione letterale.Vabbè con te è impossibile discutere, perchè veramente ti perdi i pezzi (e alcune volte te li inventi) che scrivono gli altri. Ho parlato del testo da cui è tratto ciò che ho scritto su Canevari: "i 600 giorni di mussolini" di Ermanno Amicucci!!! Sveglia!!
Non ha senso. Umiliante poteva essere il suo "salvataggio" da parte di un tedesco, le accuse, la condanna, e il fatto che aveva dovuto trascorrere il resto della guerra al confino, senza combattere, ma non il fatto di aver passato alcuni mesi in carcere.Beh, lasciami dire che se la fonte è lo stesso Canevari, è plausibile supporre che in quella sorta di "biografia" abbia voluto nascondere un fatto a lui accaduto che probabilmente lo umiliava.
Se la fonte di entrambi è "Grazia mi ha detto", uno dei due testi ha commesso un errore, ma non si può sapere quale.![]()
Si, ma la fonte di Amicucci chi è? Le esperienze personali di Amicucci? "Graziani mi ha detto"? "Paperino va in montagna"?Le SS italiane scritto da Ricciotti Lazzero nel 1982 che cita per avvalorare quel determinato fatto proprio il testo di Ermanno Amicucci "I 600 giorni di Mussolini"
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In questo terzo testo vi una informazione aggiuntiva che manca a tutti gli altri: la deportazione. E anche una omissione: il confino a Verona.L'Europa e il mondo nella tormenta: guerra, nazifascismo, collaborazionismo, Resistenza Scritto da Clemente Gallicani.
lo trovi a pag. 80
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Propongo di chiedere agli altri utenti che si interessano dell'argomento un parere, nella speranza che possiedano il testo di Canevari o eventualmente una dimostrazione del carcere a Verona.Secondo te per quale motivo gli autori di questi tre libri avrebbero dovuto inventarsi la prigionia di Canevari a Verona?
No. Se presupponiamo un controllo, non sussiste la necessità di una punizione per l'ipotetico abuso: non sarebbe possibile.L'abuso lo si verifica a posteriori solo se si attua un controllo dell'operato dei sottoposti.
Secondo me, no. La quantità di uomini e di risorse in mano a Canevari credo sia indiscutibilmente superiore.Quindi come ho detto io il ruolo di Tschimpke era leggermente più importante di quello svolto da chi sovraintendeva i centri di relcutamento.![]()
A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.


Ma dico, ma hai bevuto??? Guarda che qui nessuno rischia nulla!!! Perchè dici che rischi la faccia?? Cioè fammi capire, io dovrei dare il mio nome e cognome perchè ho dato del bugiardo ad uno che si nasconde dietro un nick, e tu dovresti essere libero di rimanere nascosto dietro quel tuo nick del menga?
Ma che cacchio dici?? Io al contrario di te ho portato la foto del libro "Storia delle SS" ricordi?
Ne vuoi un'altra?... eccola:
Tu invece hai prodotto solo un maldestro tentativo di falsificazione, dal quale non si capisce neppure di che testo si tratta.
Certo. Ovvio che ti zittisci, perchè sai di aver detto diverse enormi cazzate:
1) non è vero che la divisa degli ingegneri della waffen-ss è nera
2) non è vero che la tabella che hai riportato indica i colori della divisa. Indica quelli delle mostrine
3) non è vero che la tabella de te riportata è stata presa da un testo scritto da un francese fascista come Duprat, ma da un sito americano anti-fascista.
Ma anche no! Prova a dire ad un ticinese se si sente italiano o svizzero, e poi ne riparliamo!. E' evidente che non sai mai stato nel ticino. La mentalità del ticinese è diversa da quella dell'italiano. Più ordinato, più puntuale, più serio, meno caciarone... etc. etc. Tutte qualità che un furher tedesco apprezza.
Non hai dimostrato una fava. Corrodi primo non era italiano, ma nato a Basel (nel cantone omonimo tedesco), suo padre era svizzero-tedesco, infatti si chiamava Johann Alfred Korrodi e sua madre si chiamava Bertha Grob anch'essa svizzera tedesca. Non è mai stato lasciato a comandare da solo un battaglione, questo a dimostrazione che Hitler non si fidava di lasciare la divisione in mano ad un solo svizzero (anche se svizzero-tedesco). Infatti accanto (o meglio, sopra) a lui ci fu sempre un tedesco: Gustav Lombard (ottobre / novembre 1944), Constantin Heldmann (novembre 1944 / febbraio 1945), Erwin Tzschoppe (febbraio 1945 / aprile 1945).
Eccola: Pag. 73 di "I 600 giorni di Mussolini" scritto da Ermanno Amicucci nel 1948.
Si ma il salvataggio come avrebbe potuto giustificarlo? Nella sua biografia sarebbe stato un po' difficile omettere che fu per merito di Harster che venne fatto rinchiudere a Verona. Perchè dici che il carcere non sarebbe umiliante per un ex-generale??
Sicuramente quello che ha omesso la parte della carcerazione.
Nel periodo della Repubblica Sociale Italiana (RSI), dal 2 ottobre 1943 all'aprile 1945, Amicucci fu direttore del “Corriere della Sera” (venne designato dal Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana, il 27 settembre 1943).
In qualità di direttore di un giornale così importante, pensi forse che non fosse al corrente dei fatti che accadevano quei giorni??
L'omissione è il "confino a Torri del Benaco" e non a "Verona", a Verona scontò 6 mesi di carcere. Infatti la versione di Galligani non è molto attendibile. Ritengo che la più attendibile sia quella di Amicucci, sia per le conoscenze e le informazioni a cui poteva accedere lo stesso Amicucci, e sia perchè è il solo che contiene la maggiorparte delle informazioni. Molto probabilmente Canevari non venne deportato a Monaco, ma venne subito trasferito al carcere di Verona (degli Scalzi suppongo), dove rimase per 6 mesi prima di essere definitivamente confinato a Torri del Benaco.
Per me sta bene. Ma vedrai che è come dico io.Come pure sul colore delle uniformi degli ingegneri.
Perchè?
Canevari??? Ma se è stato comandante per circa due mesi, prima di essere arrestato!!
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

