





La conoscenza è contronatura ! W l'ignoranza ! (cit.)
Nel 2016, due secoli abbondanti, per la precisione 227 anni, dopo il 1789. Un presidente così chiuderebbe se fosse una lunga parentesi, la parentesi in cui la politica, il governo, la cosa pubblica hanno tentato più o meno di essere affidate e gestite alla conoscenza, competenza, cultura. Con Trump se diventa presidente si cambia. Non pagina ma libro. Con Trump presidente dopo due secoli e passa torna al potere, al governo, al comando l’ignoranza. L’ignoranza declamata e vissuta come virtù. Lo dice Trump candidato: “Io amo gli ignoranti”. E spiega che questo amore non è caritatevole chinarsi ad assistere l’ignorante. No, è amore, ammirazione, fiducia nell’ignoranza. L’ignoranza dell’uomo comune, l’ignoranza è la condizione naturale e quindi autentica e genuina di donne e uomini veri. L’ignoranza è la bussola in fondo del bene e del male, il pensiero naturale e immediato dell’uomo comune anche se ignorante è naturale, non artefatto, e quindi è buono. Il pensiero manipolato dalla presunta competenza è artefatto, quindi è male. L’ignoranza non è una condizione di minorità da cui uscire ma è garanzia di spontaneità. L’ignoranza non è corrotta, quindi è dotata di intrinseca moralità. L’ignoranza è la forma in cui sa esprimersi e si esprime la genuina volontà popolare. L’ignoranza è una virtù, un valore.
Trump presidente. "Amo ignoranti". Ci voleva, dopo due secoli
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


l'hanno fatta gli antidemocratici del diritto divino (ma Aladar e pseudovector ci insegnano che siamo tutti mammiferi di fronte a mammiferi) e delle élite platoniche (ma le ineguaglianze 'naturali' di Platone e Aristotele sono state sottoposte a critica dalla modernità rischiarata) la rivoluzione tocquevilliana della democrazia in America dove un uomo vale un voto


Ma poi, vogliamo dirla tutta?
Le tribù ignoranti praticano l'economia del dono.
La civiltà scientifica e tecnologica ha partorito Wall Street, la fiat money e i derivati.


Rousseau non era affatto sulla stessa lunghezza d'onda dell'illuminismo perché riteneva che il rischiaramento della conoscenza avesse minato le virtù vigorose e prodotto corruzione ed avidità (nel frattempo Voltaire esaltava la borsa londinese dove cristiani ebrei e musulmani sono tutti uniti nei traffici e nelle speculazioni)


Il Nobile Lao Tse insegnava che il popolo lasciato nell'ignoranza guadagna in salute e non desidera gli artifici che inquinano spirito e materia.
L' ignoranza del primitivo porta al rispetto mistico della Natura, mentre la conoscenza col progresso al suo disincantato saccheggio.


"Il difficile è dimenticare le mistificazioni della cultura e tornare al Tao dell'ignoranza".


sono convinto in modo piuttosto serio che in Druuna convivano in maniera a volte stridente un'anima illuminista e un'anima postmoderna, per cui coesistono la celebrazione del rischiaramento dai secoli bui e la rivalutazione feyerabendiana delle pratiche estranee alla scienza occidentale


non è colpa sua, è un pasticcio in cui si dibattono la vecchia e la nuova sinistra, con Vattimo che prima titola "Addio alla verità" e poi parla di recuperare "la verità del comunismo"