







Referendum, Berlusconi: "S passa la riforma costituzionale è regime" - Rai News
la cosa più bella del referendum è vedere finalmente silvio e travaglio nello stesso partito.
Grazie Renzie.
(silvio ridestati)


Ma, nonostante i tròlls, andiamo avanti.
Armando Spataro
Il numero uno della procura torinese ricorda di aver fatto lo stesso anche nel 2006, quando “ho girato l’Italia in ogni possibile weekend, parlando di fronte ad ogni tipo di uditorio”.
E rivendica il diritto da parte dei magistrati di “schierarsi”.
Lo fa con toni sarcastici: “Avendo qui confessato queste colpe, potrei oggi essere accusato, secondo un pensiero che si va diffondendo, di appartenenza ad associazione per delinquere, con la qualifica di promotore e con l’aggravante della recidiva specifica: sembra, infatti, che sia quasi illegale che i magistrati possano ‘schierarsi’ in un referendum di natura costituzionale”.
Per Spataro è infondata la tesi secondo cui i magistrati che prendono posizione “tradirebbero la loro terzietà e così confermerebbero la loro politicizzazione”.
Di tutt’altro avviso il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, che nel corso dell’Intervista di Maria Latella dice: “Un magistrato non può partecipare attivamente alle campagne politiche, su questo ‘c’è un divieto'”.
L’ex capo dell’antiterrorismo di Milano precisa, però, che “questo diritto-dovere di ‘schierarsi’ non ha nulla a che fare con la contesa partitica-politica che si sviluppa nei periodi di campagna elettorale ed alla quale, certo, i magistrati devono rimanere estranei, come prevede anche il nostro codice deontologico. Qui si tratta, invece, di un diritto costituzionale di cui anche il magistrato – come ogni cittadino – è titolare e che viene oggi contestato, in misura ben più dura di quanto avvenne nel 2006, quasi che una ‘militanza civica’ comporti rinuncia alla propria libertà morale e di giudizio, quasi che una simile testimonianza abbia il significato dello schierarsi ‘contro’ qualcuno, piuttosto che ‘per’ valori e principi”.
Poi la critica a Matteo Renzi.
“Bisogna invece chiedersi – scrive Spataro – perché mai un premier debba proporre una interpretazione impropria del referendum governativo: ‘per me’ o ‘contro di me’, annunciando l’impegno di dimettersi in caso di vittoria del ‘No’! Perché mai questa scelta, visto che si tratta di una riforma voluta da una oscillante maggioranza di governo e non certo da un vasto schieramento trasversale, politicamente e culturalmente solido?”.
La risposta, ragiona il magistrato, “pare risiedere nelle modalità di comunicazione per spot e tweet che l’attuale contesto storico sociale sembra imporre, sicché conviene – secondo alcuni – proporsi ai cittadini invocando fiducia nella propria immagine e nella propria capacità manageriale”.
Spataro, però, mette in guardia i contrari alla riforma costituzionale: “Occorre che dal ‘Fronte del NO‘ sia respinta, invece, ogni deriva che tenda alla politicizzazione del confronto per trasformarlo in scontro: ‘NO’, dunque, anche al mistificante spot pubblicitario di un futuro paese modernizzato ed efficiente grazie a questa riforma!
Non esiste un ‘Governo costituente’, specie se nato da una maggioranza partorita da una legge dichiarata incostituzionale“.
“Bisogna attivarsi, allora, spiegando le ragioni del ‘No’ ovunque sia possibile”.




Questo Legnini sembra una persona ragionevole.
Csm, Legnini alle toghe antireferendum "Ha significato politico, serve cautela" - Repubblica.it
Legenda: NCUC: non c'entra un cazzo, NRAC: non rispondo ai cazzari
4 Dicembre 2016: Lutto Nazionale


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Legnini & legnate
di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano 9 maggio 2016
In poche ore il regimetto renzista ha fatto capire ai duri di orecchio che cosa ci aspetta di qui al referendum costituzionale di ottobre.
La ministra renziana delle Riforme Maria Elena Boschi ha equiparato ai fascionazi di Casa Pound chi si schiera per il No alla sua schiforma, ivi compresi i partigiani dell’Anpi che fino a 72 anni fa combattevano sulle montagne per la nostra libertà, e purtroppo anche per la sua di sparare fesserie.
L’Ad renziano della Rai Antonio Campo Dall’Orto, intervistato dal collega renziano Giovanni Minoli al Festival di Dogliani promosso dall’editore renziano Carlo De Benedetti, ha annunciato che su Ballarò – bestia nera dei renziani perché dà voce anche ai non renziani – “stiamo ancora decidendo, abbiamo in mente dei nomi”, dunque non quello del conduttore Massimo Giannini che anche quest’anno ha ottenuto i migliori ascolti fra tutti i talk politici della tv italiana, ma ha il grave torto di aver definito “incestuosi” i rapporti tra la famiglia Boschi e Banca Etruria.
Il ministro della Giustizia di Renzi, Andrea Orlando, continua a minacciare azioni disciplinari contro il consigliere del Csm Piergiorgio Morosini per un’intervista mai rilasciata al Foglio e per un titolo che riporta una frase neppure riportata nei virgolettati della non-intervista al Foglio (“Renzi va fermato”).
Il vicepresidente renziano del Csm Giovanni Legnini, che prima di atterrare a Palazzo dei Marescialli era stato senatore Ds e Pd e infine sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Letta e all’Economia del governo Renzi, ha dichiarato su Sky a Maria Latella che i magistrati possono “esprimere un’opinione su referendum o riforme, ma c’è un divieto a partecipare alle campagne politiche”.
Ergo chi, come Magistratura Democratica e il procuratore di Torino Armando Spataro, aderisce ai Comitati del No e interviene pubblicamente in loro sostegno, non può farlo perché “i partiti hanno approvato quella riforma” e i magistrati del No “potrebbero trovarsi nella competizione elettorale a fianco di partiti” e naturalmente contro il premier, che subordina la sua permanenza a Palazzo Chigi alla vittoria del Sì.
La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti: l’unico che può e deve parlare è Matteo Renzi, che infatti ieri sera proseguiva la sua quotidiana tournèe televisiva pontificando a “Che tempo che fa”, nel tentativo di battere il record di presenze in tv, detenuto non già da Berlusconi (ci andava molto meno), ma da Barbara D’Urso.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.


Travaglio è un uomo di parte, terribilmente di parte, e siccome tu lo citi spesso e spesso ne riporti le parole ti faccio una previsione: lui, Travaglio, è immerso in un mare di supponenza, è convinto di essere quello che non è, pensa di potersi avvicinare altri personaggi immersi in un mare di supponenza, cito Cacciari e Sgarbi per fare un esempio, trascurando il fatto che Cacciari e Sgarbi sono due MAESTRI di cultura, nelle loro specialità, mentre lui é solo e semplicemente uno scribacchino che ha avuto la fortuna di poter scrivere su quotidiani senza nemmeno proporre un italiano di qualità (su questo forum per es. ci sono qualche decina di amici che scrivono anche meglio di lui), per queste sue caratteristiche che lo portano dall'ometto che è ad essere arrogante come pochi, la mia previsione è che domani, con Renzi all'opposizione e chiunque altro al suo posto, lui, l'ometto, sarà sempre lo stesso, e continuerà ad adorarsi scrivendo peste e corna di chiunque nella vita avrà avuto la fortuna, o la sfiga, di dover governare gli italiani.
Mi stupisce che tu, che pur mi appari una persona intelligente, continui a proporre queste sbrodaglie letterarie a firma Marco T.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


E infatti, puntuale come la morte:
Maria Etruria Boschi: chi vota NO al referendum è come CasaPound!