



Addio Tomąs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Valpreda e Pinelli non c'entrano nulla. La doppia bomba č una cazzata di Cucchiarelli. La bomba l'ha messa il giapponese con un sosia di Valpreda (come detto pure da Freda), con l'aiuto del figlio di un funzionario bancario, su incarico della cellula padovana di Freda e Ventura, autori degli attentati ai treni precedenti e della bomba della fiera campionaria e dell'altare della patria. Tutti di marca fascista, e Calabresi rompeva agli anarchici, quando č tutta opera di Ordine Nuovo.


Addio Tomąs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Valpreda č completamente innocente, come Pinelli, Calabresi un burattino nelle mani di Allegra, Guida e D'Amato che l'hanno ripagato con la moneta che sappiamo e l'aiuto dell'utile idiota Leonardo Marino. Cornelio Rolandi ha visto Claudio Orsi o Nino Sottosanti.




agaragar basta spararle grosse, gią hai fatto una pessima figura con la storia dell'apollo 11. Marino era solo un burattino dei servizi (non un agente ma un confidente, non ha nemmeno partecipato al delitto direttamente nonostante voglia farlo credere), Sofri e gli altri due i capri espiatori per salvare D'Amato, Allegra e forse Nardi (se non č morto nel 1976). Valpreda era un onesto anarchico idealista, non uno schifo fascista come Merlino.
Guido Giannettini, Concutelli, Nico Azzi e Franco Freda hanno ammesso la storia del sosia del taxi.
@Josef Scveik, ne abbiamo un altro.
Ora non tirate fuori le minchiate sul caso Moro e Moretti agente segreto, non siamo a travagliolandia. Magari che ci siamo spaliamo un po' di m... anche su Rostagno come l'esperto diffamatore Travaglio insegna, e animal segue l'esempio su Regeni, un giovane innocente massacrato da criminali di professione.


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrą guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrą guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Bravi, si vede che Allegra e D'Amato hanno fatto bene il loro lavoro. Notare che D'Amato era quello che per ammissione di molti, tentava di infiltrare Lotta continua e poi faceva sorvegliare il telefono privato di Calabresi per sapere se magari aveva degli scrupoli. A che pro, lo sappiamo. L'ingenuo commissario ha avuto la sua fedeltą allo Stato ricompensata dagli ingrati superiori il 14 maggio 1972.