Il principio non è il ginecologo o la gestante o chi tifa per l'uno o per l'altro, il principio è ciò che segue alla nascita di un bambino abbisognante di una mole di cure enormemente superiore a quelle abbisognanti dai suoi coetanei e da protrarsi spesso per tutto il resto della sua vita, lunga o breve che essa sia.
Impedisci in un modo o nell'altro alla gestante di abortire, il bambino malformato o affetto da patologie gravissime e croniche nasce, e la cosa finisce li?
Chi è responsabile del dopo?
Il bambino che nasce per soffrire e sperare che le cure di cui abbisogna gli vengano regolarmente prestate?
La madre che non ha deciso di farlo nascere ma non ha potuto abortire?
La sua famiglia che vivrà giorno per giorno nella sofferenza insieme a lui?
Perché nel caso non te lo abbia detto nessuno un bambino che nasce con pesanti malformazioni o con patologie gravissime soffre.
Soffre come chi non ci è mai passato non può nemmeno immaginare.
Soffre senza speranza perché prima o poi si renderà conto che il suo inferno finirà solo con la morte.
E con lui soffrono tutti coloro che lo amano e che si trovano impotenti a lenire il suo dolore, la sua solitudine, le sue frustrazioni.
Tu puoi impedire tale dolore? Puoi lenire tali sofferenze? Puoi impedire la disperazione del bambino e di coloro al quale è caro?
Puoi impedire che tutti loro si addormentino piangendo e si sveglino il giorno dopo con nuove lacrime?
No, non puoi.
Come non lo può il ginecologo obiettore privo di coscienza che desidera solo non sporcarsi le mani personalmente, perché se il suo fine fosse la vita del nascituro non si limiterebbe ad opporre il suo rifiuto personale ma si prodigherebbe per cercare delle alternative da offrire alla gestante.
In realtà al medico della gestante e del bambino non gliene frega niente.
Come non gliene frega niente a tutti gli ipocriti che approvano il suo rifiuto.
Come non te ne frega niente a te.





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