Premettendo che il pensiero di Steiner è molto vasto, nel senso che ha detto la sua su quasi ogni argomento, che quando ha parlato di argomenti legati allo sviluppo di determinati stati di coscienza ha parlato a più livelli tenendo conto della platea ed infine tenendo conto che non di rado, a mio avviso, dice cose come minimo bizzarre e discutibilissime (soprattutto in merito all’origine e sviluppo della Terra, ma siamo fuori ambito), direi che:
Vedo una concordanza tra quanto dici tu qui:
ed il fatto che Steiner considerava molto importanti nella pratica di vita quotidiana i cosiddetti 6 esercizi complementari , gli stessi che per capirci vennero riportati nel terzo volume di introduzione alla magia quale scienza dell’io del gruppo di UR (il terzo corrisponde ai fascicoli di Krur del 1929) con il titolo “risveglio delle facoltà” a firma di LEO, che poi altri non era che il medico ed atleta italiano Leo Colazza, amico personale di Steiner; si tratta di esercizi miranti a stabilizzare alcune qualità psichiche, viste come strumento e non come fine. In particolare sottolineo la calma di fronte al piacere ed al dolore, con il che Steiner non intendeva che si dovessero reprimere i sentimenti o disabituarsi ad essi, intendeva piuttosto mirare a dominare l’espressione di piacere e avversione, diventandone maggiormente consapevoli; secondo lui così facendo “ si noterà subito che non si diventa più ottusi, ma al contrario più ricettivi di prima a tutto ciò che di piacevole o doloroso ci circonda” e ancora “ Si deve badare ad essere pienamente partecipi di piacere e dolore, ma senza perdersi in essi” (opera omnia 13) e via dicendo; questo perché “ che la vita ci abbia inculcato questo o quello non è importante, per l’educazione spirituale servono le qualità che noi stessi ci siamo impresse; se la vita ci ha comunicato agitazione, dovremmo diseducarci da essa; se ci ha comunicato imperturbabilità dovremmo scuoterci con l’autoeducazione affinché l’espressione dell’anima corrisponda all’impressione avuta”; ho semplificato molto (non posso certo riportare Steiner per intero) ma insomma questo mi sembra in linea con lo stile animico tratteggiato nell’episodio di cui sopra.





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