Addio a Lelio Luttazzi, re dello swing italiano

Compositore e musicista è stato anche un protagonista della televisione, soprattutto con 'Studio Uno' e 'Hit Parade', della radio e del cinema. Aveva 87 anni.

Trieste, 8 luglio 2010 - Il maestro e compositore Lelio Luttazzi, 87 anni, è morto la scorsa notte a Trieste. A riferirlo è stato il suo amico e agente, Roberto Podio, portavoce della famiglia.
Le sue condizioni di salute sono diventate precarie circa tre mesi fa a causa di una neuropatia periferica, peggiorata nelle ultime settimane.

Luttazzi sarà cremato e presumibilmente le sue ceneri saranno sparse in mare, nel golfo di Trieste. La moglie Rossana Moretti ha espresso la volontà di celebrare le esequie in forma strettamente privata.

Nato a Trieste il 27 aprile del 1923, Luttazzi è stato uno dei personaggi di maggior successo della canzone italiana degli anni '50 e '60 ma soprattutto un protagonista della televisione, dell’epoca d’oro di Studio Uno, della radio e del cinema.

Tra i primi ad inserire nella canzone italiana le strutture del jazz, un modo di comporre ‘swingato’ che ha il suo primo esempio in 'Muleta mia', una canzone scritta per Teddy Reno.
Ma, rimanendo nell’ambito musicale, i titoli delle composizioni di Luttazzi comprendono 'Una zebra a pois', cantata da Mina, 'Il giovanotto matto', il classico di Ernesto Bonino, 'Il favoloso Gershwin', 'Promesse di marinaio' fino a quella che rimane la sua interpretazione più famosa e nostalgica, 'El can de Trieste'.


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