





E che minaccia sarebbe? E' come tirare un pallina di tennis al massimo della forza contro il muro pensando di sfondarlo e quella invece ti torna indietro finendo dritta nella tua orbita oculare: il muro non s'è fatto niente e tu che hai perso un occhio.
Se la tiravi con meno forza e più abilità (effettando la pallina) almeno il risultato era solo nullo invece di essere negativo e ripetendo la cosa N volte (non più possibile ora senza l'occhio) avresti studiato come sfruttare il muro a tua volta senza più il bisogno di abbatterlo.
Allora m'hai preso proprio per uno scemo. Se uno si suicida non può portare a termine la sua prometeica azione. Anche perchè il titano incarna un aspetto della natura "grezza", "vitale", "violenta" ma non contro se stessa. Prima di ogni cosa, un essere umano deve materialmente esistere per agire e in questo realizzarsi, non ridursi ad una figura mistico-ieratica che esiste "per consegnare insegnamenti" da maestro di buona (razionale? Mah) vita.ma è molto semplice, quando i suicidi e gli autolesionisti sono i tuoi amici è titanismo leopardiano e nietzschiano ("non viene niente in tasca, si soffre, si crepa? è il titanismo, è la volontà di potenza"), quando è Venner a Notre Dame contro pederasti i repellenti e i migranti nauseabondi allora è "irrazionalità"
Non ci sono "eredità" migliori di una vita vissuta pienamente ed autonomamente, con l'unico vincolo - che cito direttamente io sapendo che obietterai su questo punto - di preservare l'ambiente dove è possibile muoversi e agire (e non perchè abbia un valore "sacro" in sè o addirittura perchè coincida steineriamente con il volkgeist)
Per fare un esempio banale (l'ho già raccontato): il 25 aprile del '45 mio nonno (socialista dichiarato) INSULTO' pesantemente gli improvvisati partigiani - colti da quello che tu chiameresti "titanismo" per attuare il giochino dialettico che ti piace tanto - che assaltarono una colonna corazzata passata dalle mie parti. Questo non per disprezzo impudente alla Troll (magari anche quello, un po') ma perchè trovava assolutamente idiota morire "in nome della libertà" per poi condannare i propri figli appena nati alla prigionia della FAME (rimanendo senza padre). Analogamente a quello che capitò al mio parente in Zaire nel 1995, solo che in quel caso la morte non era cercata volutamente e attivamente.
Io sono della stessa identica opinione di mio nonno, e se questo mi costa un "nazista" accetto benissimo di essere chiamato "nazista" essendo pienamente cosciente di non esserlo (non riconosco la minima necessità di fare "pulizie" preventive sui "deboli", mi arrogo unicamente la necessità di indicarli come tali, come per Lapo ).


Spaghetti e pistole
Non penso fossero colleghi dato che @Troll non è laureato un filosofia. Così come Giovanni![]()
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Novus Ordo Seclorum


Perchè può benissimo essere che sia l'imprenditore a decidere di essere comunista da sè
L'idea è che in una società compiutamente capitalista (e non medioevale-padronale) come quella che Marx credeva esserci ad esempio in UK (faro di modernità in epoca di rivoluzione industriale) la lotta di classe poteva essere direttamente "sublimata" se si fossero convinti gli imprenditori a fare da sè il passo verso il comunismo come organizzazione della produzione di beni e poi sociale.







