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  1. #1
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    Lightbulb Contro l’individualismo

    L'Intellettuale Dissidente / Società

    Contro l’individualismo

    Prevalicando e annientando quelli che potevano essere gli interessi comuni di un popolo o di una collettività l’individualismo si ritrova ad essere il principale ariete ideologico del liberalismo, con la conseguente introduzione all’interno della società della competitività tra esseri umani, artatamente immersi in un mercato fittizio e surreale
    La redazione - 7 giugno 2016


    di Giuseppe Piconese
    In un curioso ritorno storico, l’era presente s’accomuna all’Ottocento utilitarista e liberale per il diffondersi oltremisura di un preponderante individualismo. La convinzione che l’uomo nasca col solo fine di raggiungere la felicità e, di conseguenza l’appagamento dei suoi desideri qualsiasi essi siano e qualsiasi prezzo essi richiedano, non poteva che far sprofondare la collettività nel più abietto e violento materialismo. Anche la stessa parola “collettività” ormai non può più indicare un’insieme di persone che agiscono e indirizzano le proprie energie verso un fine comune sacrificando anche parte degli interessi individuali in nome di quelli comuni; rimane ora solo una convenzione lessicale per indicare atomi umani presi solo momentaneamente insieme.
    Le teorie scientifiche di Darwin nel diciottesimo secolo ebbero una vastissima eco, influenzando potentemente la società e il pensiero del tempo: così la teoria della selezione naturale tramite il mezzo della competizione tra animali, dove solo il più forte in natura sarebbe sopravvissuto, funse egregiamente da appoggio ideologico all’individualismo. Del tutto immerso in quest’ottica, l’uomo occidentale contemporaneo risulta inevitabilmente e in maniera sempre più intensa svincolato da quelli che erano gli antichi legami sociali che ne avevano influenzato le azioni e i pensieri per secoli, se non millenni: la Famiglia, la Patria, la Religione. Ora, non sentendosi più in dovere verso nessuna di queste tre istituzioni, l’individuo-atomo del ventunesimo secolo vede davanti a sé il solo fine di soddisfare i suoi bisogni: non importa se questi dovessero cozzare con quelli di un altro individuo-unico, o se l’appagamento di questi ultimi dovesse richiedere la letterale prevaricazione e soppressione della dignità altrui. Inutile affermare che in una società dove ognuno può individuare da sé quale sia il proprio traguardo ritorna, prima o poi,l’atavica presunzione del più forte: in una società individualistica, dunque, chiunque detenga mezzi sufficienti può affermare i propri interessi a totale discapito di chi non dispone di mezzi economici, sociali o culturali parimenti efficaci. Segue da sé anche l’ovvia funzionalità dell’individualismo e del materialismo che da esso scaturisce al sistema politico-economico oggi principalmente diffuso nell’occidente: il liberalismo liberista.
    Prevalicando e annientando quelli che potevano essere gli interessi comuni di un popolo o di una collettività –interessi focalizzati da questa comunità in funzione dei loro legami per via di sangue, di patria o di religione- l’individualismo si ritrova ad essere il principale ariete ideologico del liberalismo, con la conseguente introduzione all’interno della società della competitività tra esseri umani, artatamente immersi in un mercato fittizio e surreale. Solo la competizione tra persone può dare, in questo scenario, le sostanze necessarie al soddisfacimento degli istinti e dei bisogni individuali: cancellata ogni forma di solidarietà, eliminata ogni onesta volontà di collaborazione tra le classi, impera la mercificazione e la calcolabilità dell’esistente. Il risultato, amaro e anti-umano, determina una massa amorfa di esseri-schiavi, sottoposti alla volontà del Capitale e delle élite: è il mercato globale, bellezza!

    Contro l?individualismo
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  2. #2
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    Predefinito Re: Contro l’individualismo

    Da quello che mi sembra, il sistema usa sia l' individualismo che il comunitarismo.
    Il sistema ha bisogno di inquadrare, forzare gli individui nei gruppi, per 3 motivi:
    -annullare le personalità, privare le persone dei propri spazi
    -controllare e conformare, in quanto il successo e il prestigio del gruppo dipendono da quanto i suoi individui si conformano all' attuale modello o a quanto raggiungono gli obiettivi posti dal sistema, quindi dentro il gruppo, a cominciare dalla famiglia, l' individuo è controllato, sorvegliato, e se sta fuori dai gruppi l' individuo è visto come un sospetto quindi tagliato fuori
    -dividere, creare conflittualità

    Possiamo aggiungere il dramma che il moderno mondo del lavoro è sempre più orientato sul gruppo.

    Dall' altro lato il sistema spinge per essere individualisti per farci spendere di più, per essere più produttivi sul mercato del lavoro (ma ciò lo ritengo un falso individualismo), o, attraverso televisione e nuove tecnologie, per renderci più deboli e isolati.

    Io personalmente mi reputo individualista ma lontanamente dal senso borghese, io tendo ad essere molto ripiegato su me stesso e a stare per i cavoli miei, ho sempre avuto una certa insofferenza per i gruppi; inoltre ho difficoltà a identificarmi in qualche comunità, in qualche cultura collettiva.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Contro l’individualismo

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Da quello che mi sembra, il sistema usa sia l' individualismo che il comunitarismo.
    Non so, precisamente, cosa tu intenda per "comunitarismo". Certo è che il capitale usa di tutto e di più per raggiungere i propri scopi.

    Il sistema ha bisogno di inquadrare, forzare gli individui nei gruppi, per 3 motivi:
    -annullare le personalità, privare le persone dei propri spazi
    -controllare e conformare, in quanto il successo e il prestigio del gruppo dipendono da quanto i suoi individui si conformano all' attuale modello o a quanto raggiungono gli obiettivi posti dal sistema, quindi dentro il gruppo, a cominciare dalla famiglia, l' individuo è controllato, sorvegliato, e se sta fuori dai gruppi l' individuo è visto come un sospetto quindi tagliato fuori
    -dividere, creare conflittualità
    Questo significa "disciplinamento sociale". Ma si tratta pur sempre di una strategia di controllo rivolta a individui atomizzati e isolati. Un incontro di numeri manovrati dal capitale e dai suoi strumenti di propaganda, di indottrinamento e di coercizione.

    Possiamo aggiungere il dramma che il moderno mondo del lavoro è sempre più orientato sul gruppo.
    Una sorta di Panopticon. Non certo un modello comunitario o solidale.

    Dall' altro lato il sistema spinge per essere individualisti per farci spendere di più, per essere più produttivi sul mercato del lavoro (ma ciò lo ritengo un falso individualismo), o, attraverso televisione e nuove tecnologie, per renderci più deboli e isolati.
    Esatto, ma questo non contraddice quanto ho scritto sopra.

    Io personalmente mi reputo individualista ma lontanamente dal senso borghese, io tendo ad essere molto ripiegato su me stesso e a stare per i cavoli miei, ho sempre avuto una certa insofferenza per i gruppi; inoltre ho difficoltà a identificarmi in qualche comunità, in qualche cultura collettiva.
    Noi intendiamo la comunità in senso marxiano. Non certo le folle di atomi che si ammassano di fronte a un negozio per comprare il nuovo modello di I-Phone. Per meglio comprendere il concetto ti lascio questo link Il concetto di comunità in Marx - Comunismo e Comunità
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

 

 

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