Intervista on line della Hack:
Margherita Hack, l'universo e l'uomo:* «Siamo figli delle stelle»*-*Il Messaggero
di cui riporto la parte finale a cui non che posso che associarmi
Questo è quello che sappiamo oggi dell’universo. Non sappiamo se l’inizio dell’espansione sia stato anche l’inizio dell’universo, oppure se si sia trattato di una trasformazione dello stato fisico della materia, da zuppa di particelle elementari all’universo che osserviamo oggi, causata dalla diminuzione di temperatura e densità prodotta dall’espansione. Non sappiamo quale energia abbia dato inizio all’espansione. Non sappiamo se l’universo sia finito oppure infinito nel tempo e nello spazio. Non sappiamo se l’universo che osserviamo sia veramente “l’universo” cioè tutto ciò che esiste, o se sia solo uno fra molti altri universi, magari governati da leggi fisiche diverse da quelle che conosciamo. Difficilmente le nostre osservazioni potranno dare una risposta a queste domande. L’universo che ognuno di noi può immaginare riflette le proprie “fedi” laiche o religiose che siano.
Un universo che abbia avuto origine dal nulla è un universo che somiglia molto al “fiat lux” della Bibbia. Uno si chiede: Cosa c’era prima? L’unica insoddisfacente risposta è Nulla: Il tempo e lo spazio si sono creati col Big Bang. Oppure un’idea di universo per me più accettabile: c’era il vuoto, ma non il nulla, il vuoto dei fisici, in cui particelle e antiparticelle continuamente si annichilano liberando energia che ricrea altre particelle e antiparticelle, in uno spazio e un tempo infiniti; uno spazio e un tempo infiniti che non escludono la possibilità che si formino continuamente regioni, come quella in cui viviamo e che noi chiamiamo universo, ma che non sia l’unica. E’ l’idea del multiuniverso, non verificabile e quindi destinata a restare appunto un’idea, nell’ambito della metafisica, ma non della fisica.
E qual è l’origine delle particelle? Chi le ha create? Ci chiede il credente, sottintendendo la risposta: Dio.
Ma un’altra risposta è possibile, l’universo si è formato dal nulla, un’idea che può sembrare assurda ma che non viola le leggi della fisica: infatti, se l’universo ha un bilancio energetico globale zero, può essersi originato dal nulla senza violare la legge della conservazione dell’energia. In un universo piano, quale è quello indicato dalle osservazioni, l’energia gravitazionale totale è esattamente zero. La carica elettrica è zero, perché ad ogni protone corrisponde un elettrone. Inoltre non ha energia di rotazione; se ruotasse si dovrebbero notare delle differenze di intensità da una direzione all’altra nella radiazione fossile, eco dell’universo all’età di 400.000 anni, differenze escluse dalle osservazioni effettuate finora.
Può darsi che queste idee sull’origine di tutto ciò che esiste- cioè l’universo, non siano molto convincenti, ma rappresentano lo sforzo della ragione di trovare una spiegazione naturale, che ci liberi dall’infantile ricorso a un’astratta entità suprema un grande babbo che spiega tutto ciò che la scienza non riesce ancora, o forse non riuscirà mai a spiegare.
Mi sembra che il finale sia impostato in modo leggermente diverso.
La scienza riconosce i suoi limiti , altri non mi sembra.





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hefico:
