
Originariamente Scritto da
vanni fucci
10.
Donne, preferite i gloriosi mutilati!
Donne, avete l’onore di vivere in un tempo virile e futurista di nazioni cancellate, di città rase al suolo, di popoli migranti, di squadre affondate, di montagne esplose e di eserciti catturati. In questo meraviglioso tempo infedele, veloce, dissonante, asimmetrico e squilibrato, crolla e muore
finalmente l’idiotissima armonia del corpo umano.
Il cannone ha decapitate le statue della Bellezza antica, statica e neutrale, imboscate come la Grecia tra li ulivi tremanti che ombreggiano le rive cavillose del cretinissimo Ellesponto.
I sottomarini hanno silurato gli ultimi Tritoni. Il mare liberato dall’ellenismo professorale e dalla mitologia Berlinese è diventato oggi un forte mare salubre, efficacemente salso iodico, carico di pesci fulminati, in mare che continua eroicamente le vibrazioni delle enormi battaglie navali.
Donne, dimenticate Apollo che oggi si chiama Apollo Gunaris, dimenticate Paride che oggi si chiama Paride Sculudis!...
L’asimmetria dinamica dell’alpino scolpito e cesellato dal fuoco deve imporsi al vostro cuore e ai vostri sensi rinnovatori.
Donne, dovete preferire ai maschi intatti più o meno sospetti di vigliaccheria, i gloriosi mutilati! Amateli ardentemente! I loro baci futuristi vi daranno dei figli d’acciaio, precisi, veloci, carichi di elettricità celeste, ispirati come il fulmine nel colpire e abbattere uomini, alberi e ruderi secolari.
Il proiettile è come un secondo padre del ferito. Gli impone il suo carattere. Gli insinua nelle fibre un atavismo di violenza feroce e di velocità incendiaria.
Gloria alla pelle umana straziata dalla mitraglia! Scopritene lo splendore scabro! Sappiate ammirare un volto sul quale si è schiacciata
una stella!...
Niente di più bello di una manica vuota e fluttuante sul petto, poiché ne balza fuori idealmente il gesto che comanda l’assalto!
Donne, amate i ciechi eroici!
I loro occhi sono bruciati per aver fissato l’insostenibile sole della gloria italiana! Accarezzate le loro fronti arabescate! Abbracciateli per la strada!...
Salutateli amorevolmente! Adorateli! Spetta a voi, alle vostre labbra di divinizzarli!
Gloria al cieco che ha dato i suoi occhi alle tenebre perché l’Italia abbia figli più radiosi e più veggenti!
Gloria al mutilato che oscilla nel passo come se fosse carico del blocco d’Italia che egli strappò all’Austria a costo di portarlo tutta la vita, opprimente, su di una spalla!
Gloria ai mutilati che si equilibrano su due stampelle, come se sdegnassero di camminare e volessero tentare un volo sublime!
Donne, fate che ogni italiano dica partendo: Voglio offrirle al mio ritorno una bella ferita degna di lei!...
Voglio che la battaglia mi riplasmi il corpo per lei!...
Voglio essere così modificato dalle granate e dalle baionette nemiche per lei!...
Donne, il mutilato che voi bacerete, non vi apparirà mai fiacco, vinto, scettico e spento, poiché porterà su di sé le tracce tumultuose e l’atmosfera accesa della mischia e negli occhi la gioia esultante di avere rovesciato giù degli austriaci a baionettate.
Questo non è Romanticismo che disprezza il corpo in nome d’una astrazione ascetica. Questo è futurismo che glorifica il corpo modificato e abbellito dalla guerra.
Distruggiamo la vecchia estetica simmetrica. Nasce oggi la nuova estetica asimmetrica e dinamica.
Accettiamo la collaborazione della guerra meccanica per colorare d’eroismo l’umanità scolorita dalla pace.
Accendiamo le città quietiste e pacifiche colle linee violenti e balzanti delle battaglie scolpite nel corpo umano.
La chirurgia ha già iniziato la grande trasformazione.
Dopo Carrel la guerra chirurgica compie fulmineamente la rivoluzione fisiologica. Fusione dell’Acciaio e della Carne. Umanizzazione dell’acciaio e metalizzazione della carne nell’uomo moltiplicato. Corpo motore dalle diverse parti intercambiabili e rimpiazzabili.
Immortalità dell’uomo!...
Donne, amate i gloriosi mutilati e imitateli partecipando alla guerra.
Anche voi!...
Anche voi in trincea!
Sì! Un milione di donne almeno in trincea scelte tra le più resistenti alle fatiche! Quelle non essenziali all’allevamento dei bambini e alla cultura della terra! Abbiamo piena fiducia nella vostra forza fisica e nel vostro coraggio!
Sì, in trincea! È assurdo bestiale che rimaniate per anni ad aspettare e a tradire i maschi che si battono!
Equilibriamo così le forze dei due sessi! Tutte le responsabilità anche a voi. Donne italiane, se volete essere degne di amare i gloriosi mutilati italiani!
Da “Come si seducono le donne” di Filippo Tommaso Marinetti, 1917