
Originariamente Scritto da
FRUGALE
Si è passati dall'handicappato grave nato al mutilato di guerra, al vecchio decrepito, passando per chi sta facendo la chemioterapia (in tanti l'abbiamo fatta o la faremo)...mah...
Se ragioniamo in termini di "paura della morte" o "non accettazione della precaria condizione umana" potrei estremizzare, se fosse vero, parlando di quando mi spavento incontrando un compagno di scuola che non vedevo da anni, e lo trovo ingrassato, o ingracilito, pelato o con i capelli bianchi, o con la pancia. E' così decaduto, lo sono anch'io???!!
Io mi riferivo all'handicappato fisico e mentale, quello che non può fare altro che sbavare urlare e contorcersi su una carrozzina.
Persone che sbavano e poi, ignare, ti tendono la mano...roba così.
Questi sono disgrazie, che solo cristianamente si possono accettare ed.......amare.
La reazione naturale davanti a certi "spettacoli" sarebbe la bestemmia.
Si fa fatica ad accettare di vivere, anche temporaneamente, con persone del genere; quando ero piccolo, vicino a casa mia abitava un bambino circa della mia età con una faccina grande come il muso di un gatto e dietro un testone oblungo che sembrava un pallone da rugby ma più grosso. Non riusciva neanche a stare dritto, poveretto, non so se capisse qualcosa o no...ne ero orripilato, a solo pensarci mi veniva la nausea, ne avevo paura.
Ma avevo nove anni, già da ragazzino non mi sarei sognato di lamentarmi con chicchessia della semplice presenza di un ammalato, di un minorato. Tantomeno di maltrattarlo o deriderlo.
D'altra parte ritengo una patetica forzatura il down che si "laurea", l'handicappato grave che viene mandato a scuola coi bambini normali o il paralitico che sclera e fa la vittima perché nel 2016 gli sia ancora impossibile raggiungere la cima dell'Everest.