
Originariamente Scritto da
Arjuna
Le Possibilità sono parte dell'Essere proprio perchè SONO possibilità, sono enti che partecipano dell'Essere secondo una modalità diversa dall'attualità, ma sono pur sempre enti, se fossero Non-Essere non sarebbe possibile definirle come qualcosa che E' possibile.
Mi sembra sempre che si torni al problema di non pensare in maniera radicale il Non-Essere, c'è tropa superficialità e tale superficialità porta a contraddizioni enormi, come dire che ciò che E', NON-E'
Come fai a dimostrarmi come qualcosa possa essere Non-Essere? Se la logica non è un'opinione dire che la Possiblità è Non-Essere equivale a dire che Io sono Te: o pensiamo che la logica sia un puro esercizio dialettico e quindi possiamo dire sostanzialmente ciò che vogliamo, oppure se si pensa che la logica sia un rifesso della realtà vista come causalità, allora quel che dici è senza nessun senso, nonchè impossibile.
D'altra parte se tornaimo ai numeri e alla geometria, che tra due punti vi sai un distanza potenzialmente indefinita è assolutamente reale, la geometria frattale dimostra chiaramente come in uno spazio dalle dimensioni definite sia possibile generare figure di dimensioni estremamente più ampie, il cui unico limite è l nostra capacità grafica, se potessimo disegnare e visualizzare figure formate da segmenti di dimensione di pochi nm, allora, in uno spazio finito potremmo disegnare figure con dimensioni praticamente indefinite.
Un altro esempio è se prendo un cubo di lato 1 m, allora esso avrà una superficie di 6 m2, ma se lo sesso spazio lo suddivido in cubi di lato 10 cm, allora la superficie totale sarà 60m2 e così via. uesto è un fenomeno del tutto reale e che è sotto gli occhi di tutti, basterebbe ad esempio riempire un cubo di 1m di lato di farina e poi misurare la superficie totale del contenuto e si otterrebbe un numero di milioni di m2!
Il discorso sulla Possibilità universale è un altro non-senso: l'Infinito non è divisibile e già il fatto che tu dica che la sua divisione è illusoria dimostra l'insensatezza di quello che afferi, dato che proprio questa illusorietà la devi introdurre per dare conto di un'affermazione priva di qualsiasi fondamento.
Non è la divisione ad essere illusoria, ma la tua affermazione che essendo falsa ha bisogno di una giustificazione a-logica.
Inoltre come fai a pensare possibilità che non esistono? Se le pensi di fatto esistono, esistono anche solo come pensiero, ma pur sempre esistono, quindi stati facendo un'affermazione falsa.
Se torniamo all'esempio che ho fatto, togliendo la tela rimane lo spazio in cui vi era la tela, ovvero il Non-Essere, ma Essere e Non-Essere si difiniscono per contraddizione e l'uno non può essere senza l'altro. In un momento limite ideale Essere e Non-Essere si distinguono, ma tale distinzione è seguita istantanemanete dall'affermazione dell'Essere.
Lo stesso vuoto si deifnisce solo per contraddizione, come un qualcosa che contiene un nulla, ovvero un non Essere, per ciò il vuoto può essitere solo se e finchè esiste l'Essere. Nel momento in cui uno dei due venisse meno, l'altro non potrebbe essere definibile, dato che ogni identità presuppone un'alterità per esere tale.
Per questo il Nirguna non è Non-Essere, nè è Essere, primo perchè se fosse uno dei due non sarebbe ciò che non può essere detto, dato che sarebbe dicibile come Essere o Non-Essere, inoltre sarebbe determinato e condizionato, ovvero non sarebbe libero ed avrebbe una forma ben precisa.
L'unica cosa che è veramente indicibile è ciò che è sia Essere che Non-Essere o nessuno dei due e tale situazione è possibile solo nel punto in cui i contraddittorii non sono ancora dati, ovvero nel punto in cui sussistono ocme possibilità indifferenti. Questo mi pare del tutto ovvio e socntato ed è quello che intendono le scitture upanishadiche che per fortuna si situano ad un livello ben superiore alle banalizzazioni a cui le stati sottomettendo.
La tua è una banalizzazione di un concetto estremamente più profondo, la comprensione dell'Essere in quanto tale porta ad un momento di sintesi in cui Essere e Non-essere vengono ricompresi e dominati dopo la loro distinzione iniziale, il circolo si chiude in una fiammata che dissolve entrambi lasciando solo il puro dominio, la pura relazione di autopossesso per cui il soggetto possedendo sè infinitamente in un punto infinitesimo si autodissolve e per cui lo stesso infinito viene trasceso nel transfinito.
Il nocciolo delal questione è che tu segui una dottrina che ha deciso arbitrariamente e aprioristicamente che l'individualità è un male o un'illusione e per questo ha elaborato tutto un sistema per cercare di idmostrarlo attraverso una serie di forzature, contraddizioni e assunzioni a priori non dimostrate, nè dimostrabili.
Infatti ha bisogno di dire che l'individualità è illusoria e appartenente all'Essere, ma può essere superata nel Non-Essere e ha quindi arbitrariamente assegnato al Nirguna il ruolo di Non-Essere, cosa del tutto insensata e del tutto contraria allo spirito della dottrina vedantina