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L'evoluzionismo pretende che dal disordine sia nato l'ordine, anzi l'ordine al suo massimo grado, la colossale organizzazione della vita. La sua pretesa è in assoluta contraddizione con le più elementari leggi della fisica. Le difese che gli evoluzionisti tentano contro i principi dell'entropia, letali per la loro teoria, sono, e non possono non esserlo, inconsistenti !!
1) L'energia non può produrre informazione.
Come primo tentativo di difesa (alle critiche degli anti-evoluzionisti basate sui principi dell'entropia) gli evoluzionisti fanno notare che gli organismi ricevono continuamente energia dal sole la quale produce ordine e informazione.
Qui si intravede una confusione fra il vettore o supporto dell'informazione e l'informazione stessa, che sono due cose ben diverse. Facciamo un esempio: una linea telegrafica può funzionare solo grazie all'energia elettrica ma il messaggio che transita sulla linea deve essere introdotto dal telegrafista. Quest'ultimo introduce l'informazione e l'energia elettrica svolge la funzione del suo trasporto.
Bisogna distinguere fra il concetto di ordine energetico e il concetto di ordine informatico. Abbiamo visto che, a causa dell'entropia termodinamica, l'energia degrada irreversibilmente in qualità, passa cioè da forme più ordinate a forme meno ordinate. Il calore è la forma più degradata di energia in quanto l'agitazione molecolare è quanto di più caotico si possa immaginare.
Una corrente elettrica che passa in un conduttore è una forma di energia più pregiata: consiste in un flusso di elettroni che vanno tutti nella stessa direzione. Ma quest'ordine fisico che abbiamo chiamato ordine energetico è di ordine del tutto diverso dall'ordine informatico !!
L'ordine informatico è sempre riconducibile ad un rigoroso ordine di bit !! Si pensi al flusso di informazione telegrafica di cui sopra: il messaggio scritto dal telegrafista è, volendo, raffigurabile come una sequenza di bit, che viaggiano come un trenino sulla linea telegrafica !!
2) L'evoluzione non può produrre informazione.
Come seconda cosa ricordano che tali principi valgono per i sistemi chiusi e gli organismi sono immersi in un ambiente che, secondo loro, gli fornisce informazione, tramite l'adattamento e la selezione naturale.
In realtà nei fenomeni adattativi e selettivi non c'è neanche un infinitesimo dell'iniezione di informazione necessaria per le trasformazioni miracolose che hanno in mente gli evoluzionisti. Semplicemente l'ambiente favorisce variazioni limitate di possibilità, già presenti negli organismi.
Quindi c'è una differenza abissale fra una specie che si adatta ad un certo ambiente e un organismo che, come sostengono loro, si evolva, per mezzo di una metamorfosi impensabile, verso un organismo completamente diverso, appartenente addirittura ad un altro ordine o classe.
3) Eventi neghentropici non possono causare evoluzione.
Il terzo tentativo per scansare il colpo inferto alla loro teoria dall'entropia è quello, fra gli altri, di J.Monod che fa notare come l'entropia sia un concetto statistico. In quanto tale possono verificarsi nello spazio-tempo dei rarissimi casi in cui l'entropia invece di aumentare diminuisce. Sarebbe in questi fuggevoli istanti che l'evoluzione opera tramite la selezione naturale.
I fisici fanno l'esempio di un mattone: se in un istante particolare l'entropia diminuisse al punto che tutte le molecole fossero direzionate verso l'alto, il mattone si solleverebbe nell'aria da solo. Non è matematicamente impossibile, cioè la probabilità dell'evento non è esattamente zero.
Francamente basare l'evoluzione intera sulla rarità di questi fenomeni mi sembra a dir poco ottimista: molto più ottimista di un uomo, che pur non sapendo nuotare, si tuffasse lo stesso in mare da una nave sperando che un'onda anomala sufficientemente potente lo risollevasse sulla tolda !!