Ti ha già risposto @Ucci Do, ma posso solo aggiungere di ricordarti che parlare di espansione e contrazione non è appropriato in questo caso perché si sta parlando del moto come passaggio dalla potenza all'atto di un ente.


Ti ha già risposto @Ucci Do, ma posso solo aggiungere di ricordarti che parlare di espansione e contrazione non è appropriato in questo caso perché si sta parlando del moto come passaggio dalla potenza all'atto di un ente.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Che intromissione ? Mica è un conciliabolo di sediziosi!
Se è emerso e si è originato una causa originaria deve pur esserci ? E perchè mai ? Chi stabilisce che debba esserci un "fondo" dal quale inizia l'emersione ?
Anche voi come i greci antichi rifiutate evidentemente il concetto di "infinito". Per questo motivo Aristotele ha individuava necessariamente un atto puro, una causa prima che i cattolici individuano con dio.
In realtà non c'è nessuna certezza che proseguendo a ritroso nella sequenza potenza, causa, ci si imbatta mai un atto primo. Del resto non è nemmeno scontato che se ne individui uno e uno solo. Circostanza questa ben chiara allo stesso Aristotele.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




Perchè se non arriviamo ad una fonte generante e non generata non arriviamo da nessuna parte.
La butto lì: no è forse la volontà del non arrivare da nessuna parte o l'equiparare l'infinito alla possibilità infinita (con i corollary relativisti del caso) il "motore" che spinge l'ateo a rigettare la concezione metafisica (non in disaccordo con la razionalità)?
Ho più di un sospetto considerato che associ l'infinito alle concatenazioni e ai processi disinteressandoti dell'ente e della sua essenza.
In assenza di fonte generante come potrebbe esserci l'oggetto di tale generazione?
p.s. che tipo di "certezza" vai cercando quando ne reclami la mancanza? A me sembra che le argomentazioni di un origine dell'universo non sfuggano dal lume della ragione.
p.p.s. non mi è assolutamente estraneo il concetto di infinito, mi è inconcepibile assumerlo eliminando Dio.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


1) Se non arriviamo ad una fonte generante e non generata non arriviamo da nessuna parte ? Non direi. Arriviamo ad un altra fonte generante e poi un'altra e poi un'altra...all'inifinito
2) Direi che è l'impossibilità di conoscere se esiste una fonte generante e non generata piuttosto che una sequenza di fonti generate e generanti che spinge l'agnostico ad alzare le braccia e proclamare il suo dubbio.
3) Infatti è possibile che non esista una fonte non generata ma infinite fonti generanti.
4) Non cerco nessuna certezza. Mi accontento della sua mancanza. E' presa di coscienza dei miei limiti a cui segue una dichiarazione di resa. Non consoscere non mi inquieta. Accettare significa cessare di soffrire.
5) E' una assunzione ovviamente "fideistica"
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


se uno dicesse che tutto quello che esiste l'ha fatto Dio allora dovrebbe dire anche chi ha generato o fatto Dio
e se dice che eterno sbaglia perchè tutto quello che esiste ha un inizio ed una fine
la nostra mente è limitata, non ha senso di parlare di questi argomenti
come non ha senso per le mosche parlare del traffico automobilistico
metteteci una pietra sopra
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Mi sembra molto più ragionevole che l'accettare la regressione all'infinito e la violabilita del principio di non contraddizione.
Se si procede all'infinito non avrai per definizione nessuna possibilità di dimostrazione poichè non esiste un principio primo su cui la dimostrazione si fonda.Infatti è possibile che non esista una fonte non generata ma infinite fonti generanti
Ti basi cioè su una teoria/concezione che non ha in sé alcuna possibilità o sussistenza di dimostrazione senza negare/contraddire se stessa.
![]()
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...




Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

