chi dice che non ci sono soldi, nega sé stesso. E come?
Così:
"ho voglia di vendere casa, e rintanarmi in un bel posto isolato. Pietro, io ci sto male al mondo, dico sul serio. Ho schifo per tutto, e non riesco nè voglio adattarmici, vorrebbe dire soccombere, non ha senso. Mi sento prigioniera ogni momento. pensavo di esserlo di me stessa, ma non è vero, lo sono del resto, di tutto ciò che non sopporto, di tutto ciò che detesto".
La crisi che parla di sè stessa a sé stessa, che pensava di esserne la causa (sua) ma non c'entra, che è posseduta dallo spiritello sarcastico7satirico, nel senso di una oscura forza di rivalsa che non si esprime, se non di spirito. Come se mi (si) dicesse non venire a casa mia per causa mia, e io capissi che mi tende una trappola, sottovalutandomi, cioè liberandomi dal peso della colpe.
Non si può essere la causa di tutto, neppure di sé, neppure se la colpa è fuori di sé. Una scusa è una bugia imbellettata.




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