
Originariamente Scritto da
caio
L'ebreo nel corso dei secoli non ha mutato la sua essenza, si caratterizza per la mancanza di archè, non ha originalità né creatività, né genialità. Non sa fondare nulla, sa solo distruggere (…) a ben guardare l'ebreo non ha nulla di proprio, ma quello che possiede è solo preso a prestito. In tal senso è deserto di vera cultura[/B]” L'ebreo è una sorta di parassita che si nutre dell'altrui lavoro e delle altrui idee. “Al contrario di quel che in genere si crede gli ebrei, non sono neppure nomadi, perché il nomade possiede un territorio, sia pure indeterminato, sulla cui base ha potuto creare una cultura. L'ebreo invece, privo di terra e di ogni proprietà, trascina un'esistenza parassitaria a danno degli altri popoli” (Ibidem).[/FONT] L'ebreo è un gran maestro di menzogne. Anzi, la menzogna segna la sua stessa esistenza. [/B]L'ebreo finge di essere quel che non è. Dissimula inganna” (ibidem).[/FONT] Lo stato di Israele inganna il mondo, compie un genocidio mascherato, cerca di far credere di essere bombardato da Hammas che lancia invece sugli israeliani parassiti solo innocue armi giocattolo. “Neppure il Talmud è un libro che prepari all'al di la ma soltanto ad una pratica e redditizia vita quaggiù. Hitler lancia così un'accusa che risale almeno a Kant: l'ebraismo non è una religione, nulla avrebbe quindi in comune con lo spirito del cristianesimo” (ibidem). Per Hitler gli ebrei cercano di distruggere gli altri popoli , e oggi, guarda un po', gli israeliani vengono accusati di praticare il genocidio a Gaza. “L'elezione vantata dal popolo ebraico non sarebbe che una strategia perseguita mantenendo all'interno la propria omogeneità e minando dall'esterno l'identità degli altri popoli” (ibidem). Il sionismo è un potente strumento di conquista e di oppressione che gli ebrei si sono dati. Gli ebrei “con il sionismo danno ad intendere che l'autodeterminazione del popolo ebraico sarebbe appagata con la creazione di uno stato; ma così ingannano un'altra volta gli stupidi perché non pensano di edificare uno stato ebraico in Palestina per abitarci. Non possono infatti mantenere uno stato spazialmente determinato per via del loro andamento anarchico e tribale. Ciò che vogliono è solo una centrale organizzata della loro truffa mondiale che abbia i diritti di sovranità per sottrarsi all'attacco di altri stati. Quel luogo di rifugio, usurpato, dato che non c'è posto nel mondo per l'ebreo, che ovunque può essere accusato di occupare illegittimamente la terra altrui sarebbe uno spazio, per definizione, sconfinato che renderebbe precario l'equilibrio del mondo, preluderebbe al dominio planetario” (ibidem). Alcuni “antisionisti non antisemiti” hanno affermato che Hitler sarebbe stato sionista, solo perché prese in esame, come soluzione provvisoria della “questione ebraica”, non certo la fondazione di uno stato ebraico, ma il trasferimento coatto degli ebrei in Palestina. Poi, per non rovinare le buone relazioni col gran Muflì di Gerusalemme, Hitler optò per il Madagascar. Qui hanno la risposta, che combacia con molte delle loro tesi. Hitler parla non di stato ma di territorio ebraico, tutti i leader islamisti, pienamente appoggiati dagli antisionisti occidentali, parlano non di "stato di israele" ma di "entità sionista". Non c'è spazio al mondo per uno stato ebraico dice Hitler. E' esattamente ciò che teorizzano gli “antisionisti non antisemiti”. Tutti i popoli del mondo hanno un loro stato, Israele, lo stato degli ebrei, è l'unico la cui esistenza è costantemente messa in discussione. Gli ebrei occupano “illegittimamente” la Palestina, e sarebbe lo stesso per ogni altro territorio che occupassero dice Hitler. Sembra di sentir parlare un leader di Hammas, o un suo amico occidentale. Per Hitler uno stato ebraico sarebbe uno strumento di conquista ed aggressione, per gli odierni nemici di Israele, ma, dicono,”amici”degli ebrei, Israele, uno stato delle dimensioni della Lombardia, costituirebbe il maggior pericolo per la pace mondiale. Per Hitler il sionismo era uno strumento di inganno ed aggressione, per gli antisionsti di oggi una nuova forma di razzismo.